Candifrutto: Storia di una Bottega del Cioccolato a Torino

Per conoscere al meglio gli usi e costumi di Torino, qualche tappa in alcune botteghe storiche è opportuna, se non doverosa.

La Storia di Candifrutto

Punto di riferimento da oltre quarant’anni, Candifrutto nasce come laboratorio di canditura di agrumi e altre tipologie di frutta, per poi trasformarsi nel tempo in cioccolateria vera e propria.

Bottega del cioccolato e laboratorio artigianale, Candifrutto regala dolci emozioni da oltre quarant’anni.

Nel quartiere Crocetta trova posto questa bella cioccolateria che, per aumentare il ciclo produttivo, dal 2013 ha spostato il proprio laboratorio nei locali della Centrale del Latte in Via Filadelfia, mentre la vendita è rimasta nel negozio di Via Fratelli Carle.

La Filosofia e i Prodotti

Il tutto nasce dalla selezione delle materie prime, come le migliori fave di cacao, le nocciole del Piemonte Igp, i pistacchi di Bronte e i limoni di Sorrento, e da ricette antiche, che danno vita a cioccolatini eccellenti.

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Alla base di ogni lavorazione ci sono pregiati cacao ed eccellenze italiane come pistacchi di Bronte, limoni di Sorrento, mandorle di Avola e, ça va sans dire, nocciole Piemonte Igp, alle quali si affiancano anche prodotti internazionali come caffè, anacardi o zenzero.

Prodotto di punta sono le tartine, ovvero delle sottili cialde di cioccolato fondente abbinate a spezie e a frutta secca e candita, ma tante sono le prelibatezze da gustare: cioccolatini con cuore di nocciola, le “castagne” ripiene di rum giamaicano, cremini ai vari gusti, i “coquillages”, praline a forma di conchiglia con mandorla di Avola all’interno e altre riproduzioni marine, come pesciolini, tartarughe e ostriche.

La gamma comprende cioccolatini fondenti con percentuali che variano dal 65 al 100%, monorigine o in miscela: ecco il Boero ricoperto di nocciola trilobata Igp, il fondente duro o quello al frutto della passione, senza latte. Il cioccolatino al torroncino è fondente, come quello limone e zenzero, mentre tra le chicche ci sono i Semini al latte e fondenti, le pastiglie all’arancia, quelle alla fragola, alla vaniglia con cioccolato bianco o ancora i cereali al latte e fondenti.

Completano l’offerta le originali uova di cioccolato realizzate nel periodo pasquale che sono delle vere e proprie sculture, belle a vedersi e buone da mangiare.

L’offerta è ampia e variegata: praline, cioccolatini, gianduiotti (tra cui quello senza latte), cremini, creme spalmabili, ecc… Al reparto cioccolateria si aggiunge la selezione di dolci tra cui biscotti, torte, crostate di frutta, brioche e, in estate, il gelato, mentre in inverno si può gustare una buona cioccolata calda.

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Cioccolato A.

Il laboratorio dove tutto prende forma si trova in campagna, alle porte di Leinì, mentre in piazza Carlo Felice a Torino ha sede il negozio storico situato sotto i magnifici portici ricchi di storia.

Qui l’imbarazzo della scelta è grande, tanti sono i prodotti esposti: si va dalle creme spalmabili, alle mandorle ricoperte di cioccolato, dai gianduiotti classici, ai rumetti (un guscio di cioccolata che contiene rum), dalle avole al torrone e alle lastre di cioccolato, senza dimenticare gli alpinluce (un guscio di cioccolato ripieno di crema cremino e vino passito di Erbaluce di Caluso), i gianduiotti ricoperti e diablottini (dischetti al cioccolato fondente, al latte e bianco).

I prodotti sono acquistabili anche on line.

Candifrutto e l'Eccellenza Torinese

Maestri del Gusto di Torino e provincia è un progetto della Camera di commercio di Torino che ha come obiettivo quello di valorizzare le eccellenze del territorio.

Nato nel 2002 grazie alla Camera di commercio di Torino, al suo Laboratorio Chimico e a Slow Food, il progetto è un viaggio alla scoperta dell’enogastronomia torinese e non solo.

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Il 23 settembre 2024, Torino ha ospitato una grande cerimonia per la Premiazione dei 218 Maestri del Gusto di Torino e provincia, nominati per il biennio 2025-2026.

L’evento ha riunito imprenditori e imprenditrici, accompagnati dalle loro famiglie e collaboratori, per celebrare il vivace panorama enogastronomico torinese.

Tra i premiati si annoverano giovani donne che esplorano nuove professioni o riscoprono i mestieri tradizionali, agricoltori dediti a pratiche eroiche, specialisti della sostenibilità, pasticcieri creativi e profondi conoscitori delle migliori materie prime disponibili sul mercato.

La selezione dei Maestri avviene ogni due anni, a cura della Camera di Commercio di Torino e di Slow Food Italia, con il supporto del Laboratorio Chimico camerale, che si occupa di verificare il rispetto degli standard igienico-sanitari attraverso ispezioni e campionamenti anonimi.

Chi riceve questo titolo entra a far parte di un progetto di lunga durata, che offre opportunità di formazione e consulenza, oltre a una grande visibilità.

“Diventare Maestro rappresenta un grande orgoglio, ma anche una responsabilità - afferma Dario Gallina, Presidente della Camera di Commercio di Torino.

- Ai nostri 218 premiati chiediamo di essere testimoni attivi del gusto torinese e di sfruttare appieno le opportunità che offriamo attraverso eventi di rilievo, sia a livello nazionale che internazionale.

L’obiettivo è promuovere la crescita di questi imprenditori e imprenditrici già eccellenti, contribuendo a rendere l’enogastronomia torinese un pilastro strategico per accrescere l’attrattività del nostro territorio, sia per i residenti che per i visitatori stranieri.

Come in ogni biennio, il progetto Maestri del Gusto offre un quadro delle produzioni alimentari della provincia di Torino che meglio esprimono il sapere e la tradizione enogastronomica del territorio.

Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, evidenzia l’importanza di queste eccellenze locali, che raccontano chi siamo e dove viviamo.

“Coltivare, trasformare, cucinare e arricchire i frutti della terra, collaborando con la comunità e sostenendo il tessuto sociale ed economico del Piemonte, sono solo alcune delle attività portate avanti dai Maestri del Gusto.

Ribadire il legame tra cibo e territorio è essenziale, poiché il cibo è alla base di un’economia locale che può aiutarci a superare le crisi strutturali che stiamo vivendo.

La ricostruzione delle comunità, il recupero del protagonismo nelle città e nelle campagne, parte proprio dal cibo: è attorno ad esso che si disegna la nostra identità e il nostro rapporto con l’ambiente.

Questo inventario delle migliori produzioni alimentari e agricole è un modo per fare il punto su questa identità in evoluzione, diventando una chiave di lettura dello stato di salute della nostra comunità, capace di tutelare non solo le eccellenze del gusto, ma anche la biodiversità e gli ecosistemi in cui esse prosperano.

Tra i 218 Maestri selezionati, 192 sono riconfermati, mentre 26 sono nuovi ingressi.

I Maestri sono suddivisi, anche in questo biennio, in 26 categorie merceologiche, che spaziano dalla “a” di aceterie alla “v” di viticoltori.

La categoria più rappresentata è quella delle pasticcerie, con 25 partecipanti, di cui uno nuovo.

Seguono le aziende agricole con 23 membri, di cui quattro nuovi, e poi a pari merito viticoltori e gelaterie, entrambe con 22 esponenti, ma con rispettivamente uno e cinque nuovi ingressi.

Tra le categorie più particolari si trovano i molini, con tre rappresentanti, le case da tè e i produttori di olio e vermut, con due partecipanti ciascuno.

Sempre più spesso, alcuni Maestri si distinguono per la loro creatività, rendendo difficile la loro classificazione nelle categorie tradizionali.

Si trovano realtà come la gastropasticceria, il produttore che si dedica sia alla vite che all’olivo, o il pastificio che si trasforma anche in ristorante e chiosco.

Alcuni pastifici sono apprezzati per le loro proposte dolciarie, mentre alcune enoteche si affermano anche come drogherie.

Questi luoghi diventano veri e propri punti di riferimento, dove si può vivere un’esperienza gastronomica completa, dall’antipasto al dessert.

Dal punto di vista geografico, si contano 71 Maestri del Gusto operanti nella città di Torino, mentre 147 si trovano in provincia.

Le candidature per questa edizione sono state aperte nel 2023.

Gli elementi centrali nella valutazione di Slow Food e della Camera di Commercio sono stati il gusto e il legame con Torino.

Già dalla scorsa edizione, però, sono stati introdotti ulteriori criteri legati ad aspetti etici e amministrativi per ogni azienda.

Il Laboratorio Chimico si occupa della valutazione degli aspetti igienico-sanitari.

Le aree di controllo sono state ampliate nel corso degli anni, includendo non solo l’igiene e l’autocontrollo alimentare, ma anche la comunicazione verso i consumatori, come l’etichettatura, e la sostenibilità ambientale.

Negli anni è cresciuta l’attenzione verso la sostenibilità, un aspetto che viene valutato positivamente.

Un altro aspetto determinante per la valutazione in questa edizione è stata la volontà delle aziende di mettersi in gioco.

Non si trattava solo di rispettare eventuali raccomandazioni del Laboratorio Chimico, ma di partecipare attivamente alle iniziative proposte dal progetto.

Tra queste, rientrano eventi e degustazioni, attività di comunicazione sui social e la disponibilità a collaborare con altri Maestri per progetti comuni.

Le storie, le immagini, i prodotti, le curiosità e gli eventi legati ai Maestri del Gusto, insieme a una mappa facilmente consultabile, sono disponibili sia in italiano che in inglese sul sito www.maestridelgustotorino.com.

Ogni Maestro ha una scheda di approfondimento dedicata.

Tabella: Categorie dei Maestri del Gusto

Categoria Numero di Partecipanti Nuovi Ingressi
Pasticcerie 25 1
Aziende Agricole 23 4
Viticoltori 22 1
Gelaterie 22 5
Molini 3 0
Case da Tè 2 0
Produttori di Olio e Vermut 2 0

L'Impegno Sociale di Candifrutto

Negli ampi spazi del PalaAlpitour di Torino, inizia la festa per 1000 ospiti speciali invitati per il quarto anno dal Banco Alimentare Piemonte, per festeggiare il Natale, con la presenza del Ministro Maurizio Martina (Guarda le foto).

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