La pasta, in tutte le sue forme, è un elemento iconico della cultura italiana, spesso immortalata nel cinema per arricchire personaggi, situazioni e contesti storico-culturali. Questa tradizione cinematografica riflette l'evoluzione economica e socio-culturale del Paese, celebrando la semplicità e la continuità di questo piatto.
Un Viaggio Attraverso i Film Italiani e la Pasta
In una carrellata di film italiani, dagli anni '50 ad oggi, il ricordo della pasta viene celebrato nella sua semplicità, l’unico e costante elemento di continuità.
Gli Anni '50 e '60: La Pasta come Simbolo di Rinascita
- "Domenica d'agosto" di Luciano Emmer (1950): Un delicato racconto di vita quotidiana della Roma popolare, dove la pasta è parte integrante della quotidianità.
- "Totò, Peppino e la Malafemmina" di Camillo Mastrocinque (1956): A metà degli anni '50 la pasta inizia ad essere parte integrante del nostro vivere, del nostro benessere appena raggiunto.
- "I soliti ignoti" di Mario Monicelli (1958): Una delle commedie più significative del cinema italiano, con un cast stellare, racconta le disavventure di un gruppo di ladruncoli che, per cercare di riscattare una vita di insuccessi e fallimenti, escogita un piano per rapinare il Monte di Pietà. Una metafora della povertà e dell'arte di arrangiarsi tutta italiana.
- "Un militare e mezzo" di Steno (1960): Aldo Fabrizi, nei panni di un maresciallo dell'esercito, cede alla tentazione di un piatto di pastasciutta, mangiandola in un boccone.
- "Una vita difficile" di Dino Risi (1961): Alberto Sordi interpreta un partigiano che sacrifica opportunità per i suoi ideali, in contrasto con il boom economico.
Dagli Anni '70 ai '90: Rimpianti e Tradizioni a Tavola
- "C'eravamo tanto amati" di Ettore Scola (1974): Tre amici ex partigiani si ritrovano a tavola, dichiarando il fallimento della loro generazione. La sequenza più toccante è quella in cui i tre, dopo molto tempo, si ritrovano a tavola, nella trattoria “Dal re della mezza porzione” e, incrociando in aria le forchette piene di maccheroni, fanno un bilancio impietoso delle loro esistenze, dichiarando che la loro generazione ha fallito.
- "Sabato, domenica e lunedì" di Lina Wertmüller (1990): Gli ziti spezzati a mano con il ragù di Donna Rosa sono il fulcro del pranzo domenicale della famiglia Priore.
- "Il postino" di Michael Radford e Massimo Troisi (1994): Gli "spaghetti alla Mario Ruotolo" diventano un simbolo di nostalgia e amicizia.
Il Cinema Contemporaneo: Ironia e Riflessioni sulla Società
- "Pranzo di ferragosto" di Gianni Di Gregorio (2008): Una commedia sulla terza età che offre spunti di riflessione attraverso un pranzo di Ferragosto movimentato.
- "Quo vado?" di Gennaro Nunziante (2016): Checco Zalone interpreta un uomo attaccato al posto fisso, costretto a trasferirsi all'estero. La scena dello "spaghetto italiano all'estero" è emblematica.
"Quo Vado?": Lo Spaghetto come Metafora dell'Identità Italiana
In "Quo Vado?" di Gennaro Nunziante (2016), Checco Zalone affronta il tema del posto fisso e dell'identità italiana attraverso situazioni comiche e paradossali. Arriviamo ai giorni nostri con una commedia esilarante interpretata da Checco Zalone, costretto al trasferimento all’estero pur di non abbandonare il posto fisso. La scena emblematica è quella dello “spaghetto italiano all’estero”. Mangiando un piatto di pastasciutta, non proprio gustosa, Checco chiede al ristoratore la ricetta. La risposta lo fa rabbrividire, tanto da spingerlo ad ordinare per secondo “un cacciavite e una scala” con cui staccherà l’insegna “Ristorante italiano”.
Checco è stato allevato dal padre con il mito del posto fisso. A quasi 40 anni vive quella che ha sempre ritenuto essere la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall'eterna fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l'ufficio provinciale Caccia e pesca, dove il suo incarico consiste nel fare timbri comodamente seduto alla scrivania.
Alla sua quarta commedia per il grande schermo Luca Medici racconta un'altra avventura del suo alter ego, quel "cozzalone" pugliese in perenne equilibrio fra conformismo e anarchia, cartina di tornasole dei vizi e dei difetti del popolo italico.
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Il film di Zalone va preso sul serio! Vorrei partire dai titoli di coda, precisamente da quando si dice che il film è stato realizzato anche con il contributo statale!
In "Quo Vado?" la ricetta di questo successo e' quello di riuscire ad abbracciare un pubblico ampissimo e, soprattutto, di tutte le classi sociali.
Col solito savoir-faire il comico pugliese ci fa ridere (a crepapelle, o a catinelle) delle nostre debolezze, dei paradossi italici, dei cinismi della politica, che taglia le vecchie province e ingrassa i nuovi municipi, delle scorciatoie della gente comune che anela al posto fisso come bene ultimo nella vita. Il protagonista infatti desidera un posto fisso fin da piccolo, respirando laria di comodi ministeri dove si puliscono fagiolini e si stoccano vettovaglie di ogni genere.
Il film Quo Vado? polverizza il record detenuto dall'ultimo episodio di Harry Potter, che era partito con 3.4 milioni e con la stratosferica cifra di 6.9 milioni di euro diventa il film col miglior esordio di tutti i tempi in Italia.
La Pasta Oltre i Confini: Ricette e Tradizioni
La passione per la pasta non si limita al cinema, ma permea la vita quotidiana degli italiani. Alessio e Emanuela Bruno, gestori del pastificio "Pasta d'Elite" a Lecce, hanno trasformato la loro attività in una fucina di idee sulla pasta, utilizzando solo grano di prima qualità, biologico e lavorato con processi sostenibili.
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Anche chef stellati come Andrea Berton sperimentano nuove tecniche di cottura, come la reidratazione a fuoco spento, per esaltare il sapore e la consistenza della pasta. «E il risultato è più che soddisfacente», assicura. Il metodo? Totalmente a freddo.
La Ricetta dello Chef Berton: Spaghetti Aglio, Olio e Peperoncino Verde
Lo chef Berton propone una ricetta semplice ma efficace: spaghetti aglio, olio e peperoncino verde, con una preparazione che prevede la reidratazione della pasta in acqua fredda per 45 minuti e una cottura rapidissima in acqua bollente.
Ingredienti per 4 persone:
- 1 gr di peperoncini secchi
- 200 gr di olio extravergine di oliva
- 200 gr di acqua
- Sale
- 25 gr di aglio sbollentato 2 volte
- 50 gr di foglie di prezzemolo
- 400 grammi di spaghetti di grano duro
- Sale grosso
La Pasta nel Cinema: Una Top 5 Personale
La pasta è stata protagonista di molte scene memorabili nel cinema. Ecco una top 5 personale:
- Lilli e il vagabondo: La scena degli spaghetti con le polpette è un classico dell'animazione. In America gli spaghetti si fanno anche con le polpette di carne, e una delle scene più famose del cinema con come protagonista questo piatto è quella di Lilli e il Vagabondo (Biagio), i due cagnolini che si dividono il piatto sulle melodiose note di Dolce Sognar. I due cagnolini mangiano di gusto fino a quando l'ultimo spaghetto li unisce in un tenero e inaspettato bacio, e Biagio cede l'ultima polpetta alla dolce Lilli.
- Un americano a Roma: Alberto Sordi e il suo epico duello con i maccheroni. Nando Moriconi, interpretato da Alberto Sordi, vive a Roma ed è famoso per amare tutto ciò che proviene dagli States: parla una lingua americana tutta sua, cammina come John Wayne e si veste come crede si vestano gli americani. Il suo è un vero e proprio duello con il piatto di pasta e tutto ha inizio con una frase intimidatoria: “Macaroni … m'hai provocato e io te distruggo, macaroni! I me te magno!”.
- Anche gli angeli mangiano fagioli: Una scodella di spaghetti al dente come arma.
- Mangia Prega Ama: Julia Roberts scopre il piacere della cucina italiana. Nei mesi passati in Italia, prima a Roma e poi a Napoli, Elizabeth impara ad apprezzare quello che le sta intorno, anche le cose quotidiane, come una colazione preparata con le sue mani o un piatto di spaghetti gustato in un ristorantino della Città Eterna.
- Quo vado?: Checco Zalone e la sua reazione agli spaghetti cucinati all'estero. Nel film Quo Vado?, Checco Zalone prende coraggio (non che gli manchi) è apertamente dà voce a quello che tutti gli italiani pensano della pasta cucinata all'estero. Checco Zalone è un ragazzo pugliese che si è trasferito in Norvegia per amore e si trova in un ristorante italiano a mangiare un piatto di spaghetti preparato da un norvegese.
La pasta, quindi, non è solo un alimento, ma un simbolo di identità, tradizione e convivialità, che continua a ispirare il cinema e la cultura italiana.
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