La Storia delle Copertine degli Album di Figurine Panini: Un Viaggio nel Tempo

L’album delle figurine “Panini”, un cimelio da collezionare, è un mito nato dalla passione di una famiglia modenese. Questa famiglia iniziò a produrre e commercializzare figurine in Italia e, a partire dagli anni '70, anche all’estero, diventando prima impresa e poi leggenda.

La storia delle figurine Panini si intreccia a quella del calcio italiano grazie a questi scatti che vanno a braccetto col tempo che scorre. All’inizio i calciatori erano immortalati nelle situazioni più strane, momenti rubati alla quotidianità: all’esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi. Pizzicati dai flash un po’ dove e come capitava. Oggi invece si sfiora la perfezione e c’è spazio persino per i club non professionistici.

Le Origini: Un'Idea Rivoluzionaria

L’origine della raccolta Panini è alquanto singolare e, come tutte le storie, ha un personaggio ormai mitico, Bruno Bolchi, soprannominato “Maciste”. Il suo volto è il simbolo della “rivoluzione paniniana”.

«Voglio fare le figurine dei calciatori» disse un giorno Giuseppe Panini al fratello Franco, mettendosi alla ricerca di una tipografia nel modenese che potesse accontentarli. Il prototipo zero, manco a dirlo, era la foto di Bolchi, mediano dell’Inter, l’unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice. Ricavare da una foto come quella un figurina a colori. A trasformare un’idea in realtà fu un certo Badolati, fotolito di Parma, impeccabile nell’esaudire i desideri dei modenesi.

Il primo è datato 1960. Sono immagini molto intriganti, che fanno addirittura tenerezza. Non c’è mai uniformità tra un giocatore e l’altro, i fondi sono tutti diversi e le facce quasi stilizzate. Ma, evidentemente, poco importava. Per la prima volta le figurine fanno il loro ingresso nelle case degli italiani, dando un aspetto a quei campioni, eroi negli stadi, che fino ad allora “si vedevano” solo tramite la radio. Un’Italia che viene fuori dalla Guerra e comincia a divertirsi.

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E lo fa anche grazie al calcio. La raccolta inizia a fornire anche foto di gruppo, quasi tutte scattate allo stadio. Arrivano anche le immagini rappresentative delle città della Serie A, cartoline che regalano finestre sugli anni Sessanta. Da non perdere, nelle ultime pagine, la sfilata delle vecchie glorie. Camei da conservare per sempre. Ben presto c’è gloria anche per la Serie B e la grande scoperta della figurina con due calciatori, uno affiancato all’altro.

L'Evoluzione degli Album Panini negli Anni '60

Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri. Ad aprire questo nuovo capitolo, Concetto Lo Bello, celebre “fischietto” degli anni Sessanta. Il raccoglitore si arricchisce con una parte informativa nell’edizione ’67-’68. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”.

Non più soltanto semplici album di figurine ma anche libri di storia, utili per chi non c’era o ha vissuto solo di racconti. In quell’epoca non c’erano videocassette, centinaia di fotografi o telecamere a bordocampo e neppure tanti processi televisivi. Ogni pagina rivela un segreto e merita di essere osservata e studiata con calma e attenzione, lontano dalla frenesia con cui oggi si sfogliano quotidiani, libri e riviste.

La Panini dedica a ogni calciatore sia il primo piano sia un’azione di gioco. Anche l’allenatore viene immortalato mentre si muove davanti alla sua panchina, quasi a rivelare la sua filosofia di gioco. Fanno il loro esordio le figurine a campo intero che mostrano campi spelacchiati, gradinate fatiscenti, semplici o addirittura improvvisate.

Anni '80 e '90: Cambiamenti e Novità

Le vere novità della raccolta, all’alba degli anni Ottanta, sono proprio loro. Tempi di assoluto splendore, in cui ne arriva uno per squadra, acclamato come un imperatore. E spesso nelle immagini del tempo ci sono già tracce rivelatrici di ciò che sarà. Da questo momento in poi, infatti, gli album Panini sono un’antologia di campioni. Qui si chiude un’epoca, le figurine si migliorano, i ritocchi al computer eliminano le imperfezioni, non c’è più nulla da vedere sullo sfondo.

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I raccoglitori degli anni Novanta sono l’emblema del Paese, grasso e mai sazio di vittorie. Calciatori attenti al look, fotografie ben curate, nessuno spazio all’improvvisazione e come cornice c’è quasi sempre il campo d’allenamento. Per intenderci, rare immagini scattate all’ultimo istante, prima di un calcio d’inizio , mentre i compagni effettuano il riscaldamento.

Di quelle annate risentono anche gli album. Pochi innesti nuovi, non sempre decisivi, da una stagione all’altra quasi sempre le stesse facce. In che ambito, dunque, si collocano le figurine, superate da un calcio che si offre ora per ora ai suoi appassionati con la massiccia presenza delle televisioni? Tutti ormai conoscono ogni singolo protagonista del campionato. I calciatori, almeno una volta, finiscono sotto le telecamere.

La Crisi e la Rinascita

L’album del ’92-’93 rischia di essere l’ultimo. L’azienda modenese è in crisi e solo grazie a diversi cambi di proprietà riesce a salvarsi. Solo 413 immagini scattate, il minimo storico. La sorpresa per i collezionisti del periodo sono le foto delle squadre già incollate sull’album. Segno evidente di un massiccio risparmio che non intacca la qualità, sempre massima.

Il compito della Panini diventa più arduo per “colpa” dei sempre più frequenti cambi di maglia. Con la liberalizzazione del mercato nel 1992, i calciatori possono andare in un’altra squadra pur avendo iniziato la stagione con un altro club della stessa categoria. Diventa così difficile abituarsi all’idea di un proprio beniamino che, da una giornata all’altra, può diventare avversario e magari segnarti un gol contro.

Ma i tanti terremoti del mercato non hanno mai colto davvero impreparata la Panini. Anche perché è diventato quasi impossibile tener botta ai troppi cambi in corsa, soprattutto da quando è stata inaugurata anche la finestra di mercato di gennaio. E allora ecco le figurine “cambia-maglia” per restare al passo coi tempi. Il suo tentativo di bloccare in un’immagine l’attuale caotico mondo del calcio merita rispetto.

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Il Simbolo: La Rovesciata di Carlo Parola

Il logo ufficiale della raccolta è un calciatore, con maglia rossa, calzoncini bianchi e calzettoni gialli e neri, ritratto mentre esegue una rovesciata. Il simbolo è ispirato al gesto atletico di Carlo Parola durante un Fiorentina-Juventus del 15 gennaio 1950 quando, per respingere un pallone dalla propria area, il centrale difensivo bianconero si esibì nella prodezza ancora inusuale all’epoca.

Per i colori della divisa di Parola sono stati scelti la maglia rossa con calzoncini bianchi e calzettoni nero-gialli per rappresentare l’imparzialità. La sua prima comparsa sulla copertina e bustine di un album Calciatori fu nel 1965-66. Tornò poi due anni dopo e nel 1985, in occasione del 25º anniversario. Dieci anni dopo esce la 35ª edizione della serie, e da quel momento la rovesciata è comparsa su tutte le copertine. Pur non essendo sempre presente sugli album, il logo della raccolta è sempre stato impresso sulle bustine.

Panini Oggi: Un Successo Internazionale

Oggi Panini è un gruppo internazionale, vale 1 miliardo di dollari, conta 1000 dipendenti, fattura 536 milioni di euro e produce 6 miliardi di figurine all’anno per 50 collezioni lanciate. Infine, importanti investimenti hanno fatto sì che Panini diventasse il quarto editore in Europa nel settore ragazzi.

In occasione dei suoi 60 anni di attività l’azienda ha lanciato un nuovo album Calciatori dedicato alla stagione 2020/21 con 748 figurine e il coinvolgimento diretto di collezionisti e tifosi per scegliere la “Top Team Panini 60” e “La Panini più amata”, oltre alle figurine delle copertine storiche degli album dal 1961 e degli MVP dei club di Serie A.

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