Tony Panini Buoni a Biella: Recensioni e Storia di un'Istituzione Locale

Tony Panini Buoni è un punto di riferimento per chi cerca un pasto economico a Biella, noto soprattutto per i suoi panini. Sono in molti a considerarlo come il luogo dove trovare i migliori panini della zona.

Un'Istituzione Gastronomica e Culturale

Tony Panini Buoni è più di un semplice venditore di panini; è una vera istituzione per Biella. Tony è un "paninaro" che vende i suoi panini preparati con materie prime di prima scelta su un camioncino che lo accompagna da parecchio tempo. Persona di grande simpatia e sensibilità, negli anni 80/90 organizzatore di concerti e manifestazioni musicali, attivo in politica da sempre con grande passione, militante di sinistra e supertifoso della Lazio.

Il camioncino si sposta e bisogna saperlo trovare: di giorno lavora per le pause pranzo dei lavoratori o per gli studenti, ma è la notte che dà il meglio di sé, quando diventa il posto dove finire le serate o dove passare quando magari tutto il resto è chiuso; ci si incontrano dai reduci delle disco ai rockers ai tamarri agli ultras.

Recensioni e Reputazione

Anche se le recensioni non sono state aggiornate da più di dieci anni, la reputazione passata del locale suggerisce che fosse ben apprezzato dai clienti. Purtroppo, non abbiamo informazioni recenti sul funzionamento giornaliero di Tony Panini Buoni: né gli orari di apertura né ulteriori dettagli sono stati confermati. La mancanza di comunicazione recente da parte dei proprietari non facilita il recupero di informazioni attuali sull'esperienza offerta.

Se siete interessati, consigliamo di fare un salto di persona per verificarne la disponibilità e magari gustare uno (o due) dei panini proposti.

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La Storia di Antonio Filoni, Detto Tony

La «prima volta» di Antonio Filoni, detto Tony, si consuma venerdì 14 marzo 1996 in un parcheggio a 500 metri dalla discoteca «Il Maneggio». Arriva un po' prima, nervoso il giusto, apre il portellone del primo furgone, comprato di seconda mano, e comincia a fare panini e stappare birre. Per 25 anni non ha più smesso e anche se in queste settimane, causa zona rossa, ha dovuto fermarsi è pronto a riprendere. Per un quarto di secolo ha visto la vita dei biellesi scorrere da dietro una griglia, avvolto dai vapori del cibo. In tutto questo tempo si è sposato, ha fatto due figli e dato sfogo a quella che è una delle sue grandi passioni, la politica.

Prima come consigliere comunale a Biella, poi da sindaco di Mongrando, paese in cui si è trasferito dal Villaggio La Marmora in cui è cresciuto. Ha visto prosperare e poi spegnersi lentamente il mondo delle discoteche, la Biellese passare dai duemila spettatori della serie C alle poche decine di oggi (anche il calcio è una delle sue passioni, soprattutto la Lazio), servendo generazioni di biellesi: «Prima i miei coetanei, oggi i loro figli, presto i nipoti». Mantenendo intatte le proprio doti di comunicatore, che gli hanno consentito di trasformare uno slogan fin banale come «Tony Panini Buoni» in un brand, adattandosi con stile ai cambiamenti.

«Quando ho iniziato non c'erano i social o i cellulari e non era facile farsi conoscere. Andavo dove c'era la gente, adesso la gente viene dove siamo noi». Infatti all'inizio erano le discoteche, i concerti (la musica è la terza delle sue passioni), i rally, dal Lana al Sanremo mondiale, gli stadi anche di Torino. Una vita dura. «La sera del sabato finiva alle sei della domenica mattina - racconta -. Andavo a casa, pulivo il furgone ed era già ora di ripartire perché alle 14,30 iniziava la partita».

Oggi, invece, l'abilità nell'uso dei social e una clientela costruita nel tempo gli permette di limitare i viaggi, di lavorare in posti fissi. Non sono naturalmente stati questi gli unici cambiamenti. «Agli inizi al panino si abbinano birra o una bottiglia di vino. Oggi sono aumentate l'acqua e le bibite perché i giovanissimi preferiscono i superalcolici». Ed è molto diverso anche il modo di vivere la notte. «Senza discoteche, dove si andava all'una per poi venire a mangiare il panino quando spuntava l'alba. Adesso alle due, massimo le tre è tutto chiuso».

Altra grande differenza il modo di stare insieme. «E' un po' triste vedere compagnie arrivare, ordinare, farsi qualche risata e poi attaccarsi ai cellulari. I selfie al panino mi fanno pubblicità e va bene, ma prima c'era più dialogo». Una parte fondamentale per il successo del brand Tony. «Credo di aver sempre trattato bene tutti, mai fatto differenze di fasce sociali. Al camioncino sono passati tutti e a nessuno ho rifiutato un panino. Ho perso qualche soldo, ma non me ne pento».

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Così come di aver scelto la piazza invece di un locale, anche se la sua prima esperienza da ristoratore è stata, dopo 12 anni di fabbrica, una birreria storica, «I Cammelli». Durata appena un anno ma lasciando un segno, con il cabaret del giovedì e i concerti del sabato. «Non ce la farei più a chiudermi in un locale».

A ripagarlo sono tanti momenti belli: «Le prime serate sotto al Cancello in via Ivrea. Vedevo arrivare i ragazzi alle tre, aprivamo una bottiglia di vino ed era come una merenda sinoira. Poi il palazzetto dello sport, anche se i tifosi di Avellino una volta mi hanno rotto la vetrina, e i grandi eventi, il Reload, Bolle di Malto».

Tony Panini e la Politica

Antonio Filoni, primo cittadino di Mongrando, 4 mila abitanti nel Biellese: «Sarà una campagna difficile. La crisi è alle porte con aumenti e rincari. Sindaco di giorno, paninaro davanti alle discoteche di notte e ora candidato alla Camera per l’Alleanza Verdi e Sinistra. È la storia di Antonio Filoni, sindaco di Mongrando, 4 mila abitanti del Biellese. Conosciuto come «Tony panini buoni», è una vera istituzione tra i venditori di salamelle e patatine.

«Sarà una campagna difficile - spiega -. La crisi è alle porte con aumenti e rincari. Non posso stare con le mani in mano». Dal suo camioncino, in quasi 30 anni di attività, ha servito non solo i suoi cittadini ma anche tanti vip. «È una sorta di secondo ufficio - scherza -. Vogliono avere consigli e aiuto. E io sono sempre disponibile e ora inizio anche la campagna elettorale». Un lavoro iniziato nel 1996 «perché ero senza impiego - dice -.

La Scena Musicale Biellese

La scena musicale cittadina è molto florida a livello di creazione di contenuti, ma il live è un buco nero clamoroso. Ci sono diversi locali che ospitano cover band (il più longevo e storico è il Ned Kelly che ha recentemente aperto, sfidando coraggiosamente il proprio pubblico, a qualche serata di musica inedita) ma un vero live club che ospiti musica originale di livello almeno nazionale non c’è!

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Eppure il passato fu glorioso: A Biella (Ponderano per la precisione) c’era negli anni 90/primi 2000 il leggendario Babylonia, da cui sono passati nomi nazionali e internazionali clamorosi; ma dopo la chiusura del Babylonia non ci sono stati altri locali attrezzati professionalmente e come impianto, a parte sporadiche occasioni (Koko Club) a raccogliere in maniera continuativa il testimone dello storico Aldo, gestore del locale. Qualche rassegna di musica locale durata poco, qualche tentativo di programmazione di qualche locale, qualche prova da parte di “Open Mic” e stop. Recentemente la serata de “Il Pregio” ha riportato attenzione e movimento e soprattutto band da fuori. Non succedeva da anni.

La Vita Notturna a Biella: Ieri e Oggi

Abbandonati, impolverati, dimenticati. Erano i locali del divertimento e uno dopo l’altro hanno chiuso i battenti, quasi a scavare un solco tra quella «Biella da bere» delle nottate Anni 80 e 90 e le nuove generazioni. Erano i tempi in cui si ballava sulle note di Gabry Ponte e di Gigi D’Agostino, salivano a Biella i giovani di Vercelli, di Gattinara e dall’Eporediese. Si faceva l’alba, perché a Biella i locali non erano enormi ma c’era vita. Molti di quei giovani (non tutti), che oggi spaziano dai trenta ai quarant’anni, hanno lasciato la città. Preferendo le grandi metropoli o l’estero. Con loro si sono portati via amicizie e amori che nascevano tra quelle storiche mura: il Cancello del Piazzo, la Cabala di via Torino e il Mirò, poi diventato Spritz Cafè, di via Amendola.

Oggi delle discoteche di allora non restano che le fotografie. «Non dimenticherò mai la notte di Halloween del 1995 - ricorda Stefano Buratti, storico gestore del Cancello e oggi ristoratore a Cannes -: 1400 persone in fila nel vicolo del Bellone». A Biella, tra i vip, si vedevano le Veline di Striscia, Teo Teocoli e Gene Gnocchi.

Oggi la mappa dei locali è profondamente mutata. Delle «disco» di allora, con luci psichedeliche e musica a tutto volume non c’è più nulla. L’affascinante, lungo e stretto Road Runner sulla salita per andare a Tollegno e la Fabbrica dell’oro in Riva ormai fanno a part-time per non portarsi via gli ultimi clienti. Ma concettualmente il dj di allora, con quello stile di divertirsi, non esiste più: «Il 70% dei giovani che oggi vive a Biella - racconta il re dei panini Tony Filoni - alle quattro del mattino è a dormire da un pezzo. Una generazione più tranquilla? Se le disco hanno chiuso i battenti - compreso la storica Oasi estiva di Viverone e andando ancora più indietro l’Arrow della Masseria - la «movida» ha ripiegato sui pub. Locali più raccolti, con giro di vite alle due del mattino. Esempi classici sono l’Hemingway in Riva, il Walhalla o il Galileo.

«L’altra notte erano le 2,30, un ragazzo continuava a dire che era tardi - racconta Tony Filoni -: a quell’ora cinque anni fa il mio lavoro doveva ancora iniziare». C’è chi si lamenta: «Compio 18 anni e non so dove portare i miei amici», racconta una ragazza. E c’è chi ripiega sul fuori porta: «Vero - dice Simone Frezzato del Glamour -, ma molto meno rispetto a una volta per via dei costi». Le disco storiche nelle vicinanze, come il Maneggio di Romagnano Sesia e Le Cave di Serravalle, hanno chiuso anche quelle da un pezzo. Chi si muove va al Celebrità di Trecate, al Fellini di Pogliano Milanese, alla Rocca di Arona o all’intramontabile Globo di Borgovercelli. Ma nulla è più come prima. Con la «Biella bene» sulla via del tramonto.

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