Tutto Cialde Asti: Storia e Produzione

La storia dell'azienda Rinaldi comincia ad Alba, nel cuore delle Langhe, dal 1947, portando direttamente sulla tavola di casa le eccellenze enogastronomiche del sud Piemonte e della vicina Liguria.

Un’avventura imprenditoriale che, partendo dalla provincia di Cuneo, fin dalle origini affonda le sue radici nel ponente ligure grazie al fondatore Alfredo Rinaldi.

Intenzionato a ripercorrere anche lui la “via del sale”, allarga da subito gli orizzonti, varca le Alpi e costruisce un ponte con la Riviera su una tratta da sempre luogo privilegiato per gli scambi commerciali tra Piemonte e Liguria.

È qui che i mercanti piemontesi cercano e trovano spazi interessanti per i propri prodotti agricoli e, di ritorno, portano a casa in cambio olio, sale e acciughe salate.

Ne nasce così un fitto scambio economico, una sorta di baratto, che non è solo materiale ma anche di conoscenze, pronte a segnare vicendevolmente la storia di questi luoghi.

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Alfredo Rinaldi rappresenta uno dei protagonisti dell’economia locale di quest’epoca.

I primi anni non sono semplici, ma con tenacia e intraprendenza, Alfredo e la moglie Corinna portano avanti l’attività commerciale, facendola crescere di anno in anno, fino a quando si rende necessario il trasferimento della sede in locali più grandi a Diano d’Alba.

Alla coppia negli anni Sessanta si affiancano nella conduzione dell’azienda anche Marino ed Edoardo Rinaldi, fratelli di Alfredo, portando un contributo importante in termini di energia e di idee per lo sviluppo dell’attività.

Nel 1970, seguendo la progressiva crescita dell’azienda, la sede e il magazzino vengono ulteriormente ampliati e nel 1978 il timone dell’impresa passa ai figli di Alfredo, Pierluigi e Roberto, già da qualche anno in prima linea nel seguire gli affari di famiglia.

Con loro, l’azienda Rinaldi amplia la gamma di prodotti commercializzati, con l’inserimento della gastronomia di qualità e la messa a punto di un sistema di selezione continua dei prodotti a catalogo e di un controllo rigoroso e accurato della loro qualità.

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Con gli anni Novanta i due fratelli Pierluigi e Roberto, insieme allo zio Marino, danno un’impronta ben precisa all’azienda, interessata a crescere direttamente nei suoi principali settori di riferimento.

Vanno lette in quest’ottica, in particolare, l’acquisizione dell’azienda “La Raineri”, storica realtà di Imperia attiva nella produzione dell’olio extra vergine di oliva di qualità, e la fondazione de “La Pineta”, divisione vinicola e marchio della Rinaldi il cui nome richiama alla tenuta di proprietà, circondata proprio da vigneti e posta su un bricco che “domina” Alba.

La gamma di prodotti proposti si amplia e si diversifica, facendo incontrare così il meglio della tradizione gastronomica piemontese e ligure con i vini di Langa all’interno di un’offerta unica, che viene proposta nel primo catalogo di confezioni natalizie dell’azienda Rinaldi, riservate a famiglie e aziende.

Ma non è tutto, perché il gruppo continua ad espandersi grazie all’acquisizione dell’azienda “Olio Meriggio” di Dogliani, mentre parallelamente punta a migliorare sempre di più l’aspetto logistico con l’apertura di due depositi a Fontanellato, in provincia di Parma, e a Bresso, nel Milanese.

Percorsi che proseguono anche con il nuovo Millennio, grazie all’ingresso in azienda di forze fresche: Alberto, figlio di Roberto, e Daniele, figlio di Marino.

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Sono loro infatti che si occupano di ampliare la rete commerciale, arrivata a contare oltre un centinaio di agenti, e ad introdurre nuove modalità di vendita, come il telemarketing e la venditaon-line, grazie a tre call center dedicati in cui operano oltre 50 addetti.

Complessivamente la grande famiglia Rinaldi si compone oggi di circa 200 collaboratori.

La vasta gamma di prodotti alimentari continua a rappresentare il core business dell’azienda Rinaldi, a cui si affianca da qualche anno anche una linea cosmetica d’avanguardia (“Beautaly”), ideata e prodotta in Italia per rispondere alle esigenze della donna moderna, distribuita dapprima in Russia e da qualche anno anche in Italia, dove sta riscontrando un interesse crescente.

Di certo il desiderio di coniugare al meglio la tradizione con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, ma con la consapevolezza che il prodotto va anzitutto raccontato nella sua unicità, prima di essere proposto e venduto.

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