Diflucan: Dosaggio, Uso e Precauzioni

Diflucan è usato nel trattamento delle candidiasi delle mucose (orofaringee e esofagee), candidiasi invasive, meningite criptococcica e nella profilassi delle candidiasi nei pazienti immunocompromessi. Il dosaggio deve essere basato sulla natura e sulla gravità dell'infezione micotica.

Il trattamento delle infezioni che richiedono dosaggi multipli deve proseguire finché i parametri clinici o altri esami di laboratorio non dimostrino che l'infezione micotica attiva sia scomparsa. Come per le analoghe infezioni negli adulti, la durata del trattamento si basa sulla risposta clinica e micologica.

Diflucan può essere somministrato sia per via orale (capsule, polvere per sospensione orale) sia tramite infusione endovenosa (soluzione per infusione), in base allo stato clinico del paziente. Il medico deve prescrivere la forma farmaceutica e il dosaggio più appropriati in base all'età, al peso e alla posologia. La formulazione della capsula non è adatta per l'uso in neonati e bambini piccoli. Per le istruzioni sulla ricostituzione del medicinale prima della somministrazione vedere paragrafo 6.6.

Diflucan viene eliminato immodificato principalmente attraverso le urine. Non sono necessari adattamenti quando si effettua una terapia in unica dose. Quando invece si effettua una terapia con dosi ripetute di Fluconazolo nei pazienti con insufficienza renale (inclusa la popolazione pediatrica), dovrà essere somministrata una dose iniziale compresa tra 50 mg e 400 mg, sulla base della dose giornaliera raccomandata per l'indicazione. Per i pazienti pediatrici con funzionalità renale compromessa, vedere il dosaggio al paragrafo “Compromissione renale“.

In base al peso e allo sviluppo puberale, il medico avrà bisogno di valutare quale posologia sia la più adeguata (adulti o bambini). I dati clinici indicano che i bambini hanno una clearance del fluconazolo più elevata di quella riscontrata negli adulti. La sicurezza e l'efficacia per l'indicazione candidiasi genitale nella popolazione pediatrica non sono state stabilite. I dati di sicurezza attualmente disponibili per le altre indicazioni pediatriche sono descritti al paragrafo 4.8. L'escrezione di fluconazolo nei neonati avviene lentamente.

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Il Fluconazolo è stato studiato per il trattamento della tinea capitis nei bambini. È stato dimostrato che non è superiore alla griseofulvina e che il tasso generale di successo è stato inferiore al 20%. L'evidenza dell'efficacia del fluconazolo nel trattamento della criptococcosi di altri siti (es.

Diflucan è stato associato a rari casi di grave tossicità epatica, talvolta fatali, soprattutto nei pazienti con gravi patologie di base. Nei casi di epatotossicità associata al fluconazolo non è stato possibile stabilire una relazione con la dose giornaliera utilizzata, la durata della terapia, il sesso o l'età del paziente. I pazienti devono essere informati dei sintomi indicativi di effetti epatici gravi (astenia significativa, anoressia, nausea persistente, vomito e itterizia).

Alcuni azoli, incluso fluconazolo, sono stati associati ad un prolungamento dell'intervallo QT nell'elettrocardiogramma. Il fluconazolo provoca il prolungamento dell'intervallo QT tramite l'inibizione del flusso di potassio attraverso i canali rettificanti (Ikr). Il prolungamento dell'intervallo QT provocato da altri medicinali (come l'amiodarone) può essere amplificato mediante l'inibizione del citocromo P450 (CYP) 3A4. Durante la fase successiva alla commercializzazione, nei pazienti che assumevano Diflucan si sono verificati casi molto rari di prolungamento dell'intervallo QT e di torsioni di punta. Questi casi comprendevano pazienti gravemente malati con molteplici fattori di rischio confondenti, come malattie strutturali del cuore, anomalie elettrolitiche e farmaci concomitanti che possono aver contribuito alle anomalie del ritmo. È stato dimostrato che l'alofantrina prolunga l'intervallo QTc alla dose terapeutica raccomandata ed è un substrato del CYP3A4.

In corso di terapia con fluconazolo si sono verificati rari episodi di reazioni cutanee esfoliative, come la sindrome di Stevens-Johnson e la necrolisi epidermica tossica. Sono stati segnalati casi di reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS). I pazienti con AIDS sono maggiormente soggetti a sviluppare reazioni cutanee gravi a molti medicinali. Qualora in un paziente in terapia con fluconazolo per infezioni micotiche superficiali si manifestasse rash cutaneo attribuibile al fluconazolo, il trattamento con questo medicinale dovrà essere interrotto.

Il fluconazolo inibisce moderatamente il citocromo CYP2C9 e CYP3A4. Il fluconazolo inibisce fortemente anche il citocromo CYP2C19. Gli studi hanno mostrato un aumento della prevalenza di infezioni da specie di Candida diverse da C. albicans, le quali spesso sono intrinsecamente resistenti (ad es., C. krusei e C. auris) o mostrano una sensibilità ridotta a fluconazolo (C. glabrata). Tali infezioni potrebbero richiedere una terapia antifungina alternativa secondaria al fallimento del trattamento.

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Diflucan polvere per sospensione orale contiene saccarosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o insufficienza di saccarasi-isomaltasi non devono assumere questo medicinale. Dosi da 10 ml contengono 5,5 g o più di zucchero. Da tenere in considerazione in persone affette da diabete mellito. Diflucan Polvere per sospensione orale contiene sodio benzoato. Una volta ricostituito, Diflucan 10 mg/ml polvere per sospensione orale contiene 1,13 mg di sodio per ml.

Interazioni farmacologiche

  • Cisapride: Sono stati riportati casi di eventi cardiaci tra cui torsioni di punta in pazienti sottoposti a somministrazione concomitante di fluconazolo e cisapride.
  • Terfenadina: L'uso concomitante di fluconazolo a dosi di 400 mg/die o superiori e terfenadina è controindicato.
  • Astemizolo: L'uso concomitante di fluconazolo e astemizolo può ridurre la clearance dell'astemizolo.
  • Pimozide: Anche se non è stata studiata in vitro o in vivo, la somministrazione concomitante di fluconazolo e pimozide può determinare l'inibizione del metabolismo della pimozide.
  • Chinidina: Anche se non è stata studiata in vitro o in vivo, la somministrazione concomitante di fluconazolo e chinidina può determinare l'inibizione del metabolismo della chinidina.
  • Eritromicina: L'uso concomitante di fluconazolo ed eritromicina potrebbe aumentare il rischio di cardiotossicità (prolungamento dell'intervallo QT, torsioni di punta) e quindi di morte cardiaca improvvisa.
  • Alofantrina: L'uso concomitante di fluconazolo e alofantrina potrebbe aumentare il rischio di cardiotossicità (prolungamento dell'intervallo QT, torsioni di punta) e quindi di morte cardiaca improvvisa.
  • Amiodarone: L'uso concomitante di fluconazolo e amiodarone può determinare il prolungamento dell'intervallo QT.
  • Rifampicina: La somministrazione concomitante di fluconazolo e rifampicina ha comportato una riduzione del 25% dell'AUC ed una riduzione del 20% dell'emivita del fluconazolo.
  • Idroclorotiazide: In uno studio di interazione farmacocinetica, la somministrazione concomitante di dosi multiple di idroclorotiazide a volontari sani che assumevano fluconazolo, ha aumentato la concentrazione plasmatica di fluconazolo del 40%.

Il fluconazolo è un moderato inibitore del citocromo P450 (CYP) e degli isoenzimi 2C9 e 3A4. Il fluconazolo è anche un potente inibitore dell'isoenzima CYP2C19. Oltre alle interazioni osservate/documentate riportate qui di seguito, esiste il rischio di aumenti delle concentrazioni plasmatiche di altri composti metabolizzati dagli isoenzimi CYP2C9, CYP2C19 e CYP3A4 somministrati in associazione al fluconazolo. Bisogna quindi usare molta cautela nel prescrivere queste associazioni e monitorare attentamente i pazienti.

  • Abrocitinib: Il fluconazolo (inibitore di CYP2C19, 2C9, 3A4) ha aumentato l'esposizione della frazione attiva di abrocitinib del 155%.
  • Alfentanil: Durante il trattamento concomitante con fluconazolo (400 mg) e alfentanil per via endovenosa (20 μg/kg) in volontari sani, l'AUC10 dell'alfentanil è raddoppiata, probabilmente per l'inibizione del CYP3A4.
  • Amitriptilina, nortriptilina: Il fluconazolo aumenta l'effetto dell'amitriptilina e della nortriptilina.
  • Amfotericina B: La somministrazione concomitante di fluconazolo e amfotericina B nei topi normali infetti e in quelli immunodepressi ha evidenziato i seguenti risultati: un lieve effetto antifungino additivo nelle infezioni sistemiche da C. albicans, nessuna interazione nelle infezioni intracraniche da Cryptococcus neoformans, e un antagonismo dei due farmaci nelle infezioni sistemiche da Aspergillus fumigatus.
  • Anticoagulanti: Nell'esperienza post-marketing, come per altri antimicotici azolici, sono stati segnalati episodi di sanguinamento in associazione al prolungamento del tempo di protrombina in pazienti sottoposti a terapia concomitante di fluconazolo e warfarin.
  • Benzodiazepine (effetto rapido): A seguito della somministrazione concomitante di midazolam per via orale e di fluconazolo, sono stati registrati notevoli incrementi delle concentrazioni di midazolam e effetti psicomotori.
  • Carbamazepina: Il fluconazolo inibisce il metabolismo della carbamazepina ed è stato osservato un aumento del 30% dei livelli sierici di carbamazepina.
  • Calcio-antagonisti: Il fluconazolo può aumentare l'esposizione sistemica dei calcio-antagonisti.
  • Celecoxib: Durante il trattamento concomitante con fluconazolo (200 mg/die) e celecoxib (200 mg), la Cmax e l'AUC del celecoxib sono aumentate rispettivamente del 68% e del 134%.
  • Ciclofosfamide: Il trattamento concomitante con ciclofosfamide e fluconazolo determina un aumento della bilirubina sierica e della creatinina sierica.
  • Fentanil: È stato segnalato un caso fatale di intossicazione da fentanil dovuta a possibile interazione tra fentanil e fluconazolo.
  • Inibitori della HMG-CoA reduttasi: Il rischio di miopatia e rabdomiolisi aumenta quando il fluconazolo è somministrato contemporaneamente agli inibitori della HMG-CoA reduttasi metabolizzati tramite il CYP3A4 o tramite il CYP2C9.
  • Ibrutinib: Inibitori moderati del CYP3A4, come il fluconazolo, aumentano le concentrazioni plasmatiche di ibrutinib e possono aumentare il rischio di tossicità.
  • Ivacaftor: La somministrazione concomitante con ivacaftor ha aumentato di 3 volte l'esposizione a ivacaftor e di 1,9 volte l'esposizione a idrossimetil-ivacaftor (M1).
  • Olaparib:Inibitori moderati di CYP3A4 come il fluconazolo aumentano le concentrazioni di olaparib nel plasma; non è raccomandato l'uso concomitante.
  • Immunosoppressori (es. Ciclosporina: Il fluconazolo aumenta significativamente la concentrazione e l'AUC della ciclosporina.

Le unità internazionali (UI) sono un’unità di misura utilizzata a livello internazionale; corrispondono alla quantità di farmaco che provoca un determinato effetto biologico riconosciuto a livello internazionale. I due farmaci che più frequentemente utilizzano come unità di misura l’UI sono l’insulina e le eparine (anche le eparine a basso peso molecolare, ovvero quelle che vengono somministrate sottocute, per intenderci). Le siringhe per le eparine a basso peso molecolare sono normalmente pre - riempite. Per i restanti farmaci vengono utilizzate le siringhe in UI, o anche comunemente quelle in ml.

Per concentrazione si intende la quantità di farmaco disciolta in una soluzione.

La velocità di un’infusione può esprimersi in gocce/minuto. Questo tipo di indicazione è in particolar modo utilizzato per la somministrazione di farmaci pediatrici, in cui anche minime quantità o velocità eccessive, possono fare la differenza. Talvolta vengono aggiunti elettroliti o farmaci, sotto prescrizione medica, nelle sacche da infusione. Per calcolare il rapporto gocce e tempo di somministrazione, non si tiene conto dei volumi aggiunti (tranne in casi particolari come in rianimazione per esempio). Il calcolo verrà fatto solamente partendo dal volume iniziale dell’infusione. Ad esempio dobbiamo somministrare 500 ml di soluzione fisiologica in 120 minuti e abbiamo un macrogocciolatore (20 gtt/min).

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Il calcolo del dosaggio è una pratica quotidiana. Qualunque sia la specialità in cui si esercita, vi verrà chiesto di eseguire calcoli di dose. Il calcolo del dosaggio è una pratica quotidiana. Qualunque sia il reparto in cui si esercita, vi verrà chiesto di eseguire calcoli delle dosi. Il calcolo del dosaggio è una pratica quotidiana. Qualunque sia il reparto in cui si esercita, vi verrà chiesto di eseguire calcoli delle dosi.

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