Malattie Comuni nell'Insalata dell'Orto e Rimedi Efficaci

Le malattie che possono colpire le piante del nostro orto, del giardino o del balcone sono davvero numerose.

Malattie e Parassiti Comuni dell'Orto

Tra le malattie e i nemici delle piante più temuti troviamo gli afidi, le cimici, il marciume, il colpo di calore, la cocciniglia, la presenza di bruchi, la mosca bianca, la peronospora e l’oidio.

A causa di un’esposizione al sole eccessiva o dell’arrivo improvviso del caldo le piante possono subire dei danni anche gravi provocati da un vero e proprio colpo di calore. Il clima caldo e secco favorisce la comparsa di cocciniglie, insetti molto piccoli che attaccano le piante. Il marciume compare sulle piante quando la presenza di acqua è eccessiva.

Difesa della Lattuga: Insetti e Parassiti

In qualsiasi orto si seminano e si trapiantano lattughe, che sono tra i primi ortaggi in assoluto a cui si pensa quando ci si accinge a coltivare. Come tanti altri ortaggi, anche le lattughe sono minacciate da insetti fitofagi, che si nutrono dei tessuti vegetali e della linfa che contengono.

Gli afidi sono parassiti comuni a moltissimi ortaggi e nel caso delle lattughe troviamo sia quelli a carico delle foglie sia quelli a carico delle radici. A spese delle radici vi è un afide ceroso che attacca le foglie del pioppo e che in estate si sposta sulle lattughe per attaccarne le radici, sulle quali notiamo delle vistose secrezioni biancastre di consistenza cerosa. Le foglie di conseguenza deperiscono perché poco alimentate da un apparato radicale così compromesso.

Leggi anche: Insalata Estiva con Farro e Tonno

Le specie di afidi che attaccano la parte aerea sono verdi e si trovano in colonie sulla pagina inferiore delle foglie più esterne, da cui succhiano la linfa.

Prevenzione contro gli Afidi

Prevenire la presenza degli afidi è possibile con molti mezzi ecologici. Intanto bisogna favorire la presenza dei loro predatori naturali, come le coccinelle, ma anche i sirfidi, le crisope, le forbicine, persino le larve delle lucciole. Altra forma preventiva contro gli afidi è irrorare le lattughe con farine di roccia come le zeoliti, che formano un velo meccanico come barriera, o con estratti freschi di ortica o di aglio o peperoncino piccante come repellenti.

Nematodi del genere Meloidogyne causano la formazione di galle radicali, e gli attacchi forti si verificano soprattutto nei suoli sabbiosi. Gli elateridi, detti anche “vermi fil di ferro” forse perché sembrano fili metallici arrugginiti, sono lo stadio larvale di un coleottero nero, del genere Agriotes, che impiega circa 3 anni per raggiungere la forma adulta.

Queste larve provocano danni a varie colture tra cui patate e carote, ma anche alle radici delle lattughe, che appassiscono in modo apparentemente inspiegabile. Di solito gli attacchi sono più frequenti in orti derivati da precedenti prati, poi con il tempo la loro carica diminuisce.

Nonostante l’ospite preferito di questo lepidottero sia il pomodoro, la nottua gialla non disdegna le lattughe, e può deporre le uova anche sulle foglie di questa specie. Possiamo vedere i piccoli escrementi neri come loro tracce e sicuramente le foglie appaiono rovinate.

Leggi anche: Insalata Estiva di Pollo

Il dittero colpisce soprattutto le lattughe a cappuccio, e le femmine di mosca minatrice con le loro punture causano tanti punti necrotici sulle foglie, ma se la lattuga non deve essere venduta, questo danno è trascurabile e di tipo soprattutto estetico. Le foglie esterne poi sono soggette alle mine larvali, ovvero le sottili gallerie che le larve scavano man mano che mangiano l’interno della foglia.

Malattie Fungine della Lattuga

La specie (Lactuga sativa) può essere infatti colpita da alcune patologie che è molto importante prevenire. Trattandosi di una specie a ciclo breve, spesso non ha senso realizzare dei trattamenti fungicidi, ma è più pratico, soprattutto nelle piccole coltivazioni, provvedere all’eliminazione delle parti infette per bloccare l’ulteriore diffusione del patogeno.

  • Evitare le irrigazioni per aspersione, perché bagnano le piante e le espongono al ristagno di umidità, che favorisce lo sviluppo dei patogeni fungini.
  • Non piantare le lattughe troppo fitte.
  • Dopo il trapianto e anche in seguito è utile irrorare sulle piante un macerato di equiseto diluito, che ha un effetto preventivo perché stimola il naturale meccanismo di difesa della pianta.
  • Propagare solo seme sano.
  • Non eccedere con le concimazioni, neanche con quelle basate su prodotti naturali.

Realizzare trattamenti preventivi con i corroboranti, ovvero prodotti derivanti da sostanze naturali (vegetali o minerali) che, irrorati sulle parti aeree delle piante, le proteggono dalle principali avversità, tra cui le malattie fungine. I corroboranti agiscono secondo diversi meccanismi e in generale sono dei potenziatori delle difese naturali delle piante.

Non inquinano e per usarli non è necessario rispettare dei tempi di carenza, ovvero l’intervallo di giorni che deve intercorrere tra l’ultimo trattamento e la raccolta.

Bremia Lactucae

Si tratta di una malattia provocata dal fungo Bremia lactucae, che è favorito da stagioni piovose, terreni mal drenati e temperature medio basse (tra i 10 e il 15 °C). L’attacco di bremia inizia dalle foglie più esterne dei cespi, che si coprono di macchie bianche farinose sulla pagina inferiore, e in seguito queste possono estendersi anche alle foglie più interne.

Leggi anche: Insalata russa: presentazioni raffinate

Oidio

Anche l’oidio, famosa come malattia della zucchina, si manifesta sotto forma di macchie bianche farinose, ma di solito questa patologia compare in estate piena, e le piante colpite ingialliscono e poi avvizziscono.

Alternaria e Septoriosi

Quando le lattughe sono colpite dal fungo Alternaria, sulle foglie esterne si notano piccole macchie che tendono ad espandersi per raggiungere circa 1 cm di diametro. In casi gravi le foglie ingialliscono e disseccano completamente. La septoriosi è un altro fungo che può aggredire la lattuga, le sue temperature ottimali di sviluppo sono comprese tra i 18 e i 25 °C con elevata umidità ambientale, e la malattia è riconoscibile da aree clorotiche irregolari sulle foglie e necrosi dei tessuti, con elementi puntiformi neri.

Antracnosi e Problemi Batterici

La patologia colpisce prima le foglie esterne del cespo, per poi passare anche a quelle interne, e si manifesta con tacche circolari bianco-gialle, molto minute e con margine bruno. Le tacche di antracnosi necrotizzano lasciando le foglie bucherellate. A volte il cespo della lattuga mostra margini fogliari imbruniti, e questi possono derivare da squilibri idrici e nutrizionali (tanto azoto e una quantità scarsa di potassio e di magnesio nel suolo), oppure da batteri, caso che riguarda spesso la lattuga romana.

Questa malattia è causata da un batterio del genere Xanthomonas e come la maggior parte delle malattie è favorita dall’umidità persistente e da piogge prolungate.

Virus

La lattuga può anche essere colpita da virus quali il “virus del mosaico della lattuga” o il “virus dell’ispessimento nervale della lattuga”. Nel primo caso si notano le tipiche chiazze a mosaico sulle foglie, nel secondo l’ispessimento della nervatura della foglia con formazione di sacche di lattice.

I virus delle piante non sono debellabili da prodotti chimici né tanto meno da quelli più ecologici, quindi è fondamentale difendere le piante dai vettori di virosi che sono prevalentemente afidi.

Bicarbonato di Potassio: Un Rimedio Naturale

Grazie alle sue valide proprietà, il carbonato monopotassico è molto usato anche nelle coltivazioni per prevenire varie malattie fungine. Il bicarbonato di potassio in agricoltura biologica può essere utilizzato con lo scopo di prevenire vari malattie che colpiscono il frutteto. Il bicarbonato viene classificato come fitofarmaco, utile per curare diverse patologie delle colture.

Per chi soffre di reflusso acido, il potassio bicarbonato favorisce la riduzione dei livelli di ph dell'intestino. Il bicarbonato di potassio antifungino è utilissimo anche per curare vari tipi di arbusti e frutteti. Per usarlo in questo modo, basta sciogliere un po’ di bicarbonato in acqua e spruzzarlo direttamente sulle varie piante da curare.

Il potassio bicarbonato, si può usare per prevenire le più comuni malattie dell’orto come: la ticchiolatura e l’oidio. L'uso del bicarbonato di potassio contro l'oidio, si è dimostrato molto efficace. Questa malattia si presenta come una patina bianca che riveste le foglie, i frutti e i fiori degli arbusti bloccandone la crescita. In particolare, il bicarbonato di potassio per rose va usato come soluzione fungicida, da spruzzare in modo uniforme sulle foglie per alcuni giorni.

Bicarbonato di Potassio per Diverse Colture

  • Vite: il bicarbonato di potassio costituisce un ottimo correttore d’acidità.
  • Pomodori: è indispensabile contro la peronospora, che si forma su questo ortaggio, poiché una volta colpiti da questa malattia sono destinati a marcire.
  • Vino: il potassio bicarbonato, si è rivelato un buon rimedio per togliere l’acidità dal vino.

Altri Rimedi e Consigli Utili

Tra gli usi alternativi dell’aceto di mele troviamo un rimedio per la mosca bianca suggerito da una nostra lettrice. Il rimedio richiede di praticare un foro a metà circa di una bottiglia di plastica che verrà appesa alla pianta. Il fondo della bottiglia va riempito con due dita di aceto di mele o in alternativa con aceto bianco a cui aggiungere un goccio di miele. I parassiti attirati dall’aceto entreranno nella bottiglia e non attaccheranno la pianta.

Con la primavera e l’umidità che spesso l’accompagna, nell’orto arrivano molte lumache. Trovando tante belle insalatine in crescita, le mangiano di gusto e riescono a far fuori rapidamente soprattutto le piantine piccole appena trapiantate. Poi possiamo distribuire cenere attorno all’aiuola, per ostacolare lo strisciare dei molluschi verso le piantine, ricordando però che questo espediente funziona solo fintanto che la cenere è asciutta: quando viene bagnata da pioggia o irrigazioni ne deve essere aggiunta di nuova.

I topi scavano gallerie nel suolo e possono erodere le radici delle lattughe, che troveremo così appassite. Un espediente ulteriore per scacciarli è la vibrazione metallica prodotta da pali in ferro piantati nel suolo e battuti con una certa regolarità, ma questo funziona in orti frequentati assiduamente.

Un sistema migliore, sicuramente da provare, è la distribuzione sul terreno di un macerato di sambuco nero. Si prendono circa 500 grammi di foglie di questa pianta, si mettono a macerare per 7-10 giorni in un secchio pieno d’acqua, ricordando di rimestare il tutto almeno una volta al giorno, e poi si diluisce in acqua nel rapporto 1:10. Con questa soluzione si annaffia il terreno nei punti in cui abbiamo scorto le gallerie dei topi o dove abbiamo trovato insalate sparite o appassite.

Sclerotinia Sclerotiorum

Sclerotinia sclerotiorum è un fungo cosmopolita che causa marciumi delle piante in moltissime specie vegetali specialmente su lattuga e prati. E' può colpire una miriade di piante tra cui Ortive, Girasole, Soia, Colza, Floricole, Piante Arboree (Agrumi, Pero ecc.), insalate, lattuga, prato e tappeti erbosi.

I primi sintomi si manifestano con gli avvizzimenti della parte colpita, che nel caso delle insalate coinvolge tutta la pianta poiché i sintomi sull’ospite si manifestano all’altezza del colletto e sono ben riconoscibili dall’imbrunimento della zona e dal marciume dei tessuti. Sulla zona infetta si osserva uno strato miceliare biancastro alternato a formazioni scure tipiche di questo fungo chiamate sclerozi (mezzi di diffusione formate da ife compattate e resistenti).

Le insalate e le lattughe sono particolarmente suscettibili e possono subire danni molto gravi. Su carota la sclerotinia infetta la parte epigea la quale marcisce. Il marciume può manifestarsi sia in campo che in post-raccolta. Questo micete può colpire moltissime ortive e può utilizzare gli stigmi fiorali per penetrare all’interno e creare disseccamenti rameali nelle piante dei diversi generi tra cui le solanacee.

Sclerotinia sclerotiorum può colpire anche il prato coltivato di giardini e campi sportivi, oltre che rucola, lattughino e colture da sfalcio in generale.

Controllo della Sclerotinia

Il controllo della sclerotinia è principalmente di tipo agronomico e biologico. Contro questa patologia vegetale si può utilizzare il fungo antagonista Coniothyrium minitans in grado di attaccare e distruggere gli sclerozi. Questo va applicato almeno 2-3 mesi prima della messa a dimora delle piante suscettibili o al termine della coltura sui residui vegetali che poi andranno interrati con una lavorazione.

Essendo l’umidità un fattore chiave per favorire il patogeno, occorre applicare idonee pratiche al fine di evitare il ristagno idrico. In fine la rimozione delle piante infette permette il contenimento dell’inoculo di Sclerotinia sclerotiorum.

Sempre per via preventiva l’utilizzo di prodotti a base di Trichoderma garantisce un livello di danno più basso e una riduzione dell’inoculo del patogeno nel tempo. Anche i prodotti a base di Bacillus amyloliquefaciens possiedono azione antagonista e preventiva nei confronti della sclerotinia. Sia il Tricoderma che il B. amyloliquefaciens devono essere distribuiti in via preventiva e con più trattamenti l’anno, questi non hanno azione curativa.

La cura delle infezioni in corso su piante erbacee da sfalcio come lattughini e rucola è possibile con l’utilizzo di prodotti a base di sali di rame da applicare subito dopo la raccolta sulla restante vegetazione rimasta in campo.

Oidio o Mal Bianco delle Cucurbitacee

L’Oidio o Mal bianco delle cucurbitacee è un fungo presente praticamente ovunque. É in grado di infettare cetriolo, melone, zucca, zucchino, anguria, barattieri e tortarello. La sua azione danneggia le piante, causando il deperimento di tutta la vegetazione e può portare in breve ad un’importante limitazione del potenziale produttivo e (in caso di forti attacchi) al peggioramento qualitativo dei frutti.

Compare con macchioline bianche sulle foglie, che in condizioni favorevoli si possono evolvere rapidamente in una patina farinosa diffusa a tutta la pagina fogliare. Successivamente si assiste alla necrosi delle foglie basali e alla defogliazione delle piante, che può verificarsi in modo più o meno veloce.

Molte varietà di melone, zucchino e cetriolo Orto Mio, sono selezionate tra quelle naturalmente resistenti al Mal bianco. Le piantine di molte varietà di zucchino e zucca, hanno foglie con marezzature grigie che non devono preoccupare anche se si potrebbero confondere con le infezioni di Mal bianco. Per non farsi ingannare, sfregare delicatamente la foglia con un dito in corrispondenza delle macchie.

Tutte le varietà di melone della gamma Orto Mio e gran parte dei cetrioli e zucchini, sono resistenti alle principali razze di Oidio (controllare le indicazioni sul sito nelle caratteristiche delle singole varietà). Ciò non li rende immuni alle infezioni, ma ne facilita il contenimento rispetto alle varietà suscettibili (che vengono danneggiate più rapidamente).

Prevenzione Bio contro l’Oidio

La prevenzione bio contro l’Oidio, normalmente si inizia circa 40 giorni dopo il trapianto, effettuando trattamenti con prodotti a base di zolfo bagnabile, da nebulizzare in modo uniforme sulle foglie e su tutta la pianta. Ripetere gli interventi ogni 10-15 giorni. Quando le foglie basali delle piante di zucchina e cetriolo sono fortemente colpite da Oidio, non conviene curarle, ma tagliarle con le forbici, o con un coltello (oppure con le mani), all’attaccatura del fusto.

Qualora si notassero piante con anche sintomi di virosi, eliminare quelle infette.

Coltivare l'Insalata da Taglio: Consigli Utili

Coltivare l’insalata da taglio richiede un po’ di pianificazione e cura, ma con le giuste tecniche, è possibile ottenere un raccolto abbondante e gustoso. Una volta raccolta, l’insalata da taglio deve essere trattata con cura per mantenerne la freschezza e la qualità.

  • Varietà: Scegliere una varietà adatta alla stagione, come lattughe, cicorie, scarole e valeriane.
  • Terreno: Prediligere un terreno ben drenato e ricco di sostanze nutritive.
  • Irrigazione: Mantenere il terreno umido, ma non inzuppato.
  • Cura: Mantenere il terreno libero da erbacce.
  • Raccolta: Raccogliere le insalate quando sono ancora giovani, tenendo conto delle condizioni climatiche.

Seguendo questi semplici consigli, è possibile ottenere una produzione di insalata di qualità.In primo luogo, considerate la stagionalità. Alcune varietà di insalata da taglio sono più adatte a determinati periodi dell’anno. In secondo luogo, considerate le vostre preferenze di sapore. Alcune varietà di insalata da taglio hanno un sapore più dolce, mentre altre hanno un sapore più amaro. Infine, considerate la consistenza. Alcune varietà di insalata da taglio hanno una consistenza più croccante, mentre altre hanno una consistenza più morbida.

Irrigazione, Concimazione e Difesa dalle Malattie

  • Irrigazione: l’insalata da taglio richiede un’irrigazione regolare, in modo uniforme e costante.
  • Concimazione: Si consiglia di utilizzare un fertilizzante ricco di azoto, fosforo e potassio.
  • Difesa dalle malattie: Per prevenire la diffusione di malattie, è importante mantenere il terreno ben drenato e assicurarsi che le piante siano ben ventilate. Inoltre, è necessario controllare regolarmente le piante per individuare eventuali segni di malattia.

tags: #malattie #comuni #insalata #orto #rimedi

Post popolari: