Il Gnocco Fritto è molto più di un semplice piatto: è un simbolo dell’identità culinaria emiliana, profondamente radicato nella storia e nella convivialità delle terre modenesi. Da secoli accompagna i momenti di festa, le colazioni in trattoria, gli aperitivi genuini e le tavole contadine.
Origini e Storia
Le prime tracce del Gnocco Fritto risalgono al Medioevo, quando il lardo - ingrediente fondamentale della ricetta originale - era uno dei pochi grassi disponibili per cucinare. In origine, veniva preparato con farina, acqua e strutto, poi steso a mano e fritto in abbondante lardo bollente.
Ben oltre i Longobardi, la sua storia proseguì in Emilia Romagna dove, almeno fino agli anni Sessanta, lo gnocco divenne un alimento quotidiano tra la popolazione contadina. “Il gnocco era la base della colazione povera dei nostri contadini, soprattutto d’inverno, quando si alzavano alle 4 del mattino per andare nei campi e c’era bisogno di scaldarsi” ci racconta Rosanna Bonacini.
Nomi e Variazioni Regionali
Il nome varia da provincia a provincia: a Modena è Gnocco Fritto, a Parma è Torta Fritta, mentre a Reggio Emilia lo chiamano Gnoc Fried. A Bologna lo chiamano crescentina, a Parma torta fritta, nella Bassa piacentina chisulén (chisolino), a Ferrara pinzino e nel Mantovano pinsìn.
Questa speciale prelibatezza assume nomi diversi a seconda delle zone e delle leggere varianti nella sua preparazione: viene chiamato “gnòc frett” a Modena e Reggio-Emilia, “crescentina” nel bolognese, torta fritta a Parma, “chisulèn” in provincia di Piacenza e “pinzino” nel ferrarese.
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Tabella delle Denominazioni Regionali
| Regione | Nome |
|---|---|
| Modena e Reggio Emilia | Gnocco Fritto |
| Parma | Torta Fritta |
| Bologna | Crescentina |
| Piacenza | Chisulén (Chisolino) |
| Ferrara | Pinzino |
La Sagra della Crescentina a Fontanelice
A Fontanelice, nella parte romagnola della provincia di Bologna, dagli anni Cinquanta, ogni anno in occasione di Pasquetta, ha luogo la sagra dedicata alle crescentine. Se ti capita, non perdere questa giornata di festa, e di visitare il paesino che la ospita.
Come Gustare il Gnocco Fritto
Oggi il Gnocco Fritto Modena è protagonista delle colazioni tipiche, servito con salumi locali come il Salame di Modena, il Prosciutto crudo, oppure con formaggi freschi e Parmigiano Reggiano.
Puoi servirle come antipasto o aperitivo, in entrambi i casi con formaggi e salumi. Oppure come pane che accompagna un secondo piatto in stile bolognese: salumi, formaggi e sottoli. In Romagna, tra i formaggi da crescentine e piadina, non manca mai lo squacquerone (tipo stracchino).
Ma questo pane fritto va bene per accompagnare anche altri fritti. Indimenticabili i pranzi a base di crescentine, cotolette di vitello o maiale, cotolette di mortadella e melanzane e patatine. Tutto fritto ovviamente.
Ricetta Tradizionale del Gnocco Fritto
Di fatto, è una ricetta di pane fritto che troviamo con nomi diversi, e piccole variazione negli ingredienti, in diverse parti d’Italia. Ogni famiglia bolognese ha la propria ricetta. So per certo che c’è chi usa il lievito per dolci e chi aggiunge zucchero. A volte cambiano i tempi del riposo.
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Ingredienti:
- Farina di frumento tipo “00”
- Strutto
- Acqua gasata
- Un pizzico di sale
- Alcune volte, soprattutto lungo l’Appennino, viene aggiunta una goccia di latte per ammorbidire l’impasto.
Preparazione:
- Sbriciolare in una ciotola il lievito di birra, unire un cucchiaino di zucchero quindi versare 50 ml di acqua tiepida e sciogliere bene il tutto mescolando con un cucchiaino.
- Unire 2 cucchiai di farina, quanta ne serve per formare una pastella molto morbida da lasciare risposare per mezzora, dopodiché versare la restante farina in una ciotola ed unirla al composto ottenuto.
- Aggiungere lo strutto e fare sciogliere 10 gr di sale in circa 125 ml di acqua tiepida.
- Quando il sale si sarà disciolto versare tutta l’acqua all’interno della ciotola e cominciate a impastare.
- Quando il liquido sarà stato interamente assorbito dalla farina, trasferire l’impasto su un piano infarinato e lavorarlo fino a quando non sarà diventato liscio ed omogeneo.
- Dare alla pasta la forma di una palla da sigillare con della pellicola trasparente.
- Lasciare lievitare per circa 4 ore in un ambiente tiepido e privo di correnti d’aria.
- Trascorso il tempo necessario, lavorare il composto su un piano infarinato, stenderlo in una sfoglia dello spessore di circa 3 mm e con un tagliapasta ricavare dei rombi o dei quadrati della grandezza gradita.
- Mentre stendi il primo pezzo di impasto, porta l’olio a temperatura e inizia a friggere.
- Appena le crescentine si gonfiano formando delle bolle e prendono colore, sono pronte.
- Con l’aiuto di un mestolo forato, raccogli le crescentine e disponi in una ciotola coperta con un canovaccio per tenerle al caldo.
- Man mano che le prime crescentine friggono, stendi il secondo pezzo di impasto.
Consigli Finali
Il segreto del Gnocco Fritto sta nella sua semplicità e nella capacità di creare momenti conviviali. Ogni morso racconta una storia di territorio, famiglia e passione per la buona cucina.
Servite “Il” vostro gnocco fritto modenese home made ancora fumante accompagnato da un tagliere di salumi e formaggi locali.
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