L'Antica Confetteria Romanengo, fondata nel 1780, è una delle pasticcerie più antiche e rinomate d’Italia. Non solo un luogo dove gustare un pasticcino, ma un vero e proprio scrigno che racchiude secoli di storia.
Le Origini e la Tradizione Genovese
Il percorso del negozio parte nel 1780, tra canditi, praline e pastiglie dolci che sono diventati patrimonio di tutta Genova. La storia dell’impresa è lunga e si risale al 1780 con l’attività di speziale di Antonio Maria Romanengo, originario di Voltaggio, che commerciava prodotti esotici come zucchero, cacao, caffè e spezie.
Furono i figli Stefano e Francesco ad aggiungere alla bottega la manifattura artigianale, dando vita alla produzione dolciaria fine genovese: frutta candita, confetti e pasta di mandorle. Nel 1814, la famiglia spostò la bottega in via Soziglia, dove tutt'oggi risiede.
La confetteria è l’arte di lavorare con lo zucchero, il cacao, la frutta, le spezie e i fiori. Dal 1780, il modo di proporsi sul mercato di questa azienda familiare è lo stesso degli antichi confettieri, che coniugavano produzioni raffinate con preziose confezioni in bellissime botteghe.
A Genova, la confetteria resta legata alla tradizione araba, antichissima. La frutta fresca e quella secca dal sud Italia diventano così canditi, che Romanengo è tra i pochi a lavorare a frutto intero. Oppure confetti rivestiti di zucchero con le bassinatrici originali dell’Ottocento, il cui gusto, fragranza e croccantezza ha poco a che vedere con gli esempi industriali.
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Un Tuffo nel Passato: Le Botteghe Storiche
La Pasticceria Romanengo fu fondata nel 1780, come testimoniato dai pavimenti in marmo, dai soffitti affrescati e dagli arredi monumentali, che sono ancora quelli originali dell’epoca. Attrezzature originali, un lavandino in marmo a forma di conchiglia, scaffali di legno palissandro: questi sono solo alcuni dei dettagli che si possono ammirare all’interno della bottega.
Il negozio di Soziglia conserva ancora oggi gli arredi originali: scaffalature in legno pregiato, pavimenti in marmo, soffitti decorati con affreschi e stucchi. Ogni dettaglio contribuisce a creare un'atmosfera unica, che trasporta i visitatori in un'epoca lontana.
Gli archivi storici della bottega confermano ordini pervenuti da parte di alcune delle personalità più illustri che hanno vissuto o hanno soggiornato a Genova, come la Duchessa di Galliera, la Duchessa di Parma, quasi tutti i componenti della Famiglia Doria, fino a Giuseppe Verdi, che per un periodo soggiornò a Villa del Principe.
L'Eredità di Sapori e Profumi
L’Antica Confetteria Romanengo propone gustosità preparate con i migliori ingredienti naturali e senza conservanti. Oltre ai tipici dolci genovesi, la bottega nasce innanzitutto come confetteria, ossia un luogo dove frutta, fiori, spezie e aromi vengono lavorati con lo zucchero, per creare canditi e dolci colorati.
Visita la Pasticceria Romanengo per degustare i dolci di stagione, tra cui la frutta candita disponibile tra maggio e settembre, uno dei prodotti più celebri della confetteria. Da non perdere i famosi “dolci di Romanengo”, che includono tartufi, meringhe di crema di cioccolato “santé”, frutta caramellata, pasta di mandorle, paste con crema di marroni.
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Nel periodo natalizio si possono trovare torroni artigianali, a Carnevale le pentole di cioccolato e i ravioli di pasta di mandorle, a Pasqua uova di cioccolato, fantasie di zucchero e ovetti di pasta di mandorle. Insomma, una continua sorpresa!
Oltre a frutti e fiori canditi, confetture e sciroppi, ci sono confetti di mandorle d’Avola, pistacchi, pinoli, scorze di arancia, finanche corteccia di cannella.
Romanengo a Milano: Un Nuovo Capitolo
Nel 2019, l’imprenditore francese Jean-Sébastien Decaux ha rilevato la confetteria, rinnovandola e aprendo una nuova sede a Milano. Decaux ha recuperato l'idea originale del marchio: la vendita di spezie, che a fine del 1700 i Romanengo vendevano su una bancarella del porto, prendendole direttamente dalle navi che arrivavano dall'oriente e dal mondo arabo.
A Milano, in via Caminadella, Romanengo ha aperto una sala da tè, un ristorantino dal sapore intimo e senza tempo. Consapevole di ciò, Romanengo ha aperto il suo nuovo spazio a Milano, in via Caminadella 23, grazie al lavoro di studio Cousi Interiorismo di Madrid e la guida dell’architetto Filippo Meda. Il nuovo store si divide in tre ambienti principali, con la giusta dose di orgoglioso omaggio al passato, ma anche con una punta di speranza, quella che permette di innovare l’offerta e immaginare un nuovo rapporto con la clientela.
Gli Spazi Milanesi
- La Corte: Una caffetteria perfetta per tarde colazioni e pause merenda, con cannelé francesi, budini di riso e crostatine di frutta.
- Sala da Tè: Un ambiente dove gustare rare miscele, tisane e infusi ispirati dalle carte da parati orientali.
- Confetteria: Un'esposizione di specialità artigianali come clementini ricoperti di cioccolato, fondants alla menta, rosa e viola, cioccolatini e gocce di rosolio. Non manca un vasto assortimento di confetti: mandorla, pinoli e pistacchi, scorza di cannella, cardamomo.
- Bottega delle Spezie: Un richiamo alle origini del commercio di spezie, con mix profumati provenienti dai quattro angoli del mondo, curry, pepe e inedite miscele per insaporire pietanze.
La Visione di Jean-Sébastien Decaux
"La mia sfida è trasformare Romanengo bottega in impresa - conclude Jean Sébastien Decaux - anche a livello culturale. È un cambiamento di sistema necessario. La confetteria Romanengo era rimasta molto nel suo piccolo, con tutto il mondo che stava cambiando intorno."
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Decaux abbraccia la vocazione di alta artigianalità che da sempre contraddistingue l’azienda, ma non trascura di innovare. A far da filo conduttore a questo slancio verso il futuro, un ritorno alle radici: l’innovativo progetto agricolo della Cascina Romanengo, in Val Lemme.
Cascina Romanengo: Un Ritorno alle Radici
Cascina Romanengo si trova a Capriata d’Orba, sull’Appennino ligure, al limitare tra Monferrato e Liguria. Nei mesi autunnali si omaggiano le castagne, tra maggio e settembre sono i fiori e i frutti di varietà locali a catalizzare l’attenzione, ma anche il frumento, in un approccio partecipativo e formativo molto attento a promuovere un’agricoltura più responsabile.
Le Feste e le Tradizioni
Le feste religiose sono molto sentite a Genova e sono sempre state una parte iconica della casa Romanengo: leggenda narra che nel diciannovesimo secolo in un convento di monache nasceva una ricetta per dei biscotti con il solo utilizzo di ingredienti genuini e concessi nel periodo della Quaresima - senza burro, latte e uova - i quaresimali, appunto.
In occasione della Pasqua, la bottega Romanengo ha dato sfoggio del suo migliore artigianato, creando colombe, uova al cioccolato (e non) decisamente originali e dolci di antica tradizione. Le uova di Pasqua possono essere di cioccolato al latte, fondente, con scorze d’arancia fresca della Riviera di Levante, di zucchero profumate alla cannella, a forma di gallina o coniglio.
E tutte sono ripiene di altri dolci, al loro interno racchiudono un assortimento di tutte le specialità dei cinque corpi di mestiere Romanengo: fondant, cioccolatini, pastiglie profumate, confetti assortiti, gelée, oltre, ovviamente, alla classica sorpresa.
La Tecnica Araba della Canditura
Le tecniche di canditura apprese dagli arabi hanno permesso ai Romanengo di conservare i frutti freschi per lunghi periodi: la canditura consiste nell'immergere la frutta o i petali di fiori in sciroppi di zucchero a varie concentrazioni, un processo che richiede tempo e pazienza. L'acqua presente nella frutta viene gradualmente sostituita dallo zucchero, che agisce come conservante naturale, preservando la consistenza, il colore e il sapore originale del prodotto. Il metodo non permette solo di mantenere inalterati i sapori, ma li intensifica, creando un equilibrio perfetto tra dolcezza e freschezza.
Confetteria Romanengo: Un Patrimonio di Genova
La Confetteria Romanengo è diventata un punto di riferimento prima per l'aristocrazia e poi per tutta la cittadinanza, un pezzo di storia da custodire e proteggere, tanto che la bottega storica è stata dichiarata monumento protetto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
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