Uno degli esempi più rappresentativi del design minimalista e funzionale è sicuramente la seduta Spaghetti Chair. È nata da un progetto di Giandomenico Belotti e prodotta dall’azienda italiana Alias a partire dal 1979.
Giandomenico Belotti: Un Artista Poliedrico
Giandomenico Belotti (Bergamo, 1922 - 2004) è stato un artista poliedrico. Dopo essersi laureato in architettura presso lo IUAV di Venezia, ha coltivato la sua arte. Ha investito molte energie, infatti, nella ricerca, nel restauro, nella progettazione urbana e nell’industrial design.
In seguito, ha iniziato diverse collaborazioni con svariati artisti dell’epoca, tra i quali il noto scultore Marino Marini, che ebbe l’occasione di conoscere a Monza nel 1939. Lo stesso avvenne con gli architetti Guglielmo Ulrich e Gaetano Scolari incontrati a Milano, con i quali collaborò fino al 1950.
Oltre che disegnatore di prodotti industriali per aziende come Ascom, Foppapedretti, Lucente e Artnet, Giandomenico Belotti è stato un architetto molto prolifico. Protagonista dimenticato dell’architettura italiana, ha costruito diversi edifici che rimangono incastonati nel tessuto urbano milanese, ma che sono anonimi tra i monumenti storici e le realizzazioni delle archistar: l’edificio per appartamenti e negozi in via Volta 4 (1952-1953), la Case di via Cimarosa 7 (1954-1956) e via Canova 7/a (1958-1960) per citarne alcuni.
Con la Società Cooperativa di Progettazione ha realizzato inoltre numerosi edifici in paesi in via di sviluppo: Mozambico, Burkina Faso, Tunisia, Capo Verde…
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Belotti è un autore senza confini, ancora oggi attualissimo: capace di affrontare progetti complessi a scale diverse, in contesti e con committenze differenti.
La Nascita della Sedia Spaghetti
Il nome originario della seduta era Odessa, progetto in collaborazione dal 1974 con l’azienda Pluri, nonché ‘’centro sperimentale di design’’, fondata due anni prima da Enrico Baleri, imprenditore, designer e progettista italiano. Prima di affermarsi a livello mondiale, la sedia Alias segue un lungo processo di affinamento, che inizia nel 1962, quando Belotti disegna una sedia per gli spazi esterni dell’albergo Marina, a Marina di Massa, che venne in seguito messa in produzione da Pluri, con il nome di Odessa, a partire dal 1970.
Nel 1979 Giandomenico Belotti ha quindi avviato un’intraprendente e solida collaborazione con Alias attraverso Odessa, sedia che Belotti ha continuato a perfezionare diventando l’ineguagliabile Spaghetti Chair, primo prodotto dell’azienda. Per arrivare alla sedia Spaghetti, prodotta da Alias a partire dal 1979, il designer deve modificare, semplificare, perfezionare ancora la forma: il traverso dello schienale deve essere meno curvo, ci vogliono dei piccoli tappi di gomma sulle estremità superiori dei montanti, il traverso centrale va spostato alla base, il materiale della seduta e dello schienale va cambiato…
Caratteristiche e Design
Con le revisioni del progetto originario, l’artista ha via via reso meno curvo il traverso dello schienale, ha aggiunto piccoli tappi di gomma alle estremità superiori dei montanti e collocato il traverso centrale, alla base. Inoltre, ha teso gli elementi in PVC con accuratezza ed estrema precisione su un telaio in acciaio verniciato o cromato.
Spaghetti Chair è stata concepita per essere composta da materiali poveri e da una struttura elementare ma, al tempo stesso, con una sensazione di imponente solidità e con un decoro semplice ed efficace.
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La Spaghetti Chair di Giandomenico Belotti (1922-2004) è una sedia tradizionale, molto semplice, composta da una struttura sottile ed essenziale di acciaio e tondini di PVC.
Perché un prodotto tanto basilare è entrato nelle collezioni permanenti del MoMA di New York e del Triennale Design Museum di Milano? Perché rappresenta il pensiero di una delle figure più rilevanti del razionalismo italiano e nasce dal grande rispetto per la cultura artigianale italiana, ma con un approccio moderno, che innova le strutture, semplifica la forma e la lega alla funzione, a nuovi materiali e metodi costruttivi.
La sua è una “necessità professionale di interpretare la domanda culturale media e di offrire risposte precise, funzionali senza arzigogolare per stupire, per stare nell’onda delle mode, del nuovo a tutti i costi, per accendere i riflettori su sé stesso, attraverso l’interruttore dell’idea esibita, della trovata estetica, dell’invenzione masturbatoria,” raccontano nella biografia pubblicata nel 2004 da Electa, Claudio Bagatti e Mariavittoria Schinetti.
Sulla Spaghetti, Belotti continua ad applicare trasformazioni e accorgimenti, per cui la sedia diventa la capostipite di una famiglia numerosa: lo sgabello basso, nato dalla semplice sottrazione dello schienale; gli sgabelli medio e alto, con un sedile rialzato e un traverso poggiapiedi per irrobustire l’esile struttura; la poltroncina, che presenta forme arrotondate; la Spaghetti Gemini, con una lieve inflessione delle gambe posteriori…
“È sciocco tentare di reinventare la forma del cucchiaio, occorre mettersi di fronte all’oggetto della tradizione con molta modestia, sapendo di poterlo innovare, ma badando di non calare le proprie idee dall’alto sulla testa della gente. A volte, è un processo di sintesi, di maggior pulizia, come nel caso della Spaghetti Gemini,” diceva Belotti.
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Il suo diventa un esercizio di stile, interpretato recentemente dal designer argentino Alfredo Häberli, che in occasione del ventesimo compleanno della sedia Spaghetti ne ha disegnato varie versioni in edizione limitata dando un’interpretazione poetica.
Riconoscimenti e Varianti
Amata fin da subito da Baleri per il duro razionalismo che rappresentava, Spaghetti Chair si è distinta per la sua capacità di adattarsi a diversi ambienti: dagli spazi domestici a quelli professionali, fino agli esterni. Spaghetti Chair di Alias ha raggiunto un prestigioso riconoscimento internazionale quando, nel 1983, è stata inclusa nella collezione permanente del Museum of Modern Art (MoMA) di New York.
Questo traguardo ha testimoniato la sua importanza non solo come oggetto funzionale, ma anche come opera d’arte.
Nel 1986, Alias ha realizzato una versione di enormi dimensioni rispetto a Spaghetti Gemini, una variante di Spaghetti Chair con le gambe posteriori leggermente inclinate. La versione enorme, è stata esposta in diversi luoghi ed è stata pensata e realizzata per l’esterno oltre che per l’interno. È stata poi presentata in Piazza Vecchia a Bergamo, successivamente alla Galleria Marconi di Roma e infine sul marciapiede davanti al negozio Mueble e Funktion a Parigi.
Nel 2015, il designer Alfredo Häberli, in onore del ventesimo anniversario della sua collaborazione con Alias, per rendere omaggio a Belotti, ha creato sette diverse, uniche e poetiche tipologie di Spaghetti Chair in edizione limitata. Le nuove vesti di Spaghetti Chair di Häberli sono poi partite per una mostra itinerante che ha viaggiato nelle città di Bruxelles, Milano, Praga, Tokyo, Colonia e Parigi.
Nel 2023 Alias ha creato un’altra nuova variante della sedia, con la seduta e lo schienale rivestiti in cuoio.
La Sedia Spaghetti Oggi
L’iconica seduta continua a festeggiare assieme ad Alias i suoi 45 anni di creazione e ad essere un punto di riferimento nel panorama del design. Gli scatti fotografici, infatti, mostrano la sedia in interazione con figure umane e diversi oggetti appartenenti al mondo infantile. Ci regalano, così, un racconto dal gusto unico legato alla spensieratezza del vivere attraverso la contrapposizione di colori vivaci degli oggetti e la sua leggerezza strutturale. In questo modo, riportano l’osservatore a ricordare i momenti giocosi della propria infanzia.
Spaghetti Chair è disponibile in una gamma di colori e finiture che la rendono adatta a qualsiasi ambiente. I fili di PVC sono resistenti agli agenti atmosferici, il che la rende perfetta anche per utilizzi all’aperto, in particolare con la collezione per esterno Green. Le versioni in cuoio e paglia della serie Paludis, aggiungono un tocco di eleganza per interni più raffinati.
Alias ha saputo mantenere viva l’eredità di questo prodotto. Spaghetti Chair non è solo una sedia, ma un simbolo del genio creativo italiano, capace di coniugare forma e funzione in modo impeccabile.
La struttura è in acciaio verniciato o cromato; le sedute e gli schienali sono prodotti nella caratteristica tessitura in tondino di pvc, discreti nella versione trasparente e più decisi nelle diverse tinte. E ancora, in varianti come il cuoio e la speciale paglia della serie paludis, che suggeriscono inaspettate esperienze tattili e visive.
Tabella delle Varianti della Sedia Spaghetti
| Variante | Caratteristiche | Materiali | Utilizzo |
|---|---|---|---|
| Originale | Struttura tubolare, seduta e schienale in PVC | Acciaio, PVC | Interno/Esterno |
| Spaghetti Gemini | Gambe posteriori leggermente inclinate | Acciaio, PVC | Interno/Esterno |
| Paludis | Seduta e schienale in paglia | Acciaio, Paglia | Interno |
| Cuoio | Seduta e schienale rivestiti in cuoio | Acciaio, Cuoio | Interno |
| Green | Resistente agli agenti atmosferici | Acciaio, PVC | Esterno |
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