Caldaia Alluminio per Salsa: Pro e Contro

L’alluminio è tra i materiali più utilizzati per le attrezzature da cucina: con questo metallo si fabbricano stoviglie, caffettiere e strumenti di vario tipo, senza dimenticarsi dei prodotti meno durevoli, come le teglie da forno e le pellicole. Grazie alla sua leggerezza, alla resistenza, al prezzo contenuto e all’ottima conducibilità termica, in particolare, lo si impiega per il pentolame e gli utensili di grandi dimensioni, come le forniture per la ristorazione professionale. Premesso ciò, l’alluminio conduce il calore in maniera veloce e uniforme, quindi rende semplice controllare la cottura, ed è anche leggero e resistente alla ruggine. Si tratta di caratteristiche che lo rendono ideale per essere impiegato per costruire utensili da cucina e, soprattutto, pentole.

Vantaggi dell'utilizzo di pentole in alluminio

  • Leggerezza: Facile da maneggiare, soprattutto per pentole di grandi dimensioni.
  • Resistenza alla ruggine: Lunga durata nel tempo.
  • Prezzo contenuto: Accessibile a diverse fasce di consumatori.
  • Ottima conducibilità termica: Distribuzione uniforme del calore per una cottura omogenea.

Anodizzazione: Un Processo di Sicurezza

Prima di capire se le pentole di alluminio fanno male, bisogna sapere che le stoviglie oggi in vendita - perlomeno quelle di migliore qualità - apparentemente prive di particolari lavorazioni, in realtà vengono sottoposte all’anodizzazione. Si tratta di un trattamento elettrochimico diffuso dalla fine degli anni Sessanta, che evita la cessione di ossidi, creando a uno strato resistente sulla superficie. Questo trattamento è un processo elettrochimico, mediante il quale l’alluminio viene dotato di un rivestimento di ossido denso e duro che imita il processo di ossidazione che avviene naturalmente nel metallo. L’anodizzazione consolida la pellicola di ossido in modo da rafforzarla di 10-12 volte rispetto al film naturale.

Rischi e Considerazioni sull'Utilizzo

Nonostante i notevoli pregi che lo qualificano, l’alluminio è da tempo oggetto di studio, allo scopo di definire la nocività degli ossidi che produce e la possibilità di contaminazione nel contatto coi cibi. Per entrambi i filoni di ricerca, risulta determinante valutare se i quantitativi di questi eventuali rilasci siano tali da rendersi effettivamente nocivi rispetto all’utilizzo comune. Pur essendo ampiamente diffuso, l’alluminio a contatto con gli alimenti suscita dubbi riguardo alla salubrità, come in genere accade nei confronti della plastica dei sacchetti per la cottura sottovuoto. Tornando all’ambito alimentare, si può affermare che la migrazione di questo metallo negli alimenti - a causa della loro cottura o permanenza nei recipienti - risulta mediamente molto ridotta, eccetto che, appunto, per gli ingredienti più acidi.

L'importanza di evitare il contatto con cibi acidi

Lo strato anodizzato, tuttavia, resta attaccabile dagli acidi, che possono eroderlo se si mantengono a lungo nella pentola alimenti con questa caratteristica, come ad esempio il succo di limone, l’aceto e le salse di pomodoro. Non utilizzare mai l’alluminio con le preparazioni acide, sia che si tratti di cotture che di conservazioni. L’indicazione vale anche per le vaschette e le pellicole - il cui uso può essere limitato - e per le stoviglie anodizzate.

Studi e Ricerche Sulla Sicurezza dell'Alluminio

Più recentemente, l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), ha condotto una ricerca molto strutturata, per chiarire quali siano le quantità effettive che gli italiani ingeriscono, allo scopo di valutare i rischi a esso associati. Lo studio ha coinvolto 10mila famiglie in tutta Italia, concentrandosi sia sugli alimenti cucinati in stoviglie realizzate con questo metallo che in quelli conservati utilizzando vaschette e pellicole. I dati ottenuti hanno permesso di confrontare le ingestioni potenziali - ricavate dalla concentrazione di questa sostanza negli alimenti riportata dalla letteratura scientifica - con quelle reali, ottenute da campioni di diete seguite da gruppi di popolazione adulta, con abitudini e stili di vita diversi. Le conclusioni dello studio, ad ogni modo, hanno confermato la sostanziale sicurezza del comune uso che facciamo dell’alluminio.

Leggi anche: Alluminio nelle Cialde: Pericolo?

Una ricerca del 2017, pubblicata su Environmental Sciences Europevolume, indica una situazione da monitorare attentamente riguardo all’ingestione di alluminio. Soprattutto quando il metallo viene a contatto con cibi e liquidi acidi, l’assunzione può superare anche nettamente le soglie di sicurezza, a maggior ragione quando i soggetti coinvolti sono bambini. Mangiare per una settimana 250 grammi al giorno di pesce marinato con succo di limone in una teglia di alluminio, ad esempio, “comporterebbe il superamento dell’871% per un bambino di 15 kg e del 187% per un adulto di 70 kg”. Anche bere tè o succhi acidi contenuti in recipienti di alluminio può far oltrepassare le dosi massime stabilite dalle autorità sanitarie. Pur trattandosi di situazioni mediamente lontane dalle comuni abitudini, risulta chiaro che l’ingestione di questa sostanza non va sottovalutata.

Normative

  • Decreto 18 aprile 2007, n.
  • È bene precisare che tutti gli articoli in alluminio presenti sugli scaffali sono sicuri e rispettano le normative in vigore.

Leggi anche: Compatibilità cialde in alluminio

Leggi anche: Alluminio in cucina: vantaggi e svantaggi

tags: #caldaia #alluminio #per #salsa #pro #e

Post popolari: