La Simbologia delle Figurine Panini: Un Viaggio nell'Iconografia del Calcio

La collezione Panini "Calciatori" rappresenta da decenni un appuntamento imperdibile per milioni di appassionati. Questa tradizione, giunta alla sua 63ª edizione nel 2023/2024, coniuga tradizione e innovazione, evolvendosi al passo con le nuove generazioni e le tecnologie moderne. Un album tutto nuovo, che coniuga tradizione e innovazione e va incontro alle nuove generazioni restando al passo con la tecnologia. Nella nuova collezione 2023/2024 spazio a più contenuti multimediali con la possibilità di ascoltare la voce dei propri beniamini e non solo.

Ma le figurine Panini non sono solo immagini di calciatori. Fin dai primi anni, esse hanno rappresentato un vero e proprio compendio di simboli, loghi e mascotte che hanno caratterizzato l'identità delle squadre di calcio italiane e internazionali.

Le Origini e l'Evoluzione dei Loghi

Dal dopoguerra fino agli anni ’60 risulta quasi impossibile riuscire a censire gli stemmi della maggior parte delle associazioni calcistiche. Fortunatamente a tenere traccia di tutte queste squadre fin dal 1960 c’è la popolare serie di album a figurine Calciatori Panini. Agli inizi del 1960 Benito e Giuseppe Panini, che avevano fondato a Modena l’Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, trovarono a Milano un lotto di vecchie figurine invendute delle edizioni milanesi Nannina. I fratelli lo acquistarono, prepararono delle bustine bianche con cornicette rosse contenenti due figurine ciascuna e le vendettero a 10 lire l’una.

L’anno successivo i fratelli decisero di fare tutto con i loro mezzi, stampando le figurine e creando anche il primo album (con l’attaccante del Milan Nils Liedholm in copertina). Le vendite furono quintuplicate, e i milioni di bustine vendute furono 15. Era ufficialmente nata la collezione Calciatori. La prima edizione con la serie B fu quella del 1963-64, con i giocatori delle squadre presentati a coppie (due per ogni figurina), mentre nel 1967-68 fecero la loro comparsa gli scudetti delle squadre di serie C, laminati in argento come agli altri di serie A e B.

Nel primo album gli stemmi, seppur riportati con una certa precisione negli elementi, sono spesso adattati ad una forma che risulta sempre uguale per ogni squadra. La prima edizione (quella “Nannina-Panini”, per intenderci) presenta quindi ogni stemma ovale riportato alla forma di un cerchio mentre nel secondo, quello del 1961-62, i loghi sono del tutto sostituiti da scudi “gotici” “partiti”, con i colori sociali nel lato sinistro e nel destro la mascotte della squadra o un riferimento alla città d’appartenenza. Questa “tradizione” della mascotte unita ai colori sociali fu utilizzata spesso durante le prime edizioni degli album Panini, forse a causa del fatto che alcune squadre, anche se non avevano un logo propriamente detto, avevano comunque un “simbolo”, oppure perchè in questo modo si poteva proporre un prodotto commercialmente più accattivante.

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Le Mascotte: Un Simbolo di Identità e Appartenenza

L’usanza delle mascotte fu lanciata nel settembre del 1928 dal Guerin Sportivo che proponeva di associare ad ogni squadra l’immagine di un animale con la seguente motivazione: “tutti comprenderanno come giovi alla simpatica popolarità d’una unità calcistica una caratteristica facile, che colpisca la fantasia del pubblico giovane, facendo sorridere e prestandosi all’esaltazione quanto all’umorismo. Forse molte squadre non hanno la celebrità che si meritano appunto per questo grigiore, per questa mancanza di denominazione popolaresca”. Il settimanale invita così i suoi corrispondenti a interrogare gli sportivi della propria città e, attraverso dei referendum sulle testate locali, scegliere un animale o comunque un personaggio da abbinare alla propria compagine calcistica partendo dai colori sociali, dallo stemma cittadino o dalla maschera del posto.

Grazie a questo linguaggio visivo si fece spazio un nuovo modo di fare giornalismo, più efficace e corrosivo, e la sua immediatezza ne moltiplicò la capacità critica. Infatti, da quell’edizione del Guerin del 10 ottobre 1928, l’usanza dilagò fra gli sportivi italiani con stupefacente rapidità: faceva piacere riconoscere la propria squadra in uno stemma “nobiliare”, anche se l’implicito tono goliardico induceva più al sorriso che all’orgoglio. Benchè sembri che qualcuno non abbia immediatamente apprezzato e ci siano state trattative per variare o modificare gli abbinamenti sgraditi, è comunque significativo notare che nessuno si sia mai tirato indietro snobbando il gioco.

Al Torino, campione in carica, fu assegnato un Toro rampante in campo granata che calcia un pallone e, lo dice Carlin, sicuramente farà goal. Alla Juventus toccò una Zebra “che dice sempre no e rampa in salita”. Il Milan fu visto come “un Diavolo che non ha paura di assidersi su qualunque braciere e mette la coda ovunque”. L’Inter (Ambrosiana) fu accoppiata al “Biscione” Visconteo-Sforzesco. Il Genoa, naturalmente, fu raffigurato come un grifone, antico emblema cittadino, anche se declinato nelle sembianze di un meno mitologico avvoltoio. Per la Roma venne in soccorso la storia: una Lupa con i gemelli che bisticciano fra loro. Con l’Alessandria prevalse il colore e a causa del grigio fu obbligatorio scegliere l’Orso. Inizialmente aveva un Borsalino in testa (il cappellificio Borsalino era infatti una storica azienda locale) ma poi sembrò più opportuno liberarlo da quell’orpello commerciale.

Le mascotte tennero banco sugli album Calciatori Panini almeno per tutto il primo decennio di edizioni, soccombendo alcune volte solo di fronte all’utilizzo dell’emblema cittadino.

L'Evoluzione degli Stemmi sulle Maglie

Inoltre, le uniche squadre a portare costantemente cucito sul petto un simbolo prima degli anni ’80 erano poche, riportabili sulle dita di una mano. Oltre alla già citata LR di Vicenza c’erano: il Cagliari che portava con orgoglio lo stemma della Sardegna, il Genoa, con il grifone in campo rossoblù e la croce di San Giorgio “al capo”, la Fiorentina con il giglio rosso, principale segno distintivo di Firenze, e la Sampdoria con lo scudo di San Giorgio al centro del petto, sovrapposto agli “hoops” orizzontali della maglia blucerchiata.

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Le cose, ad ogni modo, stavano pian piano cambiando ed il calcio, con gli anni, si stava affermando come uno dei principali business del Bel Paese.

Le Collezioni Speciali e gli Eventi FIFA

Nel corso degli anni, Panini ha dedicato collezioni speciali a eventi di prestigio come i Mondiali FIFA e la Confederations Cup. Queste raccolte non si limitano a celebrare i giocatori, ma offrono uno sguardo completo sulla simbologia delle competizioni, includendo loghi, trofei, palloni ufficiali e immagini delle città ospitanti.

Ad esempio, la collezione “Panini FIFA 365” si è affermata come un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati, offrendo figurine di campioni e grandi club internazionali. Questa raccolta si è arricchita anno dopo anno, andando anche a coprire i più grandi eventi FIFA per squadre di club e Nazionali.

Le figurine deidcate al Mondiale sono ben 682 (di cui 50 speciali) da incollare su un coloratissimo album di 80 pagine. Nell’album trovano spazio anche 2 figurine degli stadi, 12 dei poster delle città russe che ospiteranno le partite (la locandina di Mosca, città con 2 stadi, è in figurina doppia) e 7 relative alla simbologia della manifestazione.

Ogni sezione dedicata alle squadre partecipanti contiene le figurine singole di 20 calciatori, ripresi in piano americano e con una serie di informazioni sul giocatore (nome, cognome, dati anagrafici,posizione in campo e squadra di club di appartenenza).Nella stessa sezione c’è la figurina con il logo della federazione nazionale, un puzzle di 4 figurine con la squadra schierata e un'altra figurina con l'immagine dei giocatori esultanti. Non mancano altre informazioni, come eventuali posizioni in precedenti partecipazioni alla competizione, il programma del girone eliminatorio e il palmares internazionale della federazione.

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La Panini Oltre le Figurine

La Panini non è solo figurine! Ha spaziato nel campo dell'editoria anche come produttrice di eccellenti riproduzioni per collezionisti dei Codici miniati come la Bibbia di Borso d'Este, senza trascurare l'editoria per ragazzi, con la stampa della "Pimpa" e di "Giulio Coniglio", della rivista "Il Paladino dei ragazzi" nata nel 1970, di agende scolastiche, ecc.

Inoltre, le nuove tecnologie hanno portato la Panini a creare il gruppo Panini New Media che coordina i prodotti multimediali e le attività di marketing digitale. La ditta ha sviluppato infatti anche versioni virtuali delle collezioni di figurine o di card vendute in edicola, che consentono ai collezionisti di creare e gestire online il proprio album, mettersi in contatto con altri collezionisti, scambiare online le figurine, giocare...

I Fratelli Panini hanno donato alla città di Modena un intero Museo dedicato alle figurine dove si effettuano annualmente molte interessanti mostre sui più svariati argomenti.

Tabella: Evoluzione dei Prezzi delle Bustine Panini

Anno Prezzo per bustina
1960 10 lire (con 2 figurine)
Confederations Cup 0,60 euro (con 5 figurine)
FIFA 365 (2019) 0,80 euro (con 5 figurine)
FIFA 365 (2018) 0,70 euro (con 5 figurine)

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