Tra i metodi di cottura che si sono diffusi nell’era moderna c’è sicuramente il microonde. Grazie alla sua praticità d’uso ed i tempi rapidi è sempre più diffuso nelle cucine domestiche ed in quelle professionali. Esso, viene utilizzato per riscaldare o scongelare ma anche per cuocere gli alimenti.
Tuttavia, se da un lato c’è chi fa uso di tale elettrodomestico senza porsi troppe domande, dall’altro c’è chi lo ripudia temendo che faccia male alla salute. Ne riprendo i contenuti qui nel mio blog perché trovo estremamente utile che ognuno di noi si faccia la propria opinione sui pro e contro degli strumenti che si utilizzano, in modo da decidere con serenità se farne uso oppure no.
Come Funziona il Forno a Microonde?
I forni a microonde sono elettrodomestici che scaldano il cibo sfruttando l’interazione delle particelle di acqua e grasso degli alimenti, con i campi elettromagnetici generati dall’apparecchio. Il principio è l’utilizzo di radiazioni, ovvero onde elettromagnetiche, che hanno una lunghezza molto piccola, micro appunto! Le radiazioni agiscono su determinate molecole presenti nel cibo.
In particolare, il forno a microonde produce delle radiazioni a radiofrequenza e bassa energia che vengono assorbite dalle molecole di acqua e grasso degli alimenti. Il campo elettrico che si crea fa sì che ci sia una continua oscillazione di queste molecole che, sbattendo l’una contro l’altra, disperdano energia sotto forma di calore. Grazie all’energia ricevuta, le particelle dei cibi iniziano a vibrare.
L’impatto di queste onde non è uguale su tutte le molecole del nostro cibo: per questo motivo ci troviamo cibi che si scaldano prima e altri a cui occorre un po’ più di tempo per raggiungere la temperatura, altri ancora, ad esempio i grassi, che possono raggiungere velocemente temperature tali da bruciarsi facilmente.
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A differenza del forno tradizionale, i cibi si scaldano e/o cuociono in modo più rapido perché le microonde penetrano facilmente fino a 2 cm e mezzo di profondità, a differenza del calore prodotto dal forno tradizionale che viene assorbito principalmente dalla superficie. Un mito da sfatate quindi è quello secondo il quale si crede che il cibo venga cotto dall’interno…invece no…è solo più rapida la trasmissione del calore.
Il Microonde è Pericoloso per la Salute?
Nel corso degli anni è stato spesso oggetto di sospetti, tanto che qualcuno è arrivato a supporre che potesse favorire lo sviluppo di tumori. In realtà, sono numerosi gli studi scientifici che lo “assolvono con formula piena”.
Non vi è alcuna dimostrazione che l’uso del forno a microonde aumenti il rischio di cancro. Infatti le microonde sono dotate di una bassa quantità di energia e quindi non sono in grado di modificare la struttura subatomica della materia ed indurre alterazioni del DNA che possono aumentare il rischio di cancro. Per intenderci, mentre le radiazioni ad alta energia sono “ionizzanti” e cioè possono indurre modifiche nel DNA che possono aumentare il rischio di cancro, le microonde non sono ionizzanti e quindi non cancerogene.
D’altro canto, poichè le microonde non sono ionizzanti, il cibo cotto al microonde non è radioattivo e quindi non influisce sul rischio di ammalarsi. Le microonde generate dai forni cessano di esistere una volta che l'alimentazione elettrica viene scollegata. Non rimangono nel cibo e non lo rendono radioattivo.
Ricerche dimostrano che le microonde generate perdono energia molto rapidamente. Già a 50 cm di distanza dal punto in cui si crea l’onda, l’energia è meno di 1/100. Inoltre i microonde sono in genere ben schermati e le onde non vengono disperse all’esterno.
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Faccio un paragone molto semplice: stare a guardare la cottura di una pietanza dentro al microonde a distanza di 50 cm fa assorbire la stessa quantità di onde prodotte da un cellulare in uso. Tuttavia non credo che nessuno di noi abbia tutto questo tempo a disposizione per piazzarsi davanti al fornetto e aspettare che il cibo sia cotto…
Vantaggi della Cottura al Microonde
Al nostro cibo cosa succede quando viene cotto o scaldato al microonde? Partiamo dal presupposto che ogni tipo di cottura comporta la perdita di nutrienti e tanto è più alta la temperatura e tanto più lungo è il tempo di cottura più se ne perdono. Anche la presenza di acqua aiuta a disperdere le vitamine e i sali, ma la cottura al microonde è veloce e l’ acqua non è necessaria, o lo è in minima parte, quindi la perdita di questi nutrienti è inferiore rispetto ad altre modalità di cottura.
Infatti, rispetto alla cottura tradizionale, sembra preservare maggiormente le proprietà nutrizionali degli alimenti (come ad esempio le vitamine) proprio grazie alla sua rapidità. Inoltre, la cottura in questo apparecchio preserva in modo significativo le proprietà nutrizionali degli alimenti, molto più di altri metodi tradizionali di cottura.
Altri studi hanno analizzato gli effetti sulle proteine contenute nel cibo e hanno dimostrato che gli effetti sono analoghi a quelli che si hanno con altre cotture. L’uso del microonde è un buon metodo per tenere basse le temperature di cottura e limitare la perdita di nutrienti e preziosi fitocomposti.
Proprio la velocità con cui permette di cuocere pranzi e cene fa apprezzare molto il microonde agli sportivi, che spesso faticano a ritagliarsi degli spazi nell’arco della giornata per organizzare al meglio i pasti e seguire una dieta bilanciata.
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“Qualunque trattamento culinario, dalla mera spremitura di un’arancia fino ai metodi di cottura più complessi, può influire sul contenuto nutrizionale degli alimenti. Tuttavia, i nutrienti persi con la cottura al microonde sono generalmente meno rispetto a quelli che si disperdono con l’uso di un forno tradizionale, in parte grazie alla rapidità con cui il microonde riesce a cuocere il cibo. Inoltre, il processo di arrostimento ad alte temperature con il forno tradizionale può portare alla formazione di composti potenzialmente dannosi. In generale, è buona prassi cuocere il cibo in modo che sia dorato e non bruciato e moderare il consumo di alimenti ad alto contenuto di questi composti, come parte di una dieta equilibrata e varia, alternando i metodi di cottura per minimizzare, così, eventuali rischi per la salute” consiglia la professoressa Cena.
Rischi e Precauzioni nell'Uso del Microonde
Il microonde è meno efficace della cottura classica nell’eliminare eventuali batteri o tossine che possono essere presenti nel cibo mal conservato. Perciò il maggior rischio per la salute è legato non alla cancerogenicità ma all’eventuale cattiva conservazione dei cibi e al conseguente riscaldamento con questo sistema. O, per lo stesso problema, a una non ottimale pulizia del forno a microonde stesso.
Un possibile pericolo per la salute legato all’uso del forno a microonde è quello relativo alle infezioni e intossicazioni alimentari causate da batteri e tossine che possono essere presenti nel cibo. Il rischio di tali eventi è maggiore con il forno a microonde rispetto a quello che si ha con i metodi di cottura più classici, poiché la temperatura alla quale viene portato il cibo con il microonde è più bassa. Il rischio riguarda soprattutto gli alimenti non propriamente freschi, ma conservati per alcuni giorni.
Quando si utilizza il forno a microonde sarebbe un bene, inoltre, seguire alcune semplici pratiche, come consigliato sul sito dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, tra cui conoscere la potenza del proprio forno a microonde in modo da aggiustare i tempi di cottura, ma anche accertarsi, mediante l’uso di un termometro alimentare, che quando si riscalda un alimento la sua temperatura raggiunga almeno i 165 °F, ovvero circa 74 °C.
Infine, gli alimenti riscaldati nel forno a microonde spesso lasciano residui di schizzi. Se questi non vengono rimossi con una pulizia regolare e frequente, dato che un forno a microonde non si autopulisce come uno tradizionale con alte temperature, si ha un ulteriore fattore di rischio per infezioni e intossicazioni.
Ricordate che per la cottura a microonde occorre usare particolari contenitori. Sono preferibili per la cottura recipienti in vetro, porcellana e terracotta. Non sono adatte, invece, teglie e vaschette in metallo o leghe, in legno, o in cristallo (contengono piombo). La plastica rientra tra i materiali adatti al microonde, ma deve trattarsi di plastica specifica che non contiene PVC (cloruro di polivinile), altrimenti correrebbe il rischio, non solo di deformarsi ma anche di fondersi, causando una possibile contaminazione del cibo da parte di prodotti chimici nocivi.
Ulteriori Precauzioni
- Innanzitutto è necessario che il forno operi sempre con lo sportello ben chiuso. La fuoriuscita di radiazioni elettromagnetiche può presentarsi, se lo sportello é difettoso.
- Se trattati al microonde in contenitori muniti di una superficie regolare, liquidi omogenei possono subire un vero e proprio “surriscaldamento”.
- Gli alimenti che simulano dei “contenitori chiusi”, come ad esempio le uova intere (guscio sigillato), se scaldati al microonde, possono esplodere a causa dell'incremento pressorio interno del vapore.
- I prodotti riscaldati troppo a lungo possono anche prendere fuoco.
- Qualsiasi metallo o un oggetto conduttivo inserito nel forno a microonde agisce come “antenna” e produce corrente elettrica.
- Un altro pericolo è la risonanza dello stesso tubo magnetron. Se il forno a microonde viene avviato senza un oggetto che assorba le radiazioni al suo interno, si forma un'onda stazionaria.
Consigli Finali
Quindi alla fine cosa faccio ? Lo uso o non lo uso il microonde? Il microonde è uno strumento che produce radiazioni, ma non è né più né meno pericoloso di un cellulare: gli effetti che ha sul cibo dal punto di vista nutrizionale sono gli stessi che si hanno con altre cotture. Io personalmente lo uso moltissimo: lo trovo un valido alleato sia semplicemente per scaldare o per sciogliere ingredienti ma anche per effettuare delle vere e proprie cotture.
In sintesi, i forni a microonde scaldano e cuociono il cibo grazie all’azione di radiazioni a radiofrequenza, dotate di basse quantità di energia. Solo le radiazioni ad alta energia hanno potere ionizzante, cioè sono in grado di modificare la struttura subatomica della materia e quindi di indurre alterazioni del DNA che possono aumentare il rischio di cancro. Il cibo scaldato al microonde non è radioattivo, proprio perché non è sottoposto a radiazioni ionizzanti. Dal punto di vista nutrizionale, in molti casi è meglio cuocere gli alimenti col microonde che con i metodi classici.
Il forno a microonde converte solo una parte della sua alimentazione elettrica in energia a microonde. Consuma mediamente 1100 W di elettricità per la produzione di 700 W di potenza a microonde, ovvero un rendimento del 64%; i rimanenti 400 W rimangono dissipati sotto forma di calore, soprattutto nel tubo magnetron.
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