La minestra di fagioli alla veneta è una zuppa ricca e nutriente, molto semplice da preparare, dal sapore antico, corposo e saporito. Questo piatto è un rappresentativo esempio della tradizione veneta.
I contadini di un tempo, infatti, consumavano tantissimi fagioli, alimento povero per eccellenza. I fagioli, essendo molto ricchi dal punto di vista nutritivo, sostituivano adeguatamente la carne che non tutte le famiglie potevano permettersi.
Origini e Tradizioni
Non è autunno senza un buon piatto di pasta e fagioli e un bicchiere di vino rosso. Chi abita in Veneto e ama le tradizioni culinarie lo sa bene. Pur essendo nata nelle locande romane, questa minestra nutriente e gustosa è diventata il piatto tipico di contadini e braccianti.
La ricetta è semplice e facile da realizzare e sfrutta i prodotti tipici di chi lavora la terra, uno su tutti i fagioli. La varietà dei borlotti è quella più coltivata nel nord Italia ed è facile trovarla come prodotto fresco sui banchi del mercato. Il profilo nutrizionale completo (questi legumi sono ricchi di proteine, grassi e carboidrati, ma privi di colesterolo) li rende un alimento ideale per un pasto sano.
La “pasta e fasòi” viene proposta, nel territorio veneto, proprio in autunno, periodo in cui viene ucciso il maiale; in questo modo è possibile utilizzare ossa e cotiche per insaporire ancora di più il piatto.
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Ingredienti
- 150 g pasta corta o pasta all’uovo a straccetti
- 400 gr di fagioli borlotti precotti
- 2 gambe di sedano
- 1 cipolla
- 100 gr di pancetta o lardo
- olio EVO del Garda
- acqua, sale e pepe q.b.
Preparazione
- Prepara un soffritto con la cipolla, il sedano e la pancetta (o il lardo).
- Aggiungi dell’acqua bollente al soffritto e unisci i fagioli borlotti precotti. Se vuoi utilizzare fagioli freschi, prima cuocili a vapore o falli sobbollire in abbondante acqua salata per 10/15 minuti.
- Metti un pizzico di sale e lascia cuocere a lungo, a fiamma bassa, con il coperchio.
- Aggiungi quindi la pasta all’uovo e falla cuocere qualche minuto, quindi spegni il fornello e lascia intiepidire. A questo punto, a piacere, puoi aggiungere cotiche o ossi di maiale.
Consigli aggiuntivi
Rosolare in olio extravergine d’oliva sedano, carote cipolle tritate e aglio in camicia. Togliere l’aglio e aggiungere i fagioli e i pelati strizzati. Unire le patate tagliate a macedonia. Aggiungere l’osso di prosciutto, il brodo e lasciar cuocere fino a che i fagioli non si presentano morbidi. Condire con sale fino e pepe nero. Lasciar raffreddare.
In una pentola alta e capiente versa un giro d’olio extravergine di oliva (circa 1 cucchiaio), la cipolla tritata, il sedano sfibrato a pezzettini, la carota a cubetti, le patate a pezzi e l’aglio in camicia. Rigira bene e fai soffriggere, poi togli lo spicchio d’aglio.
Se desideri un piatto più saporito - ma più calorico - puoi aggiungere a piacimento dello speck o la pancetta a cubetti, lasciandoli rosolare per bene. Sconsigliato l’utilizzo di lardo e cotiche di maiale, soprattutto per non aumentare a dismisura l’apporto energetico.
Getta i fagioli, la passata di pomodoro - puoi anche ometterla, per una versione “in bianco” - e aggiusta di sale e pepe. Mescola e fai insaporire. Copri i fagioli con acqua bollente (o in alternativa del brodo vegetale); devono essere ben sommersi (anche 4-5 cm di profondità). Porta a bollore, abbassa la fiamma a fuoco medio e fai cuocere per almeno un’ora.
Quando è tutto ben cotto, togli circa 1/4 di fagioli e mettili da parte. Schiaccia i fagioli rimanenti nella pentola con una forchetta o, se preferisci velocizzare il passaggio, passali al frullatore fino a ottenere una crema omogenea e morbida. Poi aggiungi i fagioli interi messi da parte.
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Taglia a metà delle fette di pane casareccio, integrale o a lievitazione naturale; tostale in un tostapane, una bistecchiera o semplicemente in padella.
Vuoi una pasta e fagioli da dieci e lode? Allora leggi questo ultimissimo consiglio: quando sei pronta per tuffare la pasta nella zuppa, preleva uno o due mestoli di zuppa e frullali con un minipimer per ottenere una purea.
Pasta e fasói: un piatto, tanti nomi
Pasta e fasói, quando lo dicevano i vicentini, o pasta e fasiòi, come lo diceva mia nonna veneziana. È un piatto semplice e sostanzioso, perfetto per i mesi più freddi dell’anno.
La base principale di questo piatto è costituita dai fagioli, tipicamente fagioli borlotti di Lamon, o qui nel vicentino i fagioli di Posina, che vengono prima sbollentati e poi cotti insieme a soffritto di cipolla, sedano e carota, in aggiunta a pancetta o lardo (o un osso di prosciutto) per dare un sapore più intenso. La pasta scelta sono in genere i ditali o gli spaghetti spezzati, ma sono di uso comune anche le tagliatelle.
La pasta e fagioli alla veneta viene spesso condita con un filo di olio d’oliva extravergine e una generosa spolverata di pepe nero macinato fresco. Questo piatto semplice è molto piacevole, grazie alla sua bontà, alla facilità di preparazione e alla sua capacità di saziare.
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Valore Nutrizionale
La zuppa di fagioli è un piatto unico, completo e molto salutare, dall’ottimo valore nutrizionale. Una porzione, preparata nella versione più leggera, apporta poco più di 500 Kcal. Essendo un legume contengono inoltre la lecitina che favorisce l’emulsione dei grassi evitandone l’accumulo nel sangue. Possiedono inoltre un basso indice glicemico, fattore essenziale per i diabetici.
Contengono, infatti, molto amido, questo comporta una minore disponibilità di glucosio, il cui ingresso nel sangue è limitato e rallentato, determinando così una riduzione della domanda di insulina. Si tratta quindi di legumi che rappresentano un vero toccasana nella protezione del nostro apparato cardiocircolatorio e digestivo.
Curiosità
La zuppa di fagioli è una ricetta della tradizione povera contadina, quando i fagioli erano considerati un bene prezioso, semplice da coltivare, generoso nella produzione e facile da conservare secco. I contadini, prima di recarsi al lavoro sui campi, li ponevano sul fuoco in una pentola di terracotta utilizzando l’acqua piovana.
Già ai tempi di Greci e Romani si faceva grande uso di legumi. I fagioli utilizzati erano noti come “dall’occhio” o le “vigne”. Solo dopo la scoperta dell’America furono importate le diverse varietà che conosciamo e utilizziamo. La diffusione fu rapidissima in tutta Europa e in breve tempo - già nei primi anni del 1500, nell’Italia del Nord, soprattutto in Veneto, ma anche in Francia, Ungheria e Germania - il fagiolo divenne il protagonista di moltissime ricette.
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