La Fabbrica di Cioccolato: Trama e Temi

Roald Dahl, scrittore, sceneggiatore e aviatore britannico di origine gallese, classe 1916, è universalmente noto per due capolavori della letteratura per l’infanzia: “La Fabbrica di cioccolato” e “GGG - Il Grande Gigante Gentile”. Dalla sua prolifica penna sono nati anche altri cult che hanno ispirato il cinema, come “I Gremlins” e “Matilda”.

La Trama: Un Sogno di Cioccolato

La storia de "La Fabbrica di Cioccolato" ruota attorno a Charlie Bucket, un bambino che vive in una misera casa con i suoi genitori e i quattro nonni, non lontano dalla fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, la più grande del mondo.

C'è molto mistero intorno alla fabbrica: da anni continua a produrre ma nessun operaio entra o esce da quel portone né alcuno ha più visto il suo ormai mitico proprietario. Finché un giorno la notizia: i 5 bambini che troveranno un biglietto d'oro nelle tavolette di cioccolato Wonka saranno invitati a visitare la fabbrica e lo stesso proprietario farà loro da guida. Uno dei cinque riceverà alla fine un regalo molto speciale. Charlie vorrebbe tanto partecipare ma sa di poter ricevere una sola tavoletta all'anno,come regalo di compleanno...

Cinque biglietti d'oro sono nascosti in altrettante tavolette di cioccolato fabbricate dal signor Willy Wonka. I fortunati bambini che riusciranno a trovarli potranno varcare i cancelli della Fabbrica di Cioccolato del signor Wonka ed entrare così in contatto con il suo magico mondo. Per Charlie Bucket, un bambino povero, vincitore dell'ultimo biglietto, sta per iniziare un'indimenticabile avventura...

Tra tutti i partecipanti è Charlie che alla fine vince la fabbrica. Vince perchè, a differenza degli altri ragazzi viziati e poco avvezzi al rispetto delle regole, è quello di animo più nobile.

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Il Viaggio Onirico nella Fabbrica

Durante il viaggio quasi onirico accadono fatti strani: Augustus, a causa della sua ghiottoneria, cade in un fiume di cioccolato mentre cerca di abbeverarsi e viene risucchiato da un tubo finendo con il rimanere incastrato; Violetta vuol essere la prima a sperimentare un nuovo chewing-gum che contiene un pasto completo e finisce con il diventare un vero e proprio mirtillo, viola e tonda. Veruca viene spinta assieme al padre nel tubo dell’immondizia dagli scoiattoli ammaestrati che lei voleva assolutamente portare via, mentre Mike non resiste al sistema di teletrasporto ideato da Wonka per permettere agli spettatori di prendere realmente un oggetto trasmesso in TV e si catapulta nello schermo, finendo per essere rimpicciolito. In ogni caso, Willy chiede agli Umpa Lumpa di andare a salvare i ragazzini.

I Nomi Parlanti dei Personaggi

I nomi dei personaggi non sono casuali e spesso riflettono la loro indole:

  • Charlie Bucket: "bucket" significa "secchio", "contenitore".
  • Augustus Gloop: "Gloop" mette insieme due parole inglesi, "glop" (cibo semisolido, pappina schifosa) e "goop" (persona nauseante).
  • Veruca Salt: una piaga salata.
  • Mike Teavee: il cognome si legge esattamente come TV, televisione.
  • Willy Wonka: "wonk" è un termine inglese che identifica un ragazzo che rifiuta la "vita sociale" per rintanarsi nello studio.

Temi Principali

"La Fabbrica di Cioccolato" si vede e si legge come una favola. La grandezza di Burton si rivela nel trasportare con semplicità il racconto sullo schermo, nel rappresentarlo senza romperne l’incanto. Favola e film si fondono; la metafora del romanzo coincide con il commento della pellicola.

È piuttosto evidente che tutta la vicenda sia incentrata sul senso della famiglia. Sei gruppi familiari ruotano attorno alla fabbrica: quelli dei bambini, più quello di Wonka. Teniamo ben persente, quindi, questi tre elementi: famiglia, fabbrica e cioccolato.

Il cioccolato è metafora potente di dolcezza, bontà, calore, allegria, condivisione, dono. Il cioccolato ci restituisce immediatamente il significato della Bontà che scorre a fiumi, morbida, avvolgente, profumata. È il respiro stesso della famiglia, il sentimento che la anima (o che dovrebbe animarla) e la muove. E proprio la famiglia dovrebbe essere il luogo in cui il cioccolato (il Bene) viene prodotto. È la famiglia la vera fabbrica di cioccolato. Se l’amore alimenta la famiglia, la famiglia produce amore e viceversa, in un circolo straordinariamente virtuoso. A questa icona, però, si affianca la fabbrica automatizzata, tetra e isolata. La bontà è divenuta meccanica.

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La Famiglia come Fabbrica di Cioccolato

Una delle scene che più incuriosisce è quella iniziale, nella quale viene inquadrata la casa sghemba nella quale abita Charlie con la sua grande famiglia. L’esteriorità può far pensare che la famiglia Bucket sia povera. Conosco famiglie che interpretano la perfezione della casa come la perfezione della famiglia. Addirittura vivono in cantina per lasciare “i piani superiori in ordine”. Charlie, poi, ci viene presentato subito come un ragazzino genuino e semplice nella sua gentilezza ed educazione.

Il Ruolo dei Genitori

La famiglia Gloop mette all’ingrasso il povero Augustus. Macellai, conformano il figlio a se stessi (è un “loro” prodotto). Danno a loro figlio solo ciò che conoscono bene e gliene danno in abbondanza, fino a farlo scoppiare.

La famiglia Salt si commenta da sè. Realizzare ogni desiderio della figlia significa anche toglierglieli tutti. Soddisfare ogni capriccio equivale a rinunciare ad educare. I genitori di Veruca sono dei dispenser, dei distributori di caramelle. I Salt, così ostentatamente ricchi, con una figlia così dannatamente odiosa, sono delle icone che rischiano di apparire lontane dalle nostre famiglie. Ogni giorno invece le mode schiavizzano figli che schiavizzano genitori. Risultato: Veruca viene travolta (e scaricata!) dai propri desideri (“Papà, voglio uno scoiattolo.” “Papà ti comprerà uno scoiattolo.”). La bambina è davvero una noce guasta, già marcita all’interno seppure così giovane.

L'Eredità di Wonka

Charlie fa sempre le domande giuste e nel modo più consono. È accompagnato dal nonno (i genitori sanno farsi da parte, quando occorre). Ha ancora negli occhi e sul viso lo stupore proprio dei bambini. La sua vita si basa sul solido pilastro della propria casa, della propria famiglia. Cui lui “non rinuncerebbe per tutto il cioccolato del mondo”.

Tra tutti i partecipanti è Charlie che alla fine vince la fabbrica. Vince perchè, a differenza degli altri ragazzi viziati e poco avvezzi al rispetto delle regole, è quello di animo più nobile.

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Adattamenti Cinematografici

Pubblicato per la prima volta nel 1964, "La fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl è un libro che ha regalato al cinema due film molto diversi. Il primo si intitola "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato", del 1971, è stato diretto da Mel Stuart, con una sceneggiatura firmata proprio da Roald Dahl e un grande Gene Wilder nei panni di Willy Wonka. Il secondo film risale al 2005 e dietro la macchina da presa c'è il visionario regista Tim Burton, affiancato nel film da Johnny Depp, chiamato per ricoprire il ruolo dell'eccentrico proprietario della fabbrica di cioccolato, e dalla ex-partner, ma compagna in molti suoi lavori, Helena Bonham Carter. La storia dei due film è la stessa e i personaggi principali sono sempre cinque: Charlie Bucket, Violetta Beauregarde, Veruca Salt, Mike Tivù e Augustus Gloop.

Confronto tra i Film

A differenza del primo film, questo di Tim Burton ricorre meno alle canzoni e approfondisce il personaggio di Wonka, raccontando allo spettatore la storia del suo complicato legame con il padre dentista. Entrambi i film sono direttamente ispirati al libro di Roald Dahl, con la differenza che la versione diretta da Tim Burton è surreale, molto più colorata e anche un po' più cinica.

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