Il profondo legame culturale con il cibo ha portato gli italiani a creare una serie di miti e leggende attorno alla tavola. Non solo gatti neri, scale, specchi rotti e venerdì 17: nella Penisola, molte delle scaramanzie fanno riferimento alla cucina.
Che si tratti di buon auspicio o cattiva sorte, sono gli ingredienti più comuni a essere al centro della maggior parte delle dicerie, prodotti che, a seconda della gestualità e il modo di utilizzo, possono rappresentare un pericolo in arrivo oppure la salvezza da un destino crudele.
Superstizioni a Tavola: Un Viaggio tra Credenze Popolari
Per i superstiziosi ci sono delle regole ben precise quando si tratta di posate e vettovaglie. Non vanno mai incrociati coltello e forchetta, una mancanza di rispetto per la crocifissione di Gesù, e soprattutto niente tovaglie bianche: o meglio, possono essere usate, ma non vanno mai lasciate per tutta la notte, perché ricordano le lenzuola funebri.
Nel Regno Unito, invece, guai a regalare un coltello a qualcuno, perché significa che si intende tagliare i ponti con quella persona. Ci sono poi anche segnali di buon auspicio: per i russi, una posata che cade a terra segnala una visita in arrivo (per la precisione, una donna se si tratta del cucchiaio e un uomo se a cadere è il coltello).
Il Pane: Tra Sacralità e Superstizione
Guai, però, a servire del pane capovolto, segno di male augurio. Questa antica diceria risale all’Ottocento ed è legata alla figura dei boia. Solitari ed emarginati da tutti, queste figure non godevano di buona reputazione: dovevano, infatti, sottostare a diverse burle e angherie da parte delle comunità.
Leggi anche: Il re dei panini McDonald's in Italia
Una leggenda popolare racconta che proprio per questo motivo nacque il pancarré: Piero Pantoni - secondo la tradizione il boia di Torino che eseguì l’ultima impiccagione nel 1864 - fece appello alle autorità chiedendo che i fornai porgessero a tutti i clienti il pane sottosopra, a prescindere dalla condizione sociale.
Per aggirare la sentenza, allora, gli artigiani inventarono un nuovo tipo di pane a forma di mattone che aveva pressoché lo stesso aspetto da entrambi i lati. In Inghilterra, invece, le dicerie legate al pane assumono un carattere più tetro.
Segno di una buona lievitazione, un’idratazione ben scelta e un’impeccabile alveolatura, i grandi buchi nella mollica rappresentano per gli inglesi le bare dei defunti, e sono quindi un presagio di morte. In Sicilia il pane non è solamente l’alimento per eccellenza che accompagna ogni pietanza, o quasi, è anche utilizzato come termine di paragone per catalogare le persone.
Dire “è bonu com’u pani” (è buono come il pane) significa essere una persona di cuore, gentile e disponibile, ma dire “si fussi pani unni manciassi” (se fosse pane non ne mangerei) sta ad indicare una persona irritante e poco simpatica.
Prima di buttarlo via lo si bacia per poi finire nella spazzatura. In Sicilia il pane non è solamente l’alimento per eccellenza che accompagna ogni pietanza, o quasi, è anche utilizzato come termine di paragone per catalogare le persone.
Leggi anche: Consigli per un Panino Dietetico Sano
Il Sale e l'Olio: Alleati contro il Malocchio
Si sa: se il sale cade a terra, è segno di sfortuna. Perché in fondo, fin dai tempi degli antichi romani, era considerato merce rara e speciale, tanto che i soldati erano pagati con questo ingrediente. La stessa parola salario, infatti, significa proprio “razione di sale” e deriva da questa abitudine.
L’olio, però, presenta una doppia anima nel mondo delle superstizioni: è, infatti, un valido alleato per intercettare il malocchio, una delle credenze popolari più antiche e radicate nel nostro Paese, secondo la quale lo sguardo di una persona può avere effetti negativi su un altro individuo.
Per scoprire eventuali fatture, nei paesini del Sud si ricorre da sempre a un piatto pieno di acqua e olio. Un prodotto dal valore così inestimabile che, nel caso fosse caduto a terra, doveva essere baciato prima di essere riposto sulla tavola, un’abitudine che in molti paesini è ancora in vita.
Lenticchie, Riso e Peperoncino: Simboli di Prosperità e Protezione
Immancabili nella notte di San Silvestro, accompagnate da zampone o cotechino, le lenticchie in Italia sono un portafortuna prezioso, segno di guadagni in arrivo. Non ci sono nozze senza riso.
Tutto ha inizio nell’Antica Roma, quando ai neo sposi venivano lanciati chicchi di grano come augurio di felicità e prosperità. Un vero amuleto contro il malocchio, ma anche contro l’infedeltà: in passato, in molti paesini i coniugi che sospettavano un tradimento erano soliti lasciare due peperoncini rossi sotto il cuscino del partner.
Leggi anche: Il panino italiano: un viaggio nel tempo
La Birra Artigianale in Italia: Un Fenomeno in Crescita
Che la birra artigianale in Italia sia un fenomeno emergente è ormai risaputo anche dal cane della mia portiera. E come tutti i fenomeni emergenti, anche quello della birra artigianale mostra di tanto in tanto evoluzioni “particolari”, situazioni che potremmo definire “aberrazioni” o “degenerazioni” rispetto alle quali l’appassionato di turno (soprattutto se con qualche anno di carriera sulle spalle) non può che rimanere esterrefatto.
Come porsi nei confronti di queste deviazioni dall’ortodossia di un fenomeno? E’ giusto restare indifferenti - o magari sorridere al loro cospetto - in quanto inevitabili in un settore in ascesa, oppure è giusto sottolinearne i pericoli, perché contrari all’approccio tradizionale?
Personalmente sono sempre stato convinto che la diffusione della birra artigianale alla fine fosse un bene, perché ogni luogo in più dove trovarla rappresenta un’occasione per conoscere i prodotti dei microbirrifici.
Il Pane di Sant'Antonio: Una Tradizione Ritrovata
Tra i tanti giorni in cui sono “nominata”, ve n’é uno in particolare, il 17 gennaio in cui ricorre Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. Questa tradizione veniva rispettata anche nella chiesetta del mio paese ,La Romola; ricordo perfettamente che mia nonna mi portava con se a messa, mi faceva tenere in mano un sacchettino contenente il granoturco che veniva poi benedetto dal Parroco e poi riportato a casa per dare in pasto alle galline.
In chiesa mentre si svolgeva la funzione c’era nell’aria un profumo di pane appena sfornato che ancora sento nelle narici. Erano delle pile alte di panini rotondi che il fornaio aveva portato ed adagiato su un tavolo vicino all’altare e che il Parroco distribuiva a fine messa in base ai componenti delle singole famiglie.
Il Pane Siciliano: Un'Esplosione di Sapori e Tradizioni
Il siculo doc ha nel proprio DNA oltre ad un amore viscerale per la mamma, ad un legame indissolubile per la propria terra e ad una dipendenza ossessiva per la ricotta, rigorosamente di pecora sia chiaro, anche una sorta di adorazione per il pane.
E’ significativo che esista un tale assortimento di forme realizzate con altrettante varietà di farine e che ognuno abbia un proprio nome che li identifichi. Non esiste siciliano che non ne conosca a memoria i formati e non ne sappia tracciare l’identikit anche ad occhi chiusi.
Ma veniamo al pane siciliano di oggi, un pane croccante e profumato che tutti possiamo preparare anche lontani dalla Sicilia. Trattai di un prodotto fatto esclusivamente con farina bianca, detto anche piane a birra.
Tipologie di Pane Siciliano
- La mafalda: è uno dei pani più rappresentativi di tutta la Sicilia la cui nascita sembra doversi ricondurre ad un panificatore catanese che nell’ottocento la dedicò a Mafalda di Savoia. E’ un pane croccante fuori, morbido dentro che nell’immaginario collettivo viene farcito con la mortadella oppure delle fette di melanzane rigorosamente fritte.
- Il semprefresco: pane che rimane morbido per diversi giorni, spesso utilizzato in occasione di pic nic e spuntini pomeridiani. E’ il pane preferito dai vecchietti che non hanno i denti.
A casa nostra il semprefresco lo si consumava con le panelle oppure con l’insalata.
Ricetta per Preparare il Pane Semprefresco
Ingredienti:
- 500 gr. di farina
- 2,5 gr. di lievito di birra fresco
- 280 ml c.a. di acqua
L’indomani mattina alle ore 8 (dopo 12 ore) stacchiamo la biga con l’aiuto di un tarocco morbido, mettiamola dentro al boccale della planetaria, aggiungiamo 500 gr. di farina (per dettagli sulla tipologia di farina vedasi sezione in fondo alla pagina dal titolo utile da sapere), il lievito sbriciolato, lo zucchero e azioniamo la planetaria a velocità bassa con il gancio a foglia.
Aggiungiamo man mano l’acqua a filo e quando si sarà assorbita mettiamo il sale. Adesso montiamo il gancio a uncino e continuiamo ad impastare sempre a velocità bassa facendo prendere forza all’impasto.
Trasferiamo l’impasto su un piano da lavoro, facciamo qualche piega di rinforzo, la pirlatura che consiste nel mettere il panetto tra le mani e poi farlo roteare, inseriamolo in una ciotola che copriremo con un canovaccio e lasciamolo riposare per un’ora.
Ornella Vanoni: Una Voce Inconfondibile
Ornella Vanoni nasce a Milano il 22 settembre 1934. Alla fine degli anni cinquanta, sempre come attrice nella scuola del Piccolo Teatro interpreta alcuni brani di Brecht e le cosiddette canzoni della Mala, pezzi come "Ma...mi...", "Le mantellate", "Canto di carcerati calabresi"con le quali trova i primi successi.
Passano gli anni ma il carisma della “Signora della musica italiana” resta intatto, come il suo spirito ironico, che a 89 anni sembra non essersi incrinato. "Unica" è il titolo del nuovo album di Ornella Vanoni. Ed unica Ornella Vanoni lo è per davvero. Di Ornella Vanoni ce n'è una sola.
Lucio Battisti: Un Genio Indiscusso della Musica Italiana
Di Battisti, che nacque il 5 marzo di 80 anni fa, ognuno ha le sue canzoni preferite. Lucio Battisti è stato ed è il più grande di tutti nella musica pop italiana: nella musica “leggera”.
Le ha provate tutte, e gli sono riuscite tutte. Si potrebbe riempire un juke-box solo con le sue canzoni migliori. Ed era così bravo da averci resi familiari e tollerabili anche versi che sarebbero stati imbarazzanti in bocca a chiunque altro.
Tra i molti talenti della coppia Mogol-Battisti, c’era una rara passione per la scrittura dei dialoghi. Con quell’inusuale attacco di pianoforte, è una delle canzoni più amate dai fan di Battisti.
tags: #un #panino #una #birra #e #poi

