Pane e companatico. Niente di più antico, pratico, sostanzioso, buono. La tradizione di farcire le fette di pane risale alla notte dei tempi, il filosofo greco Diogene di Sinope viene spesso descritto nell’atto di mangiare le lenticchie in un pezzo di pane incavato.
La storia del panino
Il panino, però, sembrerebbe aver preso piede in maniera più massiccia a Roma: il nome di via Panisperna deriva proprio dalla locuzione latina panis ac perna, pane e prosciutto, un boccone molto diffuso al tempo, composto da una pagnotta al mosto, prosciutto e fichi secchi; saporito, semplice e nutriente.
Facciamo un lungo salto temporale e arriviamo al 1760: in Inghilterra arriva il sandwich, panino dalle origini illustri. A inventarlo fu il lord John Montagu, IV° conte di Sandwich, che chiese ai suoi servitori di infilare la sua cena, del roastbeef, tra due fette di pane imburrato.
Nel tempo, comunque, il panino si è sviluppato, ha preso forma e ne sono nate moltissime varianti, in Italia e nel mondo. Oggi si celebra addirittura la Giornata mondiale del panino italiano.
Panini iconici italiani
Simbolo della semplicità e della tradizione gastronomica italiana, il panino è uno dei cibi più fortemente simbolici. Quando si pensa a un panino l’immagine è subito quella di un pranzo veloce: in realtà, si tratta di un alimento che rappresenta molto più di banale pasto da consumare rapidamente.
Leggi anche: Classifica delle pizze più popolari
Si tratta, invece, di una vera e propria celebrazione della tradizione gastronomica italiana, capace di esaltare ingredienti e preparazioni semplici, combinando le diverse tipologie di pane regionale con altrettante specialità legate al territorio, arrivando a creare abbinamenti gourmet.
L’Italia, infatti, è attraversata da Nord a Sud da panini che sono diventate nel tempo delle icone nazionali, alla pari di altri piatti come la pizza o l’amatriciana.
1. Porchetta
La porchetta è una vera e propria istituzione del Centro Italia, in particolare in Lazio, Umbria e Abruzzo. La più famosa è quella dei Castelli Romani di Ariccia, con il marchio Igp, che si ottiene dalla lavorazione dell’intero suino, con la carne speziata e profumata con erbe aromatiche e servita con la sua cotenna: si gusta tra due fette di pane casereccio calde, così da renderla scioglievole.
Una specialità che fa capolino anche in Veneto, in particolare a Treviso, con la porchetta trevigiana che si ricava dalla coscia del maiale ed è privata della cotenna: si serve tradizionalmente in “paninetti” ben imbottiti accompagnati da un bicchiere di vino o uno spritz.
2. Salame
Un grande classico da Nord a Sud che ha rappresentato per molti anni la merenda del pomeriggio casalinga, prima dell’arrivo di snack confezionati e alternative healthy. Pane e salame, infatti, è un binomio che evoca genuinità e qualche ricordo d’infanzia.
Leggi anche: Sushi Cotto: Guida Completa
Le combinazioni tra le pagnotte e i salumi cambiano a seconda delle varietà locali più diffuse, tra michette, ciabatte e pane sciocco che ospitano al loro interno il salame Milano, il Napoli, il cacciatorino, il felino, la finocchiona, la spianata calabra piccantina o eccellenze Dop come quello di Varzi dell’Oltrepò pavese.
3. Salamella
È il panino della notte, dello stadio e dei baracchini ambulanti appostati fuori dalle aree dei concerti: alleato indiscusso di chi fa le ore piccole soprattutto in quel della Lombardia, dove questo insaccato puro di suino dalla grana grossa, saporito, “unto” e succoso, è molto popolare.
4. Panino con la porzina (Trieste)
Se graviti attorno alla città di Trieste è impossibile non fare almeno per una volta la conoscenza dei buffet, locali alla buona (in contrasto con i lussuosi caffè imperiali) dove un tempo i portuali faceva il rebechìn, ovvero uno spuntino di metà mattina e che ora preparano allo stesso modo prelibati stuzzichini da mangiare con birra e vino, ideali per una pausa durante una visita alla città.
Tra i più noti c’è il panino con la porzína, tenerissima coppa di maiale lessata - parte del bollito misto - servita nel panino kaiser (noto anche come rosetta triestina), tondo e di piccola pezzatura insieme a senape e kren.
5. Mortadella
Tra gli affettati più apprezzati che si prestano a valorizzare il pane c’è la mortadella tagliata a fettine soffici e dal bel colore rosato, con o senza pistacchi. Lo sposalizio inossidabile è quello con la celebre rosetta, morbida, fragrante e con poca mollica che una volta divisa a metà è perfetta per accogliere una generosa porzione.
Leggi anche: Il sushi: storia e sapori
6. Panino con le polpette al sugo (Roma)
Il panino con le polpette al sugo è un vero e proprio simbolo dello street food romano, un connubio perfetto tra tradizione e gusto che da sempre delizia i palati dei romani, anche se è meno conosciuto fra i turisti. La preparazione del panino con le polpette è relativamente semplice, ma richiede un po' di tempo e di cura: le polpette vengono formate a mano, passate nel pangrattato e fritte in abbondante olio.
Una volta cotte, vengono tuffate nel sugo e lasciate insaporire; il pane viene tagliato a metà e farcito con le polpette e il sugo.
7. Lampredotto (Firenze)
Approdiamo in Toscana, precisamente a Firenze, dove street food fa rima con “panino con il lampredotto”. Siamo di fronte a un sandwich che vede protagoniste le frattaglie, visto che il lampredotto è uno dei quattro stomaci del bovino (l’abomaso) che viene cotto con verdure ed aromi per farlo insaporire ed intenerire.
I tradizionali lampredottai sono il place to be per provare questa specialità in diverse varianti: la base comune si compone di una pagnottina tonda tipo rosetta (in origine era il semelle, un pane salato all’olio ora praticamente introvabile) che viene bagnata di brodo e imbottita con le interiora spolverate con del pepe e sale.
8. 5 e 5 (Livorno)
Ci spostiamo sulla costa, dove il 5 e 5 è un caposaldo della città di Livorno: si compra nelle storiche torterie, ovvero le botteghe specializzate nella preparazione di questo panino a base di pane tipo francese o focaccia e torta di ceci (parente strettissima della farinata ligure).
Si serve con pepe macinato fresco o arricchito dalle melanzane sotto pesto, un tipico contorno che si realizza con l’ortaggio grigliato e poi marinato in olio extravergine d’oliva, aceto, sale, aglio, peperoncino e prezzemolo. Perché si chiama così? Il nome deriva dal costo in lire delle sue componenti principali, con gli avventori che chiedevano 5 centesimi di pane e 5 di torta di ceci.
9. Panuozzo napoletano
Originario di Gragnano, il panuozzo è una specialità gastronomica campana che si contende i riflettori insieme alla margherita e al calzone.
10. Zingara ischitana
Restiamo in Campania con la zingara ischitana, un panino probabilmente meno noto a livello nazionale rispetto agli altri, ma che dà ugualmente grandi soddisfazioni. Semplice e dai sapori mediterranei, è nato sull’isola alla fine degli anni ‘70: si compone di due fette di pane fragrante con una bella crosta (scegli quello cafone se vuoi replicarla in casa) che vengono leggermente abbrustolite sulla griglia e poi farcite con mozzarella, prosciutto crudo, insalata, pomodori e un velo di maionese.
Una fogliolina di basilico fresco alla fine e il pranzo o la cena easy davanti alla tv sono pronti.
11. Puccia (Salento)
Il tour continua in Salento, dove fa la sua apparizione la puccia, diventata negli ultimi anni molto pop, grazie all’apertura di diversi locali made in Puglia in giro per l'Italia che la propongono come specialità da imbottire con ingredienti tradizionali o più creativi.
12. Pane e panelle (Palermo)
Concludiamo il viaggio in Sicilia con due panini imprescindibili. Il primo è pane e panelle, uno dei simboli del cibo da strada palermitano e della sua gustosa cucina povera. Le panelle, infatti, sono delle specie di frittelle sottili di forma rettangolare o quadrata a base di ceci, che vengono fritte nell’olio bollente fino a diventare dorate e con una crosticina irresistibile.
Ancora caldissime vengono infilate dai panellari sparsi per la città nella classica mafalda, il più delle volte spruzzate con succo di limone e pepate.
13. Pani câ meusa (Palermo)
Il secondo è il pani câ meusa, vera e propria icona dei mercati popolari di Palermo preparata tradizionalmente dai meusari nei loro locali lungo la strada o banchetti ambulanti. Letteralmente significa “pane con la milza” e consiste in un panino morbido e rotondo cosparso di semi di sesamo (cimino), detto vastedda e riempito con milza e altre frattaglie di bovino, solitamente polmone e trachea, insaporite nello strutto e tagliate sottili.
Ne esistono due variazioni: la vastedda schetta, ovvero “nubile” che viene proposta condita solo con sale e limone, e maritata, quindi “sposata” con ricotta di pecora e caciocavallo grattugiato.
Panini speciali a Milano
Milano non è solo alta cucina e tendenze gastronomiche internazionali; è anche luogo ideale per riscoprire un classico intramontabile: il panino imbottito. Abbiamo quindi selezionato le migliori paninoteche della città, concentrandoci sul panino all'italiana, un classico che rischia di essere messo in secondo piano dalla proliferazione di tendenze più moderne.
In un contesto in cui tramezzini, toast, ma anche katsu sando, lobster roll e smash burger dominano la scena, abbiamo deciso di tornare alle radici: il panino con salumi e formaggi di qualità, ma anche varianti di pesce, vegane, vegetariane e senza glutine.
Tra locali storici, nuovissime aperture di successo e chiusure inattese, come quella di Panini Durini, la scena delle paninoteche milanesi si rinnova continuamente. La nostra mappa vi guiderà tra gli imbottiti più buoni della città.
De Santis
La storica location di De Santis in corso Magenta conserva il fascino intramontabile della Milano anni Ottanta, anche se poi questa ex piccola paninoteca è diventata un brand, aprendo, tra le altre, una filiale molto più glam nella food hall della Rinascente.
Il concept estetico del panino però non si cambia: lungo stretto, tostato alla piastra, proprio come una volta, croccante e ultra imbottito, non si cura di instagram e resta, per la gioia di tanti, piu buono che bello.
Storica paninoteca De Santis fondata in Corso Magenta a Milano dai coniugi Renzo e Dina, che nel 2024 ha festeggiato i 60 anni. Il locale, oggi di proprietà del gruppo di Angelo Moratti, è noto per un'ampia e variegata offerta che spazia dai panini classici a quelli più particolari, inclusi vegani e vegetariani (8-16€).
Tra i più celebri, il panino Ronny dedicato a Ronaldo, con crudo di Parma, brie fuso, mozzarella, crema di tartufo, limone e pepe, e il Derby con salame Milano, brie, pomodori secchi e carciofini, che è rimasto in carta fin dagli anni '60. Con una selezione di ingredienti di alta qualità, come il prosciutto di Parma di Mario Gallina e i formaggi del caseificio Gennari, De Santis offre anche una formula aperitivo, con vino o cocktail accompagnati da tartine che riproducono alcuni dei suoi panini più famosi.
Katsusanderia
Milano è il regno del fusion e delle contaminazioni culinarie, quindi come non potevamo non annoverare tra i panini piu buoni del 2024 quelli di Katsusanderia? Il nome è uno sciogli lingua, ma di fatto, sta a indicare due fette di pane (Sando) farcite con una cotoletta (Katsu). Ecco, ora non avrete imparato a pronunciarlo meglio ma almeno saprete di cosa si tratta.
Uscito dall’officina creativa dello chef stellato Yoji Tokuyoshi, questo panino, la cui ricetta standard è costituita da shokupan, il tradizionale pane al latte giapponese imbottito con lonza di maiale impanata, cavolo e salse varie, si assaggia da Sidewalk Kitchens, paradiso dello streed food in zona V Giornate.
Davide Longoni al Mercato Centrale
Come abbiamo detto all’inizio la michetta è uno dei simboli più popolari e nostalgici di Milano. Il celebre mastro panificatore Davide Longoni ne ha “ripensato” l’impasto riportandola in realtà alle origini.
Realizzata con farine certificate biologiche, non trattate e non tecniche, risulta meno gonfia e più morbida rispetto a quella diffusasi negli anni ’70, ma più simile alla versione che veniva realizzata negli anni precedenti. come non annoverrae , quindi questo pezzo di tradizione meneghina tra i panini piu buoni in città?
Si assaggia, tra una partenza e un arrivo, nello stand di Longoni al Mercato Centrale, in Stazione Centrale, dove tra tutte le versioni farcite con salumi, formaggi o verdure in display, spicca quella con la mortadella: rosa, perfetta, inimitabile.
Civelli
Non lontano dal Duomo ma distante anni luci dai locali per turisti, Civelli, in Corso Italia, è un segreto ben custodito. Si tratta in realtà di una storica gastronomia che sforna tra le altre cose tortelli, vitello tonnato, verdure, pollo arrosto, polpette e verdure alla griglia, insomma con la materia prima ci sanno fare. Forse anche per questo i loro panini sono particolarmente buoni e la farcitura così gustosa.
Ce’ una vasta scelta di ingredienti e tutto è fatto sul momento, anche l’affettatura dei salumi, il che spiega la coda che si forma all’ingresso all’ora di pranzo, ma ne vale la pena.
Bar Quadronno
Quando si parla di panini a Milano non si può prescindere dal Bar Quadronno. Un locale storico, tra le prime paninoteche della citta, nato nel lontano 1964. Venne aperto da un barman, un certo Faravelli, che iniziò a imbottire panini con ogni prelibatezza.
Da allora è stato un crescendo di successi, che hanno consacrato negli Anni '70 e '80 la paninoteca come un luogo culto della Milano notturna. Oggi il Bar Quadronno vive ancora di questa fama grazie anche e soprattutto alla qualità sempre alta dei suoi panini: un menu lunghissimo dove scegliere tra diversi ingredienti e combinazioni.
Panino Giusto
Fondato nel 1979 in Corso Garibaldi, Panino Giusto è stato il primo a trasformare un semplice panino in un’esperienza gastronomica. Il menu infatti, spazia dai classici intramontabili, fino a creazioni più sofisticate come il panino al tartufo.
La selezione è divisa a seconda dei vari salumi con cui vengono imbottiti: prosciutto cotto Praga, prosciutto di Parma DOP, speck trentino del salumificio Bomè, bresaola della Valtellina, ma anche carni come pollo, fesa di tacchino e roast beef, in abbinamento ad altri ingredienti, Tra i più ordinati il Giusto, con prosciutto cotto di Praga, mozzarella, pomodoro acciuga e senape delicata.
L’offerta si arricchisce anche di toast, bun (gli ‘abbondanti’) con burger di bufalo o pollo fritto e varianti gourmet in collaborazione con lo chef stellato Claudio Sadler. Ci sono anche proposte che vanno oltre il panino, come tartine, insalate, piatti freddi e caldi, contorni e dessert.
Panino Giusto ha ampliato la sua proposta, introducendo l'Aperitivo Giusto, un’esperienza che combina una selezione di salumi e formaggi con cocktail creati in collaborazione con Rita Cocktails.
Al Coltello
Al Coltello il focus è tutto sulla materia prima. Grande attenzione ai prodotti impiegati per la farcitura del panino, con i migliori salumi e formaggi sia pugliesi che internazionali.
La Cristalleria
La Cristalleria è una panineria in zona Chinatown che si distingue per la sua proposta di panini gastronomici preparati con ingredienti di qualità e un pane speciale, il pan de cristal. Questo pane, originario di Barcellona, pare sia stato creato nel 2004 dal panettiere Jordi Nomen con l’obiettivo di ottenere un prodotto leggero e croccante, grazie a un’impasto molto idratato che genera una mollica quasi invisibile perfetto per essere farcito.
tags: #nomi #panini #italiani #più #popolari

