La Magica Storia della Tavoletta di Cioccolato Willy Wonka

Il giovane Charlie Bucket vive con la sua famiglia all’ombra della grande fabbrica dolciaria di Willy Wonka. Charlie è povero e l’unica consolazione è una tavoletta di cioccolato Wonka per il suo compleanno. Questo grazie alla teobromina, una sostanza alcaloide presente anche nelle foglie di tè. Essa opera sul sistema nervoso centrale, agisce sulle sinapsi, è un vasodilatatore. Quindi il cioccolato migliora la circolazione del sangue.

La Fabbrica di Cioccolato è una di quelle storie così iconiche che difficilmente possiamo farne a meno, ed è anche giusto che ogni generazione possa godere della propria Fabbrica di Cioccolato. Come tutti sanno La fabbrica di cioccolato è un romanzo per bambini, scritto nel 1964 dell’autore britannico Roald Dahl, che racconta le avventure del giovane Charlie Bucket all’interno della fabbrica di cioccolato di proprietà dell’eccentrico cioccolatiere Willy Wonka.

Proprio perché l’età del protagonista è la medesima dei suoi lettori. Un libro che si è ispirato alla vita dello stesso Dahl. Quando, da piccolo, frequentava la Repton School in Inghilterra. La scuola privata era al centro di esperimenti commerciali della famosa ditta britannica Cadbury. Essa inviava regolarmente ai giovani alunni scatole piene di nuovi tipi di dolci con un foglietto per votare allegato. I dolci più votati entravano nella regolare produzione della ditta.

L'Ispirazione Dietro la Magia

Ma da dove nasce questa idea così bizzarra di Roald Dahl? Ci sono dei riferimenti a fatti reali? Iniziamo subito con il dire che effettivamente la storia è stata originariamente ispirata dall’esperienza di Roald Dahl con le aziende di dolciumi durante i suoi giorni come studente alla Repton School nel Derbyshire, in Inghilterra. In quel periodo la famosa ditta produttrice di cioccolato Cadbury spediva spesso una confezione di dolci come omaggio da far provare ai collegiali in cambio dei loro voti su dei foglietti. Dopo questa “operazione di marketing” i prodotti che ottenevano i voti più alti venivano poi messi in commercio.

Proprio per questo motivo, entrambe le aziende divennero sempre più protettive nei confronti dei loro processi di produzione del cioccolato, al fine di arginare al meglio i segreti della propria cioccolata. Quindi se possiamo immaginare una mente creativa di uno scrittore a contatto con un’enorme e misteriosa fabbrica di dolciumi creano una potente combinazione di magia e macchine fantastiche.

Leggi anche: Tavoletta cioccolato fai da te

La Trama Incantata

Ne La Fabbrica di cioccolato si racconta la storia di Charlie Bucket, un ragazzino povero ma felice nonostante divida con i genitori e i quattro nonni una zuppa al giorno, giochi fatti con i tappi di dentifricio e mangi una sola tavoletta di cioccolato l'anno che gli viene regalata il giorno del suo compleanno. Charlie vive in una piccola casa piena di spifferi, nei pressi della grande e impenetrabile fabbrica di cioccolato Wonka e ogni notte si addormenta sognando le dolci meraviglie che questa custodisce. Da quel momento nessuno ebbe più notizie del proprietario, i cancelli rimasero chiusi eccetto che per far entrare i camion di Wonka che andavano a ritirare le tavolette di cioccolato da vendere.

Il proprietario di una fabbrica di dolci, Willy Wonka ha l'idea di dare vita a un concorso: le persone che nel mondo troveranno cinque tavolette di cioccolato al cui interno vi sono dei biglietti d'oro, avranno la possibilità di visitare la fabbrica, passando una giornata diversa e potendo vincere un premio. Charlie spera di essere tra i vincitori, soprattutto perché si avvicina il suo compleanno e quindi il momento in cui potrà gustarsi la sua tavoletta di cioccolata. Purtroppo però, nonostante le preghiere dei suoi, quando si trova a scartare la tavoletta di cioccolata non trova nulla.

Anche nella seconda, regalatagli con l'ultimo soldino da nonno Joe, non ha il biglietto vincente. Ma poi, quando tutto sembra perduto, Charlie trova nella neve 10 dollari con cui compra una supertavoletta e qui trova il biglietto. Il giorno prescelto è arrivato e i bambini vanno a visitare la fabbrica di cioccolato, essendo introdotti all'interno dell'edificio dallo stravagante proprietario, Willy Wonka.

Un'Avventura Indimenticabile

Una volta dentro il contesto cambia: si sente nell’aria un piacevole profumo di tutti i dolciumi e la temperatura è molto calda perché gli operai odiano il freddo e non potrebbero lavorare senza il loro clima ideale. I bambini sono molto ansiosi di conoscere gli operai e il signor Wonka glieli presenta subito, entrando nella stanza della cioccolata. Cos’è la stanza della cioccolata? Un luogo magnifico, un ambiente che se non si vede non lo si può nemmeno immaginare, piena di prati verdi, adorabili cespugli e alberi dall’aspetto incantevole.

La cosa incredibile è che è tutto commestibile, ma la cosa più stupefacente è il fiume: interamente fatto di cioccolato fuso, attraversato da tubi di vetro che ogni tanto si abbassano per prelevare cioccolato e portarlo nelle altre stanze della fabbrica. Ed ecco arrivare gli operai: dall’altra sponda del fiume arrivano gli Umpa-Lumpa, piccoli ometti che mandano avanti la fabbrica. Mentre fanno questa visita, i ragazzi vengono coinvolti in varie avventure, come per esempio il momento in cui Augustus Gloop, nel tentativo di bere da un condotto di cioccolato fuso, cade e viene risucchiato all'interno del tubo di cioccolato.

Leggi anche: Tavoletta di Cioccolato Wonka

Veruca Salt, che vorrebbe avere uno degli scoiattoli ammaestrati che lavorano insieme agli Umpa Lumpa, ne prende uno da sola; l'animale però la butta nella spazzatura. Altri episodi si verificano nella fabbrica di cioccolato. L'unico bambino che non ha tutti questi vizi è Charlie, poiché molto povero. Charlie è un bambino molto povero che si accontenta di poco. Ora è rimasto solo Charlie che, essendo l’unico, è anche il vincitore; Willy si congratula con lui e lo fa salire sull’ascensore di cristallo con il nonno, poi preme il tasto “In su e fuori” e subito i tre vengono trasportati in alto, rompendo il soffitto della fabbrica e ritrovandosi sospesi per aria, fuori dall’edificio.

Un'Eredità Dolcissima

Mentre osservano gli altri partecipanti tornare verso casa, Willy Wonka comunica a Charlie che gli donerà la fabbrica. Era questo lo scopo della visita: individuare un bambino meritevole di ricevere in regalo la fabbrica perché lui, il signor Wonka, era ormai troppo vecchio per portare avanti il lavoro da solo. Il bambino vince il concorso, perché riesce ad accontentarsi del poco che possiede. Come premio, Willy Wonka gli lascia la sua fabbrica in eredità.

Tra tutti i partecipanti è Charlie che alla fine vince la fabbrica. Ma a Charlie si chiede di rinunciare alla famiglia, cosa che lui non vuole assolutamente fare e così si mette d’accordo con il vecchio proprietario Wonka e decide di far trasferire tutta la sua famiglia nella fabbrica, in modo che Charlie e Willy possano lavorare insieme.

Oltre la Finzione: Fabbriche di Cioccolato Reali

Accanto ai gusti tradizionali ci sono ovviamente accostamenti insoliti, come il cioccolato al vino dolce e formaggio, ai semi di zucca e marzapane, alle noci tostate e lavanda o con ananas e rape.

Viaggiando in un’altra nazione è curiosa un ulteriore stravagante fabbrica di cioccolato (in realizzazione) sempre in stile Willy Wonka, con tanto di montagne russe, ottovolante e stanze segrete (dove nascondere gli Umpa Lumpa). Il nuovo Tony’s Chocolonely Chocolate Circus costerà oltre 100 milioni di euro e prevede un progetto di rivalutazione dell’area industriale che si affaccia sul Zijkanaal H, incluso un vecchio mulino.

Leggi anche: Torta con tavoletta di cioccolato

Quando aprirà, non prima di alcuni anni, darà la possibilità di entrare in un vero mondo delle meraviglie golose dove i visitatori avranno l’opportunità di seguire l’intero processo di produzione proprio come nella fabbrica di Willy Wonka: la Tony’s Chocolonely si aspetta di creare 600 posti di lavoro e di richiamare 500 mila visitatori l’anno. Il Tony’s Chocolonely Chocolate Circus sarà pionieristico: un motore per la trasformazione dell’area industriale, con una fabbrica di nuova concezione che non fa rumore e non emana odori fastidiosi, oltre a essere in grado di attirare turisti considerando anche il nuovo boom mediatico dato da Wonka il film con Timothy Chalamet.

I Personaggi Indimenticabili

  • Charlie Bucket: è il protagonista del libro. Charlie è un bambino povero, ma gentile e generoso.
  • Willy Wonka: è il geniale e misterioso proprietario della fabbrica di cioccolato, è lui che organizza il concorso per far visitare la fabbrica. È un personaggio eccentrico, imprevedibile, e inventore di straordinari dolci e caramelle.
  • Nonno Joe: è il nonno materno di Charlie, con cui ha un legame speciale.
  • Augustus Gloop: è il primo bambino che vincitore il biglietto d'oro, indispensabile per visitare la fabbrica. È estremamente goloso e viene descritto come sovrappeso.
  • Veruca Salt: è una bambina di 10 anni viziata e arrogante, abituata a ottenere tutto quello che desidera.
  • Violetta Beauregarde: è una bambina vanitosa e ossessionata dalla gomma da masticare.
  • Mike Teavee: è un bambino appassionato di televisione, videogiochi e tecnologia che detesta il cioccolato.
  • Gli Umpa-Lumpa: Operai che lavorano nella fabbrica di Willy Wonka.

Charlie Bucket abita in una casa di legno con i nonni e i suoi genitori. La famiglia del bambino è poverissima e si ciba principalmente di zuppa di cavoli. Per il suo compleanno il piccolo avrà come dono una tavoletta di cioccolato, dolce di cui è molto ghiotto.

Adattamenti Cinematografici

Chi ha visto in tv le trasposizioni cinematografiche di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato? Io ho guardato più volte sia quella del 1971 con Gene Wilder nel ruolo di Willy Wonka, sia quella di Tim Burton, con Johnny Depp nelle vesti del famoso fabbricante di dolci.

Il primo film del 1971, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, interpretato dal grande attore Gene Wilder, venne ispirato al regista Mel Stuart direttamente da sua figlia che aveva appena letto il libro e, proprio come avrebbe fatto Veruca Salt, chiese a suo padre di realizzarci un film. La pellicola ruota, con una serie di personaggi e una ambientazione estremamente particolare, intorno ad un unico importantissimo protagonista: Willy Wonka; tuttavia il fatto di preferire l'immagine di Wonka a quella di Charlie, il bambino prescelto a diventarne l'erede, fece sì che lo stesso autore Roald Dahl disconobbe il film, proprio perché era stata posta troppa enfasi sul personaggio Wonka e non abbastanza sul bambino, poiché Charlie era il vero protagonista della storia.

La seconda pellicola girata invece da Tim Burton nel 2005, modifica il titolo in Charlie e la fabbrica di cioccolato, premettendo fin dall'inizio quanto sia stata importante per lui la capacità di staccarsi dal primo film realizzato cercando invece di tornare allo spirito originale del romanzo di Dahl.

La storia in entrambi i casi è molto simile: si parla di un bambino, Charlie Bucket che è molto povero e vive insieme alla sua famiglia, composta dai genitori e da entrambe i nonni paterni e materni, in una piccola casetta di legno malandata e siccome sono estremamente poveri mangiano solamente zuppa di cavoli. Charlie, come tutti i bambini, adora il cioccolato ma ovviamente, non avendo denaro a disposizione, può mangiare una sola tavoletta di cioccolato all'anno come regalo per il suo compleanno.

Ma qual è il messaggio profondo che Dahl voleva trasmettere ai suoi lettori? Possiamo parlare di un profondo senso della famiglia innanzi tutto; sei gruppi familiari che ruotano intorno alla fabbrica, quelli dei bambini più quello di Wonka presente all'interno della sua mirabolante struttura insieme alla sua famiglia di Umpa Lumpa. Poi c'è il messaggio che arriva proprio dal cioccolato. Ed ecco che spunta fuori tutta una serie di considerazioni legate al gusto e alle sensazioni di piacere che il cioccolato stesso, come alimento al di sopra di molti altri dolci, rappresenta.

Il cioccolato è una metafora potente di dolcezza, di bontà, di calore, di allegria, di allegra condivisione, di dono. E tutte le immagini in cui il cioccolato è protagonista ci restituiscono immediatamente il significato della bontà che scorre a fiumi, proprio come il fiume di cioccolata che scorre all'interno della fabbrica di Willy Wonka, è un fiume morbido, avvolgente, che profuma e corrisponde quasi al respiro stesso della famiglia, al sentimento che la anima o che perlomeno la dovrebbe animare, che la muove e la sostiene.

Elisa Massari nel suo saggio I bravi bambini mangiano cioccolata, dedicato a Dahl, scrive che nei suoi racconti l'autore ha sempre impiegato il cibo come metafora affettiva e come spia di malessere sul quale necessario agire per cambiare le cose.

In molte storie di Dahl il cibo diventa il leitmotiv, la giostra sulla quale girano le vicende, innanzitutto appunto nel libro La fabbrica di cioccolato, il cibo occupa proprio il ruolo del regista nel senso che dirige i protagonisti secondo la loro inclinazione e la loro intelligenza etica. La storia di Charlie è quella di un bambino che vive nella povertà e che si riscatta dunque per la sua integrità morale, Charlie desidera mangiare perché ha fame, lo stesso Willy Wonka ammonisce più volte i bambini sui pericoli e sugli inganni che il meraviglioso mondo dei dolci potrebbe riservare a coloro che si fanno trascinare dai propri vizi.

Se lo guardiamo dal punto di vista pedagogico probabilmente Charlie e la fabbrica di cioccolato come romanzo potrebbe essere ricco di spunti di riflessione e anche di indicazioni sulle buone pratiche che gli adulti, e soprattutto i genitori, dovrebbero seguire per prendersi cura dell'infanzia, specialmente dal momento che la stessa infanzia dovrebbe esser vista come salda base per il futuro.

Estratti i messaggi importanti di Dahl nella sua opera, viene da chiedersi una semplice cosa: perché il cioccolato? Non poteva essere una fabbrica di caramelle? O di biscotti al burro, oppure di dolcetti ripieni alla crema e glassati? Perché la scelta è ricaduta proprio sul cioccolato?

Se poniamo questa domanda ad un qualunque motore di ricerca o a qualunque persona la risposta sarebbe la medesima: perché è buono, talmente buono che rende felici.

La Storia del Cioccolato

Se dovessimo parlare della storia del cioccolato probabilmente dovremmo iniziare a parlarne partendo circa 4000 anni indietro, quando le fave di cacao erano usate come moneta di scambio dagli antichi popoli dei Maya e degli Aztechi. Nel 1502 il cioccolato arriva finalmente in Europa grazie ai primi coloni nel nuovo mondo e all'inizio resta collegato alle varie credenze azteche che ritenevano il cioccolato uno stimolatore del corpo e dei sensi; diviene quindi per gli europei un rimedio medico.

Sicuramente il cioccolato è uno stimolante, ma soprattutto era chiaro quanto fosse soprattutto estremamente buono e per secoli si utilizzò come farmaco per la digestione, per il cervello, per potenziare il rendimento e per combattere la depressione. Nell'era moderna il cioccolato perde la sua importanza scientifica per arrivare ad avere un'importanza estremamente più ampia dal punto di vista culinario. Dobbiamo tuttavia aspettare il 1900 per avere la prima barretta di cioccolato.

La Willy Wonka Candy Company

Là Il Willy Wonka compagnia di caramelle era un marchio di caramelle che utilizzava una licenza del romanzo Charlie e la fabbrica di cioccolato di Roald Dahl e il personaggio Willy Wonka. Il marchio è stato fondata nel 1971 , in concomitanza con l'uscita del primo adattamento cinematografico. Il marchio è commercializzato in Canada, Stati Uniti, Messico, Brasile e Regno Unito. In 2015 , Nestlè cambia il nome del marchio per "Nestle Candy Shop". La popolarità di Wonka è iniziata molto prima della fondazione dell'azienda. Il libro è stato adattato per lo schermo tre volte: 1971, 2005 e 2017. Il primo adattamento cinematografico è stato prodotto dalla Quaker Oats Company e la Willy Wonka Candy Company è stata creata da Quaker per creare confezioni basate sui personaggi e sulle immagini del libro.

I marchi Wonka sono presenti nella maggior parte dei supermercati, farmacie e negozi di alimentari. Là Wonka bar è uno dei prodotti più famosi del marchio Wonka. Altri prodotti a marchio Wonka includono il Wonka Gobstopper , disponibile in molti gusti diversi tra cui classico, ciliegia, uva, lime e arancia.

Curiosità sul Film di Tim Burton (2005)

Nominato agli Oscar per i miglior costumi opera della toscana Gabriella Pascucci, il film di Burton è il secondo adattamento del romanzo.

In La Fabbrica di Cioccolato Charlie Bucket è un bambino gentile e poverissimo che vive in una casa malandata con i genitori e i quattro nonni. Il suo unico vero desiderio è assaporare, almeno una volta l’anno, una tavoletta di cioccolato, che riceve come regalo per il compleanno. Cinque biglietti d’oro, nascosti in altrettante tavolette di cioccolato Wonka, daranno ad altrettanti bambini l’opportunità di visitare l’incredibile stabilimento e forse ottenere un premio speciale. Tra i fortunati vincitori ci sono personaggi bizzarri e stravaganti, ognuno con le proprie debolezze: dall’ingordo Augustus Gloop alla capricciosa Veruca Salt, dalla vanitosa Violetta Beauregarde al tecnologico Mike Teavee. Accompagnato dal nonno Joe, ex dipendente della fabbrica, Charlie vivrà un’avventura straordinaria tra invenzioni meravigliose, ambienti fantastici e gli enigmatici Oompa Loompa.

Ecco alcune curiosità sul film di Tim Burton:

  1. Per il suo adattamento cinematografico del 2005, Tim Burton ha scelto un approccio visivo coerente con il suo stile onirico e gotico, ma evitando l’eccessivo utilizzo della computer grafica.
  2. Il film è ricco di riferimenti e omaggi ad altri grandi classici del cinema.
  3. Nel romanzo originale di Roald Dahl, la figura paterna di Willy Wonka non è presente. Tim Burton ha introdotto questo personaggio inedito, interpretato da Christopher Lee, per dare maggiore profondità psicologica al protagonista e spiegare parte della sua eccentricità attraverso il rapporto conflittuale con il padre, un rigido dentista contrario ai dolciumi.
  4. Per interpretare tutti gli Oompa Loompa, Tim Burton ha scelto l’attore Deep Roy, che ha dovuto girare centinaia di scene separate per poi essere replicato digitalmente.
  5. Gli elementi commestibili della scenografia - alberi, fiori, funghi, lecca-lecca - sono stati progettati e creati dalla rinomata cioccolateria Choccywoccydoodah di Brighton. Dopo l’uscita del film, molte di queste creazioni sono state esposte e messe in vendita.
  6. Una delle scelte più particolari di Burton è stata l’utilizzo di 40 scoiattoli veri per la scena della selezione delle noci con Veruca Salt.
  7. Gene Wilder, l’indimenticabile interprete di Willy Wonka nel film del 1971, si è dichiarato contrario al nuovo progetto di Burton, accusando i produttori di voler semplicemente lucrare su un classico.

Wonka (2023): il Prequel

Ambientato diversi decenni prima degli eventi narrati in Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, il prequel Wonka racconta la storia del giovane cioccolataio (Timothée Chalamet), prima che diventasse l'eccentrico proprietario della fabbrica di cioccolato più nota al mondo e fosse interpretato sullo schermo da Gene Wilder e Johnny Depp.

Grazie al famoso biglietto d'oro, infatti, Willy Wonka garantisce a 5 bambini e ai loro genitori l'accesso esclusivo alla sua fabbrica per un tour guidato da lui stesso. Così, in Wonka i biglietti d'oro sono connessi al ricordo della madre di Willy, rendendo ancora più speciale il legame tra i due e permette al giovane Wonka di sentire ancora una volta la sua presenza nel momento più importante della sua carriera.

La storia di Willy Wonka è davvero una storia colma di insegnamenti e spunti di riflessioni. Tra queste, di sicuro, ricordiamo che “le gioie più grandi si celano spesso nelle piccole cose”, e “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl incarna perfettamente questo pensiero.

Il film si concentra su un capitolo inedito della vita di Willy Wonka, fornendo una sorta di racconto delle origini che rimane avvolto nel mistero, alimentando intense speculazioni tra i fan. Le immagini promozionali e gli sneak peek già rilasciati rivelano un mondo magico, fedele allo spirito del libro originale di Dahl. Chalamet, con il caratteristico cappello a cilindro marrone e il lungo cappotto viola, riprende l’iconico look già indossato da Wilder nel 1971 e da Depp nel 2005.

Wonka, la nuova commedia musical di Paul King prende spunto dalla bizzarra figura del cioccolatiere Willy Wonka, creata dallo scrittore britannico Roald Dahl, e dalla cui storia sono state adattate due versioni per il grande schermo: Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (1971, per la regia di Mel Stuart e interpretato da Gene Wilder) - a cui questo nuovo musical si rifà, sia per quanto riguarda la musica, sia per la figura dell’Oompa-Loompa -, oltre al più noto La fabbrica di cioccolato (2005) di Tim Burton. La storia di questo prequel, quindi, si lascia ispirare da una figura di fantasia nata dalla penna creativa di Dahl, ma è stata scritta da Paul King.

Timothée Chalamet (Chiamami con il tuo nome, Dune) impersona un credibilissimo giovane Willy Wonka, che a metà fra un Peter Pan e un Gene Kelly, ci stupisce con le sue doti canore, e ci affascina con il suo candore. Sicuramente un’interpretazione del mago del cioccolato più facilmente commerciabile del nevrotico Willi Wonka immaginato da Tim Burton e incarnato da Johnny Depp nel film del 2005.

E, in verità, il genere del musical non è una novità nemmeno per il panorama cinematografico britannico. Forse è meno conosciuto in Italia, ma, ad esempio, Oliver! (1968), tratto dal celeberrimo romanzo Oliver Twist di Charles Dickens, è stato a suo tempo in Inghilterra un grande successo di pubblico e le sue canzoni sono state cantate da generazioni di inglesi, anche perché spesso riproposte dalla pubblicità televisiva. E non è certo un caso se una delle prime cose a cui vien da pensare guardando Wonka sia appunto l’ambientazione dickensiana.

Si chiama solo Wonka il film in uscita il 14 dicembre nelle sale italiane, diretto da Paul King e con Timothée Chalamet nei panni dell’eclettico cioccolataio, ma non è la prima volta che il romanzo del 1964 di Roald Dahl arriva sul grande schermo. La trasposizione numero uno c’è stata solo sette anni dopo l’uscita del libro, con il mitico Gene Wilder nel ruolo da protagonista, passato poi a Johnny Depp con la regia di Tim Burton nella versione del 2005.

La Quaker Oats decise di puntare su altro, creò degli snack chiamati Super Skurnch e Umpa Lumpa con burro d’arachidi, finché finalmente, un giorno del 1975, non diede vita alla Wonka Bar, la cioccolata del film. Il prodotto, però, non ebbe mai il successo sperato: una svolta ci fu nell’1988, quando tutti i prodotti targati Wonka vennero acquistati dalla Nestlé, ma neanche l’arrivo di un grande gruppo bastò a far girare le vendite. La caccia al biglietto d’oro andò bene, ma neanche questa mossa di marketing riuscì a salvare la cioccolata Wonka. L’ultima volta che una barretta è comparsa nei supermercati è stato nel 2013, poi pian piano ha cominciato a perdere valore, fino a essere venduta scontata, a prezzi stracciatissimi che hanno portato la Nestlé a decidere di rimuoverla dal mercato nel 2014.

Dalla scorsa estate sono stati molti gli utenti che sui social hanno chiesto a gran voce di poter riassaggiare la barretta Wonka, fatta di biscotti Graham (croccanti frollini al miele) e cioccolato al latte, che alcuni giurano essere «la migliore mai mangiata».

tags: #tavoletta #di #cioccolato #Willy #Wonka #storia

Post popolari: