L'Amaretto di Saronno è uno dei liquori italiani più famosi e apprezzati non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Si contraddistingue per il suo sapore che ricorda un po' quello del marzapane, in quanto per prepararlo vengono utilizzate delle mandorle amare. La sua gradazione alcolica è di 28 gradi.
Il liquore “Amaretto” è ideale come liquore da fine pasto, come digestivo. Il suo nome è legato alla casa produttrice del marchio che si trova a Saronno, in provincia di Varese. Essi sono originari della città di Saronno e sono prodotti dall’azienda dolciaria D.
Le Origini Leggendarie dell'Amaretto
Le origini di questo liquore sono davvero antiche. Ma l'Amaretto di Saronno ha origini ancora più antiche. La storia leggendaria lega l’Amaretto al pittore Bernardino Luini il quale per ispirarsi nella realizzazione di un suo quadro si rivolse ad una bella donna proprietaria di una locanda a Saronno.
Questo liquore viene infatti spesso associato ad un allievo pittore di Leonardo Da Vinci, Bernardino Luini: nel 1500 si trovò a soggiornare a Saronno perché gli era stato commissionato un dipinto con la Madonna e i Magi come soggetto. Il pittore si innamorò della bella locandiera che diede il volto alla Madonna ne “L’adorazione dei Magi”. Nella città lombarda il pittore si innamorò della bella proprietaria della locanda presso cui aveva trovato alloggio: fu così colpito da lei da chiederle di posare come modella per dipingere la Madonna all'interno del santuario della città.
Come Preparare l'Amaretto di Saronno in Casa
La ricetta dell'Amaretto di Saronno è molto semplice e si può realizzare facilmente anche a casa, in quanto non è un liquore che va distillato. Servono solo pochi e semplici ingredienti da mescolare insieme: acqua, alcol, mandorle e zucchero.
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Ingredienti:
- 250 gr di mandorle senza buccia
- 500 ml di alcol a 90°
- 500 ml di acqua
- 350 gr di zucchero
Preparazione:
- Per prima cosa triturate grossolanamente 250 g di mandorle (per questa ricetta servono mandorle senza buccia: vi consigliamo quindi di acquistare quelle già spellate, per evitare di doverle sbucciare una ad una).
- Dopo averle tritate, mettetele in un grande barattolo insieme a 500 ml di alcol a 90°: fatele quindi macerare nell'alcol per almeno un mese, tenendole in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore e di luce. Il barattolo deve inoltre avere una chiusura ermetica.
- Trascorso il mese di riposo, preparate uno sciroppo mettendo sul fuoco una casseruola in cui avrete versato 500 ml di acqua insieme a 350 g di zucchero: portate ad ebollizione il composto e fatelo andare, mescolando continuamente, finché non avrà raggiunto la consistenza tipica di uno sciroppo (fate attenzione a non bruciarlo).
- Una volta ottenuto lo sciroppo, filtrate il composto di alcol e mandorle e unitelo allo sciroppo.
- Travasate il tutto in una o più bottiglie di vetro.
- Il vostro Amaretto di Saronno dovrà riposare ancora come minimo per 3 mesi (sempre in un posto asciutto e lontano da luce e calore) prima di poter essere gustato.
Variante con Noccioli di Nespole
Come variante della ricetta proposta, è possibile preparare l'Amaretto di Saronno con noccioli di nespole, anziché con le mandorle. Non tutti sanno infatti che si ottiene un ottimo Amaretto di Saronno anche con i noccioli delle nespole: se volete prepararlo in questo modo, ricordatevi di tenere da parte i noccioli delle nespole che avete mangiato, dopo averli lavati e asciugati.
Il procedimento è uguale a quello descritto sopra: l'unica differenza sta nel fatto che, invece di mettere a macerare le mandorle nell'alcol per un mese, si metteranno i noccioli delle nespole.
Come Usare l'Amaretto di Saronno in Cucina
Oltre ad essere bevuto liscio (con o senza ghiaccio, a seconda delle preferenze) l'Amaretto di Saronno può anche essere utilizzato per dare vita ad alcuni cocktail, come il Godfather e il French Connection: il primo si prepara con scotch Whisky, il secondo con il cognac, ai quali viene naturalmente aggiunto l'Amaretto di Saronno. Ma questo liquore trova un largo impiego anche in cucina, per insaporire alcune ricette, in particolare dolci. Ad esempio, può essere utilizzato per preparare la bagna del pan di Spagna necessaria per alcuni dolci, in alternativa ad altri liquori come il maraschino o il rum. Oppure per realizzare dolci particolari e squisiti. Come le pere all'Amaretto: si tratta di pere cotte al forno e ricoperte di miele, Disaronno e biscotti sbriciolati.
Amaretto Sour: Un Cocktail Classico
L’Amaretto Sour è un cocktail sour preparato con Amaretto, un liquore dolce dal sapore di mandorla e erbe, succo di limone fresco, zucchero e albume d’uovo pastorizzato (o altro schiumogeno, anche vegano). È un cocktail dal gusto dolce-acido, perfetto bilanciamento tra la dolcezza del liquore Amaretto e l’acidità del succo di limone. La schiuma che si forma durante la shakerata, dovuta alla presenza di albume d’uovo pastorizzato, o altro schiumogeno, completa il drink rendendolo morbido e cremoso.
Ricetta Amaretto Sour:
- 50 ml Liquore Amaretto
- 30 ml Succo fresco di limone
- 10/15 ml Sciroppo di zucchero
- 10 ml Albume d’uovo pastorizzato
- Twist di limone
Preparazione:
- Raffredda il bicchiere di servizio con del ghiaccio se non lo hai freddo da congelatore.
- Versa tutti gli ingredienti nello shaker ed effettua la dry shake. La dry shake serve per montare l’albume d’uovo o lo schiumogeno che hai scelto. In alternativa puoi anche effettuare una reverse dry shake.
- Aggiungi ghiaccio e shakera vigorosamente per raffreddare e diluire il cocktail.
- Quando lo shaker sarà ben freddo, filtra il cocktail in double strain (cioè utilizzando anche il colino conico) nel bicchiere di servizio che hai scelto. Io preferisco servirlo in un tumbler con ghiaccio.
- Fai un twist di limone sulla superficie per coprire l’eventuale sentore di albume, che tuttavia a livello di gusto non sarà percepibile.
- L’Amaretto sour è pronto per essere servito!
Amaretti: I Biscotti che Hanno Fatto la Storia
Tra le tipologie di biscotti più amate in Italia e più conosciute all’estero ci sono senza dubbio gli Amaretti. Il retrogusto amarognolo, dato dall’utilizzo di mandorle armelline, è il motivo del loro nome e li rende inconfondibili. Non a caso, si sono fatti largo nella pasticceria anche come ingrediente di numerose preparazioni dolci.
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In genere sono gli amaretti di Saronno, secchi e croccanti, ad essere considerati i primi del loro genere, nati nel XVIII secolo nella cittadina del varesotto. Da non confondere con l’amaretto di Saronno, anzi, “Disaronno”, il celebre liquore alle mandorle.
Amaretti di Saronno vs Amaretti di Sassello
L’amaretto di Saronno è un biscottino leggerissimo dal diametro di circa 3-5 centimetri di colore marrone piuttosto scuro, ricoperto da piccole crepe. L’amaretto di Sassello è invece detto, non a caso, anche “amaretto morbido”, perché a differenza del primo ha una consistenza più soffice al centro, simile a quella del marzapane e dovuta alla quantità di mandorle impiegate. È inoltre più chiaro di colore, appena dorato in forno.
Le mandorle armelline sono contenute nel nocciolo delle albicocche e delle pesche e sono molto velenose, se assunte in grandi quantità. Vanno perciò utilizzate solo per aromatizzare, come accade proprio negli amaretti.
Ricetta Amaretti Morbidi
- mandorle dolci: 125 gr
- mandorle amare : 50 gr
- zucchero: 225 gr
- albume: 2
Preparazione:
- Tritare tutte le mandorle nel mixer e unirvi 125 gr di zucchero.
- A parte montare gli albumi a neve con lo zucchero rimasto e mescolare lentamente poco alla volta i due impasti.
- Versare il composto ottenuto in una tasca da pasticcere e disporre delle piccole palline su una teglia rivestita di carta forno.
- Spolverizzare gli amaretti di Sassello con dello zucchero a velo, farli riposare per mezz'ora e infine cuocerli a 160 gradi per 20-25 minuti fino a che non iniziano a scurire.
Ricetta Amaretti Classici
- mandorle amare non spellate: 100 gr
- mandorle non spellate: 150 gr
- zucchero: 750 gr
- albume: 3
- bicarbonato d’ammonio: 0,5 gr
Preparazione:
- Mescolate lo zucchero con il bicarbonato d’ammonio, poi mettetene metà nel mixer e unite tutte le mandorle, tritate questi ingredienti per un paio di minuti e poi aggiungete lo zucchero rimasto, e continuate a tritare fino ad avere una polvere sottile.
- Mettete mandorle e zucchero tritati in una ciotola e poi unite gli albumi leggermente sbattuti con la forchetta, impastate bene tutto e poi formate delle palline, passatele nello zucchero semolato e man mano appoggiatele su una teglia coperta di carta da forno.
- Cuocete gli amaretti in forno preriscaldato a 170° C per 15 minuti.
Liquore Amaretto Fatto in Casa con Noccioli di Nespole
Il liquore amaretto è da bere liscio, con ghiaccio, come digestivo, come ammazzacaffè o aggiunto a bevande a base di caffè e per correggere il caffè ma è ottimo anche nel tiramisù o sul gelato. Oltre che dalle mandorle amare il liquore amaretto si può ottenere dai noccioli delle albicocche, delle pesche o delle nespole (soprattutto queste ultime hanno un incredibile sentore di mandorle).
In un barattolo di vetro con coperchio a chiusura ermetica versare l’alcool e i noccioli di nespole (potete togliere la pellicina scura o tenerla: io ne ho sbucciato qualcuno e gli altri li ho tenuti con la pellicina che è proprio quella che ha un maggior profumo di amaretto). Chiudere il coperchio e riporre a macerare in luogo buio (la dispensa andrà benissimo) per circa un mese (la ricetta originale suggerisce 22 giorni). Trascorso il tempo di riposo preparare lo sciroppo: in un pentolino versare l’acqua e lo zucchero e lasciarlo sciogliere mescolando a fuoco dolce. Quando lo sciroppo raggiunge il bollore spegnere il fuoco e lasciarlo raffreddare completamente. Aggiungere lo sciroppo all’alcool e mescolare bene. Filtrare e imbottigliare.
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Liquore all’Amaretto: La Ricetta della Nonna
Un liquore dolce che mescola insieme il sapore delle mandorle a quello dello zucchero, a quello speziato di cannella e vaniglia.
Ingredienti:
- 3,5 litri di acqua
- 1 stecca di cannella
- 4 litri di alcol a 96 °
- 3 kg di zucchero
- 1 kg di mandorle dolci
- 1 baccello di vaniglia
Procedimento:
- Iniziamo con il portare a bollore l’acqua in una pentola e a immergervi le mandorle per 1 minuto. Successivamente scoliamole e, se sono quelle già pelate, sminuzziamole anche grossolanamente.
- Prendiamo, poi, un contenitore ampio a chiusura ermetica e versiamoci l’alcool al suo interno. Uniamo poi sia le mandorle, che la cannella che la vaniglia. Chiudiamo e lasciamo macerare per 40 giorni, in un luogo fresco, avendo cura di agitarlo almeno una volta a settimana.
- Trascorso il tempo, con l’aiuto di un colino, filtriamo il contenuto del contenitore e versiamolo in una ciotola.
- Mettiamo l’acqua sul fuoco (a fiamma bassissima) e aggiungiamoci lo zucchero. Mescoliamo fino a farlo scogliere e ad ottenere uno sciroppo denso.
- Aggiungiamo, poi, questo sciroppo al contenuto in ciotola, mescoliamo e versiamo nelle bottiglie. Chiudiamole per bene e lasciamo riposare, almeno, altri 100 giorni. Più il nostro amaro riposa, più sarà buono. Se lo troviamo troppo alcolico o troppo amaro, aggiungiamo con dell’altro sciroppo e un goccio d’acqua.
Adriatico Amaretto: Un Amaretto Artigianale Pugliese
Amaretto Adriatico nasce dal sogno del fondatore Jean-Robert Bellanger di produrre un amaretto artigianale, a partire da sole materie prime italiane. Un amore totale per il nostro Paese, nato anche da quelle due gocce di amaretto che la mamma italiana di Jean-Robert metteva nel tiramisù; una passione che si concentra in particolare per la Puglia, da cui vengono le mandorle della qualità “Filippo Cea”. Questi frutti prelibati sono raccolti a mano dalla terra della Famiglia De Michele, tostati per ore, messi a macerare e poi distillati. Grazie a questo procedimento Adriatico è un liquore completamente naturale, vegan friendly, senza conservanti e senza nessun aroma artificiale aggiunto.
Novità: Grappa Cask
Amaretto tostato invecchiato in Botte di Grappa Bonollo è l'ultima edizione limitata nata in casa Adriatico. Prima dell’imbottigliamento, poi, sono stati aggiunti infusi di cannella, caffè e cacao e un pizzico di fior di sale del mare Adriatico: i classici ingredienti che rendono caratteristica la ricetta di Adriatico. Il risultato è un amaretto minerale, vinoso, complesso, ricco di note mediterranee.
Gamma Adriatico Amaretto
ADRIATICO ROASTED: è un amaretto artigianale realizzato con la pregiata varietà di mandorle "Filippo Cea" raccolte a mano nelle campagne pugliesi, tostate a lungo e infine distillate con l’aggiunta di vaniglia, cannella, cacao e caffè e un pizzico di sale del Mar Adriatico.
ADRIATICO CRUSHED: è un amaretto bianco dalla consistenza setosa e dal basso contenuto zuccherino e alcolico che lo rendono di facilissima beva, perfetto da gustare sia liscio che miscelato. Protagoniste di questo liquore le mandorle pugliesi della pregiata varietà “Filippo Cea”.
Cocktail con Adriatico Amaretto
THE GODFATHER: 5cl ADRIATICO ROASTED, 3cl Bourbon. Versare gli ingredienti in un bicchiere da whisky. Guarnire con twist di arancia. Aggiungere un grande cubetto di ghiaccio.
THE GODMOTHER: 5cl ADRIATICO BIANCO, 3cl Vodka. Versare gli ingredienti in un bicchiere alto.
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