Tachipirina Orosolubile 1000: Indicazioni e Controindicazioni

Tachipirina orosolubile 1000 mg è un medicinale soggetto a prescrizione medica (classe C), a base di paracetamolo, appartenente al gruppo terapeutico Antipiretici, Analgesici FANS. È commercializzato in Italia da Aziende Chimiche Riunite Angelini Francesco ACRAF S.p.A.

Indicazioni Terapeutiche

Tachipirina Orosolubile 1000 mg si usa per il trattamento sintomatico del dolore da lieve a moderato e della febbre.

Il farmaco può essere utilizzato anche come analgesico per ridurre mal di testa, mal di denti, ascessi dentali, denti del giudizio doloranti e mal di gola.

Controindicazioni

Tachipirina Orosolubile 1000 mg non deve essere usato in caso di:

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Grave insufficienza renale.
  • Abuso di alcol.

Avvertenze e Precauzioni d'uso

Per evitare il rischio di sovradosaggio, occorre verificare che gli eventuali altri farmaci assunti in concomitanza non contengano paracetamolo.

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Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con:

  • Insufficienza epatocellulare da lieve a moderata (compresa la sindrome di Gilbert).
  • Insufficienza epatica grave (Child-Pugh >9).
  • Epatite acuta.
  • Trattamento concomitante con farmaci che alterano la funzionalità epatica.
  • Carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.
  • Anemia emolitica.
  • Abuso cronico di alcol.
  • Grave insufficienza renale (clearance della creatinina < 10 ml/min).

In presenza di febbre alta o segni di infezione secondaria o se i sintomi persistono per oltre 3 giorni, occorre consultare il medico. In generale, i medicinali contenenti paracetamolo possono essere assunti solo per pochi giorni e a basse dosi senza aver consultato il medico o il dentista.

L'uso prolungato o frequente è sconsigliato. I pazienti devono essere avvertiti di non assumere contemporaneamente altri prodotti contenenti paracetamolo. L'assunzione di più dosi giornaliere in una singola somministrazione può danneggiare gravemente il fegato.

Occorre prestare attenzione in caso di assunzione di paracetamolo in associazione agli induttori del citocromo CYP3A4 o all'uso di sostanze che inducono gli enzimi epatici quali la rifampicina, la cimetidina e gli antiepilettici quali la glutetimide, il fenobarbital e la carbamazepina.

Il consumo di alcol deve essere evitato durante il trattamento con il paracetamolo. I rischi di sovradosaggio sono maggiori nei pazienti affetti da epatopatia alcolica non cirrotica. Occorre prestare attenzione in caso di alcolismo cronico. Nei pazienti con abuso di alcol la dose deve essere ridotta.

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Sono stati segnalati casi di acidosi metabolica con gap anionico elevato (HAGMA, high anion gap metabolic acidosis) dovuta ad acidosi piroglutamica in pazienti con malattie gravi, quali compromissione renale severa e sepsi, o in pazienti con malnutrizione o altre fonti di carenza di glutatione (ad es. alcolismo cronico) che sono stati trattati con paracetamolo a dose terapeutica per un periodo prolungato o con un'associazione di paracetamolo e flucloxacillina.

Interazioni con altri farmaci

L'assunzione di probenecid inibisce il legame del paracetamolo all'acido glucuronico, determinando una riduzione della clearance del paracetamolo all'incirca di due volte. Nei pazienti che assumono in concomitanza il probenecid, la dose di paracetamolo deve essere ridotta.

Il metabolismo del paracetamolo è aumentato nei pazienti che assumono medicinali che inducono gli enzimi, quali la rifampicina e alcuni antiepilettici (carbamazepina, fenitoina, fenobarbital, primidone). Alcune segnalazioni isolate descrivono epatotossicità imprevista nei pazienti che assumevano medicinali induttori enzimatici.

La somministrazione concomitante di paracetamolo e AZT (zidovudina) accresce la tendenza alla neutropenia. Pertanto, la co-somministrazione di questo farmaco insieme all'AZT deve avvenire esclusivamente su consiglio del medico.

L'assunzione concomitante di farmaci che accelerano lo svuotamento gastrico, come la metoclopramide, accelera l'assorbimento e l'insorgenza dell'azione del paracetamolo.

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L'assunzione concomitante di farmaci che rallentano lo svuotamento gastrico può ritardare l'assorbimento e l'insorgenza dell'azione del paracetamolo.

La colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo e, pertanto, non può essere somministrata prima che sia trascorsa un'ora dalla somministrazione del paracetamolo.

L'assunzione ripetuta di paracetamolo per periodi superiori a una settimana aumenta l'effetto degli anticoagulanti, in particolare il warfarin. Pertanto, la somministrazione di paracetamolo a lungo termine nei pazienti trattati con anticoagulanti deve avvenire soltanto sotto la supervisione del medico. L'assunzione occasionale del paracetamolo non ha effetti significativi sulla tendenza al sanguinamento.

Si deve prestare attenzione quando il paracetamolo è usato in concomitanza con flucloxacillina poiché l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato a causa di acidosi piroglutamica, specialmente nei pazienti con fattori di rischio.

Effetti sui test di laboratorio

Il paracetamolo può interferire con le determinazioni dell'uricemia che utilizzano l'acido fosfotungstico e con quelle della glicemia che utilizzano la reazione glucosio-ossidasi-perossidasi.

Posologia e Modo di Somministrazione

L'uso di Tachipirina 1000 mg è riservato agli adulti e ai ragazzi oltre i 15 anni di età.

Adulti e ragazzi oltre i 15 anni: 1 compressa, 1 compressa effervescente o 1 bustina di granulato per soluzione orale, fino a 3 volte al giorno con un intervallo tra le diverse somministrazioni non inferiore alle quattro ore, per un dosaggio massimo di 3 compresse o 3 bustine al giorno.

Compresse effervescenti: sciogliere la compressa effervescente in un bicchiere d'acqua.

Granulato per soluzione orale: sciogliere il contenuto della bustina in un bicchiere d'acqua.

Insufficienza renale

In caso di insufficienza renale la dose deve essere ridotta:

  • Clearance della creatinina inferiore a 10-50 ml/min: dose di 500 mg ogni 6 ore.
  • Clearance della creatinina inferiore a 10 ml/min: dose 500 mg ogni 8 ore.

Sovradosaggio

Esiste un rischio di avvelenamento, specialmente nei soggetti anziani, nei bambini piccoli, nei pazienti con epatopatia, in caso di alcolismo cronico e nei pazienti con malnutrizione cronica. Il sovradosaggio può essere fatale in questi casi.

I sintomi appaiono generalmente entro le prime 24 ore e comprendono: nausea, vomito, anoressia, pallore e dolore addominale.

Il sovradosaggio, ossia la somministrazione di 10 g di paracetamolo o più in una singola dose negli adulti o la somministrazione di 150 mg/kg di peso corporeo in una singola dose nei bambini, causa la necrosi delle cellule epatiche che può indurre una necrosi completa e irreversibile, con conseguente insufficienza epatocellulare, acidosi metabolica ed encefalopatia che può condurre al coma e alla morte.

Contemporaneamente, si osserva l'aumento dei livelli delle transaminasi epatiche (AST, ALT), della lattato deidrogenasi e della bilirubina, unitamente all'aumento dei livelli di protrombina che può apparire 12 - 48 ore dopo la somministrazione.

Procedura di emergenza:

  1. Ricovero immediato in ospedale
  2. Prelievo di campioni di sangue per determinare la concentrazione plasmatica iniziale di paracetamolo
  3. Lavanda gastrica
  4. Somministrazione EV (o orale se possibile) dell'antidoto N-acetilcisteina appena possibile e prima che siano trascorse 10 ore dal sovradosaggio
  5. Implementare il trattamento sintomatico.

Gravidanza e Allattamento

Una grande quantità di dati sulle donne in gravidanza non indicano né tossicità malformativa, né fetale/neonatale. Studi epidemiologici sullo sviluppo neurologico nei bambini esposti al paracetamolo in utero mostrano risultati non conclusivi. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.

Dopo assunzione orale, il paracetamolo viene escreto nel latte materno in piccole quantità. Non sono stati segnalati effetti indesiderati nei neonati allattati al seno. Durante l'allattamento possono essere utilizzate dosi terapeutiche di questo medicinale.

Guida di Veicoli e Uso di Macchinari

TACHIPIRINA OROSOLUBILE non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Effetti Indesiderati

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo organizzati secondo la classificazione sistemica e organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati. Sono stati segnalati casi molto rari di reazioni cutanee gravi.

Composizione

Ogni bustina contiene 1000 mg di paracetamolo.

Eccipienti con effetti noti: Una bustina contiene sorbitolo (E420) 805,80 mg e sodio.

Eccipienti

Sorbitolo, Talco, Butile metacrilato copolimero basico, Ipromellosa, Magnesio ossido pesante, Acido stearico, Carmellosa sodica, Sodio laurilsolfato, Titanio diossido (E 171), Sucralosio, Magnesio stearato (Ph.Eur.), Simeticone, Aroma di cappuccino (contiene maltodestrina, gomma arabica (E414), sostanze aromatizzanti naturali e/o identiche a quelle naturali, triacetina (E1518), N,2,3-trimetil-2-(propan-2-il) butanamide).

Scadenza e Conservazione

Scadenza: 36 mesi.

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e dall'umidità.

Confezioni Disponibili

Bustine di alluminio. Confezioni da 10, 12, 16 e 20 bustine.

Patologie Correlate

Bronchite, cefalea, flebite, fratture ossee, herpes zoster, influenza, mononucleosi, morbillo, orecchioni.

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