Una ricca collezione di mille figurine di sport per guardare, scoprire, giocare, stupirsi, divertirsi, ricordare la storia degli album e delle figurine. Sport e figurine costituiscono un binomio inscindibile.
Il Museo della figurina, infatti, unico al mondo per quantità e qualità, data la rarità di molti esemplari, grazie al proprio poderoso archivio di più di 500.000 pezzi, può illustrare quasi ogni tema dello scibile umano, assecondando la vocazione enciclopedica delle figurine.
Ma se in molti sanno perfettamente quanto fosse rara la figurina di Pizzaballa, o quanto sia capillare la diffusione nel mondo degli album "Calciatori" della Panini, non tutti sanno come le figurine siano state un mezzo di comunicazione efficacissimo anche dal punto di vista politico, come durante il Nazismo con l'album di figurine fotografiche "Olympia 1936".
Le Origini e l'Ascesa di Panini
Prima della seconda metà degli Anni ’60, le figurine vengono impiegate come tattica pubblicitaria, per far vendere di più i prodotti. In Italia abbiamo l’esempio di Buitoni, Perugina e Lavazza, ma così era in tutto il mondo. Con l’avvento dei nuovi mezzi pubblicitari le figurine perdono questo potere e vengono vendute come oggetto singolo.
Nel 1961, Panini acquisisce vecchie figurine sportive invendute delle edizioni Nannina. I fratelli decidono di creare confezioni dal design molto simile alle rimanenze della concorrenza, contenenti due figurine, e di venderle a 10 Lire. Il successo è straordinario, arrivano a venderne 3 milioni.
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La produzione richiede molto materiale, così la Panini comincia a seguire le squadre di serie A durante il campionato. La figurina zero firmata Panini è quella che raffigura il volto di Bruno Bolchi, il mediano dell’Inter detto “Maciste”, è l’unica immagine in possesso dei fratelli ed è proprio quell’immagine a segnare la storia della “rivoluzione Panini”. Bolchi diventa un personaggio mitico, sia in campo che negli album di figurine.
Nel 1970 un altro oggetto entra a far parte delle collezioni di figurine Panini, ovvero l’Almanacco illustrato del Calcio, un oggetto prezioso che raccoglie le mascotte delle squadre, i grandi campioni del passato, il ritiro della Nazionale Azzurra, le coreografie del tifo e il regolamento del gioco del calcio, oltre che le iniziative benefiche in collaborazione con UNICEF e l’Unione Italiana Ciechi.
Figurine Rare e Momenti Memorabili
Ci sono figurine, poi, che hanno segnato la nostra storia di adolescenti e adulti, e ci sono anche quelle figurine snobbate diventate invece le più costose di sempre, come il caso Faustino Goffi, con un carriera tra serie B e serie C, giocatore del Padova nel ’67-’68 con in capo 18 partite e 4 goal, un giocatore quasi anonimo eppure la sua figurina è la più cara nella storia delle figurine Panini, 121€ per una sola figurina.
Dal suo primo successo, ogni anno, la nuova edizione dell’album Calciatori Panini è attesa con eccitazione, chissà quali novità raccoglierà questo oggetto ambito e chissà quali imperfezioni. L’errore Panini, infatti, rappresenta ormai un marchio di autenticità, se non ce n’è uno, non è un vero album Panini. Così, come la ricerca delle figurine mancanti è un rito, lo diventa anche la ricerca del prossimo errore.
L'Album Panini Oggi: Innovazione e Tradizione
La prima vera collezione Panini risale al '61/'62 e questa '21/'22, sessanta anni dopo, è quella del cambiamento: l'idea è quella di “innovare, perché il target è ampio. Va dai bambini ai genitori e ai nonni e bisogna tener conto dei passare del tempo”, ha spiegato Allegra.
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L’album è la “Treccani del calcio”, secondo Mauro Balata, presidente della Lega Serie B, e adesso accoglie anche la serie C, con una modalità innovativa che prevede una fusione tra figurine virtuali e figurine analogiche e il presidente di Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha accolto con gioia questa innovazione che apre un'era nuova.
L'album qualche anno fa si era già ingrandito e presenta tutto il calcio italiano: c’è uno spazio dedicato alla nazionale, “Azzurri da Sogni”, che in parte celebra i successi dell’anno appena concluso, ma guarda in prospettiva. Ci sono le “Pagine Avatar”, fatte in collaborazione con Tim (partner insieme a Intesa San Paolo), dove bisogna trovare una figurina speciale per completare la collezione. C'è la pagina “Top performer”, dove accanto ai calciatori di maggiore spicco c’è un indice misto tra prestazione tecniche e valore di mercato, come nel fantacalcio.
Per ricordare i momenti salienti dell'anno calcistico c’è poi la sezione “Film del campionato” e a Del Piero è stato chiesto di prevederne il frame finale “un allenatore che esulta”, ha risposto ridendo.
Novità che tiene conto della nuova modalità di scambio delle figurine, ovvero del fatto di non avere frequenti occasione di incontro per poterlo fare, è la scatola per conservare le bustine. L’album è poi impreziosito da una copertina cartonata, per questa che, come dice lo spot pubblicitario è “Una passione che lascia il segno”
La storia Panini è una storia di ingegno imprenditoriale e di tenacia. Grazie Panini!
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