L’Arte del Grano è una bella storia calabrese che porta il nome di Valeria, Anna e Salvatore (detto Tato) Pittelli. Valeria è la mamma dei due ragazzi che oggi, assieme a lei, portano linfa e prospettiva al progetto L’Arte del Grano, nelle due sedi di Montepaone Lido e Davoli, in provincia di Catanzaro.
Radici e Trame: Un Legame Indissolubile
Radici non esclude Trame e Trame non esclude Radici che convivono e saldano sotto un'unica insegna passato, presente e futuro di questa piccola azienda familiare che accoglie al suo interno, oltre al nucleo di Valeria, 12 collaboratori, di cui 9 son donne.
Ma torniamo a questo pane, che si inoltra tra le pieghe più sottili e profonde della generosa terra calabrese.
Infatti, la materia prima ha intenzione di rimanere il più locale possibile: in dispensa, Verna e Cappelli dell'altopiano della Sila Grande, poi altre varietà, tutte di produttori che seguono una filiera 100% sostenibile originari dalla Puglia o, nel caso della segale, dall'Alto Adige. Un "rimpianto", se vogliamo così definirlo, dal momento che, fino a qualche generazione fa, questo cereale era utilizzato in abbondanza anche nella cucina calabrese, per poi essere stato accantonato e soppiantato da un uso crescente di farine bianche e raffinate, oltre che una graduale variazione dei gusti definiti dal mercato.
Innanzitutto, perchè questo alimento è il cuore della tavola calabrese, la cui lavorazione è sempre stata affidata perlopiù alle donne, soprattutto alle più anziane della famiglia. A questa prima linea si affianca parallelamente Trame, attraverso la quale viene ribadita la necessità di un dialogo fitto e continuo con i produttori, che si estende da Anna, Valeria e Tato, passa per il laboratorio e coinvolge, infine, il consumatore finale, e questo per mostrare quanto dedizione e ricerca siano in grado di mostrare un alimento così comune sotto una luce completamente diversa.
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Il Pane: Un Mosaico di Sapori Calabresi
Fino al sabato: il sabato è festa. È il giorno in cui concedere qualcosa in più, un assaggio prolungato di quel mosaico di preziosi ingredienti che arricchiscono di profumi le masse fragranti: il finocchietto selvatico raccolto nella timpa davolese (la campagna del paese di Davoli) in abbinamento ai pomodorini secchi calabresi, gemme nel pane Timpa, o gli agrumi canditi calabresi che rendono ogni morso del Pane di Pasqua succoso e fresco, fino al Pane di Primavera - new entry - con guanciale, fave e pecorino.
Il pane dell’Arte del Grano, infatti, ha sostanza, un peso specifico, e assume un valore di centralità tanto da rendersi una portata completa e appagante, soddisfacente nel gusto, a cui non occorre aggiungere altro.
Perché il pane, dopotutto, è il simbolo di una rivoluzione silenziosa in una terra che riceve finalmente fiducia dalle nuove generazioni, molto più ben disposte a fare rete e costruire un sistema scevro di sentimenti vanagloriosi; giovani intraprendenti, solidali, affamati di futuro. Che non si lasciano condizionare in alcun modo dagli ostacoli che incontrano, perchè ciò che conta è la forza di un progetto, il desiderio di crescere, di migliorarsi e migliorare.
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