Ricette con Farina di Orzo: Un Viaggio nel Gusto e nella Tradizione

La farina d'orzo è un ingrediente versatile e nutriente, perfetto per sperimentare in cucina e riscoprire sapori autentici. Che siate appassionati di panificazione, amanti dei dolci o desiderosi di preparare pasta fresca fatta in casa, la farina d'orzo saprà sorprendervi con le sue caratteristiche uniche.

Cos'è la Farina di Orzo?

Per essere considerate biologiche le farine devono derivare dalla molitura del cereale, in questo caso l’orzo, coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica.

Se volete preparare in casa la farina d’orzo, acquistate l’orzo perlato, ossia quello privato dell’involucro che riveste il chicco. Il risultato è che otterrete una farina meno ricca di fibre, rispetto a quella che acquistate in negozio, ma altrettanto buona.

Pane con Farina di Orzo: Un Sapore Rustico Irresistibile

Questo pane con farina d’orzo è preparato con lievito madre in coltura liquida (li.co.li.) e ha una particolare nota rustica che lo rende irresistibile! Un filone non eccessivamente idratato (solo al 68%) e quindi gestibile anche da chi è alle prime armi con la panificazione, nonché ideale da preparare in giornata con farine di media forza. La sua crosta è ben croccante e la mollica asciutta e ariosa nonostante la presenza della farina d’orzo.

Preparazione del Pane con Lievito Madre

Se non avete la pasta madre (solida o liquida che sia), non temete! Al mattino presto rinfrescate il vostro licoli e attendete il suo raddoppio a circa 26/28°, in quattro orette dovrebbe essere pronto. In inverno sono solita rinfrescarlo anche la sera prima e lasciarlo a t.a. fino al mattino a circa 18/20°. Una volta raddoppiato, unite nella ciotola della planetaria tutti gli ingredienti ed iniziate ad impastare con la foglia a velocità bassa fin quando l'impasto non si staccherà dalle pareti e dal fondo della ciotola rimanendo avviluppato attorno alla foglia.

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Ciò non tarderà ad avvernire, ma proseguite fin quando non si formerà la maglia glutinica (l'impasto, tirandolo, non si deve spezzare/stracciare ma risultare elastico). Montate il gancio e chiudete l'incordatura (aumentando di poco la velocità). Fate la prova velo per essere certi che sia stata raggiunta.

Ribaltate l'impasto sul piano di lavoro e fatelo puntare scoperto per 20 minuti circa. Successivamente procedete con 3 giri di pieghe slap&fold, uno ogni 20 minuti coprendo a campana al termine e mettendo al caldo (26/28°) tra uno e l'altro.

Al termine del terzo giro di pieghe, riponete l'impasto in un contenitore quadrato o caraffa graduata leggermente oleati, coprite e mettete a lievitare al caldo (26/28°) fino a quando non raggiunge circa l'80% del suo volume.

Una volta pronto, spolverizzate il piano con pochissima semola e ribaltateci delicatamente l'impasto lievitato. Allargatelo un po' con i polpastrelli per creare un rettangolo, ma senza sgonfiarlo, e realizzate una semplice piega a 3 (preforma). Coprite a campana e attendete 20 minuti.

Ora formate il filone con la tecnica che preferite e riponetelo con chiusura rivolta verso l'alto nel cestino di lievitazione ben spolverizzato di semola. Avvolgete il cestino in un panno pulito, poi lasciatelo un'oretta a temperatura ambiente e infine mettetelo in frigo sul ripiano più alto per la seconda lievitazione (monitorate a vista il raddoppio controllando di tanto in tanto: i tempi potrebbero variare in base ad una miriade di fattori quali temperatura, effettiva forza delle farine usate, stato di salute del lievito, ecc.).

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Il giorno dopo, fai sciogliere il lievito rimasto con 500g di acqua e 600g di farina, lavora l’impasto aggiungendo, un poco alla volta, il sale e il resto degli ingredienti rimasti.

Una volta raddoppiato, procedete con la cottura frigo-forno. Ribaltate il filone dal cestino su una pala spolverizzata di semola e intagliatelo, poi fatelo scivolare nella pentola in ghisa rovente (mettetela nel forno quando lo accendete e aspettate che quest'ultimo arrivi in temperatura), coprite con il coperchio e infornate.

Cottura: 20 minuti con coperchio in forno statico a 230°, poi ulteriori 20 minuti in forno statico a 200° ma senza coperchio e infine 15 minuti a 180° in forno ventilato.

Una volta cotto, sfornate e spostate il pane dalla pentola su una gratella.

Torta di Mele con Farina d'Orzo: Leggerezza e Gusto in un Solo Dolce

Siete degli estimatori della torta di mele? Ma la preferite leggera, senza burro e senza latticini? Bene, allora vi consiglio di preparare la mia torta di mele con farina d’orzo, perché oltre ad essere buona e leggera, è anche bella da vedere, quindi è perfetta anche se avete degli ospiti. Infatti, ho lasciato la buccia alle mele rosse, proprio con l’intento di creare un bell’effetto scenografico e devo dire che è riuscito abbastanza bene! Naturalmente non ho utilizzato lo zucchero, ma lo xilitolo di betulla. Invece, il dolcificante che ho usato per decorare la torta, ovviamente non è zucchero a velo, ma l’eritritolo macinato e ridotto in polvere con il bimby.

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Per la ricetta della torta di mele, ho usato la farina d’orzo integrale, una farina con un basso indice glicemico (IG 35) , ricca di fibre e dal sapore neutro. E’ una farina abbastanza versatile, potete infatti usarla in diverse preparazioni al posto della farina di grano. Inoltre, non è una farina molto adatta alla lievitazione, quindi preferite il suo utilizzo per torte, biscotti, piadine ecc. e non per il pane.

Vi consiglio di usarla mescolandola ad altre farine e, se in ogni caso volete sperimentarla nelle preparazioni lievitate, fatemi sapere, mi raccomando!

Preparazione della Torta di Mele

Mettete le mele in ammollo per qualche minuto in acqua e bicarbonato, perché verrà usata anche la buccia. Dopo l’ammollo, sciacquate le mele con acqua corrente, asciugatele e tagliatele a fettine. Mettetele in una padella con un po’ di succo di limone, 2 cucchiaini di xilitolo e cuocete per circa 5 minuti.

In una ciotola, pesate le farine ed il lievito. In un’altra ciotola rompete l’uovo e sbattete con una forchetta insieme allo xilitolo o altro dolcificante. Unite l’olio, amalgamate bene e aggiungete anche il latte, l’acqua e la buccia grattugiata di limone.

Versate, un po’ alla volta le farine setacciate e lavorate con una frusta, fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi. Versate in uno stampo Ø 24 cm, rivestito con carta da forno e decorate con le fettine di mela, disposte a raggiera.

Orecchiette con Farina di Orzo: Un Omaggio alla Tradizione Pugliese

Io, nella mia incapacità conclamata, mi sono cimentata nella realizzazione delle orecchiette e qualche maccherone, se ne intravedono un paio nel piatto. Come pugliese sono un po’ una frana, nella realizzazione della pasta fresca, ma tanto, il motto di questo blog, qual’è? “Non sempre belli, ma sempre buoni”, quindi anche se le mie orecchiette non sono bellissime, sono venute buonissime come si vede dalla foto, la tenuta in cottura è evidente.

Sì, va bhe, non è merito mio, ma delle farine utilizzate, migliore è il prodotto, migliore sarà il risultato. gr. gr. gr.

Sono brutte? Non vi sono venute proprio come le vorreste? Non vi preoccupate, neppure io sono la maestra delle orecchiette, però vedo che ogni volta che ci riprovo, vengono sempre meglio.

Preparate un ottimo sugo pomodoro e basilico e condite con fierezza le vostre orecchiette, spolverate poi con formaggio grattugiato, l’ideale sarebbe il cacio ricotta, oppure disciogliete nel sugo un cucchiaio di ricotta forte e andrete in paradiso.

Se invece volete farmi qualche domanda, o lasciarmi semplicemente un commento, compilate il modulo che trovate qua sotto.

L'Autrice: Silvana e la Passione per la Cucina

Mi chiamo Silvana, non più giovanissima, sposata, con due figli ormai grandi, Fabio e Valentina. Fabio vive e lavora lontano da casa, Valentina, studentessa universitaria, vive ancora in famiglia. Ho un lavoro a tempo pieno da ben 36 anni, in una pubblica amministrazione e una grande passione: la cucina. In questa mia passione ho coinvolto Valentina che si diletta con me in cucina. Siamo due pasticcione impunite. Ci divertiamo molto a cucinare insieme, ma sopratutto a bisticciare. Vi chiederete perchè pasticcione, semplice, non abbiamo entrambe alcuna cognizione sulla coreografia del piatto, riusciamo a fare buone ricette, ma la presentazione lascia sempre molto a desiderare. Il nostro motto: Non sempre belli, ma sempre buoni. Mi auguro che anche voi, sperimentando le nostre ricette, concordiate con noi sulla bontà e non sull'aspetto. La nostra pecca? La coreografia dei piatti è per noi qualcosa di veramente sconosciuto. Pazienza, la speranza è l'ultima a morire. Un giorno, forse....

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