Alcuni incontri sono più fortunati di altri, e in tanti casi non è solo questione di fortuna. È la capacità di riconoscere nell’altro l’abilità, e scegliersi per unire le forze in un progetto comune. Così fu per i due industriali belgi che un secolo fa, nel 1925, fondarono Le Creuset, dando vita a casseruole e utensileria diventata iconica in cucina.
La Nascita di un'Icona: L'Incontro tra Desaegher e Aubecq
Armand Desaegher e Octave Aubecq si erano conosciuti l’anno precedente alla fiera di Bruxelles. Industriali rinomati nei loro settori, Aubecq era specializzato nella smaltatura e Desagher nella fusione, decisero di unire le competenze in qualcosa di innovativo, di così tanto pregiato che ancora oggi è realizzato come lo idearono.
I due scelsero la cittadina francese di Fresnoy-le-Grand, in Piccardia, per il sito produttivo. Trovandosi nel crocevia del trasporto di ferro, sabbia e carbon coke era il luogo ideale dove far convogliare i materiali necessari alla produzione. Il ferro elemento essenziale per la ghisa, lega metallica composta principalmente da ferro e carbonio, la sabbia per modellare gli stampi in cui forgiare, per colata, la lega incandescente allo stato liquido e il coke per alimentare gli altiforni, ottenendo le elevatissime temperature necessarie in fonderia.
Ebbe cosi inizio la storia degli utensili da cucina in ghisa vetrificata, che da allora porta il nome de Le Creuset, in francese “il calderone”. Prodotto, marchio e colore che da un secolo identificano un prodotto. Aubecq e Desagher, forgiato il primo ‘forno francese’, si trovarono di fronte alla necessità di rendere identificativo il prodotto.
Il Colore Volcanic e l'Espansione del Marchio
Mettendo a frutto l’esperienza da smaltatore Aubecq trovarono nella vibrante sfumatura dei lapilli di ghisa fusa il colore di ispirazione: arancione, in quello che sarebbe divenuto poi l’iconico Volcanic. Negli anni dopo il 1935 prese piede la prima campagna pubblicitaria, prima che irrompessero, con tutta la loro violenza, gli orrori della Seconda Guerra Mondiale.
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Una volta tornata la pace Le Creuset riprese a concentrarsi sulla gamma di pentole in ghisa smaltata, avviando nel 1952 l’esportazione. Si annunciava un successo planetario, che nel ’55 venne suggellato dal lancio del nuovo colore ‘Elysées Yellow’. Ma oltre al colore dello smalto, in pochi anni la gamma iniziò a espandersi verso nuovi modelli, e nel 1957 avvenne l’acquisizione del principale concorrente, Les Hauts Fourneaux di Cousances, azienda ideatrice della popolare Doufeu (cocotte per l’acqua con coperchio).
Design Innovativo e Acquisizioni Strategiche
Anni di sviluppo commerciale incredibile, il designer franco-americano Raymond Loewy ‘l’uomo che ha plasmato l’America’ e padre del design industriale nel ’58 progettò la Coquelle, poi nel ’72 l’italiano Enzo Mari ideò la gamma ‘Mama’, ridisegnano la tradizionale cocotte.
Un secolo dalla fondazione di Le Creuset e nulla sembra essere cambiato. O meglio, è cambiato il mondo ma non il piacere lento della cucina. Se tutto è mutato intorno alle iconiche casseruole smaltate, non è cambiata una virgola nel pregio di questi utensili da cottura.
Acquistata nel 1988 da Paul van Zuydam, Le Creuset ha iniziato ad aprirsi a nuovi materiali per cottura e cucina, come acciaio inossidabile, gres, alluminio forgiato, acciaio smaltato e silicone. Ma chiedendo a qualunque appassionato di cucina, di ogni ordine e rango, di chiudere gli occhi e pensare Le Creuset…tutti diranno: ghisa smaltata!
Il Processo di Produzione Tradizionale e le Caratteristiche della Ghisa
Ancora oggi la produzione segue le regole degli esordi: dalla fusione nel calderone, la lega viene colata negli stampi e, solo dopo il necessario tempo di raffreddamento secondo la curva di tempo e temperatura che ne garantisce le caratteristiche della lega, gli artigiani possono rompere gli stampi in sabbia ed estrarre le cocotte.
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Ottimo accumulatore di calore, la ghisa ha il pregio di incamerare il calore e diffonderlo in maniera omogenea, costante e prolungata su tutta la superficie. A tutto vantaggio delle lunghe cotture, ma per stabilità della temperatura anche per la frittura. Altro pregio degli utensili in ghisa vetrificata è la capacità di non assorbire odori e sapori.
Precursori dei tempi, pentole e casseruole in ghisa smaltata sono adatte anche ai piani a induzioni, giacché la lega ferrosa garantisce il perfetto accoppiamento magnetico alla base del funzionamento.
L'Influenza di Picasso e la Ceramica Madoura
Picasso ha divorato la pittura, la scultura, la ceramica, qualsiasi manifestazione d’arte che il XX secolo poteva offrire, prosciugato alla fonte di tutte i segni, le forme e i colori, che i secoli precedenti avevano pazientemente raccolto fondando la cultura figurativa occidentale.
Dopo aver visitato la fabbrica di ceramiche Madoura, iniziò a mettere su carta qualche idea. L’incontro con Suzanne e Georges Ramié, proprietari della manifattura, fu decisivo. Era andato a trovarli nel loro laboratorio e aveva già cercato di realizzare alcune figure.
Picasso rimase fino al 1954 nel sud della Francia, lavorando regolarmente nel laboratorio di Madoura, buttandosi a capofitto alla scoperta di questo nuovo materiale con grande dedizione e completamente affascinato dalla plasticità della terra e dal suo processo di cottura.
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Pablo Picasso è riuscito a produrre oltre 4000 pezzi. L’artista ha sperimentato creando e decorando vasi, piatti, bottiglie e pentole dai colori, forme e decorazione più svariate, senza mai abbandonare i motivi caratteristici della sua produzione pittorica.
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