Piante Grasse Commestibili per Insalate: Una Scoperta di Sapori e Benefici

Le piante grasse, note per la loro bellezza scultorea e resistenza al caldo e alla siccità, rivelano un lato sorprendente: alcune sono ottime da mangiare! Molte piante grasse e succulente regalano frutti deliziosi al palato. Usare le piante grasse in cucina non è solo un vezzo, ma una vera svolta nel mondo dell’alimentazione.

Negli ultimi anni, la FAO ha attivato importanti programmi di ricerca scientifica a livello internazionale per individuare e promuovere la produzione agricola su larga scala di piante grasse e succulente in grado di fornire un cibo di buona qualità a costi minimi. Questo rappresenta una buona soluzione ecosostenibile per fornire nutrimento di alta qualità a popolazioni che non possono dipendere solo dagli aiuti delle Onlus.

Il Fico d'India: Un Esempio di Versatilità

Nel frutteto o in giardino, come esemplare singolo o in siepe, il fico d’India è una succulenta che si rivela pianta versatile e sottoutilizzata. La coltivazione richiede un terreno molto drenante e roccioso. Se lo coltivate in vaso (meglio se di grandi dimensioni) la terra deve essere ben concimata e mista a sabbia grossolana; l’esposizione deve essere in pieno sole; le annaffiature, regolari in estate, vanno completamente sospese in inverno. In inverno le piante possono resistere all’aperto a temperature non inferiori ai 7 °C.

In alcune zone del Meridione è diffusa la coltivazione dei “bastardoni”, frutti tardivi dell’Opuntia, ottenuti da fiori autunnali, tramite la tecnica della “scozzolatura”, che consiste nel far cadere dalla pianta i fiori primaverili. In questo modo si ottiene una seconda fioritura che darà frutti più grossi, di qualità migliore e più resistenti, che maturano solo nelle zone in cui il clima del tardo autunno è particolarmente mite e soleggiato.

Ma il fico d’India può tranquillamente essere usato come ingrediente per creare delle preparazioni squisite e originali. Come, per esempio, la particolarissima parmigiana a base di fico d’india, in cui il frutto è usato al posto delle melanzane, oppure la confettura di fico d’india, eccellente da abbinare ai formaggi o da spalmare su una fetta di pane. E con il fico d’India si prepara anche un ottimo liquore, bevanda dal colore caldo e dal sapore intenso da servire freddissimo a fine pasto come digestivo.

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Il Frutto del Drago (Pitaya): Esotico e Nutriente

Recentemente, una tipologia di cactus Hylocereus ha conosciuto un repentino successo: si tratta di Hylocereus undatus, i cui frutti sono noti come pitaya o dragon fruit, oggi facilmente reperibili nei supermercati soprattutto nel periodo natalizio. Anche questa specie di Hylocereus fiorisce di notte, regalando fiori bianchi chiamati moonflower o queen of the night: ancora oggi, nei villaggi messicani, è uso considerarli come messaggeri d’amore.

Per ottenere i frutti, da sempre consumati nelle loro terre d’origine, Messico e Guatemala, il cactus Hylocereus undatus deve essere coltivato in zone soleggiate dell’Italia meridionale e costiera. Gli apporti di acqua devono essere regolari durante il periodo estivo per avere una produzione continua, anche se resiste bene all’aridità. Tollera anche temperature relativamente basse, ma il freddo prolungato può danneggiare seriamente la pianta.

Il frutto viene mangiato crudo o usato per dessert e frullati e per la produzione di bevande fresche dal forte potere reidratante; il suo sapore ricorda un po’ quello del kiwi, anche per la presenza di piccoli semi neri.

Sedum: Un Genere Adatto ad Ambienti Estremi

Laddove la quasi totalità delle piante si rifiutano di vivere, i Sedum non solo sono in grado di sopravvivere, ma vivono molto bene! Le piante appartenenti al genere Sedum sono piante succulente adatte a vivere in ambienti estremi, luoghi dove la terra è poca, povera e arida. I Sedum resistono anche nei giardini di chi non ha il pollice verdissimo o dove ci sono condizioni di vivibilità della pianta più ostiche e difficili.

Le varietà di Sedum, oltre ad essere molto utilizzate nei giardini, costituiscono oggi una impagabile e preziosa risorsa per architetti e urbanisti che desiderano rivestire i tetti con del verde, al fine di renderli più termici ed ecosostenibili, oppure per rivestire con un vero e proprio tappeto verde le rotaie dei tram.

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Varietà di Sedum Commestibili

  • Sedum tectractinum Shanghai (Borracina cinese): Forma steli ramificati con foglie arrotondate e succulente di colore verde. Genera fiori stellati di colore giallo con le punte screziate di rosso nei mesi di maggio e giugno.
  • Sedum rupestre: Genera vistose cime stellate di colore giallo limone nei mesi di luglio ed agosto. Si consumano generalmente crude, aggiunte alle insalate per renderle più saporite e gustose, oppure in accompagnamento all’insalata di patate lesse o altri piatti con cibi crudi.
  • Sedum album ssp.: Si presenta con foglie particolarmente globose, verde scuro che virano al rosso bronzo nel periodo estivo. Produce fiori stellati di colore bianco nei mesi di maggio e giugno. Si consumano le foglie sia crude, aggiunte alle insalate alle quali conferiscono un sapore acidulo, sia cotte nelle frittate oppure come verdura di contorno, da sola o mixata ad altre erbe.

Anche se coltivare queste piante è davvero semplice, i Sedum prediligono terreni poveri, di origine calcarea, dove, possibilmente, siano presenti pietruzze sminuzzate e sabbia. Non richiedono concimazioni e hanno bisogno di poca acqua.

Portulaca Oleracea: Un'Erba Spontanea Ricca di Omega 3

La portulaca oleracea è una pianta commestibile molto presente nei giardini e campi italiani: è ricchissima di omega 3 e potete usarla in tante ricette vegane, dalle insalate alle frittate senza uova. La portulaca è il vegetale più ricco di acidi grassi omega 3, i grassi “buoni” per il nostro organismo che svolgono importanti funzioni a livello strutturale, per esempio nella composizione dei tessuti nervosi e delle membrane cellulari.

Ciò lo rende un alimento utile per ridurre i livelli di colesterolo cattivo, è un anti infiammatorio naturale, aiuta lo sviluppo cerebrale, il rafforzamento del sistema immunitario e rallenta l’invecchiamento della pelle. Ha ottime quantità di potassio e di magnesio.

Come Consumare la Portulaca

  • Cruda in aggiunta alle insalate.
  • In estratti e centrifughe assieme ad altra frutta e verdura.
  • Cotta nelle zuppe e nelle minestre.
  • In un piatto di pasta ripiena con panna vegetale.

La portulaca si può coltivare anche su terrazzi e balconi, non avendo alcuna difficoltà col caldo e con le temperature più alte. La pianta richiede un terriccio molto sabbioso, mentre se si sceglie di coltivarla in vaso questo deve essere ben drenato (e vi si può aggiungere sabbia grossolana).

Altre Piante Grasse Commestibili

Esistono molte altre piante grasse commestibili, tra cui:

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  • Cardon (Pachycereus pringlei): Consumato ai margini dei deserti del Mojave e di Sonora.
  • Cactus fragola (Echinocereus fendleri, E. triglochidiatus): Offrono frutti gustosi.
  • Fico degli Ottentotti (Carpobrotus edulis): I frutti sono commestibili.

Raccolta di Piante Spontanee: Consigli e Precauzioni

La raccolta di piante spontanee è una pratica che ha accompagnato l’uomo sin dalla preistoria. L’apertura nei confronti dell’alimentazione biologica ed ecosostenibile dei recenti anni ha portato un rinnovato interesse verso questa pratica detta anche foraging, accrescendo la consapevolezza riguardo le maggiori proprietà e benefici delle piante spontanee mangerecce rispetto a quelle provenienti da coltivazioni e l’importanza della stagionalità e del nutrirsi con alimenti la cui biodiversità non è stata intaccata da processi guidati di crescita.

È comunque importante non improvvisarsi raccoglitori, e raccogliere una pianta solo se si è assolutamente certi della sua specie. È preferibile evitare di raccogliere le radici, perché altrimenti si va ad intaccare l’ecosistema e a pregiudicare la crescita di quella pianta in quella zona.

Se si opta per la raccolta in proprio, la prima cosa da sapere è che la raccolta di erbe spontanee di campagna è disciplinata da regole ben precise e per effettuarla, a meno che non venga fatta sul proprio terreno, è necessario un patentino del raccoglitore.

Quando Raccogliere le Erbe Spontanee

Per le piante che crescono in Italia i principali periodi di raccolta sono la primavera e l’autunno, i periodi dell’anno in cui grazie alle numerose piogge le piante spontanee sono più rigogliose. I fiori generalmente dovrebbero essere raccolti in estate, in quanto la pianta avrà raccolto tutti i suoi nutrienti che si troveranno proprio in questa parte della pianta, che d’estate espleta la sua funzione riproduttiva.

Alcune Erbe Spontanee Comuni

  • Tarassaco (Taraxacum officinale): Si possono utilizzare sia le foglie, dal sapore amaro e ricche di ferro, che i fiori.
  • Malva (Malva sylvestris): Tra le erbe selvatiche edibili più raccolte, per via delle straordinarie proprietà terapeutiche per le vie respiratorie e le mucose del corpo.
  • Amaranto (Amaranthus retroflexus L.): Si utilizzano i semi, ai quali vengono attribuite straordinarie proprietà benefiche, ma anche le foglie, che possono essere mangiate cotte come gli spinaci o la bieta.
  • Ortica (Urtica dioica): Una delle erbe spontanee mangerecce più utilizzate in cucina, indicata grazie al suo gusto delicato per la preparazione di risotti, frittate, ma anche pasta e gnocchi.
  • Borragine (Borago officinalis): È facilmente riconoscibile grazie ai fiori di un caratteristico colore blu, che crescono a campanula che volge verso il basso.

Piante Grasse in Cucina: Un'Opportunità per il Futuro

Ormai non è un segreto che il nostro pianeta sia sfruttato più di quanto dovremmo e che, proprio per questo, si stiano svolgendo una serie di ricerche per trovare alternative sostenibili, o in grado di fornire la sopravvivenza dell’alimentazione anche in situazioni estreme. Le piante grasse sono in grado di adattarsi a condizioni climatiche difficili, se non estreme, e necessitano di pochissima acqua per prosperare.

Insomma, le piante grasse sembrano essere la soluzione ecosostenibile perfetta per il futuro, grazie al loro essere in grado di fornire nutrimento di alta qualità e di ottimo sapore, di adattarsi a cambiamenti climatici e di richiedere pochissima cura per crescere.

La Clarice Orto Sinergico: Un Esempio di Innovazione

Le piante grasse - o, a voler essere precisi, le erbe grasse - alla conquista della cucina. Mineralità, consistenza e sapori del tutto nuovi sono i punti di forza di questi ingredienti inaspettati che stanno conquistando il palato e il gusto degli chef e che, chissà, arriveranno sempre di più nelle nostre tavole.

Questa è stata l’intuizione di due giovani umbri, i fratelli Diego e Davide Narcisi, che hanno dato vita nel 2021 a una piccola start up agricola su un terreno ereditato dal nonno. Nell’orto sinergico su cui lavorano oggi sono coltivate oltre 400 piante con varietà di erbe aromatiche e grasse da tutto il mondo. E proprio sulle erbe grasse commestibili scommettono per il futuro, sostenuti dalla curiosità degli chef stellati che già lavorano con loro.

Tra le nuove erbe grasse coltivate troviamo la Kalanchoe daigremontiana, pianta dalla consistenza croccante e dal sapore di limone e aceto, l’Acetosa sicula dal sapore acetato, acquoso e minerale, l’Enula marina dal sapore amaro e profumo di alga, o ancora Sedum spectabilis con foglie succulente e croccanti e dal sapore di uva fresca.

Tabella Riassuntiva delle Piante Grasse Commestibili

Pianta Grassa Parte Commestibile Sapore Utilizzo
Fico d'India (Opuntia) Frutti, Pale Dolce, Succoso Crudo, Marmellate, Parmigiana
Pitaya (Hylocereus undatus) Frutti Simile al Kiwi Crudo, Dessert, Frullati
Sedum spp. Foglie Acidulo, Fresco Insalate, Frittate, Contorni
Portulaca oleracea Foglie, Steli Simile alla Rucola Insalate, Zuppe, Pesto
Cardon (Pachycereus pringlei) Frutti Sconosciuto Crudo

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