La colazione rappresenta uno dei pasti fondamentali della giornata, contribuendo a fornire l’energia necessaria per affrontare le attività quotidiane. Tra le opzioni più amate vi è senza dubbio la combinazione di fette biscottate con Nutella, un classico che conquista grandi e piccini. Tuttavia, è importante considerare l’aspetto nutrizionale di ciò che consumiamo, soprattutto in termini calorici.
L’analisi calorica è un processo che permette di determinare il contenuto energetico degli alimenti, esprimendo il risultato in calorie. Questo valore è fondamentale per chi segue diete specifiche o semplicemente desidera mantenere un’alimentazione equilibrata. Le calorie sono l’unità di misura dell’energia che il corpo umano ricava dagli alimenti attraverso i processi metabolici.
Fette Biscottate: Carboidrati e Calorie
Le fette biscottate sono prodotti da forno caratterizzati da un basso contenuto di umidità, risultato di una cottura che ne prolunga la conservazione. Dal punto di vista nutrizionale, sono principalmente fonte di carboidrati complessi, con una modesta presenza di proteine e un basso tenore di grassi. Una singola fetta biscottata standard può contenere circa 30-40 calorie, a seconda della marca e della composizione specifica.
Nutella: Zuccheri e Grassi
La Nutella, famosa crema spalmabile a base di nocciole e cacao, è ampiamente apprezzata per il suo sapore dolce e ricco. Dal punto di vista nutrizionale, è ricca di zuccheri e grassi, componenti che ne elevano significativamente il contenuto calorico. Una porzione standard di 15 grammi di Nutella apporta circa 80 calorie, oltre a fornire una modesta quantità di proteine e una minima parte di fibre alimentari.
La nutella® è un alimento dolce prodotto dall'azienda Ferrero. Si tratta di una crema spalmabile a base lipidica, aromatizzata con nocciola e cacao. La nutella® nacque come evoluzione del Giandujot - un panetto solido e dolce a base di pasta di nocciole delle langhe, cacao e zucchero - creato nel 1946 da Pietro Ferrero (pasticcere piemontese). Dopo soli due anni, il Giandujot cambiò sia nome, sia consistenza (più spalmabile), acquisendo il titolo di SuperCrema. Nel 1964, Michele Ferrero (figlio del noto pasticcere) perfezionò ulteriormente la ricetta e attribuì alla SuperCrema il nome di nutella®, sostantivo ricavato dall'unione del termine inglese "nut" (nocciola) al suffisso "ella" (per conferire un senso di maggior cremosità al prodotto).
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Tra gli ingredienti della nutella® possiamo notare la presenza di olio di palma. Sebbene l'azienda non dichiari in etichetta le percentuali esatte di olio di palma, dall'analisi nutrizionale dell'alimento è possibile effettuare una stima approssimativa. Leggendo la dicitura "Senza conservanti e coloranti", il consumatore potrebbe sentirsi in qualche modo "tutelato" dalla qualità compositiva della nutella® .
Valori Nutrizionali della Nutella (per 100g)
| Valore Nutrizionale | Per 100g | Per Porzione (15g) | %GDA* |
|---|---|---|---|
| Valore energetico kcal | 544 | 81 | 4 |
| Valore energetico kj | 2273 | 339 | 4 |
| Proteine (g) | 6 | 0.9 | 2 |
| Carboidrati (g) | 57.3 | 8.6 | 3 |
| Zuccheri (g) | 56.7 | 8.5 | 9 |
| Grassi (g) | 31.6 | 4.7 | 7 |
| Grassi saturi (g) | 10.9 | 1.6 | 8 |
| Fibre alimentari (g) | 3.4 | 0.5 | 2 |
| Sodio (g) | 0.045 | 0.007 | 0 |
*GDA = è la quantità giornaliera per un adulto. Si basa su di una dieta che prevede un apporto medio giornaliero di 2000kcal. Il fabbisogno nutrizionale di un individuo può essere maggiore o minore, a seconda di: sesso, età, attività fisica ed altri fattori.
Calcolo delle Calorie Totali
Per calcolare le calorie totali di una fetta biscottata con Nutella, è necessario sommare le calorie fornite da ciascun componente. Assumendo di spalmare circa 15 grammi di Nutella su una fetta biscottata, il totale calorico si aggira intorno alle 110-120 calorie per porzione. Questo calcolo può variare leggermente a seconda delle specifiche nutrizionali dei prodotti utilizzati.
Confronto con Altre Opzioni Colazionali
Confrontando la fetta biscottata con Nutella con altre opzioni colazionali, emerge che il suo contenuto calorico è moderato. Ad esempio, un croissant al burro può contenere fino a 400 calorie, mentre un bowl di cereali con latte parzialmente scremato si aggira intorno alle 200-250 calorie.
Anzi tutto, le GDA* si riferiscono ad una dieta da 2.000kcal, ovvero l'apporto di un adulto sano ed in perfetta salute. Costui (in base al fabbisogno) non pratica attività motoria e, dal punto di vista antropometrico, non sembra essere "un gigante". A tal proposito, si può notare che, effettivamente, la porzione raccomandabile (15g, ovvero un bel cucchiaio pieno - ciò che serve per ricoprire "generosamente" non più di un paio di fette biscottate) rappresenta solo il 4% dell'energia necessaria giornaliera.
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Una prima osservazione andrebbe fatta sulla praticabilità della porzione media; 15g sono davvero pochi e due fette biscottate (con un bicchiere di latte) non sono sempre sufficienti a sedare l'appetito di una prima colazione (che segue un digiuno notturno di circa 12 ore), né tantomeno gli attacchi di golosità o sconforto che spesso spingono all'assunzione del prodotto. Inoltre, per i "veri clienti" della nutella®, ovvero i bambini e i giovani adolescenti (magari sedentari), che presentano fabbisogni energetici ancora più bassi, di quanto dovrebbe essere la porzione raccomandabile?
Carboidrati Semplici e Grassi Saturi: Un'Analisi Approfondita
I carboidrati della nutella® sono prevalentemente semplici (disaccaridi), tipo saccarosio e con poco lattosio. Questi, in base alla GDA* dei 15g raccomandati, occupano solo il 9% degli zuccheri semplici totali nella dieta. A questo punto, il calcolo percentuale dei glucidi semplici contenuti in un'unica porzione di nutella® rispetto al fabbisogno consigliato per una dieta da 2.000kcal, offre un intervallo compreso tra il 14-17% nell'adulto ed il 10,5-11% nel bambino. Aldilà dell'aspetto puramente quantitativo, ricordiamo che l'apporto di monosaccaridi e disaccaridi nella dieta DEVE interessare prevalentemente il fruttosio contenuto nella frutta e negli ortaggi, ed il lattosio del latte e dei latticini; per questo, utilizzando frequentemente la nutella® in dosi generose è verosimile pensare che si possa compromettere l'equilibrio nutrizionale della dieta per eccesso di zuccheri semplici.
Ancora una volta dovremmo chiederci che tipo di impatto dietetico potrebbe avere il consumo quotidiano di 15g di nutella sulla dieta di bambini o giovani adolescenti sedentari che, mediamente, hanno un apporto energetico inferiore alle 2.000kcal.
Il discorso è analogo per quel che riguarda i grassi contenuti nella nutella®. L'analisi chimica dei lipidi dovrebbe essere molto più articolata di quanto segue ma, in assenza di dati più precisi, ci limiteremo a commentare solo la frazione satura (quella NON salutare) degli acidi grassi totali. Precisiamo fin da ora che i grassi contenuti nella nutella® sono eccessivi ed anche l'utilizzo esclusivo della porzione raccomandata non facilita il mantenimento di una dieta sana ed equilibrata.
Detto questo, in base alla tabella, la quantità di lipidi saturi contenuti nei 15g di porzione (1.6g) è stimata all'8% delle GDA*. Secondo quanto citato nei "Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana", gli acidi grassi saturi non dovrebbero superare il 10% dell'energia complessiva, opportunamente contestualizzati nel 25-30% dei lipidi TOTALI. Ciò significa che, in una dieta da 2.000kcal, i grassi energetici totali dovrebbero essere compresi tra i 55.6 e i 66.7g/die, mentre quelli saturi NON dovrebbero superare i 22.2g/die.
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I conti questa volta tornano rispetto alle GDA dell'etichetta, ma non è tutto qui! E' ben noto che i lipidi saturi rappresentano una componente tipica degli alimenti di origine animale; ciò significa che, in linea teorica, il loro apporto nella dieta dovrebbe essere regolato dall'assunzione di latte e derivati, carne, uova e pesce. Secondo la logica della dietetica, questi ultimi alimenti sono indispensabili al raggiungimento delle quote di: ferro, calcio, fosforo, vitamine idrosolubili del gruppo B e liposolubili (A e D), nonché delle proteine ad alto valore biologico. E' quindi logico pensare che NON sia corretto "aggiustare" l'apporto totale dei lipidi saturi riducendo le porzioni di questi alimenti per favorire l'assunzione di nutella®. Ciò è tanto vero per l'adulto, quanto (e ancor di più) in riferimento ai bambini ed ai giovani adolescenti.
D'altro canto, ignorare l'apporto dei grassi saturi o anche solo di quelli totali nella dieta potrebbe avere conseguenze di: ipercolesterolemia ed incremento ponderale della massa grassa.
Nutella® e la Concorrenza
Nutella® è di certo un "mito" italiano; al suo consumo è attribuito un vero e proprio fenomeno sociale. Ciò non toglie che la "perla" di casa Ferrero stenti a reggere il confronto con altre creme spalmabili di concorrenza. Come abbiamo citato nei paragrafi precedenti, nella nutella® compare una voce piuttosto vaga: olio vegetale. Essendo il burro di cacao un grasso piuttosto pregiato (e costoso), utilizzarlo nella formulazione di una crema spalmabile avrebbe come logica conseguenza la relativa citazione in etichetta; ma così non è per la nutella®. A dirla tutta, non è che dal punto di vista chimico (e metabolico) l'uno e l'altro ingrediente si differenzino in maniera sostanziale; anzi, alcuni oli vegetali possiedono un rapporto di acidi grassi migliore di quello del burro di cacao stesso. L'unico problema risiede nel fatto che non si è in grado di stabilire la reale salubrità della nutella poiché non se ne conosce il quantitativo di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, e soprattutto l'eventuale metodo di raffinazione/lavorazione applicato alla materia prima oleosa. Anche la quantità di zucchero aggiunto rappresenta un elemento discriminante. Ricordiamo che un'eccessiva percezione del dolce negli alimenti tende a "mascherare" altri sentori potenzialmente carenti o poco gradevoli. La nutella® è tra le creme spalmabili che più ne contiene (>50% del peso complessivo) ed un motivo c'è di sicuro.
Ovviamente, nella comparazione delle creme spalmabili escludiamo volutamente la variabile del “prezzo” (non pertinente all'obbiettivo della lettura); di questi tempi, si sa, meglio "stringere la cinta" e, a suo vantaggio, la nutella® non rappresenta il prodotto più costoso in commercio, tutt'altro! Come dire, Ferrero la sa lunga! Con un prodotto che si adattava perfettamente alla domanda commerciale degli anni '60 continua a prevalere sul mercato. Utilizzando materie prime tendenzialmente meno pregiate rispetto ai nuovi prodotti concorrenti più rinomati (e costosi), l'azienda leader ha saputo investire sul consolidamento del marchio penetrando nelle abitudini degli italiani al punto da non avere più bisogno di reggere il confronto con le aziende rivali.
Fette Biscottate Dolci: Un'Alternativa?
Le fette biscottate dolci sono cibi fondamentalmente industriali, anche se possono essere preparate a livello casalingo. Dal punto di vista nutrizionale, appartengono al III gruppo fondamentale degli alimenti - ricchi di amido, fibre, alcune vitamine e minerali. Rispetto al pane comune, sono prive di mollica ed hanno una consistenza del tutto croccante; la crosta è solo leggermente più scura e compatta.
Le fette biscottare dolci vengono utilizzate, come le dolci e le integrali, soprattutto come sostituto o analogo del pane; ciò nonostante, rispetto alle altre, hanno maggior attitudine ad accompagnare i cibi dolci. In Italia, l'impiego principale è a colazione o negli spuntini secondari - collocati tra i pasti principali, quindi a metà mattina e/o a metà pomeriggio.
Le fette biscottate dolci sono alimenti ad alta densità energetica; tale caratteristica è determinata dall'elevata concentrazione di carboidrati, dalla bassissima umidità e dalla presenza di lipidi necessari all'impasto ed alla doratura. Le fette biscottate dolci contengono una quantità medio-bassa di proteine e una concentrazione significativa di fibre alimentari. I glucidi sono prevalentemente complessi - amido - ma la frazione dei semplici è comunque elevata - maltosio, glucosio, saccarosio.
I polimeri amidacei e le proteine delle fette biscottate dolci, subendo una doppia cottura, vanno incontro a idrolisi termica - aumentando la percentuale delle malto-destrine e del maltosio - e denaturazione. Rispetto al pane, questo aspetto favorisce la diminuzione dei tempi digestivi; tale caratteristica determina una maggior velocità di assorbimento e la conseguente impennata dell'indice glicemico-insulinico. Le fette biscottate dolci hanno un contenuto di fibre moderato - mentre è elevato in quelle integrali - e sono prive di colesterolo. Contengono glutine e possono avere piccole concentrazioni di lattosio. Il livello di istamina è trascurabile.
In merito al profilo minerale, le fette biscottate dolci contengono un discreto livello di ferro - anche se poco biodisponibile - ma probabilmente ciò è dovuto all'elevata concentrazione nutrizionale causata dalla carenza d'acqua. Sono presenti, ma meno rilevanti rispetto alle fette biscottate integrali, potassio, magnesio e zinco. La concentrazione di sodio è eccessiva.
Le fette biscottate dolci si prestano alla maggior parte dei regimi alimentari. Le fette biscottate dolci non sono una fonte proteica completa. Il valore biologico, di media entità - non contiene tutti gli amminoacidi essenziali per l'uomo nelle giuste quantità e proporzioni - richiede d'essere compensato assumendo fonti alimentari che contengono i cosiddetti amminoacidi limitanti. Il profilo lipidico delle fette biscottate dolci è discreto. La quantità apprezzabile di ferro, anche se non biodisponibile, fa delle fette biscottate dolci un alimento preferibile rispetto a tanti altri della stessa categoria ma più poveri di questo minerale.
Il contenuto modesto ma comunque rilevante di potassio e magnesio aiuta a coprire il fabbisogno nutrizionale specifico di questi minerali alcalinizzanti e necessari alla trasmissione del potenziale d'azione neuro-muscolare; nell'organismo diminuiscono con l'aumentare della sudorazione e con le perdite fecali-urinarie. Le vitamine del gruppo B svolgono il ruolo di coenzimi.
Le fette biscottate dolci non si prestano alla dieta del celiaco. Se prive di latte e derivati, sono invece idonee alla terapia nutrizionale contro l'intolleranza al lattosio e l'allergia alle proteine del latte. Sono tutte adatte alla filosofia vegetariana, mentre solo quelle prive di latte e derivati, uova e derivati e grassi di origine animale si prestano alla dieta vegana.
Vengono mangiate prevalentemente a colazione o negli spuntini. Si associano soprattutto ad alimenti dolci come: marmellata, confettura, gelatina, miele, latte condensato, crema spalmabile alla nocciola-cacao - tipo nutella - ecc; rendono bene all'inzuppo nel latte, nel succo di frutta e nella spremuta di arancia.
Gli ingredienti delle fette biscottate dolci commerciali sono: farina di grano tenero di tipo 00, olio vegetale - anche olio di palma - lievito di birra, zucchero - destrosio e/o saccarosio - estratto di malto d'orzo, farina di frumento "maltata" e sale. Il procedimento è totalmente automatizzato. Dopo l'impasto, la lievitazione e la prima cottura del filone dal quale verranno ricavate le fette biscottate dolci, si applicano consecutivamente la tipica ungitura a spray - per conferire maggior doratura - e un trattamento termico di tostatura - per aumentare la croccantezza e la friabilità. Questi ultimi passaggi garantiscono una minor percentuale d'acqua e un maggior apporto lipidico, che contribuiscono a una maggior densità energetica e incrementano la digeribilità della mollica rispetto al pane tradizionale.
Gli ingredienti delle fette biscottate dolci sono: farina di grano tenero tipo 00, burro, lievito di birra, zucchero da tavola, uova, latte, acqua e sale. Il procedimento si svolge nel seguente modo: setacciare la farina e disporla a fontana. Sciogliere il lievito in poca acqua e unirlo alle farine con il resto dell'acqua assieme al latte, allo zucchero e alle uova. Impastare energicamente e, solo in un secondo momento, unire il sale ed il burro ammorbidito. Far lievitare fino a raggiungere il doppio del volume iniziale. Rompere la lievitazione stendendo l'impasto e poi arrotolandolo su sé stesso. Disporlo in uno stampo da pane in cassetta foderato con carta da forno e far lievitare nuovamente; spennellare superficialmente con uovo sbattuto o latte e infornare cuocendo - modalità statica - a 180°C per 40'. Sformare e lascia raffreddare. Tagliare il pane a fette di circa un centimetro e riporle quindi in una placca da forno.
La fetta biscottata con Nutella rappresenta una scelta golosa per la colazione che, se consumata con attenzione alle quantità, può trovare posto in un’alimentazione varia ed equilibrata. Tuttavia, è fondamentale considerare il proprio fabbisogno energetico quotidiano e variare le opzioni colazionali per garantire un apporto bilanciato di nutrienti.
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