La Storia delle Figurine Panini: Un Viaggio nel Collezionismo

L'idea di stampare un'immagine commemorativa non è molto antica, poiché dipende dall'invenzione delle macchine da stampa. Senza queste, non avremmo figurine, ma immagini, quadri, ritratti. L'automazione della stampa ha portato alla nascita delle prime "miniserie" di immagini commemorative.

Le Origini delle Figurine

La prima serie conosciuta di figurine fu emessa dalla Litografia Bognard di Parigi per i magazzini "Au Bon Marché" nel 1867, illustrando i padiglioni dell'Esposizione Universale di quell'anno. La caratteristica distintiva delle figurine è la loro produzione in "serie collezionabili". Questa peculiarità, mantenuta nel tempo, consisteva nello stampare una pagina di figurine su un unico cliché, per poi tagliarle separatamente. Inizialmente, le collezioni erano raccolte commemorative vendute in serie, senza assortimento o vendita separata.

Le prime collezioni erano vere e proprie raccolte commemorative in egual numero, e non esisteva ancora il concetto di assortirle, venderle separatamente e collezionarle; semplicemente venivano vendute in serie, immagini diverse tagliate tutte in egual misura. Una figurina era ancora un piccolo cartoncino con l'immagine di una persona, luogo o cosa, quasi sempre con una didascalia. Erano stampe di nicchia e commemorative.

L'Innovazione delle "Trade Cards"

Un grande passo avanti fu fatto nel 1879 con le prime cards della Marquis of Lorne, allegate ai pacchetti di sigarette della stessa marca a fini promozionali. Queste immagini disegnate, inserite singolarmente nei pacchetti, stimolarono la collezione di tutte le card, promuovendo il consumo di quel tipo di sigaretta. La storia delle figurine si intreccia con la vendita dei prodotti, per questo inizialmente furono chiamate dagli inglesi "trade cards".

Si diffusero quasi in contemporanea negli Stati Uniti, dove furono allegate alle sigarette Allan and Ginter nel 1886 e nel Regno Unito sempre accompagnando sigarette W.D. & H.O. Wills nel 1888. Le figurine associate alle sigarette raffiguravano immagini di natura, di guerra o di sport, ovvero soggetti che fossero interessanti per gli uomini che fumavano. Infatti c'è da dire che il fumo a quei tempi era quasi esclusivamente riservato agli uomini, che dal sigaro passavano alle più moderne sigarette.

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Infatti la diffusione fu guidata da un fenomeno di massa, perché bambini si piazzavano fuori dai negozi di sigarette per chiedere ai clienti se potevano avere la loro carta. Dato il successo, anche i produttori di altri prodotti iniziarono a inserirle nel prodotto o a farle consegnare dal negoziante all'acquisto.

Le Figurine Liebig

Un ruolo fondamentale in questo allargamento ad altri prodotti fu nel 1872 del barone Justus Von Liebig, che, per promuovere il proprio estratto di carne, decise di omaggiare i propri clienti con figurine. Ben presto divennero più famose le figurine che l'estratto di carne.

Le figurine Liebig raffiguravano scene e soggetti diversi, la cui realizzazione spesso era affidata a veri e propri artisti, e questo le rese ancora più esclusive. Venivano stampate in cromolitografia a 12 colori, erano brillanti e con dettagli molto curati. La richiesta di figurine Liebig fu subito così elevata che, dopo un breve periodo di distribuzione totalmente gratuita, si scelse di abbinare intere serie da sei figurine a una vera e propria raccolta punti. Le emissioni proseguirono per oltre un secolo, fino al 1974, anno in cui ne venne cessata la distribuzione. Complessivamente furono stampate 1866 serie costituite il più delle volte da 6 figurine ciascuna e dalle dimensioni approssimative di 7 x 11 centimetri.

La ditta Liebig non produsse solo figurine, ma un'enorme quantità di gadget e di oggetti stampati, quali menù, segnaposti, sottobicchieri, calendari e molto altro. Per capire quanto fossero noti i prodotti Liebig, basti sapere che quando Stanley intraprese il viaggio in Africa alla ricerca di Livingstone, si dotò del vasetto Liebig; stessa cosa fecero gli scalatori del K2 nel 1954; persino Jules Verne fece gustare ai protagonisti del suo Intorno alla Luna delle saporitissime tazze di brodo Liebig.

L'Ascesa delle "Trading Cards"

Nacquero in parallelo anche le "trading cards", ovvero figurine che non venivano associate a prodotti, ma che erano collezionate per puro divertimento. Le figurine rappresentarono dal sacro al profano. Chi collezionava santini, chi collezionava immagini di donne nude: insomma, quei cartoncini con immagini stampate cominciarono ad accompagnare la vita delle persone ed a stimolare il collezionismo.

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Come accennato sopra le prime serie di figurine furono dedicate e temi cari ai fumatori maschi, quindi tra le prima spiccano negli Stati Uniti le figurine dedicate al baseball. La maggior parte delle figurine dedicate al baseball all'inizio del XX secolo provenivano da produttori di tabacco e dolciumi.

A prima famosa fu la "T-106 tobacco card set", una serie di immagini di gioco distribuita dalla American Tobacco Company nel 1909 e divenne grazie alla commistione tra promozione del tabacco, e sport la serie più popolare dai collezionisti di figurine di sigarette.

Le Figurine in Italia

Anche in Italia intorno al 1865 la Società Romana dei Tram aveva pubblicato biglietti da 15 centesimi raffiguranti panorami romani. Anche se non possiamo a rigore considerarle figurine, di fatto il concetto era molto simile. Tuttavia il fenomeno in Italia rimane abbastanza limitato ed associato nell'immaginario ai bambini.

Nel 1934 la EIAR (attuale RAI) pubblica la prima grande raccolta nazionale di figurine, abbinata al programma radiofonico I Quattro Moschettieri. Il programma fu offerto dalla Buitoni-Perugina ed oltre ad essere il primo caso di sponsorizzazione in Italia, fu il primo caso di distribuzione di figurine con prodotti, in questo caso alimentari, ed ebbe un successo così importante che nelle edizioni del 1936 e del 1937 fu anche associato ad un concorso a premi basato sulla raccolta di figurine. Le figurine furono disegnate da Angelo Bioletto, e ce n'erano una per confezione dei prodotti Buitoni e Perugina. Centocinquanta schede complete di figurine (da sei) consentivano di vincere una Topolino (l'automobile della FIAT).

Tra il 1936 e il 1937 furono vinte ben 200 automobili. L'interesse venne accentuato dal valore del premio, e dal fatto che alcune figurine risultavano introvabili. Come quella del "Feroce Saladino", che per un errore distributivo (ma i maligni dicevano che era stata stampata in un numero di copie che potessero al massimo essere il numero di automobili che il concorso potesse distribuire) risultò introvabile in buona parte d'Italia. Il suo valore raggiunse cifre da capogiro all'epoca, perché con lei c'era in palio una autovettura. Nell'immaginario collettivo la figurina del "feroce Saladino" fu la consacrazione del "valore" associabile alla rarità di una certa figurina. Il collezionismo delle figurine di vario genere si accostò alla numismatica ed alla filatelia, e divenne da allora molto comune.

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Le aziende che distribuivano vari prodotti presero lo spunto per fidelizzare in tale modo i propri clienti. Raccolte di figurine e raccolte a punti, per distribuire premi, divennero la normalità. Negli stessi anni, ovvero nel 1936, la ditta veronese Prodotti Dolciari V.A.V. ("Venturini Antonio Verona") iniziò a pubblicare delle figurine di "caricature" con abbinata una raccolta premio.

Successivamente pubblicò un paio di albi di figurine patriottiche durante la seconda guerra mondiale, un albo dedicato agli alleati dopo la guerra e fino a fino alla metà degli anni sessanta raccolte dedicate al calcio, ciclismo e al mondo dello spettacolo. La VAV fu fondamentale perché fu la prima ditta che ebbe l'idea di distribuire anche gli album per conservare le figurine. A partire dal 1953 infatti abbinerà alle figurine anche degli albi, che in maniera simile agli album per le fotografie avevano delle linguette in cui infilare le figurine.

La seconda guerra mondiale interruppe la produzione di figurine a causa della scarsità della carta e dopo la guerra le figurine delle sigarette non ripresero più a essere distribuite. Ma comparvero dopo la guerra le figurine distribuite insieme alle bustine del the nel Regno Unito, bustine che per forma e dimensioni erano similari alle prima bustine delle trading cards.

In Italia nel 1949 l'azienda Italiana Lavazza S.p.A., volle imitare la Liebig, dato il grande successo e iniziò la distribuzione di figurine. Erano divise in miniserie da sei raffiguranti scene diverse, legate a varie tematiche. La serie più rara e famosa fu la prima, la serie Lavazza nº1 raffigurante sei "Castelli Piemontesi" ed emessa nel 1949. La Lavazza cesserà la distribuzione nel 1969 dopo l'emissione di ben 283 serie.

È nel 1950, le Edizioni Lampo pubblicarono le trading cards dell'album "Animali di tutto il mondo", non erano legate ad un prodotto, erano figurine da acquistare per il gusto di collezionare (ristampato fino al 1969). Tramite questa collezione didattica gli italiani si appassioneranno alle figurine, che di nuovo si accostarono al concetto del "mondo dei ragazzi". Se non era disponibile una ZOO a portata di mano, i genitori potevano tramite le collezioni Lampo far vedere almeno in figurina quanto vasta fosse la varietà della fauna sulla terra.

L'Influenza Americana e le Gomme da Masticare

Negli Stati Uniti le figurine ripresero la distribuzione nel dopo guerra soprattutto con le gomme da masticare ad opera di una azienda dal nome Topps Chewing Gum. La Topps Company, iniziò a inserire figurine nei pacchetti di gomma da masticare nel 1950, la gomma era un parallelepipedo, e la figurina era di fatto la carta antiaderente che serviva per avvolgere la gomma. Questo modo di distribuire le gomme da masticare era ancora presente in Italia e nel resto del mondo fino agli anni '80. Le figurine erano di materiale più leggero e plastificato, per evitare che le gomme si attaccassero.

Gli argomenti più comuni a cui erano dedicate le collezioni furono i programmi televisivi, i film sui cowboy, la caccia grossa in Africa e il football americano o il baseball. La Topps produsse nel 1952, progettata da Sy Berger, le prime serie sul baseball complete con dati statistici e risultati sportivi. La Topps fu leader nel mercato delle figurine dal 1956 fino al 1980 e non solo in quelle sportive. A partire dal 1981 le figurine della TOPPS vennero prodotte per essere vendute da sole e non per essere inserite in pacchetti di gomma da masticare.

Le Figurine dei Calciatori in Italia: Un Prodotto di Nicchia

La figurina dedicata ai calciatori, anche in Italia dove il calcio negli anni '30 impazzava e l'Italia vinceva mondiali di calcio, rimase però un prodotto di nicchia. Diversi furono i tipografi e gli Editori che produssero figurine, tra gli altri Baggioli Editore, Editore Ritmo Caltagirone, Mira, Lampo , Edis, Nannina, eccetera. Sappiate che si può arrivare pure a toccare i 7mila euro per un album completo, ma bisogna trovare un amatore.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale l'Italia era sofferente e sconfitta. Il nostro Paese era diviso, alla ricerca delle energie per risorgere e pacificarsi. Lo sport riuscì a fare da collante: le imprese straordinarie di Coppi e Bartali nel ciclismo, la leggendaria avventura del Grande Torino nel calcio restituirono agli italiani la voglia di sognare e l'entusiasmo, dando loro nuovi simboli nei quali riconoscersi. In questo clima affonda le sue radici la figurina moderna che, progressivamente, si svincola dal legame con altri prodotti. Diverse case editrici dedicarono allo sport ed in particolare al calcio mini serie di figurine, e diverse case editrici sfoderando creatività e sperimentando nuove formule, condussero la figurina, in pochi anni, al rango di filone editoriale a sé stante. Si prepara così il terreno per la nascita di imprese esclusivamente dedicate alla produzione di figurine.

La Nascita del Mito Panini

Nei primi anni '60 a Modena una edicola, quella dei Fratelli Panini, distribuiva figurine di diverse case editrici, in particolare della casa editrice Nannina, con cui aveva un accordo che oggi definiremmo "outlet", ovvero compravano le rimanenze di fine stagione, le imbustavano in "buste sorpresa" da 2 figurine e le vendevano molto bene a 10 lire. Infatti in precedenza le figurine si vendevano "sciolte" con grande imbarazzo dell'edicolante di fronte al ragazzo che la voleva scegliere!

Altre cose erano chiare a Giuseppe Panini, erano troppe le collezioni di mini serie, poche avevano un album di riferimento, e tutte peccavano di una cosa fondamentale: non c'era verso di finirle, c'era sempre una o più figurine rare che impedivano al collezionista di terminare la serie. Panini da subito mise l'inserto che permetteva di terminare la collezione, oggi tutte le case Editrici hanno imitato la Panini, ma tanto di cappello a loro che ancora oggi aiutano per quello che hanno a completare gli album: COMPLETARE L'ALBUM CALCIATORI PANINI - comprando le figurine QUANTO COSTANO LE FIGURINE ARRETRATE? - Lo sai che Panini ancora le vende?

Nell'area di Modena c'erano diversi tipografi che stampavano in cromolitografia, e la famiglia Panini li conoscevano bene, perchè erano gli stessi che consegnavano i settimanali ed i giornalini, i fumetti e i calendari. I fratelli Panini cominciarono a pensare di diventare indipendenti, cominciarono a fare viaggi nei ritiri della varie squadre di serie A, fecero le foto di ogni giocatore, infine impostarono i bozzetti e diedero le figurine a stampare nelle tipografie in fogli di più figurine. Ma inizialmente non usarono i più cari cromolitografi, ma fecero stampare in bianco e nero, e ritoccarono a mano le figurine, colorandole. Almeno nella prima edizione che però fu ristampata 3 volte! Anche in cromolitografia successivamente.

Il mito vuole che la prima figurina stampata fu quella di Bruno Bolchi, difensore e capitano dell'Inter, ma chissà! Queste figurine venivano imbustate a mano in bustine con il bordo seghettato, chiuse da un punto di colla, con 2 figurine dentro, vennero commercializzate al costo di 10 Lire, ovvero il costo a cui Panini vendeva le rimanenze della Nannina.

La bustina aveva degli inconfondibili bordi rossi, e le figurine venivano ritoccate a mano, e spesso anche le bustine venivano colorate a mano. Era nata la prima bustina di figurine della casa editrice Pa... Un taglio sul bordo del pacchetto, l'angolo della prima figurina che compare e già si cerca di dare risposta al solito dubbio: "Ce l'ho o mi manca?".

L'Album Calciatori Panini: Un Fenomeno Culturale

L'album Calciatori Panini fa parte ormai della cultura popolare di intere generazioni, cresciute imparando a memoria loghi, formazioni, calciatori e numeri di maglia come fossero letteratura, grazie a quelle piccole fotografie adesive che poi diventavano merce di scambio per agguerrite trattative tra i banchi di scuola. Giunti alla 56esima edizione, le figurine dei calciatori sono ormai un mito. Le foto dei giocatori vengono principalmente realizzate nei ritiri pre-campionato anche se in alcuni casi, in particolare per gli ultimi acquisti, si fa un secondo giro a stagione iniziata.

Il collezionismo di figurine è sicuramente tipico dell'Europa - in maniera più marcata per i paesi mediterranei - e di Sud e Centro America, mentre negli Stati Uniti o in Nord Europa c'è più una cultura delle trading card da collezione. Se fino agli anni '80 il collezionare le nostre figurine era tipico dei ragazzini delle scuole elementari e al massimo delle medie oggi l'età del nostro target primario si è abbassata anche a 4-5 anni. L'album è cambiato molto nella sua storia. Gli anni '60 sono quelli delle figurine non autoadesive, che si incollavano con la coccoina o con impasti di acqua e farina, fino all'avvento delle celline - triangolini bi-adesivi - di fine anni '60. La prima raccolta con figurine interamente autoadesive è nel 1972-73.

Dagli anni '80 in poi, si consolida la figurina con l'immagine del giocatore a mezzo-busto e si lavora su un arricchimento grafico ed editoriale della collezione. La collezione 1993-94 è la prima realizzata interamente in computer graphic e da lì c'è stata un'esplosione del numero di figurine per album, arrivate fino a 900. Soprattutto negli anni '60 capitava di andare in stampa solo con le immagini disponibili e non con la collezione completa.

La mescola era manuale, fatta con la vanga, e anche questo meccanismo non aiutava certamente una distribuzione equa all'interno delle bustine. Chi non ha mai vissuto l'emozione di aprire una bustina di figurine, alla ricerca della tanto agognata carta che mancava per completare il proprio album? Le figurine Panini, con la loro storia che affonda le radici nell'infanzia di milioni di italiani e non solo, sono un vero e proprio rito di passaggio che ha attraversato generazioni, mantenendo intatto il suo fascino.

In un mondo che sembra sempre più dominato dal digitale, con smartphone e videogiochi che invadono le nostre giornate, come fanno queste piccole carte da collezione a mantenere il loro posto nel cuore delle persone? Ma le figurine Panini sono molto più di semplici pezzi di carta stampata. Rappresentano un pezzo della cultura popolare, simbolo di passione, collezionismo e soprattutto nostalgia.

Questi piccoli oggetti sono riusciti a mantenere il loro successo e la loro popolarità nel tempo, evolvendosi senza mai perdere il loro fascino. Panini, infatti, ha saputo coniugare tradizione e innovazione, facendo delle figurine non solo un passatempo, ma un fenomeno culturale che va ben oltre i confini italiani. I primi passi dell'azienda risalgono agli anni '60, quando i fratelli Panini, all'epoca già attivi nel settore della distribuzione di giornali, acquistarono un lotto di figurine invendute e le misero in vendita.

Quello che inizialmente sembrava un esperimento destinato a fallire, si trasformò in un successo inaspettato. La figura di Nils Liedholm fu la prima a comparire sulla copertina dell'album "Calciatori", e il resto è storia. Le vendite crebbero vertiginosamente e, in pochi anni, Panini divenne la casa editrice di figurine più famosa d'Italia e del mondo. Un aspetto fondamentale del successo delle figurine Panini è senza dubbio la loro capacità di evolversi.

Se da un lato l'album di figurine tradizionale con colla e carta rimane ancora un'esperienza unica, dall'altro l'azienda ha saputo integrare l'interattività, aggiungendo contenuti digitali che arricchiscono l'esperienza di collezionismo. Oggi le figurine Panini non sono più solo oggetti fisici, ma anche veri e propri pezzi di un mondo digitale che si rinnova continuamente. Nonostante l'evoluzione tecnologica e il dominio crescente dei dispositivi digitali, il piacere di sfogliare le pagine di un album, incollare le figurine e completare una raccolta è ancora una tradizione che non ha età. Le figurine Panini sono una parte integrante della nostra cultura popolare, un legame tangibile con il passato che continua a vivere nel presente.

Ma il successo di queste piccole carte da collezione non è solo italiano. In tutto il mondo, milioni di appassionati si uniscono alla passione per le figurine, creando una comunità globale che non conosce confini. Panini ha anche dimostrato di essere un passo avanti rispetto ai tempi, con iniziative innovative come l'album dedicato al calcio femminile. Questo progetto non solo ha amplificato l'interesse verso le figurine, ma ha anche contribuito a far crescere la visibilità di uno sport in continua espansione.

Le figurine Panini non sono solo un prodotto commerciale, ma un fenomeno culturale che ha saputo resistere al passare del tempo. Offrono nostalgia, ma anche un modo per vivere nuove emozioni, sfidarsi a completare album e condividere la passione con amici e familiari. Il collezionismo, infatti, è sempre stato un atto sociale, un'occasione per stringere legami e costruire ricordi indimenticabili.

Il Museo della Figurina di Modena

A Modena, è possibile visitare il Museo della Figurina, un luogo magico nato dalla passione di Giuseppe Panini, che raccoglie centinaia di migliaia di pezzi, donati nel 1992 al Comune della città. Il museo racconta la storia della figurina dai suoi antecedenti più antichi all'invenzione della stampa cromolitografica, fino agli sviluppi moderni del fenomeno. Insieme alle figurine, la raccolta comprende materiali affini come piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, segnaposto, etichette d'albergo e album creati dai collezionisti.

L'Evoluzione Tecnologica e il Futuro delle Figurine

Oggi, le figurine Panini continuano ad evolversi con l'introduzione di figurine 3D, album riutilizzabili e realtà aumentata. Nonostante l'avanzata del digitale, l'atto di aprire una bustina, incollare una figurina sull'album e completare una pagina rimane un rito generazionale. Panini ha saputo integrare il mondo fisico delle figurine con quello virtuale, offrendo nuove esperienze di collezionismo.

In conclusione, le figurine Panini sono molto più di un semplice passatempo: sono un simbolo della nostra infanzia e una tradizione che unisce le generazioni. Chi di voi, nella sua infanzia, non ha provato il brivido di aprire un pacchetto di figurine sperando di trovare proprio quella che mancava? Le figurine sono un formato ancora oggi magico: tanto semplice quanto amato dai collezionisti più accaniti - e ovviamente da bambini e bambine.

Da semplici inserti in pacchetti di sigarette a sofisticate figurine in edizione limitata, le figurine di calciatori hanno attraversato un lungo viaggio per diventare quello che sono oggi. Le figurine dei calciatori e club calcistici sono un modo per celebrare e onorare i nostri beniamini e squadre preferite.

Tappe Fondamentali nella Storia delle Figurine
Anno Evento Descrizione
1867 Prima serie di figurine Emissione dalla Litografia Bognard per i magazzini "Au Bon Marché" a Parigi.
1879 Prime "trade cards" Marquis of Lorne allegate ai pacchetti di sigarette, stimolando il collezionismo.
1872 Figurine Liebig Barone Justus Von Liebig omaggia i clienti con figurine per promuovere l'estratto di carne.
1934 Prima raccolta nazionale in Italia EIAR (RAI) pubblica figurine abbinate al programma radiofonico "I Quattro Moschettieri".
1961 Nascita delle figurine Panini I fratelli Panini lanciano il primo album di figurine con protagonisti i calciatori.
1970 Mondiali di Calcio in Messico Panini acquisisce i diritti esclusivi per la produzione delle figurine dei Mondiali.
Oggi Evoluzione tecnologica Figurine 3D, album riutilizzabili, realtà aumentata e figurine digitali.

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