Lo street food racconta sempre belle storie, antiche, di tradizioni locali, di tramandi generazionali, racconta la cultura di una terra attraverso i suoi sapori semplici e più autentici. È un’altra via per arricchire il vostro viaggio.
Ecco quindi una piccola guida pret-à-porter (e anche pret-à-manger) per aiutarvi a scegliere quali prelibatezze “di strada” assaggiare durante le vostre vacanze al mare, coast to coast nella nostra Italia.
Liguria
Sì, avete indovinato: la focaccia. Impossibile schivarla, ma perché dovremmo? La focaccia domina indiscussa l’offerta gastronomica ligure. Dalla colazione allo spuntino rifocillante del post serata lei sarà sempre con voi. Ma in Liguria di focacce se ne possono trovare di tre tipi: quella genovese, che tutti conosciamo, quella di Voltri, anche lei di Genova ma più sottile e più croccante, e quella di Recco, che col suo formaggio Igp si è portata a casa la tutela europea.
- Per la focaccia di Voltri c’è Priano, Via C. Camozzini 76/r, Genova, loc. Voltri. Questa focaccia non si prepara nelle teglie, ma si allunga direttamente sulla pietra del forno fino a 4 metri di lunghezza. Alla mattina c’è la fila per aggiudicarsene una fetta, però ne vale sicuramente la pena.
- La focaccia genovese più famosa invece è sicuramente quella di Zena Zuena (che in dialetto significa “giovane Genova”) in via Cesarea 78/R, in piazza Dante 26/r e in via XX Settembre 65/R a Genova, ovvio. Oltre alla classica, si possono acquistare anche le tradizionali torte ripiene di verdure e i fritti.
- Da Vitturin 1860, via dei Giustiniani 50, la focaccia di Recco è storica. Farina di manitoba e crescenza da latte ligure. Il resto è segreto. La sfoglia che si ottiene è appena appena croccante e finissima, il ripieno si fonde a regola d’arte. Oltre alla focaccia il locale offre soprattutto cucina di pesce.
- La focaccia di Recco di Manuelina è un’altra squisitezza che non potete non passare ad assaggiare. La si serve identica fin dai primi del Novecento, quando Manuelina se l’è inventata. Nata come estensione delle allora note focaccette col formaggio fritte (amate anche da Stendhal, Mameli e Cavour), essa si imbastisce con farina, olio extravergine d’oliva e mollane, delle formaggelle di latte vaccino a pasta molle. Questa focaccia è anche un marchio registrato dal 1997. La trovate in via Roma 296, Recco.
- A Chiavari (Via G. Raggio 47) esiste un posticino che imbottisce panini omaggiando i prodotti nazionali, ma non solo. Pane&Poesia è per cambiare un po’ gusto: da provare il panino con Asiago DOP, coulisse di pere con passito di Sicilia, noci e pere, oppure, quello dall’eco più esotico, con spada affumicato e papaia.
- A La Spezia, sul lungomare (Banchina Revel di Viale Italia), il fritto di pesce della Coop. Dai Pescatori è sinonimo di qualità. Il pesce servito è il pescato del giorno, e oltre al classico cartoccio si preparano vari piatti della cucina di mare.
- Il Pesce Pazzo è di sicuro un indirizzo originale. Si tratta infatti di un peschereccio che attracca a Varazze, di fronte alla piazza dei Pescatori, predispone il pescato, e lo frigge immediatamente. Perché immediatamente si popola di affamati avventori. E non è nemmeno il solito cartoccio: totani, acciughe, gamberi biondi e triglie si attingono da un sacchettino come quello per il pane. E se avete sete potete anche ordinare un buon calice di Vermentino ligure ghiacciato.
- Siamo Fritti, a Lerici in Largo Marconi, è il paradiso per chi non teme bruciori di stomaco. Qua si frigge davvero di tutto: pesce, carne, verdure e formaggi. Il cono misto saprà accontentare anche il più indeciso con la sua ricchezza di arancini mignon, olive ascolane, panzerotti, quadrotti di polenta, salvia e rosmarino ma anche crema fritta. E, per i finti salutisti, torte salate e piadine ma anche qualche dolce tradizionale, come la torta di mele e quella di riso.
Se vi state domandando perché non vi ho parlato di farinata, bè, è perché andrebbe consumata soltanto durante i mesi invernali, dato che il caldo fa andare a male la farina di ceci. Per cui, diffidate dei fornai che ve la presentano succulenta sui loro banconi.
Toscana
Cambia regione e cambia nome, qua la farinata si trasforma in cecina, e viene servita sola ma soprattutto dentro ad un francesino, ma anche in questo caso, ve la sconsiglio.
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- Provate piuttosto le strane focacce ripiene di Orlando, a Forte dei Marmi, in via Colombo 80. Il proprietario le farcisce con piselli, cipolle, funghi.
- A Viareggio La Barchina Fish&Fried serve da dieci anni, sul Lungomolo Greco, acciughe, baccalà, patate e porcini, fritti s’intende. La cucina è galleggiante, perché Sandro prepara il suo fritto proprio sulla sua barca.
Lazio
La pizza la fa da padrona. E la troverete ovunque, rossa e bianca e con le più svariate farciture. Vediamo però cos’altro si trova lungo la costa laziale.
- Per i romani che svernano vicino a casa ci sono un paio di proposte stuzzicanti. Una è a Fregene, dove, in viale Nettuno 169, da Jolly Roger, troverete una grande selezione di hamburger, anche se io mi lancerei senza dubbio sulle sfoglie di patate fritte condite con cacio e pepe.
- A Civitavecchia, in via Garibaldi, finalmente un Ape Piaggio che propone la sua cucina su ruote. Streat Food Civitavecchia, che è anche in posizione ottimale, a soli 60 metri dalla spiaggia, ha il classico cuoppo di pesce fresco fritto, ma il cavallo di battaglia è un altro: il panino aromatizzato alle alghe con polpo alla Luciana e cicoria ripassata.
- A Gaeta, via Bausan 40, la Pizzeria del Porto è specializzata in tiella, una torta salata tipica del Lazio. La si può provare ripiena di scarola e baccalà, di zucchine e cozze, o semplice con le alici.
- A Scauri, al 729 della Appia, assaggiate un trancio di pizza da Lu Rusticone. C’è l’imbarazzo della scelta: quella con la porchetta di Ariccia IGP in crosta di patate, quella ripiena di parmigiana, con tartufo e pancetta tesa DOL, o con spinaci e olive di Gaeta. Ma la pizzeria è attiva anche con leccornie di rosticceria di produzione propria: calzoni fritti, fiori di zucca, supplì, arancini.
Campania
Pizze, pizze a portafoglio, pizze fritte, fritti d’ogni tipo, la Campania è una delle regioni con la più antica tradizione di cibo di strada, motivo per cui vanta molte specialità. Scopriamone qualcuna.
- La Costiera Amalfitana richiama ogni estate moltissimi turisti e Amalfi ne è il cuore. Indovinate in cosa potrete imbattervi da Cuoppo d’Amalfi! Il suo fritto è il più celebre della città, motivo per cui potreste attendere un po’ prima che arrivi il vostro turno. Ma se volete sentirvi anche voi un po’ del posto, questa frittura di pesce azzurro, alici, totani, baccalà, calamari, gamberi, patate e fiori di zucca, rigorosamente in pastella di farina di riso, è assolutamente imperdibile. Si trova nel Supportico dei Ferrari, 10.
- Il tempio delle alici è Cetara dove sono obbligatorie più tappe. La prima al ristorante Acquapazza (in corso Garibaldi, 38) che ha uno shop accanto alla sala dove acquistare la vera colatura di alici con cui insaporire una semplice fetta di pane da passeggio. O un fritto preparato da Gennaro Marciante.
- Poi c’è la Cuopperia del Convento, che ad un passo dal mare, in piazza Grotta 2, prepara il tradizionale cartoccio di pesce fritto. Oltre ai totani, al misto di paranza, ai calamari, anche crocché, arancini, verdure fritte, polpette di melanzane e le immancabili alici, sia semplici che imbottite, o alla scapece, o marinate. Al vostro cartoccio potete aggiungere anche le paste fritte, come la pasta e ceci, le lasagne, o la più semplice pasta al pomodoro.
- La seconda tappa è Pane e Coccos’. La bottega, che si trova in corso Federici 3, richiama clientela affezionata sia per le alici preparate in qualunque maniera, dalla scapece, a quelle fritte, a quelle con la provola o sotto forma di polpette, ma anche per la ricca lista di panini imbottiti con le delizie del territorio. E così potrete scegliere tra una farcitura con parmigiana, burro e alici, o polpette al sugo.
- Panini anche ad Ischia, gioiellino del golfo di Napoli. Il Bounty, un pub a tema marinaretto accanto al porto, in via Porto 72 appunto, ne offre di ogni tipo. Da assaggiare le “mimmarelle”, straccetti di pizza fritti con pomodorini conditi e serviti come antipasto.
- Capri e i suoi tipici bacetti sono una tentazione da concedersi ad ogni ora. Sono bocconcini di pasta di pizza arrotolati intorno ad un misto di friarielli saltati in padella, peperoni sottili, prosciutto cotto e provola, che vengono poi cotti al forno e serviti caldi pronti per essere mangiati passeggiando. Li trovate a L’Approdo, in piazzetta Ferraro 12.
- A Sorrento, in corso Italia 265 la pizza e la focaccia Da Franco sono le più autentiche. Ma i veri protagonisti sono i saltimbocca. Classici quelli alla sorrentina, con aglio, olio, pomodorini e un bel velo d’origano.
- Ad Acciaroli, nel Cilento, l’asporto si fa direttamente in spiaggia al Mister Marlin (località San Primo) con la pizza del Franco Pepe Temporary. Nello Rossi sforna le pizze più famose del pizzaiolo di Caiazzo. Su tutte, la margherita sbagliata e la schiacciata perfetta per l’ombrellone e la barca.
Calabria
- Siamo a Reggio Calabria, e non importa come mangerete la ‘nduja. Perché la troverete un po’ ovunque. Per una pausa street food provatela nel panino, alla Bottega del Buongustaio, in Viale Aldo Moro Trav. Delfino 7/9/13, ve lo preparano senza fronzoli, purissimo: solo due fette di pane spalmatissime di questo morbido e piccante salame.
- A Catanzaro ma anche a Botricello due indirizzi per assaggiare il tipico panino catanzarese, quello con il morzeddhu (morzello), uno spezzatino di trippa di vitello. Alla Trattoria da Salvatore, che a Catanzaro si trova in via Turco 16, ve lo preparano con salsa di pomodoro, sale e origano.
- Mentre a Botricello, da Pasto Pronto, in via Nazionale 56 è ancora più ricco di interiora, dato che viene accompagnato da fegato e cuore, con una nota piccante.
Sicilia
Preparatevi perché questa è la regione dello street food. Di segnalazioni occorre farne anche troppe. Le località di mare sono tante, e lo street food anche! Portate pazienza, la lettura di questi consigli è già un piccolo viaggio.
- Partiamo da Palermo. Il che vuol dire anche partire dall’Antica focacceria San Francesco. Il locale, che dagli anni ’50 serve, in via Peternostro 58, il tradizionale pani ca’ meusa (panino con la milza) è un indirizzo che è stato battuto da Falcone e Borsellino, così come dai reali del Belgio. Il loro panino al sesamo è servito con ricotta fresca, sottili fettine di milza e polmone, e scaglie di Ragusano DOP. Ovviamente troverete anche il resto del tipico cibo di strada siciliano: panino con panelle, cazzilli, arancine, sfincioni, caponata, sarde a beccafico, involtini di melanzane, cannoli, cassate.
- Stigghiole, musso, quarume, (e cioè involtini di budella, muso di vitello e bollito misto di interiora di manzo e vitello): si va avanti con la carne povera sempre nel capoluogo siciliano. Da Antichi Sapori Palermitani, in via Marine 683, potete assaggiare frattaglie in compagnia dei palermitani, dato che l’indirizzo è fuori dalle canoniche rotte turistiche.
- Se invece volete farvi coinvolgere in un vero spettacolo folcloristico di gusto e tradizione non potete che sostare per un po’ davanti a Nino u’ Ballerino. Il suo pane ca’ meusa è sicuramente ottimo, ma lui è noto soprattutto per le sue movenze, da vero ballerino, che esegue con sottofondo musicale mentre serve i suoi clienti. Lo trovate in corso Finocchiaro Aprile 76.
- A Cefalù, se volete staccarvi un po’ dalla ressa di turisti, provate lo sfincione da La Gallizza, sulla statale 113. Arancine e panelle fanno da anticamera allo sfincione, la tipica focaccia preparata con l’impasto della pizza, che qui viene condito con salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, origano e formaggio Ragusano DOP.
- A Siracusa una ricetta per i veg: la caponata. Sì, ma senza melanzane, e dentro ad un panino. Così da poter essere gustata in piedi. È dai Fratelli Burgio, in piazza Cesare Battisti 4.
- Per il pane cunzatu (condito) l’indirizzo principe è il Bar Alfredo, che a Santa Marina Salina (ME), in via Alfieri 11, lo prepara con pesto di capperi e mandorle, pomodori, melanzane grigliate, ricotta, menta fresca, olio, sale, origano e basilico.
- Con uno splendido affaccio sul mare di Borgo Castellazzo, sulla statale 187, Ririddu dalla sua Ape prepara le stigghiole, e da più di 40 anni. Questi involtini di interiora di agnello, capretto o pollo, vengono lavati in acqua e sale, conditi con o senza prezzemolo e cipolla, infilzati prima in uno spiedino e poi cucinati sulla brace. Possono poi essere conditi anche con sale e limone.
- Se invece volete assaggiare i pastieri di agnello raggiungete la Taverna Nicastro, a Modica, in via S. Antonino 30. Che c’è di meglio che ammirare il barocco nella città patrimonio Unesco mentre addentate le scacce modicane uno di questi sfilatini di pasta di semola ripieni di carne di agnello insaporita con aglio, prezzemolo, pepe e Ragusano DOP.
- E ora due arancine gourmet! La prima la potete assaggiare ad Avola. In via Manin 25 c’è un cantuccio, il Dolcemente Piccante, dove vi innamorerete del riuscitissimo esperimento che ha dato i natali all’arancino di riso cotto nel Nero d’Avola e farcito con ricotta fresca dei Monti Iblei e mandorle tostate. Imperdibile.
- L’altra proposta arriva dal ristorante La Madia di Licata (corso Filippo Re Capriata 22). Qua lo chef Pino Cuttaia prepara il suo arancino con un prelibato ragù di triglia profumato al finocchietto selvatico.
Sardegna
Se siete in zona Cagliari per le vostre vacanze estive, il capoluogo sardo vanta due indirizzi interessanti.
- Uno è Bolpetta. La polpetteria si trova in Salita Santa Chiara 15, e il menu propone sia polpette vegetariane, di melanzane, piselli, ceci o fave, sia quelle di carne sarda mista, e cioè suino, salsiccia e bue arrosto.
- L’altro è Cornelio-il Casotto dei Cornetti. Qua si imbottiscono sul momento veri cornetti, sia salati che dolci, e vengono addirittura cotti al momento dell’ordinazione. Ovviamente le varianti sono molte, ma uno molto sardo è quello con crema di pecorino sardo, salsiccia fresca sarda, pomodoro fresco a pezzetti e basilico.
- Se invece siete a Nord, non potete perdervi le focacce a marchio registrato del Bar Focacceria Milese. È ad Alghero, in via Garibaldi 11. La specialità è la focaccia del Milese, farcita con pomodori di campo della Nurra, tonno, uova sode, acciughe, rucola, cipolle di Banari e pancetta. Segreta è la ricetta della salsina che la ricopre...
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