La storia della Panini, l’azienda di Modena nata nel 1960, è diventata in pochi anni leader mondiale nel settore delle figurine da collezione. Un'idea vincente Panini è, prima di tutto la storia imprenditoriale di successo di otto fratelli di Pozza di Maranello, e in particolare di Giuseppe, Benito, Umberto e Franco Cosimo.
Le origini e l'intuizione imprenditoriale
Nel 1960 Benito e Giuseppe, che lavoravano nell’edicola di famiglia a Modena, hanno l’idea di vendere a coppia, in una bustina e per 10 lire, un vecchio lotto di figurine di calciatori della Nannina Editore. Le bustine vanno subito a ruba e, nel gennaio 1961, Giuseppe fonda la Panini Editrice stampando il primo album per la raccolta. Il successo è immediato.
Benito spedisce al fratello Umberto emigrato in Venezuela due figurine e un biglietto che recita: “Torna. l’America è qui!”. Umberto abbandona così l’America e torna in patria.
Il primo album dei calciatori e il successo immediato
Nell’inverno del 1960 esce il primo album con la prima collezione di figurine dei calciatori. Il successo di vendite è strepitoso e i fratelli Panini si rendono conto di aver fatto centro. Ora però debbono organizzarsi e il tempo, come sempre, è tiranno. La decisione fu presa ma bisognava fare in fretta.
Nell’album tutti i club erano in ordine alfabetico e per ognuno, oltre ad alcuni dati essenziali, veniva riportato lo stemma, un’immagine della squadra al completo, i migliori piazzamenti e c’erano 13 figurine, gli undici titolari di ogni squadra più due rincalzi.
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Una caratteristica di quell’album è che tutti coloro che avessero consegnato 100 figurine con la scritta “valida” al loro rivenditore avrebbero ricevuto in regalo un pallone, questa volta di cuoio: un vero pallone da calcio.
L'innovazione tecnologica e l'espansione
All’inizio, la produzione delle figurine era un processo essenzialmente manuale: la colla era mescolata con una pala e le figurine venivano imbustate a mano. Ma nel 1963, per fare fronte alle nuove esigenze di produzione, Umberto Panini inventa la macchina “Fifimatic”, ancora oggi in uso (fifi in dialetto modenese figurina) che permette all’azienda di imbustare milioni di pezzi e di imporsi come realtà imprenditoriale industriale.
L'idea del logo e l'iconica rovesciata di Parola
Qualche anno dopo, nel 1965, a Giuseppe Panini viene un’idea. All’epoca ancora non si sapeva cosa fosse un “brand” e non si parlava nemmeno di logo, ma il concetto nella testa di quell’imprenditore modenese era chiaro. Ci voleva un’immagine che caratterizzasse, che distinguesse le figurine Panini, che le rendesse immediatamente riconoscibili, ci voleva qualcosa che colpisse l’immaginario di qualunque appassionato di calcio.
Si ricordava di aver visto alcuni anni prima, su una rivista sportiva che si intitolava “Calcio Illustrato”, l’immagine di una mirabile rovesciata fatta, nel 1950, da Carlo Parola, mitico difensore della Juventus e della Nazionale. L’album dei calciatori divenne subito un appuntamento fisso per tutti gli appassionati.
Le bustine dei calciatori si vendevano a milioni in tutta Italia. Nel 1965 viene inaugurato il nuovo stabilimento produttivo a Modena in viale Emilio Po, in pochi anni la produzione artigianale si era trasformata in un prodotto industriale.
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Diversificazione e nuove collezioni
Un po’ spinti da quella notizia che li aveva infastiditi, ma anche per abbassare il rischio d’impresa, decisero di diversificare la produzione. Gli album e le figurine dei calciatori si vendevano soprattutto a ridosso del Natale e nei mesi immediatamente successivi, poi arrivava la primavera, il campionato finiva e i macchinari dell’azienda che ormai era un’impresa industriale restavano fermi. Occorreva inventarsi qualcosa per riempire i tempi morti della produzione.
Dal momento che a protestare con il direttore di quella scuola piemontese per far vietare le figurine fu una professoressa di geografia, i Panini si inventarono una nuova collezione: Bandiere di tutto il mondo. Quella raccolta non ebbe il successo di quella dedicata ai calciatori ma fu il primo di una serie di prodotti che si aggiunsero negli anni.
Nel 1965 apparve la raccolta Animali di tutto il mondo, e poi Aerei e missili di tutti i tempi, nel 1966 la raccolta La Terra, dedicata alle bellezze del nostro pianeta, seguita da Italia Patria Nostra, dedicata alle bellezze del nostro paese, nel 1967 la raccolta Uomini illustri.
Collaborazioni con la RAI e successi televisivi
Nel 1972 la RAI lancia uno sceneggiato intitolato Le avventure di Pinocchio con un cast di prim’ordine. Ai fratelli Panini viene in mente di fare un album ispirato a quella serie televisiva ma con una piccola innovazione. Semplice, bastava riprodurre le figurine a colori dello sceneggiato. L’idea piacque subito e il progetto decollò. Il successo fu clamoroso.
Ci guadagnarono sia la RAI che la Panini. Pubblicità per gli uni e fatturati per i secondi. Qualche anno dopo l’operazione fu ripetuta con un altro sceneggiato di grande successo, Sandokan il pirata della Malesia, tratto dai racconti di Emilio Salgari e interpretato da Kabir Bedi.
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Internazionalizzazione e crescita
Negli Anni Settanta cominciò anche l’internazionalizzazione dell’azienda. Si inizia con la Jugoslavia, un paese comunista, ma fuori dall’orbita sovietica. Gli jugoslavi erano interessati alle figurine ma soprattutto a quelle di tipo didattico, poi fu la volta dell’Egitto dove la passione per il calcio era molto diffusa.
Nei principali paesi europei, Francia, Germania e Regno Unito, la Panini aprì proprie filiali e anche lì le figurine dei calciatori ebbero un successo strepitoso. In Belgio dove lo sport più popolare era il ciclismo fu lanciato un album, intitolato Sprint, dedicato agli assi delle due ruote. Poi iniziò la conquista dell’America.
Il passaggio generazionale e la vendita
Verso la fine degli Anni Ottanta i fratelli Panini si rendono conto che sono giunti a un momento di svolta. Gli affari vanno ancora bene ma il mondo sta cambiando, inoltre si pone il problema del ricambio generazionale. Nel 1986 era morto uno dei fratelli, Benito, e gli altri comunque cominciavano a invecchiare.
Il passaggio generazionale in un’azienda familiare è sempre un momento estremamente delicato, soprattutto in una famiglia molto numerosa come quella Panini. Prevale un’altra decisione, quella di vendere. Vendere quando sei al vertice del successo è sempre una strategia furba. Nel settembre del 1988 la Panini fu ceduta all’abile imprenditore britannico.
Panini oggi
Oggi Panini è un gruppo internazionale, vale 1 miliardo di dollari, conta 1000 dipendenti, fattura 536 milioni di euro e produce 6 miliardi di figurine all’anno per 50 collezioni lanciate. Infine, importanti investimenti hanno fatto sì che Panini diventasse il quarto editore in Europa nel settore ragazzi.
In occasione dei suoi 60 anni di attività l’azienda ha lanciato un nuovo album Calciatori dedicato alla stagione 2020/21 con 748 figurine e il coinvolgimento diretto di collezionisti e tifosi per scegliere la “Top Team Panini 60” e “La Panini più amata”, oltre alle figurine delle copertine storiche degli album dal 1961 e degli MVP dei club di Serie A.
Oggigiorno le figurine si trovano ancora nelle edicole e i ragazzini le collezionano. Ci sono quelle dei calciatori ma ci sono anche quelle nuove, i Pokemon, i Dragon Ball e tutte quelle diavolerie di origine giapponese o americana che piacciono tanto ai nostri figli e nipoti ma che noi adulti non capiamo bene. Ci sono cose che non invecchiano, anche se il tempo passa.
Franco Cosimo Panini Editore
I fratelli Panini vendono la celebre azienda di figurine e Franco Cosimo ne rileva il ramo editoriale: nasce la Franco Cosimo Panini Editore. Sono anni cruciali nella storia dell’azienda.
Nel 1994 Franco Cosimo Panini pubblica il primo volume della collana Mirabilia Italiae diretta da Salvatore Settis. Nel 1995 presenta l’edizione in facsimile della Bibbia di Borso d’Este, primo volume della prestigiosa Biblioteca Impossibile.
È un periodo di grande crescita per Franco Cosimo Panini: le tre divisioni dell’azienda (editoria d’arte, editoria per l’infanzia e scuola) ampliano e differenziano la propria produzione. La divisione scuola acquisisce le licenze di celebri marchi e Comix conquista la leadership di mercato.
La Biblioteca Impossibile e la collana Mirabilia Italiae si arricchiscono di nuovi titoli, contemporaneamente esce “La vera storia di Ravenna”, primo volume della collana di lezioni d’arte del Premio Nobel Dario Fo.
Nel 2007 dopo la scomparsa di Franco Cosimo Panini, il timone della casa editrice passa ai cinque figli: Laura, Silvia, Teresa, Lucia e Luca.
Sotto la loro guida nasce nel 2014 la nuova divisione museale che offre a musei e istituzioni, oltre all’attività editoriale, un’ampia gamma di servizi.
Con l’obiettivo di diversificare la propria produzione e i propri servizi, nel 2017 la casa editrice acquisisce Haltadefinizione, la tech company specializzata nella fotografia in Gigapixel, nella riproduzione di opere d’arte e nella digitalizzazione di beni culturali.
Franco Cosimo Panini entra nel mondo della digitalizzazione 3D e multispettrale: nel 2022 investe in Memooria, Hyperborea e Mida Digit e si apre al mercato internazionale con il lancio della nuova società tedesca Haltadefinizione GmbH.
Nel 2024 nasce il Gruppo Panini Cultura.
La Famiglia Panini
Antonio Panini era nato nel 1897 in un paesino vicino Modena, Pozza di Maranello, figlio di contadini. Ricordiamo che Giuseppe, Benito, Umberto e Franco sono i fondatori della casa editrice F.lli Panini, con sede in Via Emilio Po e regina del mercato delle figurine.
Nel novembre del 1941 Antonio Panini si spegne e, per ironia della sorte, quello stesso giorno il suo primogenito Giuseppe, che aveva 16 anni riceve il suo primo stipendio.
L’Accademia Militare offre a Olga un lavoro come sarta. Una sera la figlia Veronica, racconta una confidenza che le ha fatto il suo titolare, l’avvocato Guidelli. Olga però vede una possibilità. Decide di rilevare un’edicola in piena guerra.
Tabella riassuntiva
| Nome | Ruolo | Contributo |
|---|---|---|
| Giuseppe Panini | Presidente e Amministratore Delegato | Fondatore della Panini Editrice, ideatore dell'album dei calciatori |
| Benito Panini | Responsabile della Distribuzione | Collaboratore nell'edicola di famiglia, coinvolto nella vendita delle prime figurine |
| Umberto Panini | Direttore Tecnico-Produttivo | Inventore della macchina Fifimatic, responsabile della produzione |
| Franco Cosimo Panini | Vicepresidente e Responsabile Amministrativo | Gestione amministrativa, fondatore della Franco Cosimo Panini Editore |
| Olga Panini | Proprietaria dell'Edicola | Acquisto dell'edicola, supporto alla famiglia |
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