Capita spesso di trovare nel frigo alimenti che hanno superato la data di scadenza: magari ti sei dimenticato di averli acquistati o ne hai presi in eccesso e non hai fatto in tempo a consumarli. Ma è possibile consumare alimenti scaduti senza correre rischi? La risposta è complessa e dipende dal tipo di alimento e dalla data di scadenza indicata.
Data di Scadenza: Cosa Significa?
La commestibilità di un alimento, superata la data di scadenza riportata sulla confezione, è essenzialmente correlata alla natura del cibo stesso. Occorre fare una distinzione tra:
- "Da consumarsi entro…": indica il termine entro cui la consumazione del cibo è assolutamente garantita, senza il rischio che si possano sviluppare cariche batteriche nocive per la salute o che il cibo possa perdere le sue proprietà nutrizionali originarie.
- "Da consumarsi preferibilmente entro…": riguarda i prodotti alimentari non soggetti a rapida deperibilità. In questo caso l’alimento potrebbe essere consumato anche dopo la data che troviamo sull'etichetta senza correre rischi per la salute.
La data di scadenza deve essere obbligatoriamente indicata sulle confezioni dei prodotti alimentari preconfezionati e altamente deperibili quali ad esempio carni e formaggi freschi, latte e latticini freschi, pasta fresca e all’uovo, prodotti ittici.
Il Regolamento Europeo dal 2011 richiede che sui prodotti alimentari sia scritto il “termine minimo di conservazione" (TMC). Questo indica il tempo entro il quale gli alimenti, se correttamente conservati, mantengono intatte le proprie caratteristiche nutritive ed organolettiche.
Per l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati “un prodotto che supera il TMC ha una qualità intrinseca che diminuisce, ma non è pericoloso per la salute umana.”
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Indicazioni Generali sul Consumo di Alimenti Scaduti
In linea generale riguardo al consumo, oltre la data di scadenza, dei cibi più facilmente deperibili e di più largo uso si possono seguire alcune indicazioni di massima:
Latte fresco
Il latte fresco pastorizzato e quello pastorizzato di alta qualità dovrebbero essere consumati entro il sesto giorno successivo a quello del trattamento termico mentre il latte microfiltrato fresco pastorizzato entro il decimo giorno successivo a quello del trattamento termico. Oltrepassate queste scadenze, sarebbe meglio astenersi dal loro consumo per non incorrere nell’eventuale presenza di tossine.
Formaggi
I formaggi freschi rientrano nella categoria dei latticini e per tutta questa serie di prodotti per il loro consumo sarebbe meglio attenersi strettamente alla data di scadenza indicata sulla confezione. Oltrepassata la data di scadenza indicata sulle confezioni dei formaggi stagionati e a pasta dura, su questi tipi di formaggi potrebbe comparire della muffa. Essa non indica che il prodotto è ormai avariato; rimuovendola accuratamente con un coltello è possibile consumare questi prodotti senza incorrere in alcun problema.
Yogurt
Può essere consumato fino a 6-7 giorni dopo la data di scadenza seppure perda in parte le proprietà nutritive originarie, mantenendo invece quasi del tutto inalterate quelle organolettiche (ossia le caratteristiche - colore, sapore, odore - e la consistenza o la tessitura).
Uova
La deperibilità delle uova è spesso correlata al tipo di cottura. Se sono crude o alla coque dovrebbero essere consumate nei 3 giorni successivi alla data di scadenza, se invece sono fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza. Oltre questo periodo si potrebbe andare incontro a dei rischi alimentari.
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Un trucco per capire se l’uovo è ancora buono? Usa la “prova dell’acqua”: l'uovo fresco, immerso in un bicchiere d'acqua e sale, rimane a fondo e non galleggia.
Pesce e piatti surgelati
Se la conservazione di questi alimenti è avvenuta correttamente, possono essere mangiati tranquillamente fino a due mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, seppure si possano perdere in parte le proprietà organolettiche. Nel caso di gamberetti surgelati crudi, destinati a ricette che non ne prevedono la cottura, è buona norma rispettare il termine minimo di conservazione per non rischiare una eventuale listeriosi (malattia infettiva). Se invece la ricetta ne prevede la cottura, si può andare tranquillamente oltre il tempo minimo di conservazione.
Il pesce in scatola può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza.
Pasta secca e riso
Di norma questi prodotti hanno una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e 6 mesi. Consumati anche qualche mese dopo il termine indicato sulla confezione non creano alcun tipo di danno o di rischio alla salute.
Biscotti secchi e cracker
Consumati oltre la data di scadenza perderanno molto delle proprietà organolettiche e della consistenza, ma non sono nocivi.
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Olio
Gli oli di ottima qualità possono essere consumati fino a 8 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione seppure possano subire una eventuale lieve perdita delle qualità organolettiche.
Conserve
Le conserve sottaceto hanno una scadenza variabile da 2 a 3 anni che può essere superata, in sicurezza, anche di un paio di mesi. Le conserve di pomodoro durano dai 12 ai 20 mesi e possono essere consumate anche oltre i due mesi dalla data di scadenza.
Salumi affettati
Quelli affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Oltre il termine vi è il rischio che possano sviluppare delle tossine.
Succhi di frutta
Hanno scadenze variabili dai 6 ai 12 mesi che è consigliabile rispettare.
Panettoni, pandori e colombe
Si tratta di prodotti dolciari con scadenze comprese fra i 4-5 mesi dalla produzione con possibilità di consumo anche oltre due settimane dalla data indicata sulla confezione, seppure la fragranza o la morbidezza possano risultare alterate (ovvero siano meno soffici).
Alimenti senza la data di scadenza
Rientrano in questa categoria diverse tipologie di alimenti, alcuni di essi sono particolarmente resistenti come bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero, mentre altri possono deperire molto facilmente (pesce fresco e carne fresca).
Conservare Correttamente i Surgelati
Le buone prassi per la corretta conservazione domestica dei surgelati partono fin dal momento dell'acquisto. Per rispettare la catena del freddo, è consigliabile acquistare i surgelati alla fine della spesa, utilizzando borse termiche per il loro trasporto. Una volta arrivati a casa, bisogna mettere subito i prodotti nel congelatore.
I surgelati vanno conservati a -18° C. Per sapere se il nostro congelatore risponde a questa esigenza e capire quando scadono i surgelati, è sufficiente controllare il numero di stelle che si trovano sullo sportello o all’interno del freezer stesso.
| Stelle | Temperatura interna | Conservazione |
|---|---|---|
| 3-4 stelle (*** oppure ****) | Uguale o inferiore a -18°C | Entro la data riportata sulla confezione |
| 2 stelle (**) | Uguale o inferiore a -12°C | Entro un mese |
| 1 stella (*) | Uguale o inferiore a -6°C | Entro una settimana |
| Scomparto del ghiaccio | Entro tre giorni |
Cosa Fare in Caso di Blackout?
Nel caso in cui venga a mancare l’energia elettrica, il prodotto surgelato, normalmente, non subisce danni fino a 6 ore di interruzione della corrente. Questo vale, ovviamente, se il nostro elettrodomestico funziona correttamente e a patto di non aprire lo sportello.
Il suggerimento è quello di non consumarlo se non siamo sicuri di risalire al momento preciso del guasto. Il cibo scongelato non va ricongelato.
Consigli Utili
- Fidarsi dell'impressione che si ha a prima vista: muffe, parti marce e cattivi odori sono quasi sempre un indicatore chiaro, il prodotto non è commestibile.
- Leggere bene le etichette e le date di scadenza.
- Conservare correttamente gli alimenti, come prescritto dal produttore.
- Organizzare le spese in modo che gli alimenti non raggiungano la data di scadenza.
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