Tra le nuove aperture food del 2022 a Roma, spiccava la pizzeria di Flavio Briatore. L'imprenditore piemontese ha scelto di riproporre nella Capitale un format già sperimentato all'estero.
Dopo le "Crazy Pizza" inaugurate a Londra e Monte Carlo, l'imprenditore ha scelto via Veneto a Roma, per poi approdare anche a Milano. Una pizza sottile, senza lievito, solo manitoba, condita con materie prime di stagione.
Nella nuova pizzeria di Briatore aperta a Roma una Margherita costava 14 euro, una pizza con prosciutto 26 euro e c'era anche la pizza Pata negra a 60 euro. Il locale contava 62 coperti interni e 42 esterni, e accanto è nata anche una gelateria.
Cambio di Proprietà a Roma
Dopo oltre tre anni, si è conclusa la collaborazione tra Flavio Briatore e Francesco Palazzi. Quest’ultimo ha detto addio alla sede romana di Crazy Pizza. Palazzi, imprenditore romano e titolare della Via Veneto srl, ha infatti ceduto il 30 per cento della società Crazy Pizza Roma srl alla Crazy Pizza spa, holding lussemburghese controllata da Briatore stesso.
Secondo Open, dopo l’anno di lancio il fatturato del locale aveva superato i 3 milioni di euro nel 2023, ma ottenendo un utile di soli 6.710 euro. La decisione ha sorpreso il settore, soprattutto tenendo conto del lungo legame professionale che univa i due soci.
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Palazzi, con la sua Palazzi Agency, è da anni un collaboratore stretto dell’imprenditore piemontese: si occupa di sicurezza, logistica, eventi e persino delle limousine per le serate di gala. È stato sempre lui, a giugno 2008, a gestire la sicurezza e parte dell’organizzazione del matrimonio tra Briatore e la conduttrice televisiva Elisabetta Gregoraci, con cui l’imprenditore ha avuto un figlio prima del divorzio nel 2017.
Con l’uscita di scena del socio romano, Briatore resta dunque unico timoniere del Crazy Pizza capitolino, proseguendo una strategia imprenditoriale fondata su un sistema di partecipazioni locali. Sebbene la Crazy Pizza spa detenga il controllo dell’intero gruppo, ogni punto vendita è gestito da una società autonoma, spesso con soci differenti.
È il caso, per esempio, del nuovo locale aperto a Ibiza a marzo, in tempo per intercettare il flusso turistico delle vacanze pasquali, o di quello di Forte dei Marmi, dove il socio di minoranza è Dimitri Kunz d’Asburgo, compagno della ministra Daniela Santanché, attraverso la sua società Thor.
Il locale, inaugurato il 15 febbraio 2022 nella strada simbolo della Dolce Vita, continuerà a operare ma sotto una guida unica. I numeri? Allora Palazzi ha fatto due conti e ha deciso di monetizzare: ha incassato, vendendo le quote, 317mila euro, cifra che, mantenendo il ritmo del 2023, avrebbe raggiunto in quasi 160 anni.
Palazzi lavora da anni con Briatore tramite la sua Palazzi Agency, curando eventi, sicurezza e trasporti di lusso. L’uscita di scena di Palazzi non compromette il progetto imprenditoriale di Briatore, che nel frattempo continua a espandere la catena in Italia e all’estero.
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Espansione e Nuove Aperture
Il brand Crazy Pizza, l'ultimo nato in casa Briatore (o meglio, dal Gruppo Majestas, guidato dall'imprenditore piemontese e Francesco Costa) ha aperto il suo primo locale negli Stati Uniti, a New York.
A oggi i locali Crazy Pizza sono circa venti nel mondo. In Italia, dopo Roma e Milano, sono arrivati i punti vendita a Porto Cervo, Napoli e Forte dei Marmi. Il modello di Briatore resta lo stesso: holding madre in Lussemburgo e gestione locale condivisa, almeno all’inizio.
Il nuovo locale (indirizzo: Puerto Deportivo Marina, Carrer Botafoch, local 205, 07800 Ibiza, Balearic Islands, Spagna) rappresenta una pietra miliare per il marchio, che porta la sua esperienza di ristorazione di lusso (luxury dining) in una delle destinazioni turistiche più famose del mondo. Situato in Carrer de Botafoch, una delle arterie principali che attraversano l’area di Marina Botafoch, punto di riferimento per chi cerca un’esperienza di lusso e lifestyle a Ibiza, il nuovo ristorante, aperto al pubblico dal fine settimana di Pasqua, può accogliere fino a 148 ospiti, di cui 98 posti all’aperto.
Con la sua vista mozzafiato, la zona esterna è il palcoscenico ideale per pranzi e cene all'aperto. Poteva un imprenditore come Briatore dimenticarsi di aprire per il giubilo del People from Ibiza (sia concessa la citazione di un immarcescibile brano del pop anni Ottanta cantato da Sandy Marton)?
«Dopo St. Tropez e Forte dei Marmi, non poteva mancare Ibiza, il cuore pulsante del Mediterraneo più esclusivo, dove si respira lusso, divertimento e atmosfera unica -conferma Flavio Briatore-. Crazy Pizza porta qui il suo stile inconfondibile: un mix perfetto di energia, glamour e lifestyle internazionale.
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Questa volta è ufficiale, inserito nel sito: il Crazy Pizza di Flavio Briatore aprirà a Torino. La vera domanda piuttosto è: abbiamo veramente bisogno che arrivi a Torino Crazy Pizza?
Briatore comunque sta cambiando rotta, visto che l’ultima apertura è a Varazze, posto bellissimo, ma non proprio Miami in quanto ad appeal. Cambia il target della clientela, gente danarosa ma mai troppo esibita? Briatore: Ritorno al Piemonte
Certo Briatore torna da dove è partito, quel Piemonte che guarda alla Liguria, e dopo avere chiuso il 2023 con un fatturato di oltre 25 milioni di euro (+ 24%) ha puntato ai 45 milioni per il 2024 proprio grazie alle inaugurazioni a catena del suo locale che, per la maggior parte rimane di sua proprietà, ma in alcuni casi viene concesso con la formula del licensing.
Crazy Pizza, tra polemiche e critiche per i prezzi alti (una pizza può arrivare a costare 68 €), ha aperto dal 2019 quindici locali (a Londra, Montecarlo, Roma, Milano, Porto Cervo, Riyadh, Forte dei Marmi, S. Tropez, Napoli, ma anche a Varazze e Catania) e altre due nuove aperture sono già in programma entro la fine dell'anno.
Amatissima soprattutto dagli stranieri, per i quali evidentemente il costo alto della Crazy Pizza non è un problema, la catena è diventata famosa soprattutto per lo spinning show, che consiste nel lancio in aria delle pizze, in centro alla sala.
Ogni giorno infatti i pizzaioli escono dalle cucine e intrattengono gli ospiti facendo girare gli impasti nell'aria, sopra le teste dei commensali.
Apertura a New York
La nuova sede di Crazy Pizza si trova nel quartiere di SoHo, tra i più creativi e cosmopoliti della Grande Mela. Come tutti gli altri locali, anche quello di NY è stato arredato in maniera moderna e ha un'ampia zona bar e anche una grande terrazza esterna con più di 100 posti.
Come sempre, oltre alla pizza, sarà possibile assaggiare anche molti altri piatti della nostra tradizione. Alla festa di inaugurazione era presente anche la ex compagna di Flavio Briatore, Heidi Klum con la figlia Leni (avuta da Briatore, ma da lui mai riconosciuta).
«L'apertura di New York rappresenta per noi una tappa fondamentale - ha detto Briatore -. Questo è il 16° ristorante Crazy Pizza e segna l'inizio di una nuova fase nel nostro percorso di crescita internazionale», facendo intendere che dopo quella di New York seguiranno altre aperture di Crazy Pizza negli Stati Uniti.
Intanto sono già in programma le prossime aperture: a novembre quella di Belgrado, una delle città più antiche e culturalmente ricche d'Europa, e a dicembre quella attesissima di St.
Crazy Pizza Arriva a Napoli: Sfida nella Patria della Pizza
Il brand Crazy Pizza di Briatore apre a Napoli nella capitale mondiale della pizza. Flavio Briatore ha presentato così, in una intervista al Corriere del Mezzogiorno, il suo Crazy Pizza che aprirà i battenti «alla fine della stagione estiva» in via Nazario Sauro, sul lungomare di Napoli.
Aprire nella capitale storica della pizza, e con prezzi estremamente più alti della media, per l’imprenditore non rappresenta una sfida da vincere: «Crediamo che la nostra formula di “fine dining” diversa e unica possa essere una aggiunta stimolante al panorama gastronomico locale».
Una buona pizza Margherita costa a Napoli tra i 4,50 e gli otto euro, meno della metà dei 17 previsti nei Crazy Pizza di Milano e in quello che nascerà nel capoluogo campano: «Niente di esagerato», replica il patron del Billionaire, «sono convinto che il prezzo di 17 euro per gustare una buona pizza in un locale di lusso, serviti da personale qualificato, con dj set e divertimento, sia assolutamente corretto».
La pizza più costosa del menu? «Quella con un fantastico Pata Negra Joselito iberico: 65 euro per la nostra pizza più esclusiva».
Sul tema i pizzaioli napoletani appaiono divisi: c’è chi dà il benevenuto a una iniziativa «coraggiosa» e chi la considera una contaminazione all’insegna dello show. «La pizza Margherita a Napoli significa trecento anni di storia in un boccone solo e 90 secondi in un forno a legna: tutto questo Flavio Briatore non potrà trasmetterlo mai ai suoi clienti», dice Paolo Surace, della storica Pizzeria Mattozzi di piazza Carità, nel centro di Napoli.
«Faccio un in bocca al lupo a Flavio», è invece il commento di Gino Sorbillo. «Invito gli imprenditori a investire nella nostra città. Sicuramente se ha scelto Napoli è perché avrà valutato tante cose. È un’operazione comunque coraggiosa perché in passato altre pizze non hanno tanto funzionato, mentre la napoletana sia in altre città, ma anche all’estero è stata vincente nella maggior parte dei casi».
Alessandro Condurro, ad de l’Antica Pizzzeria da Michele in the World, si dice «aperto a tutte le novità. Siamo ben felici che un gruppo così importante venga a Napoli a creare impresaù. Personalmente - aggiunge - ci andrò per provare il prodotto e per vivere l’esperienza. La pizza è un piatto democratico».
Un altro pizzaiolo storico di Napoli, Errico Porzio, torna sul concetto che il locale di Briatore non può essere definito una vera e propria pizzeria.
C’è un’anima palmese, quella dell’imprenditore e avvocato Raffaele Iervolino, nell’approdo di “Crazy Pizza” a Napoli. Il rinomato brand di Flavio Briatore aprirà nella città di Partenope grazie all’instancabile quanto produttivo lavoro di Raffaele Iervolino e Lucio Giordano (patron di Re Santi e Leoni), che hanno ottenuto la concessione per lanciare il prestigioso marchio “Crazy Pizza” sul nostro territorio e sono riusciti ad accaparrarsi una location di prestigio.
L’apertura del locale è prevista per l’inizio della prossima estate: sul lungomare di Napoli, “Crazy Pizza” punta a diventare ben presto un punto di riferimento per quanti hanno curiosità e interesse nell’assaggiare la pizza di Briatore, che ha già aperto diversi punti di ristoro in Italia, tra cui Roma, Milano, Catania, Porto Cervo ed altri ancora, e in Europa a Montecarlo e a Londra.
Non è ancora stata ufficializzata con precisione la location, ma le indiscrezioni parlano della zona adiacente piazza Vittoria, dove il locale di Iervolino e Giordano - sotto la benedizione del patron Briatore - andrà a confrontarsi con altre “firme” illustri e storiche della verace pizza “Made in Naples”, vale a dire quelle di Gino Sorbillo, Francesco Salvo, Vincenzo Capuano ed Errico Porzio.
E c’è già chi pregusta una sfida nella sfida, a base di ingredienti, che sicuramente vedranno le diverse correnti di pensiero sfidarsi partendo dall’impasto della pizza, fino ad arrivare a ciò che - sulla pizza - ne contraddistingue il sapore e la particolarità.
L’avvento di “Crazy Pizza” crea curiosità, interesse, attenzione verso un prodotto che, certamente, sul fronte del listino prezzi, fa discutere. Ma il clamore che lo stesso Flavio Briatore ha generato con il suo annuncio “social”, proiettandosi alla conquista di Napoli, creerà senza ombra di dubbio un interessante sviluppo dell’indotto turistico in città e nell’intera area partenopea, all’ombra del Vesuvio.
Le Polemiche sui Prezzi e la Qualità
Non mancano però le provocazioni dell’imprenditore piemontese con la pizza napoletana. La pizza napoletana? Sembra “un chewing gum”. E’ il giudizio che Flavio Briatore, nelle dichiarazioni trasmesse da La Zanzara, esprime a pochi giorni dall’apertura del suo locale Crazy Pizza a Napoli.
Da mesi è noto che una pizza margherita costerà 17 euro. “Briatore durante l’intervista - spiega il conduttore Giuseppe Cruciani - ha rivendicato la qualità e la peculiarità del proprio prodotto. Il manager ha detto che la pizza non è solo per i napoletani, non l’hanno inventata i napoletani, non è solo per loro. La pizza è un patrimonio Unesco per tutti. Non è che se non è napoletana non è pizza. In Italia non abbiamo neanche valorizzato la pizza, non c’è un brand al di fuori di Crazy Pizza. E’ tutta gente che ha una pizzeria, due pizzerie, tre pizzerie. Noi le nostre le stiamo esportando fuori dall’Italia. C’è la pizza alta 2 centimetri come quella napoletana, con quel cordone attorno, e quella sottile come la nostra. Quella alta non mi piace, sembra di avere un chewing gum”.
In studio a La Zanzara era presente anche lo chef Guido Mori per niente d’accordo con le affermazioni di Briatore che ha replicato a quanto detto dal proprietario di Crazy Pizza. “Non si chiama cordone ma cornicione, Briatore non sa una differenza tra una pizza e l’altra. Oltretutto è pieno di marchi di pizzerie napoletane all’estero.
| Città | Prezzo Margherita | Prezzo Pata Negra |
|---|---|---|
| Roma | 14 € | 60 € |
| Napoli (previsto) | 17 € | 65 € |
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