Dose Letale di Cioccolato per Gatti: Cosa Sapere

Tra le molte cose che condividiamo con i nostri animali domestici, dal divano alle passeggiate, quella cui è bene prestare attenzione è l’alimentazione. Cani e gatti di casa possono essere abilissimi a farsi passare un bocconcino proibito, chi con miagolii strazianti chi con uno sguardo che non può che essere definito implorante. Tra questi, il più noto è sicuramente il cioccolato. Anche se è un alimento che apprezziamo molto, il cioccolato è velenoso per il gatto e non deve assolutamente mangiarne.

Nell’ambiente domestico capita spesso che i gatti entrino in contatto con sostanze per loro pericolose: una di queste è il cioccolato. Tale alimento è infatti molto tossico per i gatti, così come per i cani, al punto che l’ingestione di una quantità anche minima di cioccolato potrebbe costar loro la vita. Se un gatto mangiasse del cioccolato, andrebbe incontro ad avvelenamento legato agli alcaloidi presenti nel cioccolato, con conseguenze sul sistema nervoso centrale e sul cuore.

Perché il Cioccolato è Pericoloso per i Gatti?

Il cioccolato è tossico per cani e gatti per via di due sostanze presenti all’interno del cacao: la caffeina, presente in piccola quantità, e la teobromina, un alcaloide dall’azione stimolante sul sistema nervoso centrale, dalla leggerissima azione vasodilatatrice. Nel cacao, di cui il cioccolato è composto, si trovano infatti la teobromina e la caffeina, due molecole ad azione similare.

Il cacao, così come le foglie di tè e i semi di caffè, contiene degli alcaloidi naturali della famiglia delle metilxantine, in particolare caffeina, teofillina e teobromina. Quest’ultima è la più abbondante nel cioccolato, sebbene si possano trovare anche piccole dosi di caffeina, che contribuiscono allo sviluppo dei sintomi clinici. In particolare, gli enzimi responsabili dello smaltimento delle metilxantine, che appartengono alla famiglia dei citocromi P450 e sono coinvolti nel metabolismo di molte diverse sostanze, risultano meno attivi in cani e gatti.

«Cani e gatti non riescono a smaltire le metilxantine con la stessa efficienza dell’uomo; queste sostanze restano dunque nell’organismo, causando un’intossicazione con vari sintomi. Oltre all’elevata tossicità di questa sostanza, ciò che va specificato è la sua letalità: è bene infatti sottolineare che non si tratta di un composto che determina una comune intossicazione alimentare, ma di una sostanza che, se ingerita in determinate quantità, può causare la morte del gatto.

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Dose Letale di Teobromina

La teobromina è una sostanza che si trova nel cacao, e quindi sarà maggiormente presente all’interno del cioccolato fondente, che contiene una percentuale di cacao più elevata rispetto a quello al latte. Considerando che, per un cane o un gatto di peso medio stimato attorno ai 10 kg, l’ingestione di due barrette di cioccolato fondente provocano già i sintomi tipici dell’intossicazione da teobromina. La dose letale[1] è di 330 mg di teobromina per kg di peso. La dose letale per i gatti è di circa 80-200 mg per chilo di peso corporeo, ma i sintomi di avvelenamento si manifestano già a dosi molto più basse.

Secondo quanto riportato dal Merck Veterinary Manual, la dose letale di teobromina e caffeina per un cane è tra i 100 e i 200 mg per chilo di peso; tuttavia, può non essere semplice stabilire il contenuto di teobromina per una tavoletta di cioccolato, perché varia a seconda delle percentuali e del tipo di cacao contenuto, nonché dalla lavorazione.

Ovviamente la dose più sicura di cioccolato per il vostro gatto è zero! Detto questo, dobbiamo però chiarire che le molecole tossiche si trovano in realtà nel cacao. Per questo, in generale, è molto più tossico il cioccolato fondente. In generale viene considerata tossica per un gatto dal peso di 5kg una dose di appena 20 grammi di cioccolato fondente e gravemente tossica una dose di 50 grammi. Una barretta di 100 grammi di cioccolato fondente può facilmente esitare nella morta del gatto, anche se in terapia.

Con il cioccolato al latte, la dose tossica per un gatto di 5kg è più alta: 20 grammi sono in generale considerati inoffensivi, mentre con 50 grammi di cioccolato al latte è necessario correre in clinica. La dose di 100 grammi in questo caso è gravemente tossica, mentre per rischiare la morte pur se in terapia saliamo fino a 230 grammi di cioccolato al latte. Nel caso del cioccolato bianco, persino un kilogrammo di questo tipo può non essere tossico per il sistema cardiocircolatorio.

Quello bianco è una varietà di cioccolato molto particolare, costituita da burro di cacao e non dal cacao in polvere: per questo esso sarà del tutto privo di teobromina e assolutamente innocuo per il gatto.

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Tabella delle Dosi Tossiche di Cioccolato per un Gatto di 5kg

Tipo di Cioccolato Dose Tossica Dose Gravemente Tossica Rischio di Morte (anche in terapia)
Cioccolato Fondente 20 grammi 50 grammi 100 grammi
Cioccolato al Latte 50 grammi (necessario andare in clinica) 100 grammi 230 grammi
Cioccolato Bianco Nessun rischio fino a 1 kg Nessun rischio fino a 1 kg Nessun rischio fino a 1 kg

Sintomi dell'Avvelenamento da Cioccolato nei Gatti

Una volta che il cioccolato è stato mangiato, la teobromina e la caffeina vengono rapidamente assorbite a livello di intestino e si distribuiscono nell’organismo. Come accennavamo sopra, la teobromina è una molecola simile alla caffeina, ovvero ha azione eccitante sul sistema nervoso e sul cuore. «I primi sintomi possono insorgere già a due-tre ore dall’ingestione (più comunemente tra le sei e le 11), quando è avvenuto lo svuotamento gastrico e la teobromina comincia a essere assorbita a livello intestinale, ma ogni caso presenta differenze a seconda della taglia dell’animale, della quantità e del tipo di cioccolato ingerito.

I possibili sintomi da intossicazione da teobromina sono principalmente a carico dell’apparato gastroenterico e del sistema nervoso centrale. In particolare abbiamo manifestazioni gastriche come vomito e diarrea, e manifestazioni comportamentali come iperattività, e irrequietezza. La sintomatologia trova riscontro sia nei cani che nei gatti, ma va sottolineato che nei felini la degradazione e il metabolismo della teobromina sono ancora più lenti rispetto che nei cani: per questo nei gatti si avranno gli effetti peggiori.

Per questo, a seguito della ingestione di cioccolato, potreste notare i seguenti sintomi iniziali nel vostro gatto:

  • Aumento della sete (polidipsia)
  • Vomito
  • Diarrea
  • Distensione addominale
  • Irrequietezza

Se non si interviene a questo punto, i sintomi possono evolvere in modo drammatico:

  • Atassia (ovvero incoordinazione nel movimento)
  • Rigidità e tremori
  • Vere e proprie crisi convulsive
  • Tachicardia (battito rapidissimo del cuore)
  • Aumento della temperatura corporea (ipertermia)

L’esito dell'intossicazione da cioccolato non trattata può essere il coma e la morte.

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Cosa Fare se il Gatto Mangia Cioccolato

Prima di tutto, a prescindere dalla dose e dal tipo, se il gatto ha mangiato del cioccolato contattate immediatamente il vostro medico veterinario curante o una clinica pronto soccorso in caso di irreperibilità. Ogni caso deve essere infatti valutato in modo singolo.

«In clinica, il fattore tempo può fare la differenza per la salute dell’animale», spiega ancora Cardente. «Se il cane arriva a poco distanza di tempo dall’ingestione, il veterinario ha la possibilità di indurre subito il vomito per eliminare la molecola tossica; superate le due-tre ore dall’ingestione bisognerà invece fare un profilo ematochimico, valutare la presenza di alterazioni epatiche e monitorare il ritmo cardiaco per stabilire il trattamento sintomatico e di supporto.

Se l'ingestione di cioccolato è avvenuta da poco tempo (mezz’ora o un’ora al massimo), probabilmente il vostro medico veterinario potrebbe suggerirvi di indurre il vomito con dell’acqua ossigenata (no sale, mi raccomando!). Anche a seguito dell’induzione del vomito comunque, è fondamentale portare il vostro gatto in visita, dato che potrebbe non espellere del tutto il tossico.

Una volta arrivati in clinica, se siete ancora in un lasso di tempo abbastanza breve, è possibile che i colleghi vi consiglino alcune terapie come la lavanda gastrica, volta appunto a espellere del tutto il cioccolato dall’organismo del vostro gatto. Una volta passato questo lasso di tempo di poche ore dopo l’ingestione, infatti, le uniche terapie utili e necessarie saranno quelle di supporto.

Oltre a fornire infatti del carbone attivo, l’unica cosa da fare è eseguire fluidoterapia per aiutare il vostro gatto a smaltire il tossico e, al contempo, somministrare eventuali altri farmaci utili per aiutare il suo organismo come, ad esempio, farmaci contro il vomito. Inoltre, verrà eseguito un monitoraggio dell’attività cardiaca e degli elettroliti ematici fino a che il vostro gatto non sarà fuori pericolo, ovvero 3-4 giorni dopo l’ingestione.

Non esiste un antidoto alla teobromina. Le prime 1-3 ore dopo l'assunzione si può tentare di indurre il vomito iniettando sostanze emetiche. In caso di crampi, si possono somministrare rilassanti e anticonvulsivi, e se il cuore mostra tachicardia o aritmia possono essere necessari farmaci specifici. Se il gatto sopravvive alla fase acuta dell'avvelenamento, di solito si riprende completamente... e avremo imparato a tenerlo lontano dalla cioccolata!

Come Prevenire l'Ingestione di Cioccolato

Prevenire è meglio che curare, sempre, ma in questo caso forse anche di più! È fondamentale infatti evitare che il vostro gatto mangi cioccolato, del tutto e sempre. Prima di tutto, consiglio banale e spero inutile: non offritene al vostro gatto. Ricordate che al di là della dose tossica legata agli alcaloidi del cioccolato, il vostro gatto non ha necessità di mangiare dolci e anzi, questi possono fare grandi danni al suo organismo.

Il passaggio successivo poi per fare in modo che il vostro gatto sia al sicuro è conservare bene il cioccolato. Ricordate infatti che, se un gatto ne fosse attratto, non ci sta altezza che tenga (metterlo su una mensola non va bene quindi), né carta che possa evitare che arrivi a sgranocchiarlo. Cercate quindi di tenere sempre il cioccolato in pensili chiusi o contenitori ermetici, in modo che il vostro gatto non possa accedervi.

Eseguire controlli medici periodici, soprattutto in gatti di età avanzata inoltre, può essere un altro valido metodo di prevenzione dell’assunzione di cioccolato. Il cioccolato, infatti, non è in generale il cibo più appetibile per il gatto. Potrebbe quindi cercarlo in caso soffra di ipertiroidismo (malattia che aumenta moltissimo l’appetito) oppure enteropatico cronico (malattia che può dare necessità di ingerire materiale non alimentare, ovvero pica).

Se si è preoccupati che il proprio gatto possa accidentalmente ingerire del cioccolato, è bene scegliere dei premietti o dei croccantini che abbiano un colore che non ricordi quello del cioccolato: molti prodotti alimentari per gatti sono infatti di colore marrone, e i felini potrebbero confondere un cioccolatino o un quadratino di fondente lasciato in giro per casa, come uno dei loro premi succulenti.

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