In attesa dell’attesissimo nuovo film “Tolo Tolo”, Checco Zalone ha pubblicato il video di “Immigrato”, la canzone che fa da colonna sonora alla pellicola cinematografica in uscita il 1 gennaio 2020. Si tratta del primo film da regista del comico campione di incassi con “Cado dalle nubi”, “Che bella giornata”, “Sole a catinelle” e “Quo vado?”. A tre anni dall’exploit dell’ultimo film, Checco Zalone torna quindi con una nuova pellicola che già fa discutere.
“Immigrato” infatti è subito stata oggetto di numerosi dibattiti per la capacità dell’attore di fare satira sulle paure degli italiani. Una canzone che probabilmente anticipa i temi del film “Tolo Tolo”. Il significato di Immigrato è palese: Checco Zalone indossa nuovamente i panni dell'italiano medio, razzista, quello che "prima gli italiani!" e che vede negli immigrati i principali responsabili dei suoi problemi economici e non.
"Immigrato": Satira e provocazione
Nel brano Checco Zalone si ispira ai suoni di Celentano, così come già avvenuto in “La Prima Repubblica” e indossa nuovamente i panni dell'italiano medio che vede negli immigrati i principali responsabili dei problemi economici e non. Il timore di vedere il fatturato “prosciugato” dall’immigrato e l’integrazione eccessiva con la moglie che trascorre la serata con uno sgradito ospite sono al centro della canzone. "Chi ha lasciato il porto spalancato"? La faceva... Prima l'italiano!
Uno spicciolo dietro l'altro e l'immigrato non solo "prosciuga" il fatturato, ma si integra talmente bene - e qui si legge uno spiccato timore per questa integrazione che invece altri caldeggiano da tempo - da accomodarsi in salotto con sua moglie per trascorrere con lei una serata di svago. Il guaio è fatto, "chi ha lasciato il porto spalancato"? E di nuovo le responsabilità vengono attribuite ad altri.
Anticipazioni su "Tolo Tolo"
Il video di Immigrato anticipa l'uscita di Tolo Tolo al cinema, film di cui si conoscono pochi dettagli, anche se sappiamo che sarà ambientato in parte in Africa e in alcuni centri d'accoglienza per immigrati. Secondo le prime anticipazioni Tolo Tolo è l’espressione usata da un bimbo africano quando, nel film, incontra per la prima volta il personaggio interpretato da Checco Zalone. La commedia racconterà la storia di un comico napoletano che, minacciato da un boss mafioso, vive sotto scorta. Quando la protezione gli viene revocata i due rimangono amici e compagni d’avventure in Africa.
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Protagonisti del film saranno un comico napoletano in fuga da un boss della malavita che vuole farlo fuori e un carabiniere che gli fa da scorta. Checco Zalone, fallito in Italia (anche, tecnicamente con tanto di plastico pignoramento) dopo l’ennesima velleitaria iniziativa che segue la sua attitudine a sognare- nello specifico l’attività “Murgia e sushi”, vicino al suo paese natio, Spinazzola- parte alla volta dell’Africa per sfuggire alla morsa dei debiti, soprattutto fiscali.
Invece del successo trova:
- a) i ribelli islamici che irrompono nei villaggi;
- b) le telefonate con i suoi cari che lo invitano a estinguersi per ottenere l’assicurazione;
- c) una bella donna nera (Manda Tourè) che turba il suo immaginario
- d) il bambino che la accompagna
- e) l’amico che insieme a loro vuole intraprendere il grande viaggio, cioè la migrazione in Italia
- f) i pregiudizi verso il bianco diverso
- g) gli intoppi che ostacolano l’approdo in Italia,dai campi di detenzione alle tempeste, fino ai dinieghi di sbarco dell’autorità portuale (con la quale, quando scopre essere Vibo Valentia invece che Capri o Portofino e pensando di interpretare il sentimento dei compagni di viaggio, interrompe bruscamente la comunicazione dicendo più o meno: “Vabbè, vi facciamo sapere se ci interessa”).
Durante queste peripezie molto fatica a rubricare come più perniciose la povertà a fronte dell’assillo fiscale, gli F16 comparati agli F24, l’Isis di sua moglie.
La satira di Zalone: tra vizi italiani e impegno civile
La satira di Zalone non riguarda solo i vizi dell’italiano medio, ciuccio e presuntuoso (e con attacchi meramente clinici di rigurgito fascista). Ce n’è pure per i reporter di sinistra, per i politici, e persino per i migranti. A Zalone riescono diverse imprese, spesso proibitive nel cinema, anche in quello d’autore: mettere a fuoco brutalmente l’attualità; realizzare un film di sensibilizzazione e impegno civile mediante la comicità. E conserva integro il suo talento di spingere l’umorismo fino a dove è lecito permettersi, accettando sempre, in questa missione che si è dato, di rasentare il confine.
Un successo clamoroso che ha alimentato ulteriormente l’attesa per il nuovo film “Tolo Tolo”.
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