Il comune di Montevecchia vanta un patrimonio naturalistico e culturale unico. Scopriamo insieme due eccellenze del territorio: l'apicoltura e la produzione del salame.
L'Apicoltura a Montevecchia
Il nostro comune ha un patrimonio naturalistico, culturale davvero unico: vuoi contribuire a farlo conoscere attraverso le tue personali esperienze?Per accedere al contenuto basta aprire la fotocamera installata sul tuo dispositivo, e puntare l’obiettivo per 2-3 secondi sul codice QR.
Il Salame di Montevecchia: Una Tradizione Locale
Oltre all'apicoltura, Montevecchia è rinomata per la produzione di salame, un'altra eccellenza gastronomica del territorio.
La Miniera della Cappona: Un Legame con il Territorio
Un'attività mineraria che ha interessato il territorio del Parco, dagli inizi del ‘900 sino agli anni ‘50, è stata quella dell’estrazione della marna da cemento. Questa attività comportava investimenti per il cui rientro occorreva una cospicua produzione.
I numerosi operai (spesso un membro della famiglia si staccava dalle tradizionali attività agricole per assicurare un salario certo) lavoravano su tre turni: dalle 6 alle 14, dalle 14 alle 22 e dalle 22 alle 6 del giorno dopo, coprendo così le 24 ore.
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Nella Frazione Butto operava l’ITALCEMENTI.
Nella Zona della Cappona nel 1927 iniziò ad operare la Società Collettiva Maggi e Ratti . poi trasformatasi in Società Anonima Cementi Brianza e alla fine Vanoni e Fumagalli.
Ci soffermeremo sulla storia di questa miniera che ha profondamente segnato la vita ed i ricordi degli abitanti di Montevecchia.
L’attività estrattiva inizia nel 1927 con una cava a cielo aperto. La marna con una teleferica veniva trasportata al sottostante cementificio di Lomaniga.
Seguì la costruzione di due gallerie autorizzate, alle quali nel giro di pochi anni si aggiunsero altri 7 livelli non autorizzati.
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Fu allora che il Podestà di Cernusco Montevecchia, Giuseppe Ancarani, unitamente al Consorzio Acquedotti di Cernusco e Merate promosse un’azione legale contro la Società Anonima Cementi Brianza il cui esito sfavorevole permise il continuare l’estrazione.
Ad opporsi all’attività estrattiva, inizialmente promossa dal Comune di Cernusco Montevecchia e dal Consorzio Acquedotto di Cernusco e Merate, ora si aggiungono la Sopraintendenza per i Beni Ambientali e l’Ente Provinciale per i Turismo.
L’attività estrattiva aveva comportato lo svuotamento della collina.
Fu così che all’alba del 6 gennaio 1958 si verificò un enorme crollo, tra le località di San Bernardo e della Cappona, che modificò per sempre l’aspetto della collina.
Gli anziani ricordano ancora oggi che alcune donne che tornavano dalla Messa Prima, allora celebrata alle sei del mattino, non poterono far ritorno alle loro case di Spiazzolo.
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La Miniera della Cappona Oggi
La miniera Cappona, oggi, è completamente invasa d’acqua per tutti i livelli, tranne il primo in alto, che è stato oggetto di studi e rilievi da parte del politecnico di Milano.
La parte a cielo aperto sta subendo alcuni lievi smottamenti al verificarsi di forti precipitazioni, ma l’area interessata è completamente recintata ed abbandonata.
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