Il livello qualitativo delle pizzerie nel corso degli anni è precipitato notevolmente. Ma cosa si può fare per risollevare le sorti di questo amato piatto e, più in generale, per valorizzare la ricchezza della cucina italiana?
Il Libro dello Chef Silvio Cicchi: Un Ritorno alle Origini
Lo Chef Silvio Cicchi, con il suo libro illustrato con 177 immagini, ricette, suggerimenti e metodi di preparazione, ci spiega cosa tutte le pizzerie del mondo dovrebbero avere tra le proposte dei loro menù. Si tratta di prodotti internazionali che 30/40 anni addietro erano il punto forte dei menù di ogni pizzeria, ma con il passare degli anni sono finiti nel dimenticatoio.
Pizze e prodotti originali, tante proposte gourmet, ma anche prodotti che hanno fatto la storia delle pizzerie in tutto il mondo, sono le soluzioni che tutte le pizzerie dovrebbero avere nel loro menù. Più di 170 fotografie per aiutarvi a realizzare uniche ricette perfette da abbinare ad una scelta di materie prime d’eccezione, per accostamenti di ingredienti non scontati. Addetti ai lavori e semplici appassionati troveranno in questo volume tutte le informazioni necessarie per realizzare a regola d’arte e in maniera innovativa ricette che sono monumenti gastronomici della cucina italiana. Le materie prime. Le tecniche di lavorazione. Gli impasti.
Questo libro illustrato dello Chef Silvio Cicchi ti aiuterà a creare nuovi piatti da inserire immediatamente nel menù della tua attività conquistando nuovi clienti locali, nazionali ed internazionali. Il libro è adatto anche a persone che desiderano migliorarsi professionalmente, oppure a casalinghe che amano questo lavoro.
"Mangia": Un Viaggio Gastronomico tra Storie, Sapori e Tradizioni
Non esiste un'altra parola come "mangia" per esprimere quello che è il nostro legame alla vita: il cibo. Il nutrirci è la prima pulsione nel venire al mondo, il primo gesto d'amore della mamma che anche dopo molti anni continua a vigilare su quanto mangiamo. E c'è da riflettere se da secoli i cinesi si salutano con la frase "Hai mangiato?".
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"Mangia" vuole essere un viaggio gastronomico tra storie, sapori e tradizioni. Ci sono ricette famose e altre meno conosciute se non sotto uno dei mille campanili. Traggono attualità e diventano notizia riproposte dall'entusiamo dell'autrice, italiana a metà ma cittadina del mondo. Una narrazione fluida racconta particolari che si presumono spesso scontati, ma descritti con tutta l'umiltà e la sorpresa di chi si affaccia su un patrimonio gastronomico straordinario e dialoga con le persone che hanno saputo preservare e valorizzare saperi antichi.
Il libro è un atto d'amore all'Italia, ma è anche in lingua inglese perché l'amore per la nostra cultura e il nostro stile di vita è universale.
Ci sono i piatti delle feste dolci e salati, come la Cicerchiata abruzzese, il Capitone e il Casatiello napoletani, il Pangiallo romano, la Pignolata siciliana, la Brovada e muset friulana, Lu Serpe marchigiano e tante altre espressioni popolari che si rinnovano quasi soltanto in famiglia nelle versioni passate da generazione in generazione.
«Altro che pizza e pasta al top della cucina italiana - ha detto Maria Pasquale - come si può pensare all'estero. Ed io con questo libro voglio sfatare il mito, invitare a viaggiare, scoprire e assaporare per conoscere davvero l'Italia nel modo più autentico possibile: mangiandola».
Una varietà di cibi è stata simbolicamente riproposta a fine convegno con finger food studiati per l'occasione dal resident chef napoletano Marco Coppola per far vivere agli ospiti un viaggio parallelo a quello proposto dalla scrittrice. Degustate quindi panelle, gattò di patate, baccalà con polenta, piadina con squacquerone, Fregula sarda con arzilla, crostata ricotta e visciole.
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Chi è Maria Pasquale?
Nata da genitori italiani a Melbourne, ha sempre saputo che l'Italia era il suo destino. Con una formazione in scienze politiche e storia, collabora con Usa Today, Cnn, Condé Nast, The Telegraph, Sydney Morning Herald e The Australian. Autrice di "I Heart Rome", "How to be Italian" e "The Eternal City".
Non Solo Pizza: Un'Evoluzione Gastronomica a Milano
Da una piccola pizzeria d'asporto a un elegante locale di successo a Milano. Abbiamo chiesto a David Gitto, titolare e pizzaiolo di Non Solo Pizza, di raccontarci il suo percorso.
Certamente è una cosa che ho ereditato dai miei nonni, titolari di una tavola calda a Milazzo dal 1968. Nel 2018, quando ho deciso di unire le forze a quelle dei miei fratelli Ivan e Luigi per rilevare l’attività dei nonni.
All’inizio eravamo una classica pizzeria, con un’identità non particolarmente forte. Fino quando, nel 2020, non abbiamo affrontato un’importante ristrutturazione che ha cambiato radicalmente l’aspetto del locale, successivamente abbiamo rivoluzionato l’offerta gastronomica.
Diciamo che è un nome che racconta soprattutto le nostre origini, quando, oltre alla pizza, offrivamo piatti da tavola calda ed eravamo operativi anche come piccola rosticceria. È stato importante l’aiuto di tutta la famiglia per avviare al meglio l’attività: i miei nonni, da cui tutto è partito, ma anche i miei genitori, che ci hanno sempre supportato. Una persona fondamentale per Non Solo Pizza è la nostra collaboratrice Oriana, davvero un pilastro della nostra attività.
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Un ambiente curato in ogni dettaglio. Abbiamo scelto il meglio, a partire dall’architetto che si è occupato del progetto. Allo stesso modo, per gli interni ci siamo affidati ad artigiani locali esperti. È un menu all’insegna della qualità. Utilizziamo solo le più pregiate farine di Petra - Molino Quaglia per la realizzazione delle nostre pizze. La Margherita, senza dubbio. Credo che sia il vero biglietto da visita di una pizzeria.
Pizzeria Dragoon: Un'Esperienza Autentica a Cinisello Balsamo
Parafrasando una vecchia pubblicità, devo dire che a me piace frequentare le peggiori pizzerie di Cinisello Balsamo, la città dell’hinterland milanese dove abito. Ovviamente “peggiore” deve suonare come un complimento e si traduce in popolare, senza fronzoli, spartana negli arredi e multietnica nel personale e nella clientela, dove si mangia bene e si spende poco.
Nello specifico ce n’è una dove amo andare con la mia compagna e le mie figlie tredicenni: si chiama Dragoon, ed è una storica pizzeria del centro con il forno a legna. A dire il vero, è anche un ristorante, ma noi si va sempre per la pizza, che si presenta sottile, con il cornicione basso e senza la pretesa di essere altro da ciò che deve essere: una buona pizza, priva di aspirazioni gourmet o impiattamenti di design. Il servizio, sempre gentile, è svagato, informale, con personaggi che sembrano usciti da un film di Fellini. Ma qui tutto va preso come viene. E con divertimento. Perché si va in pizzeria per stare allegri e sereni, non con la furia del “milanese imbruttito”.
E poi c’è la gente seduta ai tavoli, che ha sempre un qualcosa di nazional-popolare, di kitsch, di pasoliniano, composta di improbabili coppie agées con le signore in animalier pronte per la balera, giovani in tiro in un continuo andirivieni per uscire a fumare e famiglie, come noi, sempre un po’ rumorose e dal look da scappati di casa.
Di solito ordiniamo una porzione di patatine fritte che è così abbondante che in quattro ci mangiamo senza litigarcele, due margherite (una per me e mezza a testa alle figlie già quasi sazie di patatine), una pizza condita per la mia compagna, due bottigliette di acqua, due birre, un tiramisù che dividiamo io e la mia compagna e due caffè, di cui uno macchiato che è per me, ma che il cameriere (e questo succede sempre, anche nei locali più cool di Milano) porta sempre alla signora seduta al tavolo, come se il gusto addolcito fosse cosa da sole donne.
Alla fine si va in cassa e il conto arriva sì e no a 40€.
Indirizzo: Via XXV Aprile, 128, 20092 Cinisello Balsamo MI
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