Lievito nel Vino: Tipi e Utilizzo

Il processo di vinificazione tradizionale è il risultato delle interazioni biologiche tra i microrganismi (lieviti, batteri, funghi) naturalmente presenti sull’uva e nelle attrezzature di cantina, che guidano sia la Fermentazione Alcolica (FA) che quella MaloLattica (FML).

La FA è svolta principalmente da Saccharomyces cerevisiae, responsabile della conversione degli zuccheri in etanolo e della produzione/rilascio di numerosi metaboliti secondari associati alle caratteristiche sensoriali del vino. Oltre a S. cerevisiae, il mosto d’uva contiene naturalmente popolazioni miste di altri generi e specie di lieviti, coinvolti, in misura diversa, nella fermentazione alcolica.

Nel processo di fermentazione spontanea, la fase iniziale è promossa dall’azione di un consorzio eterogeneo di lieviti appartenenti a diverse specie non-Saccharomyces, solitamente caratterizzati da un basso potere fermentativo, mentre la fase finale è caratterizzata dalla dominanza di ceppi di S. cerevisiae.

Contributi Enologici dei Lieviti Non-Saccharomyces

In passato, le specie non-Saccharomyces sono state considerate “cattivi fermentatori” a causa della loro generale bassa efficienza fermentativa, della scarsa tolleranza agli additivi enologici come l’anidride solforosa e della loro produzione di acido acetico. Infatti, le fermentazioni promosse da specie non-Saccharomyces venivano generalmente associate a un’elevata acidità volatile, alla produzione di acetato di etile, off-flavours ed al deterioramento del vino.

Tuttavia, negli ultimi anni diverse evidenze scientifiche hanno incoraggiato ricercatori e produttori a riconsiderare l’azione e il contributo delle specie non-Saccharomyces al miglioramento della lavorazione del vino e della qualità del prodotto, soprattutto in sinergia con S. cerevisiae. Recenti investigazioni hanno inoltre dimostrato che l’uso esclusivo di S. cerevisiae potrebbe determinare un appiattimento sensoriale dei vini rispetto alle caratteristiche aromatiche distintive dei vini prodotti dalla fermentazione spontanea guidata dal consorzio di lieviti sopra descritto.

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I lieviti non-Saccharomyces hanno proprietà enologiche diverse rispetto a quelle di S. cerevisiae. L’uso di specie non-Saccharomyces come parte di starter misti insieme a S. cerevisiae, è stato suggerito come un modo per imitare le fermentazioni spontanee, migliorare la complessità del vino ed evitare i rischi di blocco fermentativo.

La richiesta del mercato di vini con un contenuto alcolico più basso, un profilo sensoriale più complesso, una bassa acidità volatile, un’attività antiossidante pronunciata e un impatto minore della chimica esogena ha spinto ad approfondire la comprensione delle proprietà fisiologiche e tecnologiche dei lieviti non-Saccharomyces nel settore enologico.

L’aroma finale del vino deriva dalla combinazione di composti volatili provenienti dall’uva (aroma varietale o primario), dal metabolismo di lieviti e batteri (aroma di fermentazione o secondario) e dalle pratiche enologiche post-fermentative, compresi i processi di invecchiamento (aroma terziario). La produzione dei composti attivi dell’aroma primario del vino avviene nell’esocarpo dell’acino d’uva e la sua concentrazione finale nel vino è influenzata principalmente dalla varietà di vite e in subordine dallo stato di maturazione e dalle pratiche agronomiche ed enologiche, come dimostrato per diverse cultivar francesi, italiane e spagnole.

Da un lato, i composti aromatici derivati dall’uva giocano un ruolo fondamentale nell’espressione degli attributi aromatici distintivi del vino corrispondente.

Specie di Lieviti Non-Saccharomyces: Caratteristiche e Impatto

Tra i non-Saccharomyces, Torulaspora delbrueckii è uno dei lieviti più studiati, in ragione della sua tolleranza all’alcol, che ha dimostrato la capacità di produrre bassi livelli di acido acetico in formulazione mista con un ceppo di S. cerevisiae.

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Hanseniaspora è un genere che è stato ampiamente studiato per la capacità delle sue diverse specie di migliorare la complessità aromatica dei vini in inoculo misto con S. cerevisiae.

Lachancea thermotolerans è un lievito ubiquitario che si trova comunemente sulla superficie degli acini d’uva, noto per la sua capacità di produrre vini con una bassa acidità volatile quando utilizzato in colture starter miste con S. cerevisiae o altre specie di lievito. L’attività fermentativa di questa specie di lievito è caratterizzata da un aumento della produzione di acido lattico, che consente di controllare naturalmente il pH del vino, evitando l’aggiunta di acidi esogeni come l’acido tartarico.

Metschnikowia pulcherrima è una specie che mostra un potenziale di biocontrollo dei lieviti di deterioramento e mostra importanti attività enzimatiche di interesse tecnologico.

Candida zemplinina (sinonimo Starmerella bacillaris) è una specie caratterizzata da importanti caratteristiche enologiche, tra cui la capacità di crescere in mosti molto dolci, di tollerare alti livelli di alcol e di produrre quantità rilevanti di glicerolo. Inoltre, questa specie è in grado di produrre vini con una ridotta concentrazione di etanolo, il che si spiega con la produzione di metaboliti secondari alternativi all’etanolo, principalmente glicerolo e acido piruvico.

Anche le specie appartenenti al genere Pichia sono state testate nella fermentazione del mosto d’uva. I vini ottenuti con l’inoculo di S. cerevisiae e Pichia spp. sono stati caratterizzati da livelli più elevati di numerosi composti volatili, tioli varietali e polisaccaridi.

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Lieviti Selezionati per Vino Bianco: Focus su Ceppi Innovativi

Gli esperti sono costantemente alla ricerca di soluzioni innovative nel campo della vinificazione. La selezione di lieviti per vini bianchi riflette la dedizione all’eccellenza e all’innovazione. Esploriamo insieme i ceppi più all’avanguardia, ciascuno scelto per le sue caratteristiche uniche e il suo potenziale di migliorare significativamente la qualità dei vini bianchi.

Selectys La Fruitée per vini bianchi e rosati aromatici freschi

Selectys La Fruitée è un lievito Oenofrance Saccharomyces cerevisiae naturale, specificamente progettato per l’elaborazione di vini bianchi e rosati aromatici. La sua peculiarità risiede nella capacità di produrre esteri fermentativi con aromi fruttati e floreali, conferendo ai vini uno stile molto fresco.

Vantaggi del lievito Selectys La Fruitée

  • Profilo aromatico intenso: orienta il profilo dei vini verso aromi di frutta a polpa gialla o bianca e aromi floreali.
  • Elevata tolleranza all’alcol: con una tolleranza fino al 15% vol., è adatto anche per vini bianchi più strutturati e alcolici.
  • Cinetica fermentativa molto rapida: assicura una fermentazione veloce e completa, riducendo i rischi di fermentazioni stentate o bloccate.
  • Bassa produzione di acidità volatile: contribuisce a preservare la freschezza e la pulizia aromatica del vino.

Modalità d’uso del lievito Selectys La Fruitée

La temperatura di fermentazione consigliata è tra 10° e 16°C. Per ottimizzare la produzione di aromi fermentativi, si raccomanda di condurre la fermentazione a temperatura bassa, tra 14° e 16°C, e di aggiungere al mosto la sostanza nutriente Vivactiv Arôme. Il dosaggio raccomandato è di 20 g/hL.

SOEC® 1971 per vini effervescenti eleganti e fruttati

SOEC® 1971 è un ceppo di Saccharomyces cerevisiae galactose selezionato, testato e approvato dal laboratorio di microbiologia del polo tecnico e ambientale del CIVC. È particolarmente indicato per l’elaborazione di vini effervescenti freschi e fruttati.

Vantaggi del lievito SOEC® 1971

  • Versatilità di utilizzo: adatto sia per il Metodo Martinotti-Charmat che per il Metodo Classico e Ancestrale, offrendo flessibilità nella produzione di diverse tipologie di vini effervescenti.
  • Elevata tolleranza all’alcol: con una tolleranza fino al 15,5% Vol., assicura fermentazioni complete anche in condizioni di alto potenziale alcolico.
  • Ampio intervallo di temperatura di fermentazione: operativo tra 10 e 30°C, permette un maggiore controllo del processo fermentativo in diverse condizioni.
  • Bassa produzione di acidità volatile: contribuisce a mantenere la freschezza e la pulizia aromatica del vino.

Modalità d’uso del lievito SOEC® 1971

Per l’elaborazione delle basi spumante, si consiglia di disperdere il lievito in una miscela di acqua e mosto a 37°C. Per la presa di spuma, è necessario acclimatare il lievito all’alcol e alle altre condizioni specifiche del vino. Si raccomanda di realizzare un pied de cuve da 2 a 5 giorni. Il dosaggio raccomandato è di 20 g/hL.

La Persane per vini bianchi a espressione aromatica floreale

La Persane è un lievito unico, risultato dell’incrocio tra Saccharomyces cerevisiae galactose e Saccharomyces uvarum. È particolarmente indicato per l’ottenimento di vini bianchi aromatici con un profilo floreale distintivo.

Vantaggi del lievito La Persane

  • Profilo aromatico complesso: favorisce lo sviluppo di note floreali, in particolare di rosa, miele e fiori, aumentando la complessità aromatica del vino.
  • Produzione consistente di composti aromatici fenilati: genera quantità significative di 2-feniletanolo, etilfenilacetato e 2-feniletilacetato, che contribuiscono alle note floreali e di miele.
  • Versatilità su diversi vitigni: particolarmente efficace su vitigni ricchi in precursori aromatici come Gewürztraminer, Riesling, Moscato, e Pinot grigio, ma anche su varietà come Chardonnay, Melon de Bourgogne e Marsanne.
  • Bassa produzione di acidità volatile: assicura una maggiore pulizia aromatica e stabilità del vino.

Modalità d’uso del lievito La Persane

L’intervallo ottimale di temperatura di fermentazione è tra 12° e 24°C. Questa flessibilità permette di adattare il processo fermentativo alle esigenze specifiche del vitigno e dello stile di vino desiderato. Il dosaggio raccomandato è di 20 g/hl.

Fattori Chiave nella Scelta dei Lieviti per la Fermentazione dei Vini Bianchi

Nello scegliere i migliori lieviti selezionati per vino bianco, devi considerare diversi fattori critici:

  • Caratteristiche fermentative: oltre alla cinetica fermentativa, valuta attentamente la tolleranza alle basse temperature e la capacità di fermentare in condizioni di stress osmotico.
  • Profilo aromatico: considera la capacità del ceppo di liberare tioli volatili, produrre esteri fruttati o sviluppare note floreali, in base al profilo che desideri ottenere.
  • Tolleranza all’alcol e resistenza allo stress: è fondamentale selezionare ceppi capaci di completare la fermentazione anche ad alti gradi alcolici potenziali. Valuta anche la resistenza a fattori di stress come il rame.
  • Produzione di composti secondari: presta attenzione non solo alla produzione di glicerolo, importante per la struttura, ma anche alla gestione dell’azoto e alla bassa produzione di composti indesiderati come H2S, SO2 e acidità volatile.

Lieviti Aromatici per Vini Bianchi: Strategie di Utilizzo

L’uso efficace dei lieviti aromatici richiede una strategia ben pianificata che va oltre il semplice inoculo. Ecco alcuni punti chiave da considerare.

Tecniche di Inoculo e Reidratazione

La corretta reidratazione è cruciale per garantire la vitalità del lievito. Utilizza sempre acqua non clorata e monitora attentamente la temperatura. L’aggiunta di protettori può migliorare significativamente la resistenza del lievito allo shock osmotico iniziale.

Per fermentazioni particolarmente difficili o in caso di uve ad alto potenziale alcolico, considera l’uso di tecniche di inoculo frazionato o di acclimatazione graduale del lievito al mosto.

Gestione della Temperatura di Fermentazione

La temperatura gioca un ruolo fondamentale nell’espressione aromatica. Mentre temperature più basse (14-16°C) favoriscono la ritenzione di aromi fruttati e floreali, temperature leggermente più alte (18-20°C) possono promuovere una maggiore complessità aromatica. Sperimenta con curve di temperatura differenziate per ottenere profili aromatici più complessi, in base al risultato che vuoi ottenere.

Nutrizione del Lievito per Ottimizzare la Produzione Aromatica

Una nutrizione mirata non solo previene fermentazioni stentate, ma influenza direttamente il profilo aromatico. L’uso di nutrienti organici ricchi di amminoacidi precursori di aromi, come Vivactiv Arôme, può incrementare significativamente la produzione di esteri fruttati.

Considera l’integrazione di nutrienti inorganici come Vivactiv Performance per gestire carenze di azoto assimilabile, ma ricorda che un’eccessiva disponibilità di azoto ammoniacale può portare a una sovrapproduzione di alcoli superiori, mascherando le note fruttate desiderate.

Implementando queste strategie e scegliendo il ceppo di lievito più adatto al tuo obiettivo enologico, potrai massimizzare l’espressione aromatica e la qualità complessiva dei tuoi vini bianchi, distinguendoti in un mercato sempre più esigente e competitivo.

Le Sfide della Moderna Enologia: Cambiamenti Climatici e Biodisponibilità

Nel panorama enologico contemporaneo, ci troviamo ad affrontare sfide sempre più complesse, molte delle quali legate al cambiamento climatico in corso. Questi mutamenti stanno avendo un impatto significativo sulla composizione dei mosti, alterando in particolare la biodisponibilità delle vitamine essenziali per il metabolismo del lievito.

Le conseguenze di queste variazioni possono essere molteplici e potenzialmente dannose per la qualità del vino finale:

  • Fermentazioni stentate o incomplete
  • Rischio di produzione di composti solforati indesiderati
  • Squilibri nutrizionali dopo l’uso di tecniche di bio-protezione
  • Variabilità imprevedibile nel profilo vitaminico e amminoacidico dei mosti

Queste problematiche richiedono soluzioni innovative che possano adattarsi alle nuove condizioni di vinificazione, garantendo al contempo la qualità e la costanza del prodotto finale.

L’Innovazione nella Nutrizione del Lievito: Climax Prime

In risposta a queste sfide emergenti, Climax Prime si presenta come un autolisato di ultima generazione, progettato specificamente per garantire la biodisponibilità ottimale delle vitamine nei mosti. L’utilizzo di Climax Prime rappresenta un approccio proattivo alla gestione della fermentazione, permettendo di affrontare le sfide legate alla variabilità della materia prima e alle condizioni climatiche sempre più estreme.

Composizione e Caratteristiche Uniche

Climax Prime è un autolisato ricco in vitamine di interesse enologico. La sua formulazione unica apporta al mosto vitamine e aminoacidi provenienti da autolisati di lievito in una forma direttamente disponibile per i lieviti. Questo aspetto è fondamentale per garantire una fermentazione alcolica ottimale, soprattutto in condizioni di stress.

Vantaggi nell’uso di Climax Prime per la Fermentazione di Vini Bianchi

  • Facilitazione dell’impianto di Saccharomyces cerevisiae: Climax Prime accelera la partenza della fermentazione, riducendo i rischi di fermentazioni stentate o incomplete.
  • Prevenzione delle carenze di azoto: questo riduce significativamente il rischio di produzione di composti solforati indesiderati come l’H2S, preservando la pulizia aromatica del vino.
  • Supporto post-bioprotection: è particolarmente raccomandato dopo l’uso di lieviti non-Saccharomyces in BioProtezione, compensando il consumo parziale di vitamine e amminoacidi da parte di questi lieviti.
  • Adattabilità alle sfide climatiche: la sua formulazione tiene conto delle modifiche nella composizione dei mosti dovute al riscaldamento globale, garantendo un apporto vitaminico equilibrato.

Impatto sul Profilo Vitaminico e Amminoacidico del Mosto

Recenti studi hanno evidenziato una significativa variabilità nel profilo vitaminico dei mosti in base alla regione di provenienza. Ad esempio, confrontando mosti di Chardonnay dalla Borgogna e dalla Champagne, si è osservato che 9 su 19 vitameri analizzati sono più concentrati nei mosti della Borgogna, in particolare la vitamina B6. Climax Prime è stato formulato per compensare queste variabilità, garantendo un pool vitaminico completo e bilanciato.

Tendenze Future nella Selezione e Utilizzo dei Lieviti per Vini Bianchi

Il settore della selezione dei lieviti per vini bianchi sta vivendo una fase di rapida evoluzione, guidata da avanzamenti nella ricerca genetica e da una crescente domanda di approcci sostenibili. Ecco alcune tendenze chiave che stanno plasmando il futuro di questo campo:

Ricerca Genetica e Nuovi Ceppi in Sviluppo

La genomica funzionale sta aprendo nuove frontiere nella comprensione e selezione dei lieviti. Si stanno identificando geni specifici responsabili della produzione di composti aromatici desiderabili o della resistenza a condizioni di stress.

Un’area di particolare interesse è lo sviluppo di ceppi con una migliore gestione dell’azoto, capaci di mantenere un metabolismo efficiente anche in condizioni di carenza nutrizionale. Questo potrebbe ridurre la necessità di aggiunte di azoto durante la fermentazione, con benefici sia economici che qualitativi.

Approcci Sostenibili nella Produzione di Lieviti Enologici

La sostenibilità sta diventando un fattore chiave anche nella produzione di lieviti enologici. Si stanno esplorando metodi di produzione a basso impatto ambientale, come l’uso di sottoprodotti agricoli come substrati di crescita per i lieviti.

Inoltre, si sta lavorando allo sviluppo di formulazioni che richiedano meno energia per la conservazione e il trasporto. Un’altra tendenza emergente è la selezione di ceppi con una minore richiesta di nutrienti aggiunti, il che si traduce in una riduzione dell’impronta ecologica complessiva del processo di vinificazione.

Lieviti non-Saccharomyces e Fermentazioni Multi-Starter

Sebbene questo articolo si sia concentrato sui lieviti Saccharomyces, è importante notare la crescente importanza dei lieviti non-Saccharomyces nella produzione di vini bianchi. La ricerca sta esplorando combinazioni sinergiche tra diverse specie di lieviti per ottenere profili aromatici più complessi e migliorare la stabilità del vino.

Tabella Riassuntiva dei Lieviti e delle Loro Caratteristiche

Lievito Specie Caratteristiche Vantaggi
Selectys La Fruitée Saccharomyces cerevisiae Produce esteri fermentativi con aromi fruttati e floreali Profilo aromatico intenso, elevata tolleranza all’alcol, cinetica fermentativa rapida
SOEC® 1971 Saccharomyces cerevisiae galactose Indicato per vini effervescenti freschi e fruttati Versatilità di utilizzo, elevata tolleranza all’alcol, ampio intervallo di temperatura
La Persane Saccharomyces cerevisiae x Saccharomyces uvarum Produce vini bianchi aromatici con profilo floreale distintivo Profilo aromatico complesso, produzione di composti aromatici fenilati, versatilità su diversi vitigni
Torulaspora delbrueckii Non-Saccharomyces Tolleranza all’alcol Produce bassi livelli di acido acetico in formulazione mista con S. cerevisiae
Lachancea thermotolerans Non-Saccharomyces Produce vini con bassa acidità volatile Aumenta la produzione di acido lattico, controllando il pH del vino

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