La Leggenda dell'Albero di Spaghetti: Uno Scherzo Iconico della BBC

Nel corso del tempo attorno alla cucina italiana sono fiorite ogni sorta di dicerie, leggende, miti e ovviamente di bufale. Una tra tutte ha letteralmente fatto la storia: la bufala degli spaghetti che crescono sugli alberi, uno scherzo a cui hanno abboccato migliaia di cittadini inglesi piuttosto ingenui.

Il 1° aprile 1957, la BBC, principale emittente televisiva britannica, trasmise uno dei più celebri pesci d'aprile mai ideati. Venne mandato in onda un falso documentario incentrato sullo straordinario albero da cui nascono gli spaghetti!

La Genesi dello Scherzo

Questo scherzo venne in mente a Charles De Jaeger, cineoperatore austriaco, ispirato da un ricordo scolastico non molto piacevole. Il suo maestro era infatti solito accusare i suoi compagni di classe di essere così stupidi che, se avesse detto loro che gli spaghetti crescevano sugli alberi, loro ci avrebbero creduto. Albert Kunz, pubblicitario presso l’Ufficio nazionale del turismo svizzero a Londra, lo sapeva bene, così come lo sapeva bene Charles De Jaeger, la vera mente dello scherzo, cameraman della BBC al quale il maestro delle elementari, per prenderlo in giro, diceva sempre «sei così stupido che pensi che gli spaghetti crescano sugli alberi». Sapevano che lo scherzo avrebbe funzionato - che è poi il motivo per cui si fanno gli scherzi.

Il Documentario Incriminato

Durante il programma televisivo "Panorama " venne mostrato ai telespettatori un breve filmato che ritraeva una famiglia della Svizzera italiana intenta a raccogliere spaghetti da alberi nel loro giardino. La pubblicità è conosciuta anche come la raccolta degli spaghetti svizzeri. Una voce narrante che parla della primavera anticipata e una famiglia che festeggia il raccolto riunita intorno a un albero di spaghetti. E' l'assurda pubblicità messa in onda il 1° aprile 1957 dall'emittente britannica 'BBC'.

La primavera è arrivata in anticipo non solo nel Regno Unito ma anche in Svizzera, più precisamente nel Canton Ticino. Il reportage della BBC mostra una gioiosa famiglia intenta a raccogliere da un albero del giardino di casa un'abbondante produzione di lunghi spaghetti, dopo un inverno mite che ha fatto scomparire i coleotteri parassiti degli alberi degli spaghetti. La voce narrante poi spiega che ogni anno il raccolto di spaghetti è messo a repentaglio dal duro inverno che la coltivazione svizzera - anche se grande - non era nulla rispetto a quella italiana. Infatti, viene spiegato che nella pianura padana crescono enormi piantagioni di alberi degli spaghetti, di cui gli spettatori potrebbero aver visto qualche fotografia.

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Oltre alla bravura di Charles De Jaeger, cineoperatore austriaco di Panorama, che con qualche chilo di pasta e 6 attori riuscì a ingannare migliaia di telespettatori, il falso documentario spiega le profonde differenze che esistevano tra i modelli anglosassone e italiano. Il documentario, narrato da Richard Dimbley, voce storica della TV inglese, descriveva nel dettaglio la coltivazione degli spaghetti, sottolineando le difficoltà legate alle gelate invernali e la dedizione degli agricoltori. La voce narrante è molto convincente, addirittura afferma che molte persone si stupiscano del fatto che gli spaghetti crescano tutti della stessa lunghezza. E che per raggiungere questo risultato ci vogliono anni di duro lavoro da parte di generazioni di coltivatori.

Le location scelte furono, oltre alla già citata Morcote, uno stabilimento per la produzione della pasta a St Albans, alle porte di Londra e l’hotel Castagnola in Svizzera. Protagonisti del filmato erano sei lavoratori locali, ripresi mentre raccoglievano gli spaghetti e li stendevano al sole. Le riprese durarono tutto il giorno e furono ripetute più volte perché ai partecipanti scappava da ridere. Per rendere più credibile il pesce d’aprile, fu coinvolto Richard Dimbleby (1913-1965), conduttore di Panorama.

L'Ignoranza e l'Esotismo degli Spaghetti

Questo scherzo, escogitato dal cameraman Charles de Jaeger, sfruttava l'ignoranza diffusa in Gran Bretagna riguardo alla pasta, che all'epoca era considerata un vero e proprio cibo esotico. Gli inglesi conoscevano solamente gli spaghetti in scatola, senza aver mai indagato più di tanto sulla loro origine. C'era moltissima diffidenza verso gli "oscuri " primi ristoranti italiani aperti dagli immigrati nelle periferie e quasi nessun cittadino britannico aveva il coraggio di entrarci. Così come non erano molti coloro che potevano permettersi di cenare al celebre Spaghetti House di Londra, il primo ristorante italiano aperto nel 1955 nel centro di Londra.

È un racconto supercredibile, anche perché autorevolissima è la voce che lo scandisce: non una voce qualsiasi, ma quella di Richard Dimbleby, un giornalista famoso nel Regno Unito per i suoi reportage di guerra. Dimbleby è un po’ il Richard Attenborough degli anni ‘50. Uno, come diceva uno dei produttori di Panorama, con una voce così piena di gravitas che avrebbe fatto galleggiare una portaerei. Se Dimbleby dice che gli spaghetti penzolano dagli alberi: gli spaghetti penzolano dagli alberi, e punto.

Nell’Inghilterra degli anni Cinquanta non è che fossero proprio così diffusi: gli spaghetti erano un orpello gastronomico esotico, entrato nell’immaginario insieme all’aglio, alle zucchine e all’olio d’oliva grazie ai libri di Elizabeth David ma che molti inglesi non avevano mai visto fuori da una latta, diciamo in natura.

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La Reazione del Pubblico

Si stimò che quella sera almeno otto milioni di telespettatori videro il programma. La credibilità del narratore e la qualità della produzione fecero sì che moltissimi spettatori credessero realmente all'esistenza di simili alberi, tanto che i centralini della BBC furono tempestati da tantissime telefonate di persone curiose di sapere come poterli coltivare a casa propria. Un pesce d'aprile a tutti gli effetti che funzionò alla grande. Si stima che circa otto milioni di persone abbiano guardato il programma il 1º aprile 1957, e centinaia di telespettatori telefonarono il giorno dopo alla BBC per verificare l'autenticità della storia o per chiedere maggiori informazioni su come avrebbero potuto loro stessi coltivare la pasta italiana.

Le centraliniste erano state preventivamente preparate a tenere la parte e portarono avanti lo scherzo, rispondendo così cittadini inglesi creduloni che avrebbero dovuto mettere un "rametto" di spaghetti dentro un barattolo di salsa di pomodoro, incrociare le dita e aspettare che germogliasse. Il risultato fu che furono migliaia gli inglesi che tentarono così di far crescere il loro albero degli spaghetti.

Non appena Panorama finisce, infatti, i centralini della BBC vengono letteralmente sommersi di chiamate. Pochi chiamano per congratularsi della riuscita dello scherzo: sono perlopiù richieste di chiarimento, gente che vuole sapere dove trovare un albero di spaghetti. Agli impiegati del centralino era stata data una chiara indicazione: rispondere che per ottenere il loro germoglio personale avrebbero dovuto piazzare uno spaghetto («un rametto di spaghetti») dentro una lattina di salsa di pomodoro, e incrociare le dita.

Il fatto che il primo a cascarci, nel 1957, sia proprio Sir Ian Jacob, il direttore generale della BBC, è qualcosa di meraviglioso: sembra quasi di vederlo, il buon barone, che con la moglie sfoglia le pagine della Encyclopedia Britannica interdetto. Ah, un particolare: nel 1957 l’Encyclopedia Britannica non ha una voce sugli spaghetti.

L'Eredità dello Scherzo

Lo scherzo aveva colpito nel segno! L'albero di spaghetti intanto è diventato una leggenda, tanto che negli anni nei paesi anglosassoni sono state avviate persino campagne di educazione alimentare (la foto cover di Getty Images è di una di queste) che lo hanno reso protagonista. Campagne per spiegare ai bambini che no, purtroppo quest'albero non esiste, che gli spaghetti nascono dal grano duro, ma anche che quelli veri sono proprio buoni. Il motivo per cui lo scherzo dell’albero degli spaghetti sia riuscito da subito, è nel fatto che spesso quello che passava su riviste e per la televisione soprattutto, era dato per assodato. Sommando a questo dato di fatto la totale ignoranza sulla fattura dell’alimento, capiamo quanto la cultura italiana sia sempre stata avanzata in campo gastronomico rispetto al mondo. In Inghilterra credevano che gli spaghetti crescessero sugli alberi.

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Ma non veniva usato realmente, e conteneva qualche disegno, a scopo puramente decorativo. Invece, è nei ricettari del mondo anglosassone che l’uso dell’immagine assume una funzione fondamentale.

Col tempo avremmo imparato a dare il giusto peso a una bufala, no? No.

Altre Imitazioni

La BBC ci avrebbe preso gusto: neppure dieci anni più tardi, sempre per il primo aprile, avrebbe pubblicato un’intervista all’inventore della “Smellovision”, un televisore in grado di trasmettere segnali olfattivi: un sacco di gente avrebbe chiamato per confermare che sì, anvedi, si sentiva l’odore di caffè e la puzza di cipolla. Stavolta, ai centralinisti, nessuno aveva detto come rispondere, però.

La storiella degli spaghetti sugli alberi l’avrebbe tirata fuori anche un’emittente australiana, la HSV-7 di Melbourne, inventandosi che i coltivatori fossero una famiglia di immigrati siciliani: il successo però non sarebbe però stato lo stesso, e gli australiani - evidentemente dotati di uno humour meno british - avrebbero alzato un polverone chiedendo immediate scuse per quella che sarebbe sembrata, a tutti, una specie di boutade razzista.

La leggenda dell'albero di spaghettiIl falso che però ha fatto scuola, tanto che dieci anni dopo in Australia l'emittente televisiva HSV-7 di Melbourne inventa una storia simile con protagonista una famiglia siciliana, con risvolti però meno piacevoli per il giornalista e conduttore Dan Webb. Dopo la messa in onda di un'altra storia inventata sugli alberi di spaghetti, Webb è obbligato dall'editore a rispondere personalmente, con lettere di scuse scritte a mano, alle richieste e alle proteste degli spettatori arrabbiati perché non tollerano di assistere a certe messe in scena.

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