La Paninoteca Adone è un punto di riferimento dell’intera Versilia. Dire mitica è dir poco. Non è un ristorante, ma i suoi proverbiali panini hanno riunito intorno ai suoi tavoli di legno generazioni di viareggini. A modo suo, Adone è infatti uno di quei locali che hanno segnato la storia della ristorazione della città.
La Storia e l'Evoluzione del Panino
In principio furono due fette di pane farcite di uno, due ingredienti massimo.
Poi le cose sono cambiate e il panino si è evoluto in preparazioni creative e, al pari della pizza, è diventato gourmet. Da cibo veloce e tappabuchi della fame si è trasformato in un piatto d’autore, farcito da materie prime sempre più ricercate, realizzato con farine sofisticate, impasti accurati, decorazioni artistiche ed effetti speciali.
Chef, cuochi, cucinieri, pasticcieri e pizzaioli, tutti al lavoro per cambiare le storiche fette di pane casereccio farcite con la cotoletta o l’intramontabile rosetta con la mortadella.
Ma quali sono le differenze tra il panino tradizionale, nelle sue leggendarie varianti regionali (lampredotto a Firenze, morzeddhu a Catanzaro) e la nuova versione gourmet? Ieri, oggi, domani, cosa qualifica un buon panino: il pane, la qualità del ripieno o gli accostamenti osati? Quale sarà la formula vincente nel futuro: trionferà il panino per buongustai o ci sarà un ritorno al classico?
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Adone: Un'Esperienza Unica
Sono ventotto anni e quattro mesi, e precisamente dal giugno del 1981, che ai grandi tavoli di questo buen retiro di paninomani e avventori occasionali ci si accomoda tutti insieme in attesa del proprio succulento spuntino.
L’ambiente è informale, si ordina al bancone, ci si siede e si attende di essere chiamati. E fin qui niente di nuovo.
Pane fresco, frusta toscana o casereccio che sia, salumi di qualità, verdure di stagione, accostamenti talvolta più estrosi, tal’altra più tradizionali. Fanno panini con ognibendidio. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
All'apparenza il posto è uguale a tante altre paninoteche, ci si siede, si aspetta il proprio turno ai grandi tavoli, servizio discreto senza strafare, prezzi nella norma e pane fresco e tipico. Fin qui niente che possa farsi ricordare, ma è al primo morso che tutta la storia cambia, e non poco.
Salumi e formaggi di qualità, verdure di stagione, ma anche frutta e salse varie "partecipano" ad abbinamenti tanto particolari quanto azzeccati: prosciutto cotto, melone e caprino, oppure, formaggio fresco (aveva un nome ma non lo ricordo), acciughe pomodoro, salame e tabasco.
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I Panini Consigliati
- Vippone: (prosciutto cotto, caprino e melone)
- Urlo di Felino: (formaggio fresco, acciughe, pomodoro, tabasco e salame)
- Pinino: (gorgonzola, Praga, caprino, tabasco, pomodoro)
- Efisio: (gorgonzola, porchetta, mozzarella, salsa a base di maionese, tabasco e cipolla)
Ecco.... è il caso di dire panini d'eccellenza.
Viareggio e la Toscana delle Botteghe del Gusto
Un pecorino fatto bene o un cappuccino come si deve. Un panino di qualità oppure un cioccolatino irresistibile. Un bel vino o l´olio di frantoio. La carne buona e la pasta fatta in casa, il lardo e il gelato. Soprattutto qualità.
È la Toscana delle botteghe del gusto, piccoli angoli da preservare. Una storia in continua evoluzione che attraversa tutta la regione e investe un pubblico sempre più vasto.
In Italia ci sono oltre sei milioni di persone (l´11,5% della popolazione compresa tra i 15 e i 74 anni) che mettono al centro dei propri interessi il cibo. Dilettanti del food & drink - l´alternativa ai gourmand, gli esperti del settore - con un reddito medio-alto e titolo di studi superiore.
Passione senza preconcetti, un esercito di appassionati disposti a spendere per prodotti alimentari di alta qualità, anche se poi la spesa di tutti i giorni la fanno al supermercato.
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Sono i foodies, termine inventato nel 1981 da Paul Levi e Ann Barr nel libro The Official Foodie Handbook, e fotografati per la prima volta in una ricerca promossa da Negroni. E oggi hanno anche una guida, la prima, realizzata dal Gambero Rosso (prezzo 14,90 euro).
Mille indirizzi «dove il cibo è piacere e passione». C´è tutta l´Italia del gusto lì dentro, e naturalmente c´è anche la Toscana. Una regione cotta, mangiata, munta e bevuta. Un viaggio tra i sapori e i profumi del nostro territorio.
Botteghe e ristoranti golosi, ma anche fattorie e frantoi, bar, pasticcerie e wine bar. Un percorso immaginario che parte dalla costa e va verso l´interno mescolando tradizione e modernità.
Si può bere del buon vino a Forte dei Marmi (Il vino e l´olio di Lorenzo) e a Bolgheri, assaggiare un cappuccino strepitoso a Siena (Gusti Continentali), fermarsi per un panino a Viareggio (Adone) oppure a Firenze, da ‘Ino, uno dei sei locali italiani premiati con il premio Foodies 2011.
C´è Venanzio che vende il lardo a Colonnata, ci sono i trippai che tengono in piedi la tradizione del cibo di strada, le fattorie dove comprare latte fresco, verdure appena colte, formaggi e salumi, il Forno delle Crete ad Asciano (pizze, ciaccini e i buonissimi dolci di Natale), le gelaterie di Orbetello e Carapina a Firenze, i bar da aperitivo (L´Incontro a Volterra) o quelli dove sorseggiare un buon whisky (Il Barrino a Bagno Vignoni).
E ancora la crostata di frutta fresca con crema chantilly di Ferrini (Orbetello), il cheesecake di Cristiani (Livorno) e la torta di ceci di Cecco, sempre a Livorno. Ma anche le imperdibili creazioni de La Bottega del cioccolato di Firenze, i panini con la selvaggina di Semel (Firenze), le focacce di Orlando a Forte dei Marmi, la panzanella di mamma Gina da Ucci a Volpaia.
Posto che vai, offerta che trovi. «Sono locali per chi ama vivere la vita con gusto - dice Alessandro Frassica, di ‘Ino -. Quando ho aperto la mia bottega ho immaginato quello che avrei voluto trovare andando in giro. Ed eccomi qua».
Il premio Foodies non è un punto di arrivo, però. «Vuol solo dire che la partenza era giusta» dice ancora Alessandro mentre prepara il suo ultimo panino foodies con robiola, coppa di zibello e peperoni cruschi.
Panini Speciali per la Comunità
E così Paolo e Francesca hanno voluto far parte della squadra che - il 7 e 8 dicembre - raccoglierà fondi per l’acquisto di libri per la biblioteca comunale. Come? Inventando un panino speciale per «A tavola per un libro» - il panino delle Muse, dal nome del Palazzo che ospita la biblioteca - a base di prosciutto, carciofi al tegame e fontina.
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