Le capsule sono preparazioni farmaceutiche monodose, destinate alla somministrazione orale. Per capacità, le capsule contengono al proprio interno granulati, polveri o miscele oleose; se il contenuto della capsula è liquido, si parla più comunemente di perle.
Queste ultime preparazioni molto spesso racchiudono principi attivi oleosi, oli essenziali o altre sostanze volatili; i loro involucri, di varia forma, sono spesso costituiti da gelatina con aggiunta di glicerina fino al 30% (responsabile della loro morbidezza ed elasticità). Il contenuto della capsula può essere costituito dalla sola o dalle sole sostanze attive, o più comunemente dall'insieme di principi attivi, coadiuvanti ed eccipienti.
Spesso vengono aggiunte anche sostanze conservanti (ad esempio piccole quantità di anidride solforosa per prevenire la crescita di muffe e batteri sulla gelatina), un agente plasticizzante (glicerina, sorbitolo, sciroppo semplice, amido). All'occorrenza, l'involucro della capsula può contenere aromatizzanti, ma anche coloranti naturali ed opacizzanti.
Tipi di Capsule
Le capsule vengono fornite con il corpo inserito nel coperchio mediante una leggera pressione, in modo da separare facilmente le due parti.Al produttore, autosigillando la capsula; per entrambe, un'estremità è chiusa, mentre l'altra è aperta.
- Gli involucri possono avere origine animale, nel caso si utilizzi gelatina ottenuta per idrolisi parziale, acida o alcalina, del COLLAGENO, o vegetale; in quest'ultimo caso si utilizza l'idrossipropilcellulosa.
- Al posto della classica gelatina, l'involucro della capsula può essere sostituito da amido; si parla in questo caso di capsule amilacee, di cachets o di cialdini.
- sezione cilindriche appiattite e preformate.
Dopo l'assunzione, le capsule di gelatina si sciolgono rapidamente nell'ambiente acido dello stomaco. Le cosiddette capsule gastroresistenti, come quelle cheratinizzante, rilasciano il principio attivo direttamente nel liquido intestinale (chilo) perché la cheratina, infatti, non viene attaccata dai succhi gastrici.
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Come regola generale è importante evitare di frantumare le capsule o aprirle, a meno che ciò sia esplicitamente segnalato sul foglietto illustrativo (pena il rischio di inefficacia del farmaco).
Compresse Farmaceutiche
Comprendono una miscela di principi attivi ed eccipienti in forma di polveri pressate. Gli eccipienti possono includere diluenti, leganti o agenti di granulazione, glidanti (che aiutano al deglutizione) e lubrificanti; edulcoranti o aromi per migliorare il gusto, e pigmenti per rendere le compresse visivamente distinguibili.
Un rivestimento polimerico è spesso applicato per rendere la tavoletta più facile da deglutire, per controllare la velocità di rilascio del principio attivo e per renderlo più resistente all'ambiente o per migliorare l'aspetto della pasticca. Circa i due terzi di tutte le prescrizioni farmaceutiche sono dispensati come forme di dosaggio solide, compresse e capsule, in parti uguali.
Le compresse sono spesso stampate con simboli, lettere e numeri, che consentono di identificarle anche una volta fuori dalla loro confezione. Inoltre le compresse permettono di essere identificate tramite i codici su di esse impressi o stampati, che riconducono a liste di farmaci di libera consultazione, oppure tramite consulto con il farmacista che tramite l’aspetto e il codice impresso, è in grado di determinare di che tipo di farmaco si tratti.
Compresse e capsule medicinali sono spesso comunemente chiamate pillole. Tuttavia, le pillole sono antiche forme di dosaggio preparate facendo rotolare una compressa morbida mentre si pressava.
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Inoltre, dall’antichità, fare delle compresse a base di erbe è un buon modo di utilizzare erbe che hanno un gusto molto amaro o sgradevole, inadatti quindi all’uso in infusione o altre forme che le portino a contatto con le papille gustative. Le compresse e le capsule sono generalmente più comode da conservare, da trasportare e immagazzinare, garantendo anche un livello igienico maggiore e una maggiore facilità d’uso.
Come fare delle compresse
Per ottenere delle capsule o delle compresse a base di erbe da utilizzare a casa, prendere le foglie di erbe fresche a vostra scelta (in quantità adeguata, ricordando che il volume sarà ridotto anche di dieci volte), e lavarle bene per eliminare eventuali corpi estranei. Asciugare molto bene su carta assorbente, poi asciugare al sole o nel forno impostato a 40°C non ventilato. Le foglie diventeranno marroni una volta seccate; a questo punto potrebbe essere necessario tagliare gli steli più spessi e coriacei, a seconda della pianta che si utilizza. Usando un mortaio e pestello, un frullatore, un macinino da caffè, o qualsiasi altro tipo di dispositivo si abbia intorno, macinare le foglie in una polvere fine, aggiungendole un poco alla volta, fino ad averle macinate tutte.
Dopodiché saranno necessarie delle capsule vuote che si possono acquistare in farmacia, magari previa ordinazione, o nei negozi di integratori alimentari/erboristerie. Ogni capsula può essere riempita a mano con l’ausilio di una siringa perfettamente asciutta privata dell’ago, che andrà a versare il prodotto nella parte più grande della capsula, pressandolo il più possibile, oppure utilizzando un piccolo macchinario venduto proprio per questo scopo. Questo richiede una certa pratica, quindi la prima capsula potrebbe non venire perfetta. Un consiglio da dare, in questi casi, è sicuramente quello di utilizzare dei guanti monouso di lattice per evitare che le capsule s'incollino alle dita e aprire tutte le capsule poco prima di riempirle, in modo da poterle riempire in serie.
Se si vogliono creare delle piccole compresse fatte in casa, il procedimento è pressapoco lo stesso. Una volta ridotte in polvere le erbe, si aggiungono delle gocce di acqua, una alla volta, fino a creare un composto molto denso e asciutto. La massa deve risultare consistente e non sbriciolarsi troppo, ma asciutta e compatta. Una volta trovato il giusto impasto, si fanno della piccole palline, grandi quanto la compressa che si vuole creare. È consigliabile creare delle compresse piatte con i bordi ben smussati, per essere più semplici da deglutire. Una volta creata la piccola compressa si deve passare dentro dell’amido di mais, fino a ricoprirla bene. Si toglie dall’amido, si scuote un po’ per rimuovere l’eccesso e si mette ad asciugare in un luogo protetto da urti e polvere. Tali compresse risulteranno, a differenza di quelle industriali, molto asciutte e potrebbero provocare qualche fastidio. Il consiglio è quello di fare le compresse molto piccole, magari calcolando di poterne prendere due o tre, e assumerle con molta acqua. Un ottimo sistema per evitare compresse troppo asciutte, sarebbe quello di utilizzare del burro di cacao alimentare; si strofina la compressa asciutta su un panetto di burro di cacao alimentare e si conserva in frigorifero.
Compresse farmaceutiche
Le compresse farmaceutiche, invece, possono avere un gusto sgradevole nonostante i trattamenti industriali, soprattuto quelle di alcuni antibiotici che, oltre a essere di dimensioni importanti, tendono a rilasciare subito sulla lingua il gusto del prodotto. Per ovviare a quest'inconveniente si può sempre utilizzare il sistema del burro di cacao alimentare, o del burro da cucina che, eliminando l’attrito, permette alla compressa di essere ingoiata più velocemente. Soprattutto per i bambini grandi e i ragazzi la soluzione del burro di cacao sembra essere molto efficace.
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Eventualmente, in caso di compressa troppo grande, si può utilizzare un “taglia compresse”, aggeggio poco costoso che si trova in farmacia e permette di dividere in due o in quattro una compressa troppo grande, per poterla assumere così frammentata. Compresse con rivestimenti speciali (ad esempio rivestimenti enterici o rivestimenti a rilascio controllato) non dovrebbero mai essere rotte prima dell'uso, in modo da non esporre il nucleo della compressa ai succhi digestivi, inficiando il previsto rilascio ritardato del principio attivo.Sempre in farmacia e nelle erboristerie, si trovano anche delle speciali ostie che si usano leggermente bagnate, per avvolgere la pastiglia e deglutirla con più facilità.
Ditralia: Composizione e Utilizzo
Il dosaggio di Ditralia deve essere determinato su base individuale dal medico curante, in funzione del livello di integrazione di vitamina D necessario.
- 1 capsula molle (25.000 U.I.)
- 1 capsula molle (50.000 U.I.)
Il dosaggio delle capsule molli da 25.000 U.I. e 50.000 U.I. a settimana non è idoneo per l'uso in bambini e adolescenti fino a 18 anni di età, per via della ridotta disponibilità di studi sull'utilizzo sicuro di dosi molto elevate in tali popolazioni. La capsula deve essere deglutita intera con acqua.
Durante il trattamento iniziale con vitamina D, è necessario monitorare i livelli sierici e urinari di calcio e controllare la funzionalità renale attraverso la misurazione della creatinina sierica. Questi controlli sono particolarmente importanti nei pazienti anziani e in caso di trattamento concomitante con glicosidi cardiaci o diuretici (vedere paragrafo 4.5), oltre che in caso di iperfosfatemia e per i pazienti esposti a un maggiore rischio di litiasi.
In caso di ipercalcemia o segni di compromissione della funzionalità renale, è necessario ridurre la dose o interrompere il trattamento. La vitamina D deve essere usata con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità renale e ne deve essere monitorato l'effetto sul metabolismo del calcio e del fosfato. Il rischio di calcificazione dei tessuti molli deve essere considerato.
La vitamina D non deve essere assunta in presenza di pseudoipoparatiroidismo (il fabbisogno di vitamina D potrebbe risultare ridotto dalla sensibilità talvolta normale alla vitamina D, con il conseguente rischio di sovradosaggio a lungo termine). La vitamina D deve essere prescritta con cautela ai pazienti affetti da sarcoidosi, a causa del rischio di incremento della conversione della vitamina D nel suo metabolita attivo.
La somministrazione aggiuntiva di vitamina D o calcio deve avvenire esclusivamente sotto controllo medico. I medicinali che agiscono mediante l'inibizione del riassorbimento osseo riducono le quantità di calcio ricavate dalle ossa.
I corticosteroidi per via sistemica possono incrementare il metabolismo e l'eliminazione della vitamina D. In caso di trattamento con farmaci contenenti digitale e altri glicosidi cardiaci, la somministrazione di vitamina D potrebbe aumentare il rischio di tossicità da digitale (aritmia). Il ketoconazolo può causare l'inibizione degli enzimi sia di sintesi che di catabolismo della vitamina D. Sono state osservate riduzioni delle concentrazioni sieriche di vitamina D endogena in seguito alla somministrazione di una quantità compresa tra 300 mg/die e 1.200 mg/die di ketoconazolo per una settimana a soggetti sani di sesso maschile.
La carenza di vitamina D è pericolosa per la madre e per il bambino. Occorre evitare il sovradosaggio di vitamina D in gravidanza, in quanto l'ipercalcemia prolungata potrebbe comportare ritardi fisici e mentali, stenosi aortica sopravalvolare e retinopatia del bambino. La vitamina D3 e i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno. In caso di carenza, la vitamina D può essere utilizzata alle dosi raccomandate durante l'allattamento. Non esistono dati circa l'effetto della vitamina D sulla fertilità.
Sovradosaggio di Colecalciferolo
Il sovradosaggio acuto o cronico di Colecalciferolo può causare ipercalcemia, un aumento delle concentrazioni sieriche e urinarie di calcio. I sintomi dell'ipercalcemia non sono particolarmente specifici e spesso comprendono nausea, vomito e diarrea nelle prime fasi e poi stipsi, anoressia, affaticamento, cefalea, dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare, polidipsia, poliuria, formazione di calcoli renali, nefrocalcinosi, insufficienza renale, calcificazione dei tessuti molli, alterazioni nelle misurazioni dell'ECG, aritmie e pancreatite.
La normalizzazione dell'ipercalcemia dovuta a intossicazione da vitamina D richiede diverse settimane. Per il trattamento dell'ipercalcemia la raccomandazione è di evitare qualsiasi ulteriore somministrazione di vitamina D. Devono essere considerati anche la reidratazione e il trattamento con diuretici, ad esempio furosemide, per garantire una diuresi adeguata.
Lactoflorene PLUS: Composizione e Utilizzo
Lactoflorene PLUS è un integratore alimentare a base di fermenti lattici vivi ad azione probiotica, utili per ripristinare la flora batterica intestinale che può risultare alterata a causa di alimentazione disordinata e squilibrata ma anche in seguito a terapia antibiotica. Inoltre, grazie alla presenza di Zinco contribuisce a supportare le difese immunitarie, proteggendo le cellule dallo stress ossidativo. La presenza di Vitamine del gruppo B, invece, supporta il metabolismo energetico così da combattere stanchezza ed affaticamento fisico.
Come si assume Lactoflorene PLUS
Si consiglia di assumere 2 capsule al giorno, preferibilmente lontano dai pasti, da deglutire con un bicchiere di acqua. In caso di contemporanea assunzione di antibiotici, si consiglia di assumere i fermenti lattici a qualche ora di distanza dal farmaco.
Composizione di Lactoflorene PLUS
Destrina di mais idrolizzata; idrossipropilmetilcellulosa; polvere frutto-oligosaccaridi a corta catena; agenti antiagglomeranti: talco, stearato di megnesio vegetale e biossido di silicio; agenti di rivestimento: amido acetilato (E1420), talco, gommalacca (E904), glicerolo; LA-5 (Lactobacillus acidophilus DSM13241 con maltodestrina); agente di carica: cellulosa microcristallina; zinco gluconato; nicotinammide (niacina); BB-12 (Bifidobacterium animalis subsp. lactis DSM15954 con maltodestrina); calcio_D-pantotenato (vitamina B5); L-CASEI 431 (Lactobacillus paracasei ATCC55544 con maltodestrina); Bacillus coagulans BC513 LMG S-24828 (maltodestrina); piridossina cloridrato Vitamina B6); acidificante: acido citrico; tiamina cloridrato (vitamina B1); riboflavina (vitamina B2); polvere cianocobolamina (vitamina B12, acido citrico, maltodestrina, trisodio citrato). Senza glutine e senza lattosio.
Effetti collaterali e controindicazioni
Non si registrano particolari effetti collaterali se si rispettano la posologia e le modalità d'uso indicate. Non eccedere la dose giornaliera consigliata. Per l'uso in gravidanza o durante l'allattamento è opportuno chiedere il parere del medico. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Gli integratori non vanno intesi come sostitutivi di una dieta variata ed equilibrata e di un sano stile di vita.
Conservazione
Conservare il prodotto in luogo fresco ed asciutto, a temperatura ambiente, al riparo da fonti di calore che potrebbero comprometterne l'integrità.
Curiosità ed approfondimenti
Il nostro intestino è popolato da microorganismi che regolano non solo il transito intestinale ma che apportano vitalità e benessere in generale all'organismo. In alcuni casi, però, la flora batterica intestinale può alterarsi e quindi i batteri patogeni prendono il sopravvento su quelli buoni causando disbiosi; questo fenomeno è spesso associato a squilibri nell'alimentazione, ridotto apporto di fibre, utilizzo di antibiotici ma anche viaggi con cambiamenti climatici ed igienici.
Per ripristinare l'equilibrio intestinale, è buona norma assumere probiotici come Lactoflorene PLUS che sfrutta la presenza di più ceppi batterici per riportare il benessere intestinale. In generale, per mantenere tale equilibrio, è buona abitudine:
- Mangiare bene, seguendo una dieta ricca di frutta e verdura di stagione
- Praticare regolarmente attività fisica o anche lunghe passeggiate per evitare la sedentarietà
- Evitare lo stress che influisce negativamente modificando la composizione della flora intestinale
- Fare attenzione all'alimentazione ed all'igiene quando si viaggia
- Assumere fermenti lattici probiotici durante e dopo la terapia antibiotica
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