La Prima Edicola Panini: Una Storia Italiana di Successo

La storia di Panini è, prima di tutto, la storia imprenditoriale di successo di otto fratelli di Pozza di Maranello, e in particolare di Giuseppe, Benito, Umberto e Franco Cosimo.

L'Inizio di un'Avventura Imprenditoriale

Molti pensano, erroneamente, che per metter su un’azienda e per far soldi occorra un’idea veramente geniale. Cosa ci vuol dire questa storia? Che non è necessario avere l’idea del secolo per mettere su un business che funziona. In altri casi le idee imprenditoriali nascono per caso. Antonio Panini era nato nel 1897 in un paesino vicino Modena, Pozza di Maranello, figlio di contadini. Nell’Italia del Ventennio fascista Antonio tira su la famiglia lavorando senza sosta, i soldi non bastano mai e d’altronde mantenere otto figli è un’autentica impresa.

Ma poi il destino cinico e baro si presenta a chiedere il conto quando meno te lo aspetti. Antonio si ammala improvvisamente: è un tumore, lui guarda angosciato i suoi figli e si domanda come avrebbero fatto senza di lui. Il 9 novembre del 1941 Antonio Panini si spegne e, per ironia della sorte, quello stesso giorno il suo primogenito Giuseppe, che aveva 16 anni e da poco aveva cominciato a lavorare in un’officina dove riparavano biciclette, riceve il suo primo stipendio.

Una sera la figlia Veronica, che lavorava come dattilografa presso uno studio legale di Modena, le racconta una confidenza che le ha fatto il suo titolare, l’avvocato Guidelli. Olga però vede una possibilità. Come le sia venuto in mente di rilevare un’edicola in piena guerra non lo sa nessuno, forse fu la passione, o forse l’intuito. Certo, pensare di fare business con un’edicola ci voleva una discreta dose di incoscienza o una dose altrettanto robusta di capacità di visione. La scommessa di Olga da lì a qualche mese si sarebbe rivelata lungimirante.

La fine del regime e la fine della guerra significarono anche la fine del pensiero unico. La voglia di discutere, di dibattere, di conoscere degli italiani trovò sfogo in una gran quantità di nuove pubblicazioni di tutte le tendenze politiche. Nell’immediato dopoguerra nacquero un’infinità di giornali in ogni angolo della penisola, le nuove forze politiche diffondevano le loro idee e le loro proposte soprattutto attraverso la stampa.

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Ma nel dopoguerra in quell’edicola si vendevano anche nuovi prodotti. Per esempio, si vendevano sempre più fumetti, quelli che erano chiamati “nuvole parlanti”, che avevano sempre più successo tra i ragazzini. Che Olga avesse il pallino per gli affari lo dimostrò in quegli anni quando inventò il metodo delle “buste a sorpresa”. Dal momento che non tutti i fumetti venivano venduti le copie avanzate invece di essere rese all’editore venivano messe in una busta sigillata dove c’erano tre o quattro copie.

I Panini si accorsero con questi due nuovi prodotti che c’era un mondo sotterraneo fatto di appassionati delle cose più diverse e più strane, il mondo del collezionismo. La gente collezionava fumetti, francobolli, monete, tappi di bottiglia, portachiavi e mille altre cose. L’idea venne a Giuseppe, il più grande della famiglia che nel 1956 convinse gli altri a produrre un album con una collezione di disegni e immagini di fiori e di piante. Erano distribuite soltanto a Modena e dintorni. Si comprava l’album e quindi le bustine con le immagini da appiccicare sull’album. Una forma semplice e tutto sommato economica di collezionismo. L’idea era buona ma il soggetto scelto, piante e fiori, non era di quelli da suscitare grandi entusiasmi, e infatti commercialmente fu un flop.

Nel 1957 Umberto, il penultimo dei fratelli decide di cambiare aria. Modena gli sta stretta, è insoddisfatto, e seguendo il suo spirito d’avventura finisce in Venezuela, all’epoca un paese ricchissimo e in pieno sviluppo, dove già avevano trovato fortuna molti italiani. In quella terra lontana Umberto trova lavoro e diventa uno dei più apprezzati meccanici di Maracaibo. Guadagna bene e decide di sposarsi: fa arrivare in Venezuela la sua fidanzata modenese, si sposano e cominciano a nascere i figli. Ormai pensano che il loro futuro sarà in Sudamerica ma, nel 1964, su insistenza del fratello Giuseppe, tornano a Modena.

La Nascita delle Figurine Panini

Nel 1960 Giuseppe e suo fratello Benito vanno a Milano a trovare una piccola casa editrice che si chiamava Nannina che aveva distribuito nelle edicole figurine dedicate ai calciatori. Decidono di ristamparle e di confezionarle tre per ogni bustina. Nel 1961 esce la prima collezione di bustine di calciatori della stagione 1960-1961. Una parte erano lo stock acquistato a prezzo da macero dalla casa editrice milanese, ma in parte erano anche delle ristampe, perché quelle figurine ebbero subito un successo clamoroso. In pochi mesi ne vendettero 3 milioni, un successone.

Nonostante le carenze organizzative, nonostante l’artigianalità dell’offerta editoriale, il pubblico aveva apprezzato l’idea. Nel gennaio 1961, Giuseppe fonda la Panini Editrice stampando il primo album per la raccolta. Il successo è immediato. Benito spedisce al fratello Umberto emigrato in Venezuela due figurine e un biglietto che recita: “Torna. l’America è qui!”. Umberto abbandona così l’America e torna in patria.

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L'Innovazione e l'Espansione

All’inizio, la produzione delle figurine era un processo essenzialmente manuale: la colla era mescolata con una pala e le figurine venivano imbustate a mano. Ma nel 1963, per fare fronte alle nuove esigenze di produzione, Umberto Panini inventa la macchina “Fifimatic”, ancora oggi in uso (fifi in dialetto modenese figurina) che permette all’azienda di imbustare milioni di pezzi e di imporsi come realtà imprenditoriale industriale.

Nel 1969 iniziarono le vendite all’estero, prima in Belgio e in Svizzera, poi negli altri paesi europei, costituite da raccolte dei calciatori dei rispettivi campionati nazionali. Altre cinque filiali estere furono aperte negli anni Ottanta, con la Panini ormai in forte crescita, capace di controllare il 70% del mercato mondiale delle figurine.

L'Eredità di un'Icona Italiana

Figurine Panini, 60 anni di storia e di successo che hanno accompagnato generazioni ri ragazzi e un album per celebrare questo traguardo. Ci sono cose che non invecchiano, anche se il tempo passa. I mitici album di figurine Panini, casa editrice italiana leader mondiale del settore, hanno da poco compiuto 60 anni ma la passione non ha età e continua a crescere!

Oggi Panini è un gruppo internazionale, vale 1 miliardo di dollari, conta 1000 dipendenti, fattura 536 milioni di euro e produce 6 miliardi di figurine all’anno per 50 collezioni lanciate. Infine, importanti investimenti hanno fatto sì che Panini diventasse il quarto editore in Europa nel settore ragazzi.

In occasione dei suoi 60 anni di attività l’azienda ha lanciato un nuovo album Calciatori dedicato alla stagione 2020/21 con 748 figurine e il coinvolgimento diretto di collezionisti e tifosi per scegliere la “Top Team Panini 60” e “La Panini più amata”, oltre alle figurine delle copertine storiche degli album dal 1961 e degli MVP dei club di Serie A.

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