Orto Verticale: Vantaggi e Svantaggi di un'Agricoltura Innovativa

Secondo gli ultimi dati di Statista, il valore di mercato del Vertical Farming dovrebbe traguardare i 35 miliardi di USD entro il 2032, partendo da circa 5,6 miliardi di dollari statunitensi nel 2022. Del resto, la necessità di poter contare su un alleato altamente tecnologico e sostenibile per l’agricoltura tradizionale è quanto mai urgente. Basti pensare che oggi sulla Terra vivono 8 miliardi di persone e considerando che nel 2050 se ne conteranno 9,8 miliardi, la coltivazione verticale può offrire un contributo alla sostenibilità della produzione alimentare, di nicchia magari, ma comunque significativo, specie per le grandi città.

L'agricoltura verticale, o vertical farming, è una pratica agricola innovativa che coltiva specie vegetali su più livelli sovrapposti verticalmente all'interno di edifici o strutture artificiali, come grattacieli o serre. Questa tecnica si basa su sistemi di coltivazione *soiless* (a consumo di suolo zero) come idroponica, acquaponica, aeroponica o agricoltura ad ambiente controllato (CEA).

Questi sistemi utilizzano tecnologie avanzate per controllare le condizioni di coltivazione (temperatura, umidità, CO2, luce, ecc.) al fine di ottimizzare l’uso delle risorse e degli elementi produttivi aumentando la produttività delle piante. Acqua e nutrienti in eccesso vengono recuperati e reimmessi nel circuito e il consumo di risorse è radicalmente ridotto. Con sempre più persone che vivono in città, dove lo spazio per l’agricoltura è limitato, il Vertical Farming è un’ottimo espediente. Per non parlare degli effetti disastrosi dei cambiamenti climatici a cui l’agricoltura verticale è sicuramente meno vulnerabile rispetto ai campi. È in corso la realizzazione di un progetto di PlanetFarms per la costruzione di uno stabilimento che dovrebbe ospitare serra di oltre 9000 metri quadrati.

In Italia, poi, l’adozione dell’agricoltura verticale potrebbe estendersi alla coltivazione di piante che incontrano difficoltà nel prosperare a causa del clima del paese. Ciò consentirebbe la crescita di piante prive di sostanze dannose come il nichel o metalli pesanti. Negli ultimi anni anche l’Italia ha visto nascere progetti interessanti che puntano a ottenere rilievo anche a livello internazionale. Per fare qualche nome, possiamo parlare di Planet Farms che ha aperto alle porte di Milano il più grande laboratorio di Vertical Farming in Europa, è in corso d’opera quello di Como e in progetto uno a nord Londra; Agricola Moderna che dall’interno Milano Food District si è trasferita a Melzo con uno stabilimento produttivo su una superficie di 1500 metri quadri per coltivare ortaggi a basso impatto ambientale; il Future Farming District di Zero con un impianto nel cuore del Parco dell’Oglio, in Lombardia in grado di produrre 1300 tonnellate l’anno di insalate ed erbe aromatiche.

Storia dell'Agricoltura Verticale

I primi concept di fattorie verticali risalgono agli inizi del ‘900 e vedono una loro prima espressione nei disegni di A.B. Walker pubblicati sulla Life Magazine. Il termine “vertical farming” viene coniato nel 1915 dal geologo americano Gilbert Ellis Bailey, ma in questo caso, si tratta di un’agricoltura che invece di sfruttare lo spazio in altezza, coltiva nelle profondità della terra.

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Il boom delle ricerche scoppia nel 2008, con la pubblicazione del libro “The Vertical Farm: Feeding the World in the 21st Century” a cura del professore di microbiologia e salute pubblica alla Columbia University Dickson Despommier. Nei primi anni 2000 sono già iniziate a sorgere le prime vere Vertical Farm in Giappone e nel Sud-Est Asiatico, ma hanno un carattere marcatamente sperimentale. Dal 2010 fattorie verticali commerciali iniziano a diffondersi in tutto il mondo. Nel 2012 è la volta di Singapore dove prende vita SkyGreens, composta da più di 100 torri, ciascuna alta 9 metri, per la coltivazione di verdure utilizzando la luce solare e l’acqua piovana. L’Olanda è il paese in cui attualmente il Vertical Farming è maggiormente presente e sviluppato. Successo attribuibile al clima poco favorevole alle tradizionali coltivazioni agricole, compensato dalla presenza di varie specie autoctone.

Vantaggi dell'Agricoltura Verticale

  • Aumento della resa delle colture: L’agricoltura verticale offre molti vantaggi rispetto alle tecniche di coltivazione tradizionali. Il vantaggio principale è l’aumento della resa delle colture con una minore area unitaria di fabbisogno di terra. Ciò significa che possono produrre quantità significativamente maggiori di cibo rispetto a una superficie equivalente di terreno aperto.
  • Minore utilizzo di risorse: Un altro vantaggio è la capacità di coltivare una maggiore varietà di colture contemporaneamente perché non condividono gli stessi appezzamenti di terreno durante la crescita. Inoltre, le colture sono sottoposte ad un controllo costante e preciso rispetto alle condizioni ambientali in cui crescono, come l’illuminazione, la temperatura e l’umidità, e ciò garantisce una produzione ottimale ed efficiente dal punto di vista delle risorse: l’agricoltura verticale utilizza meno acqua, terra e fertilizzanti rispetto alle tecniche di coltivazione tradizionali.
  • Riduzione dell'impatto ambientale: A causa del limitato utilizzo e sfruttamento del suolo, l’agricoltura verticale è meno dannosa per piante e animali autoctoni, portando a un’ulteriore conservazione della flora e della fauna locali. Al contempo, le tecniche di Vertical Farming possono essere utilizzate per proteggere le specie vegetali in via di estinzione, che possono essere conservate e coltivate all’interno di edifici.
  • Produzione a chilometro zero: Le fattori verticali permettono di produrre cibo a km 0 anche dove non sarebbe possibile come in aree urbane dove la terra agricola è limitata e la produzione di vegetali al di fuori della loro stagionalità. Inoltre, possono essere posizionate vicino ai consumatori, riducendo la distanza e il tempo necessari per trasportare il cibo “farm to fork”.
  • Assenza di pesticidi: Il fatto di essere posizionate al chiuso poi, le mette al riparo da eventi meteorologici estremi o imprevisti. Pesticidi ed erbicidi non sono necessari proprio perché è un sistema fortemente controllato, in cui erbe e parassiti non possono fare il loro ingresso. I prodotti derivanti sono, quindi, da considerare biologici a tutti gli effetti.

Svantaggi dell'Agricoltura Verticale

  • Costi elevati: Tuttavia, il Vertical Farming richiede anche una significativa quantità di tecnologia e una altrettanto significativa quantità di energia e risorse per mantenere le condizioni di crescita ottimali. Inoltre, il costo di avviamento e di gestione di un’azienda agricola verticale è ancora elevato e ne limita la diffusione su scala mondiale.
  • Consumo energetico: Un ostacolo attuale è connesso alla necessità di ridurre il consumo energetico nelle coltivazioni verticali. Questi sistemi richiedono una notevole quantità di energia, soprattutto per alimentare l’illuminazione a LED e altre tecnologie fondamentali per il monitoraggio e gli interventi necessari alla produzione e alla cura delle piante. Al momento, la dipendenza energetica di tali impianti è principalmente legata a fonti fossili, un aspetto che richiede attenzione.

Tuttavia, proiettando lo sguardo al futuro, una transizione verso un mix energetico più sostenibile può aprire la strada a una significativa riduzione della quantità di energia necessaria e delle emissioni di CO2 equivalenti, promuovendo così un approccio più ecologico nell’ambito delle richieste energetiche di queste strutture agricole verticali.

Sicurezza Alimentare e Agricoltura Verticale

Per garantire la sicurezza alimentare globale e soddisfare le richieste di fronte all’aumento della popolazione, la produzione alimentare dovrebbe aumentare del 60% entro il 2050. D’altra parte, i prerequisiti naturali dell’agricoltura, vale a dire la terra arabile e l’acqua, si sono esauriti con la rapida urbanizzazione in tutto il mondo. L’attuale food system deve quindi trovare metodi alternativi per diventare al contempo più efficiente nel rispondere a esigenze crescenti e più sostenibile.

Al centro del concetto di agricoltura sostenibile c’è l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno dell’umanità senza penalizzare le esigenze delle generazioni future. Intento a cui l’agricoltura verticale risponde utilizzando un quantitativo che può arrivare fino al 99% in meno di acqua, terra e fertilizzanti rispetto alle tecniche di coltivazione tradizionali. Inoltre, le tecnologie di coltivazione verticale possono essere progettate per recuperare e riciclare l’acqua e i nutrienti, riducendo la massa di rifiuti prodotta.

Un altro aspetto riguarda le emissioni di gas serra causate dal trasporto dalla fattoria alla tavola, poiché coltivare su più livelli in edifici, grattacieli o capannoni all’interno delle stesse città consente di accorciare la distanza che separa il luogo in cui viene effettivamente coltivato un prodotto e i consumatori finali che vivranno nelle aree urbane, avvicinandosi così all’obiettivo di filiera “chilometro 0”. Per non parlare di una garanzia di resa del raccolto per ettaro che, in alcuni casi, può superare di dieci volte quella ottenibile con metodi tradizionali. E del fatto che l’agricoltura indoor può produrre colture tutto l’anno.

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Tecnologie per l’Agricoltura Verticale

Mettere le tecnologie digitali a disposizione dell’agricoltura consente di ottenere risultati fondamentali nell’ottica della sostenibilità, come ad esempio calcolare con precisione di quanta acqua ha bisogno una pianta, evitando in questo modo di sprecare risorse, ma anche effettuare previsioni sui rischi che corrono le colture, ad esempio rispetto alle malattie, sapendo in anticipo quali specie di parassiti potrebbero attaccare le piante.

Nell’agricoltura verticale, sono diverse le tecnologie che vengono impiegate per creare un ambiente controllato e sostenibile per la coltivazione delle specie vegetali. Anzitutto, l’illuminazione artificiale deve fornire la giusta quantità e qualità di luce per la crescita delle piante. Parimenti, i sistemi di irrigazione sono progettati per essere efficienti e sostenibili, utilizzando tecnologie come l’irrigazione a goccia o che abilitano il riciclo dell’acqua.

I sistemi di supporto, come scaffali, rastrelliere e strutture di sostegno, sono utilizzati per sostenere le piante e garantire che ricevano la quantità di luce, aria e acqua necessarie. Fondamentali anche le tecnologie di controllo ambientale, come la termoregolazione e la ventilazione, e i software di monitoraggio per raccogliere e analizzare i dati tali da ottenere una maggiore comprensione delle condizioni ottimali per la crescita e per identificare eventuali problemi o opportunità di miglioramento.

Colture Adatte al Vertical Farming

A prestarsi alla coltivazione verticale sono diverse varietà vegetali. Tra le più indicate troviamo insalata e pomodori, per la rapidità di crescita e le rese elevate in rapporto allo spazio. Colture orticole, verdure a foglia, ortaggi, ma anche piante aromatiche (il basilico, per esempio) possono essere ideali, come pure funghi e germogli.

Le tecniche di coltivazione più diffuse sono idroponica e acquaponica. La prima è una tecnica fuori suolo in cui le radici delle piante crescono a contatto diretto con una soluzione di acqua, minerali e sostanze nutritive. La seconda integra la coltivazione di piante e l’allevamento di pesci in un ambiente sinergico in cui l’acqua proveniente dagli allevamenti di pesci viene utilizzata per irrigare e fertilizzare le coltivazioni, creando un ciclo chiuso in cui le piante purificano l’acqua, rendendola nuovamente adatta all’allevamento ittico.

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Coltivazione Idroponica

Per coltivazione idroponica o idrocoltura utilizza un sistema di coltivazione fuori suolo in cui la terra è sostituita da un substrato inerte (argilla espansa, perlite, vermiculite, fibra di cocco, lana di roccia, zeolite, ecc.) per fornire supporto alle radici. Le radici delle piante vengono irrorate mediante una soluzione nutritiva composta dall’acqua e dai composti (per lo più inorganici) necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla normale nutrizione minerale. Ciò può avvenire tramite alloggi a canaline nei quali scorre la soluzione, sistemi galleggianti o di irrigazione a goccia. Questo metodo non solo porta a un significativo risparmio d’acqua, ma promuove anche una crescita più rapida delle piante.

La tecnica di coltivazione idroponica offre la possibilità di gestire produzioni in modo controllato, garantendo standard qualitativi e igienico-sanitari elevati durante ogni periodo dell’anno. I benefici di questa metodologia abbracciano l’incremento delle rese per unità di supe...

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