Che Parte del Maiale È il Salame: Storia, Tradizioni e Varietà

Il salame è un pilastro della gastronomia italiana, un salume che affonda le sue radici nella storia e nella cultura delle nostre terre. La sua preparazione è un'arte, come testimoniano le scene di lavorazione dei salumi scolpite nel Battistero di Parma e nel Duomo di Fidenza, risalenti al XIII secolo. A Modena, fin dal 1598, i Salsicciai e Lardaroli stabilirono regole precise per garantire la qualità della carne e la professionalità degli artigiani.

Origini e Storia del Salame

L'origine del salame è profondamente italiana, con radici che risalgono agli Etruschi e ai Romani. Nel Medioevo, la produzione si consolidò e si diversificò, dando vita a numerose varianti locali grazie a tecniche di macinatura, spezie e stagionature alternative. Questa evoluzione ha portato alle tipicità regionali che conosciamo oggi.

Il termine "salame" deriva dal latino medievale "salumen", che significa "insieme di cose salate". Questo nome riflette l'importanza del sale non solo come ingrediente, ma anche come tecnica di conservazione.

Evoluzione del Nome e del Processo

In origine, presso i romani, era *insicia* e *salumen*, nel Medioevo divenne *salamem* e *salacca*, per poi evolversi in *salame* per gli italiani e infine *salami*, in quasi tutte le lingue del mondo. Sono questi i nomi che nel tempo si sono succeduti per indicare il principe dei salumi, generalmente composto di carne suina scelta, macinata prima, speziata in vari modi poi, infine insaccata nel budello e lasciata stagionare. E ognuno di quei nomi (eccetto *insicia* da cui deriva però insaccato) contiene il riferimento al sale, che per il salame non rappresenta solo un ingrediente, ma una tecnica di conservazione.

Prima degli Etruschi e dei Romani, già in epoca preistorica ci sono le prime esperienze di conservazione e lavorazione della carne. Ma il sale ancora non è usato: al processo di essiccazione si provvede o con il calore del sole o con quello della fiamma viva e del fumo. Il salto in avanti avviene con gli egiziani: appaiono per la prima volta dei prodotti simili agli insaccati odierni che pare fossero apprezzati anche alla corte del faraone, tanto che se ne trova una testimonianza sulla tomba di Ramsete III. Il primo a scrivere di salumi è però Omero. Siamo un paio di secoli dopo il 1000 a.C., e in alcuni passi dell’Odissea si fa riferimento a un composto a base di sangue e di grasso.

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Per avere testimonianze più certe occorre spostarsi, appunto, in Italia e attendere qualche secolo, quando entrano in scena prima gli Etruschi e poi i Romani e dove probabilmente gran parte della storia del salame si gioca lungo quella via Salaria che collega Roma con l’Adriatico proprio per trasportare l’elemento essenziale per la lavorazione e conservazione degli alimenti: il sale. Di questo, si ritrova testimonianza anche in Catone il Censore, che dedica al tema della salatura della carne suina alcuni passi di un suo famosissimo trattato, il De Agricoltura del II secolo a.C.

In ogni caso, il salame è già diventato una consolidata tradizione italica che si è diffusa nel resto dell’Impero. Non solo: la lavorazione della carne di maiale sviluppa in Italia anche altre specialità come il prosciutto, che pare abbia sedotto Annibale, e la mortadella, nell’allora Bonomia, ovvero Bologna.

Con l’intensificarsi del consumo di maiale, che allo stato brado è molto diffuso nei boschi europei, iniziano a profilarsi le zone a maggiore vocazione salumaia, che forse non a caso, coincidono con quelle a maggiore presenza longobarda: Sannio, Umbria, Pianura padana, in particolare Lombardia ed Emilia. In quest’epoca inizia, così, a emergere in maniera più spinta la tendenza alla differenziazione delle lavorazioni e degli ingredienti.

Nel Rinascimento, avviene la consacrazione definitiva dei salumi che entrano nelle corti e imbandiscono le ricche tavole dei Principi. Nel manuale il “Trinciante” di Vincenzo Cervio, compare per la prima volta il sostantivo salame e si afferma l’appellativo salumiere per l’artigiano che lavora con maestria le carni suine, mentre il termine medioevale lardarolo tende a scomparire. Sopravvivranno, invece, norcinaio e norcineria, soprattutto nel Centro Italia.

Siamo ormai in epoca moderna e la rivoluzione industriale non sembra intaccare una tradizione, che si rafforza così come si rafforzano i protocolli di qualità. Le tecniche di lavorazione si diversificano e raffinano, mentre i tradizionali ingredienti quali aglio, vino, pepe e spezie si combinano in nuove preparazioni, adattando ai tempi il sapore e l’aroma del salame. È così che i salumi italiani conquistano il mondo e finiscono con l’indentificare la tradizione e la gastronomia dell’Italia intera.

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Quali Parti del Maiale Vengono Utilizzate per Fare il Salame?

La carne di maiale è l'ingrediente principale per la produzione del salame. Diverse parti del maiale vengono utilizzate, sia magre che grasse, per ottenere il giusto equilibrio di sapore e consistenza. La scelta dei tagli è fondamentale per il risultato finale.

  • Spalla: Si divide in fesa (la parte più morbida e pregiata) e muscolo.
  • Guanciale: Taglio che comprende carne e grasso dalla testa alla spalla.
  • Lombo o Lombata: Taglio grasso prelevato dal collo, dal dorso e dalla parte alta dei fianchi.
  • Pancia: Parte proveniente dal ventre, con strati di magro e grasso alternati.
  • Coppa o Capocollo: Taglio molto saporito, sia magro che grasso.
  • Gluteo: Carne pregiata e tenera, utilizzata per il culatello.
  • Coscia: Taglio molto pregiato, composto da muscoli teneri e grasso nobile, usato per il prosciutto.

Le parti grasse, come il lardo (strato grasso salato e stagionato), il lardello, il grasso perirenale (sugna) e il grasso duro di schiena, sono essenziali per conferire morbidezza e sapore al salame. La sugna viene utilizzata per ottenere lo strutto, mentre gli altri grassi sono impiegati direttamente nella preparazione degli insaccati.

Ancor più importante per fare un buon salame è l’accurata divisione delle parti grasse, ognuna in base alle caratteristiche possedute, e secondo la zona del maiale da cui proviene; ogni parte deve essere destinata solo al tipo di salame idoneo.

La carne di suino dev’essere con almeno il 40% di grasso, così da rendere l’impasto succoso e saporito. Per la parte magra si utilizzano tagli di carne di maiale come polpa, lonza di maiale e spalla, mentre per la parte grasso l’ideale è il lardo della gola o il pancettone.

Varietà Regionali di Salame

L'Italia è rinomata per la sua vasta gamma di salami, ognuno con caratteristiche uniche legate al territorio e alle tradizioni locali. Le tipicità regionali riproducono un eterno derby Nord-Sud: nel Settentrione tendenzialmente più dolci, sempre più speziati andando verso Mezzogiorno.

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  • Salame Milano: Caratterizzato da una macinatura fine e un sapore delicato.
  • Salame Napoli: Tipicamente piccante, aromatizzato con peperoncino.
  • Finocchiona: Salame toscano aromatizzato con semi di finocchio.
  • Soppressa Vicentina DOP: Salume tipico del Veneto, realizzato con carni di suino locale e parti di prosciutti, coppa, spalla, pancetta, grasso di gola e lombo e spesso condito con aglio, cannella o chiodi di garofano.
  • Soppressata Calabrese DOP: Salume piccante aromatizzato con sale, pepe, peperoncino, crema di peperoni e vino.
  • Soppressa di Martina Franca: Salume tipico della Valle d’Itria fatto con carni magre di suino, coscia o spalla, tagliato esclusivamente a punta di coltello e speziato con ingredienti tipici, come il vino.
  • Salame Cremasco IGP: Prodotto esclusivamente da suini italiani, allevati in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, con la qualità certificata dall’Unione Europea e legata tanto alla zona d’origine quanto alle peculiarità delle modalità di lavorazione.

Salame e Soppressata: Quali Sono le Differenze?

Salame e soppressata sono due tipologie tipiche di salumi italiani. Sebbene entrambi siano prodotti con carne suina, ci sono alcune differenze significative:

  • Il taglio di carne: sia nel caso del salame che nel caso della soppressata, viene utilizzata nella maggior parte dei casi la carne suina.
  • La grana e la consistenza delle carni: la naturale conseguenza della differenza di lavorazione della carne suina - tramite triturazione e tramite taglio a punta di coltello - fa sì che la grana del salame sia più fine, mentre la consistenza della soppressata risulterà più compatta, perché i pezzi di carne saranno più grossi.
  • Il budello: quello della soppressata è più grande rispetto al budello del salame, che può essere naturale o artificiale.
  • La stagionatura: la stagionatura dei salami - per quanto la durata vari notevolmente a seconda del tipo di prodotto - è compresa tra 4 o 10 settimane. La stagionatura della soppressata invece può essere di circa un mese o di 40 giorni, sempre a seconda della lavorazione regionale.

Come Fare il Salame in Casa

Fare il salame in casa è un'arte che richiede cura e attenzione. Ecco i passaggi fondamentali:

  1. Selezione della carne: Utilizzare carne di suino con almeno il 40% di grasso, scegliendo tagli come polpa, lonza di maiale e spalla per la parte magra e lardo della gola o pancettone per la parte grassa.
  2. Pulizia della carne: Eliminare nervetti e resistenze a coltello.
  3. Macinazione: Macinare la carne.
  4. Aggiunta di spezie: Aggiungere pepe nero, noce moscata e aglio (tritati o in polvere).
  5. Insaccatura: Utilizzare un budello adatto, consigliato dal macellaio, facendo attenzione a evitare bolle d’aria o rotture.
  6. Stagionatura: Spostare l’insaccato in un luogo fresco (massimo 10 °C) per la stagionatura, che durerà al massimo 3 mesi. Controllare periodicamente per verificare che non ci siano anomalie.

Consigli per la Conservazione del Salame

Per conservare al meglio il salame e mantenerne la morbidezza, ecco alcuni trucchi:

  • Avvolgere il salame in un panno ben strizzato dopo essere stato bagnato con acqua e aceto.
  • Conservare gli insaccati nei piani bassi del frigorifero.
  • Utilizzare un attrezzo per sottovuoto per confezionare il salame già aperto.
  • Conservare il salame intero in un luogo fresco e asciutto come la cantina.

Abbinamenti Gastronomici

Il salame si presta a numerosi abbinamenti gastronomici. Alcuni esempi includono:

  • Maiale e aglio: Un abbinamento classico e sicuro.
  • Maiale e frutta: Un abbinamento originale e gustoso.
  • Maiale e formaggi: Forse l’abbinamento meglio riuscito nella storia degli abbinamenti.

Il salame è un ingrediente versatile che può essere utilizzato in antipasti, taglieri di salumi e formaggi, e in molte altre ricette. La sua ricchezza di sapori lo rende un protagonista indiscusso della tavola italiana.

Tabella dei Tagli di Maiale Utilizzati nel Salame

Taglio Caratteristiche Utilizzo
Spalla Divisa in fesa (morbida) e muscolo Salame
Guanciale Carne e grasso dalla testa alla spalla Salame
Lombo Grasso, prelevato dal collo e dal dorso Lonza
Pancia Strati di magro e grasso alternati Pancetta
Coppa Saporito, sia magro che grasso Capocollo
Gluteo Pregiato e tenero Culatello
Coscia Muscoli teneri e grasso nobile Prosciutto
Lardo Strato grasso salato e stagionato Salame

Speriamo che questo articolo ti abbia fornito una panoramica completa sul salame, dalle sue origini storiche alle diverse parti del maiale utilizzate nella sua produzione, fino ai consigli per la conservazione e gli abbinamenti gastronomici. Buon appetito!

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