La cucina italiana, con la sua semplicità e qualità degli ingredienti, continua a conquistare il mondo. Due figure emblematiche che incarnano questo successo sono Peppe Guida e Nadia Caterina Munno, conosciuta come The Pasta Queen.
Peppe Guida: Lo Chef Stellato che Racconta l'Anima della Pasta
Peppe Guida è stato definito dalla giornalista americana Faith Willinger “Il Papa della Pasta”. La sua storia è raccontata nel docufilm di Netflix "Noodles e Spaghetti", parte della serie Chef Table. Questo episodio offre uno sguardo approfondito nella cultura dell’entroterra della Penisola Sorrentina attraverso la storia di Peppe che, insieme alla moglie Lella, ha realizzato due sogni: riuscire ad avere la stella al proprio ristorante che inizialmente aveva aperto come pizzeria e poi aprire a Montechiaro.
Gli americani sono imbattibili nel creare storie emozionali, a costo di inventarle come abbiamo visto, e ci sono riusciti alla grande anche stavolta con un bel montaggio, a volte però un po’ lento, in cui lo chef stellato di Vico Equense non ha dovuto far altro che raccontarsi e raccontare la storia d’amore con la moglie Lella, scomparsa prematuramente a soli 52 anni nel marzo 2019.
Questo docufilm, che dura meno di un’ora decisamente godibile, ha due grandi protagonisti sullo sfondo: il Vesuvio e il mare, ossia i due elementi che hanno sempre fatto di questo territorio uno dei più fertili e popolati del mondo fin dall’antichità creando un paesaggio unico in cui acqua, terra, fuoco si fondono in continuazione e si scambiano i ruoli.
Ecco perchè qui siamo alle origini di gran parte della cucina italiana, certamente alle origini del piatto che rappresenta l’Italia all’estero nel bene e nel male: gli spaghetti al pomodoro di cui parla Ippolito Cavalcani sin dal 1837 nel suo Trattato Teorico Pratico.
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Non a caso scorrono i piatti più semplici di Peppe, dall’iconico spaghetto al limone alla Devozione, dagli spaghetti al sapore di mare con le pietre di scoglio all’aria fritta. Invenzioni e ricette che hanno almeno duecento anni e che si tramandano da generazione in generazione, garantite dalla mamma di Peppe, una figura italiana iconica tipica nell’immaginario americano.
Nel docufilm Peppe riesce a trasmettere i valori che fanno grande la cucina italiana: la famiglia riunita a tavola, la semplicità e la qualità assoluta dei prodotti, l’anarchia di esecuzione delle ricette affidate all’inventiva: tutte caratteristiche che si contrappongono all’archetipo francese della pedante codificazione delle ricette, della capacità di far emergere la tecnica rispetto ai prodotti e in ambienti professionali e non familiari.
Come ben spiegato lo spaghetto al pomodoro, che fa arricciare il naso a tanti cuochetti di batteria, è quella semplicità che viene da una complessità storica enorme. Anzi da tre complessità. La cultura del grano, che segna il nostro paese sin dai tempi dei Romani, quella del pomodoro venuta dalle Americhe e infine quella dell’olio d’oliva che risale agli antichi greci. Tre percorsi straordinari di sapere alimentare che sono alla base della Dieta Mediterranea che Ancel Keys ha codificato (non inventato). E i semplici spaghetti al limone ci parlano della cultura degli agrumi portata dagli arabi.
Giuseppe Di Martino, uno dei pochi imprenditori meridionali ad avere davvero visione, ossia comprendere che il territorio è un asset fondamentale del proprio business di cui andare orgogliosi, riesce bene a sintetizzare nel video questi concetti. Per chi come noi conosce Peppe Guida da tempo immemore, non può non fare i complimenti alla produzione per aver saputo ricreare l’atmosfera che si respira a Villa Rosa nella frazione di Montechiaro, qui dove il tempo sembra essersi fermato per sempre.
Voglio però precisare che dalla visione del docufilm non esce un messaggio retrò, nostalgico. Anzi emerge con chiarezza che il successo dello chef nasce dalla voglia di migliorarsi oltre che dalla naturale ambizione che ciascuno di noi ha quando si impegna fare qualcosa. L’alleggerimento delle ricette tradizionali, inventare spaghetti con il limone e il provolone del Monaco significa tenere i piedi nella tradizione con una visione moderna ma al tempo stesso leggibile a tutti perché avanguardia non è quella che fa leccare i piatti ai clienti, ma è un movimento fatto di persone che anticipano il percorso della grande massa, non si distanziano, non si disuniscono per usare un termine alla Sorrentino.
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Proiezione nel futuro anche come capacità di reagire alle crisi. La scomparsa di Lella e il Lockdown sono stati una spinta a reagire, a raccontarsi sul web, il che per un boomer come Peppe (e come me) è stata una vera e propria rivoluzione culturale. Forse questa è la parte più entusiasmante del filmato, la capacità di reagire e di tenere vivo il ricordo di chi è scomparso proprio portandone avanti il lavoro in forma moderna e aggiornata. E in questo Rossella, la figlia di Peppe, ha lo stesso talento innato della mamma. Come Francesco, mutone, quello del padre.
Nadia Caterina Munno: The Pasta Queen che Conquista il Mondo con un Tocco di Magia
Nadia Caterina Munno, conosciuta sui social come The Pasta Queen, con il suo accento romano e un talento innato per la pasta, ha conquistato il cuore degli appassionati di cucina in tutto il mondo. Accento romano e parlata inglese - volutamente maccheronica -, occhi e capelli scuri, fisico mediterraneo. Un po’ attrice alla Sophia Loren, un po’ chef alla Lidia Bastianich. Oltre a essere chef, è anche imprenditrice e autrice di bestseller. Ha lanciato ben cinque linee di salsa, vendute da Walmart, una delle catene di grande distribuzione negli Stati Uniti. Un successo che verrà raccontato nella serie in uscita il 24 ottobre su Amazon Prime.
Il progetto Pasta Queen è nato durante la pandemia, quando ha costruito una grande cucina nella sua casa a Tampa Bay, in Florida, e ha iniziato a pubblicare video di ricette. Un successo che, però, arriva dopo un fallimento: nel 2015, aveva già tentato di lanciare un personaggio su YouTube, ma non aveva funzionato.
I suoi reel sono inconfondibili, non solo per i piatti deliziosi, ma anche per i suoi celebri motti, come «Gorgeous, just like you», «Ingredients» o «Tears of God», che accompagnano le sue preparazioni. Ogni volta che li pronuncia, accompagna le parole con un gesto caratteristico, tirando indietro la sua chioma lucente. Nadia porta il vero gusto italiano all’estero, dove tutti sono pazzi per le sue amatriciane, la torta della nonna, il pesto alla trapanese e gli gnocchi alla sorrentina.
Ma non sono solo le ricette a farli impazzire. È il suo modo di presentarle, con quel savoir-faire tutto italiano e un guizzo teatrale che rende ogni piatto un piccolo spettacolo. Nata a Roma, nella zona di San Pietro, precisamente in via Monte del Gallo, da piccola faceva teatro e improvvisazione, arrivando anche a recitare in un film all’età di 14 anni. Nonostante questa passione, è stata la cucina a diventare il suo core business. Le sue ricette seguono la tradizione italiana, a volte rivisitata, ma sempre con un approccio classico e rispettoso degli ingredienti originali.
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«Sono italiana cresciuta a Roma - racconta nella sua biografia -. I miei bis bis bisnonni possedevano un pastificio nel Sud Italia. Adoro fare la pasta e sono specializzata in sughi. Sono cresciuta con i miei nonni facendo vino e gustando i cibi freschi delle nostre terre. Ricordo vividamente la prima volta che ho fatto la pasta fresca con mia nonna Caterina, all’età di sei anni. Credo che cucinare sia tanta tecnica e un pizzico di magia… la mia citazione preferita di Fellini… “la vita è un combinazione di magia e pasta”».
Trasferitasi negli Stati Uniti nel 2013 con il marito inglese, dopo un periodo vissuto in Inghilterra, Nadia prima ha avviato con lui un business di marketing online per grandi istituzioni finanziarie. Con un modo tutto suo, Nadia ha conquistato il cuore di molti attraverso i suoi video, che fanno breccia nell’anima degli appassionati di cucina. Il suo approccio ha stregato gli spettatori, tanto da farle ottenere il primo libro, intitolato proprio The Pasta Queen. Indimenticabile la sua reazione quando ha ricevuto la notizia, a bordo piscina, con lacrime di gioia che raccontano di un sogno diventato realtà. Il 12 novembre esce il suo secondo libro The Pasta Queen: The Art of Italian Cooking.
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