L'abitudine di aggiungere biscotti nel latte dei neonati è una pratica comune, ma è importante capire se sia effettivamente benefica o dannosa. Questo articolo esplora i rischi associati a questa pratica e offre consigli sull'alimentazione corretta per i neonati.
Perché il Biscotto nel Latte Non È Risolutivo ma Dannoso
Il latte formulato è creato per essere nutrizionalmente adeguato per il bambino, per la sua fascia d’età e rispettando eventuali sue particolari caratteristiche. Non necessita in alcun caso e non prevede nessuna aggiunta esterna.
Quando furono ideati i primi biscottini, tra gli anni ‘50 e ‘60, servivano generalmente per arricchire di “sostanza” il latte offerto ai bambini, che non aveva nulla a che fare con un formulato specifico. Era semplicemente ciò che c’era a disposizione sul territorio e facilmente reperibile per le famiglie, ovvero il latte di mucca (ma anche di capra o di pecora a seconda delle regioni di riferimento). Dunque non esistevano purtroppo e non si utilizzavano prodotti pensati e studiati perfettamente come ad oggi è il latte in formula, dove tutti i componenti sono dosati al grammo e a norma di legge.
Se la situazione sociale, culturale ed economica ai giorni nostri è differente proprio perché sono passati almeno 50 anni, dobbiamo riuscire a comprendere che è altrettanto opportuno abbandonare vecchie abitudini che non risultano più corrette ed in linea con la realtà odierna, con gli studi attuali e altrettanto coi prodotti in commercio a disposizione per la prima infanzia.
Per questo diciamo con grande certezza:
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- SÌ al latte in formula corrispondente alla fascia d’età (in alternativa al latte materno)
- NO a qualsiasi contraffazione o modificazione della formula come possono essere ad esempio l’aggiunta di biscotti nel latte, in particolare del neonato.
Biscotto nel Latte del Neonato e Alimentazione del Bambino
Il consumo alimentare dei bambini è altamente condizionato dalle abitudini e dalle caratteristiche dei cibi che proponiamo loro. Sapore, aroma, consistenza, talvolta addirittura il colore e la forma dei cibi influenzano le preferenze e il consumo alimentare dei piccoli. Tanto più elevato è il numero di esperienze di un determinato cibo, quanto più radicata è la preferenza che ne può derivare. La sola preferenza innata è quella per il dolce ed è molto importante tenerne conto nel momento in cui decidiamo di proporre il biscotto, granulato o meno, nel latte.
Nel farlo, infatti, rinforziamo inevitabilmente questa preferenza innata per il dolce, il che potrebbe poco alla volta indurre il piccolo all’esclusione, o al rifiuto, di cibi meno dolci e più salutari.
Sensibilità ai Sapori
E’ bene sapere che i quattro sapori primari sono: dolce, salato, amaro e acido. Se da un lato la sensibilità ai sapori ci supporta nell’evitare l’ingestione di sostanze pericolose o dannose, dall’altro ci aiuta a regolarne il consumo. Il bambino, quindi, sin dall’inizio dello svezzamento va supportato nella costruzione del proprio gusto alimentare. Per farlo i genitori devono offrirgli, nei tempi e nei modi adeguati, i cibi corretti.
Aumentare la varietà dei cibi proposti aiuterà il bambino a sperimentare sapori e consistenze differenti guidando la costruzione del suo gusto personale. Anche per questo questo motivo frutta e verdura vanno sempre proposti ben prima di dolci, gelati, biscotti ecc.
Biscotto Industriale nel Latte dal 6° Mese
Il biscotto, granulato o meno, che può essere disciolto nel latte del neonato a partire dal sesto mese andrebbe assolutamente evitato (in particolare la sera per via del suo difficile smaltimento calorico). Esso infatti potrebbe non solo fornire un eccesso di apporto calorico ma, addirittura, condizionare il gusto del bambino fornendo un eccesso di zuccheri di cui il bambino non ha affatto bisogno. Come non bastasse, se poniamo particolare attenzione agli ingredienti di questi biscotti, ci accorgiamo che sovente contengono elevate quantità di sale (sodio), sostanza che va, invece, tenuta sotto controllo.
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Più in generale, se abitui il tuo bambino al sapore “industriale” corri il rischio di disabituarlo al sapore originale degli alimenti.
Purtroppo non è sempre così. Il lattante di tre mesi non ha ancora i sistemi enzimatici adatti per digerire gli amidi presenti nei biscotti e nelle farine anche quelle a base di riso e mais o tapioca, pertanto è bene non sovraccaricare il suo sistema digestivo se non si vuole che al bimbo vengano le feci acide e fermentate, che possono causare irritazione al sederino, dermatiti da pannolino, ed anche delle micosi.
Inoltre i biscotti non hanno un grande significato nutrizionale per i bambini, sono alimenti squilibrati, ipercalorici ed iperglucidici, favoriscono l’obesità ed aumentano il carico renale di sali, tuttavia possono essere utilizzati ogni tanto, sono comodi per la mamma e come tutte le cose che non fanno bene, piacciono ai bambini. Nel primo anno di vita comunque è meglio preferire le creme di cereali e le farine e sempre dopo i primi sei mesi di vita.
La regola di base deve essere il rispetto dei bisogni e dei tempi del bambino. Se invece la mamma cerca di comprendere i bisogni del proprio figlio, di favorirli, di proporre e non imporre, la graduale separazione dal seno, dal biberon, dai frullati, dagli omogeneizzati avverrà spontaneamente nel tempo. In questo modo, questo momento chiave dello sviluppo psicofisico nel primo anno di vita verrà vissuto con soddisfazione e non come una frustrazione.
Quando si Possono Mettere i Biscotti nel Latte?
Come abbiamo accennato in precedenza, nei primi sei mesi di vita i neonati devono essere nutriti con latte materno o latte adattato. Talvolta, ma solo su indicazioni del pediatra, si inizia a cinque mesi con la frutta, per poi iniziare con lo svezzamento vero e proprio solo dopo il sesto mese. Fino ai sei mesi di vita i neonati vanno nutriti solo con latte, salvo diversa indicazione del pediatra.
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È chiaro che prima dei sei mesi di vita non andrebbe mai messo nessun biscotto nel latte dei più piccini. Anche se spesso nonni, genitori amici, parenti o anche perfetti sconosciuti sostengono che faccia bene, perché nutre di più i bambini e permette loro di essere più sazi (per questo si consiglia, senza alcuna base scientifica, di mettere i biscotti nel biberon di latte della sera, così da farli dormire tutta la notte). Il latte materno o in latte formulato contengono tutti i nutrienti giusti per ogni fascia d'età. Non hanno bisogno di altre aggiunte, ad esempio dei biscotti.
Un tempo si era soliti fare questa integrazione, perché il latte non materno dato ai bambini non era arricchito con quello di cui i piccoli avevano bisogno per crescere. Meglio aspettare lo svezzamento per dare loro i biscottini, anche perché altrimenti potrebbero abituarsi troppo presto al sapore dolce, che l'essere umano prediligere per natura, e non riuscire ad accettare gli altri alimenti fondamentali per lo svezzamento.
Anche dopo il sesto mese di vita, dobbiamo prestare attenzione ai dolci che diamo ai bambini: chiediamo consigli al pediatra se è il caso di introdurli nella loro alimentazione o se è bene attendere.
Quali Biscotti Mettere nel Latte?
Se proprio vogliamo usare i biscotti da sciogliere nel latte, sia nel formato classico sia nella versione granulata, dobbiamo per prima cosa chiedere al nostro pediatra, per capire come procedere. E poi, ovviamente, non dobbiamo esagerare con le quantità. I pediatri di solito consigliano di non superare i 2 biscotti sciolti nel latte, per i bambini che hanno un'età compresa tra i 6 mesi e un anno.
Quante Volte Mettere il Biscotto nel Latte?
Dai sei agli otto mesi le linee guida della Società italiana di pediatria suggeriscono di dare un paio di biscotti al mattino come colazione, insieme al latte materno o a quello di proseguimento (non è obbligatorio, ma un'eventualità che si può seguire), per poi darne un altro paio a merenda, con il latte materno, di proseguimento o con lo yogurt, se i bambini gradiscono. Ovviamente bisogna usare biscotti formulati per ogni età del bambino e non i normali frollini che mangiamo noi adulti. Questo perché sono realizzati tenendo conto dell'apporto nutrizionale di cui hanno bisogno i lattanti e del fatto che lo zucchero sarebbe da limitare al massimo nelle prime fasi dello svezzamento, pur facendo assaporare il gusto dolce ai bambini.
Biscotti per l’Infanzia e Tradizionali: Cosa Contengono
Dai molteplici gusti e sapori, i biscotti sono alimenti solitamente a base di farina, olio vegetale o burro, zucchero, uova e/o latte. Sul mercato esistono molte tipologie di biscotti, in particolare possiamo distinguere il biscotto pensato per l’infanzia rispetto a quello tradizionale, frollino o secco. Il primo è un prodotto baby food, che rispetta elevati standard nutrizionali e di sicurezza alimentare ed è pensato per le esigenze nutrizionali dei più piccoli.
Esistono delle differenze di carattere nutrizionale tra un biscotto per l’infanzia ed un frollino tradizionale. Un biscotto frollino può avere un peso quasi doppio rispetto al biscotto per l’infanzia e inoltre non è fortificato. La fortificazione del biscotto per l’infanzia con calcio, ferro e vitamine del gruppo B contribuisce ad un’adeguata assunzione di micronutrienti nella dieta del bambino.
Il biscotto per l’infanzia nasce proprio con l’obiettivo di essere tenuto in mano autonomamente dal bambino, inoltre è pensato per avere una buona solubilità, che lo rende sicuro da consumare sia da solo che nel latte.
Biscotti nello Svezzamento: Quando si Possono Dare ai Neonati
Nei primi mesi dello svezzamento, quando il bambino lo richiede, è sempre possibile fornire l’allattamento a richiesta, e infatti si consiglia di mantenere al mattino a colazione e durante gli spuntini di metà mattina e/o metà pomeriggio la poppata di latte. Questo perché per definizione durante lo svezzamento, o alimentazione complementare, l’introduzione di cibi solidi serve a completare l’alimentazione a base di latte che il bambino assume.
Durante il primo anno di vita, così come durante tutta l’età pediatrica, il fabbisogno energetico del bambino aumenta progressivamente. Per tale ragione può essere utile abbinare alla poppata del latte del mattino il consumo di uno o due biscotti per arricchire la colazione.
Nei primi mesi dello svezzamento a merenda è sempre possibile fornire l’allattamento a richiesta, con il passare dei mesi si consiglia di introdurre a merenda una porzione di frutta fresca (40-50 g) o mezzo vasetto di omogeneizzato di frutta (50 g). Occasionalmente per alternare gli spuntini e le merende pomeridiane è possibile anche proporre lo yogurt o il biscotto per l’infanzia.
Quanti Biscotti si Possono Dare?
Lo svezzamento è una fase delicata di scoperta degli alimenti. Non esistono delle indicazioni specifiche sul numero di biscotti da proporre in questa fascia di età, che dunque possono essere consumati ed introdotti gradualmente purché si presti molta attenzione alla quantità proposta. I biscotti infatti contengono zucchero, alimento che andrebbe limitato al meno possibile nei primi anni di vita. In particolare, i biscotti non devono diventare un sostituto della frutta nello svezzamento e nei primi anni di vita. Essa deve rimanere lo spuntino da proporre quotidianamente a merenda. I biscotti possono essere introdotti solo occasionalmente come spuntino alternativo.
Si raccomanda di acquistare biscotti che siano adeguati per i più piccoli evitando quelli troppo elaborati e ricchi di zucchero e grassi (ad esempio con cioccolato, creme e glasse), imparando a leggere attentamente le etichette dei prodotti che vengono offerti ai più piccoli.
Per il biscotto per l’infanzia le quantità da noi consigliate sono le seguenti in base alla fascia di età:
| Età | Quantità Consigliata |
|---|---|
| 6 mesi | 1 biscotto |
| 7-8 mesi | 1-2 biscotti |
| 9-10 mesi | 2-3 biscotti |
| 12 mesi | 2-4 biscotti |
Come Preparare il Biscotto nel Latte
Il biscotto per l’infanzia può essere proposto anche in forma solubile sciolto nel latte del biberon. Questa modalità pratica è favorita dalla speciale formulazione dei biscotti per l’infanzia che possiedono una elevata solubilità pensata per lo svezzamento. La preparazione del biscotto nel latte è pratica e veloce, basterà aggiungere i biscottini o il granulato di biscotto nel biberon con il latte tiepido e successivamente agitare il biberon per permettere ai biscottini di sciogliersi rapidamente.
Biscotti nello Svezzamento Meglio a Colazione o a Merenda?
Bisogna sempre ricordare che durante lo svezzamento non esistono regole ferree e uguali per tutti. Ogni bambino segue infatti una propria alimentazione in funzione di numerosi fattori come il tipo di allattamento, le indicazioni rilasciate dal pediatra, le abitudini della famiglia e le necessità nutrizionali individuali. Il biscotto a colazione rappresenta un “accompagnamento” a quello che è l’alimento fondamentale della colazione, ovvero la poppata di latte; diversamente a merenda, il biscotto può essere proposto solo come occasionale sostituto della frutta, che rimane l’alimento da preferire sempre.
I biscotti sono un alimento utile per la crescita del neonato, da un punto di vista nutrizionale, ma spesso sono ritenuti, a torto, i principali colpevoli del sovrappeso e dell’obesità del bambino. Se inseriti in un programma dietetico giornaliero bilanciato sono, invece, utili alla crescita, anche perché arricchiti di vitamine e sali minerali, essenziali per lo sviluppo del bebè.
È comunque consigliabile iniziare a proporre i biscotti per la prima infanzia, appositamente studiati per rispondere alle specifiche esigenze dell’organismo del neonato, a colazione e, qualche volta, anche a merenda. Senza mai esagerare, però e integrando successivamente, di pari passo con la crescita, altre tipologie di biscotti e di diversa quantità.
Quali Sono gli Ingredienti dei Biscotti per il Neonato?
I biscotti per il neonato hanno una composizione di carboidrati, proteine e grassi discretamente bilanciata, con un minor apporto calorico rispetto a quelli normali.
- Carboidrati: quelli complessi (amidi), sotto forma di farina, forniscono energia a lento assorbimento.
- Proteine: sono presenti sia quelle di origine vegetale dei cereali sia quelle di origine animale del latte.
- Vitamine: sono presenti in quanto addizionate.
- Sali minerali: sono quasi sempre addizionati il calcio e il fosforo, importanti per lo sviluppo delle ossa e dei denti, il ferro, fondamentale per formazione dei globuli rossi (cellule del sangue), il rame per il sistema nervoso e lo zinco, per potenziare ossa e muscoli oltre che il sistema immunitario.
Gli ingredienti sono scritti sempre in ordine decrescente rispetto alle quantità. I biscotti più sani (ma anche più simili a quelli fatti in casa) sono quelli che contengono nell’ordine: farina, zucchero e proteine (del latte o dell’uovo) e non contengono conservanti. Meno ingredienti ci sono e più il biscotto è di qualità.
Quali Biscotti Dare al Neonato
Soprattutto nei primi anni di vita, il bambino deve assumere alimenti sicuri e controllati: il suo organismo è, infatti, particolarmente esposto al danno tossicologico perché è in forte e rapido accrescimento. Gli alimenti per l’infanzia rispettano norme legislative molto severe, che innanzitutto prevedono l’utilizzo di materie prime selezionate. Inoltre tengono conto anche delle più aggiornate indicazioni dei nutrizionisti e dei pediatri.
- Materie prime certificate e/o biologiche: i prodotti in commercio per la prima infanzia escludono l’utilizzo di Ogm, fitofarmaci e fertilizzanti chimici.
- Assenza di glutine: una proteina contenuta in cereali come frumento, orzo, farro, avena, segale e kamut e controindicata prima dei sei mesi di vita perché può provocare la celiachia nei bimbi predisposti.
- Assenza di grassi idrogenati: Molte aziende di prodotti per la prima infanzia, hanno cominciato a eliminare l’olio di palma sostituendolo con altri oli vegetali (di girasole o di oliva) privi di grassi idrogenati, nocivi alla salute perché trasformati in grassi solidi (ma anche saturi) attraverso un processo chimico.
Quando Iniziare a Dare i Biscotti al Neonato
- A 4-6 mesi: In questa fase sono consigliati i biscottini specifici della prima infanzia, preparati con le farine diastasate, cioè sottoposte a un trattamento che scompone l’amido della farina in zuccheri semplici e più digeribili. I biscottini si presentano in forma granulare da aggiungere al latte, nel biberon, a colazione o a merenda. La dose consigliata è di circa un cucchiaio di biscotto granulato o un biscottino solubile.
- A 6-8 mesi: A partire da questa età i pediatri consigliano 2-3 biscotti al giorno da consumarsi in un solo pasto oppure suddivisi tra la colazione e la merenda. A svezzamento avviato si possono introdurre anche i biscottini contenenti il glutine: l’importante è che la dose sia aumentata in modo graduale, per controllarne gli effetti sul bebè. Oltre che nel latte e nello yogurt, li si possono proporre a merenda insieme alla frutta grattugiata.
- A 8 mesi: Da questa età in poi il bambino può cominciare a mangiare i biscottini da solo perché studiati appositamente per essere facilmente tenuti dalle sue manine. In più, sono facili da masticare e si sciolgono immediatamente in bocca, senza rischio di soffocamento. La dose consigliata è 3-4 biscotti al giorno.
- A 12 mesi: Compiuto l’anno di età si possono cominciare a proporre anche i biscotti comuni. Prima quelli secchi, e poi, man mano che il bimbo cresce, quelli tipo frollini più ricchi di grassi e di nuovi ingredienti, come le uova, il burro, il cioccolato o la frutta. Essendo più calorici, è bene, non esagerare, proponendoli al bambino con moderazione e soprattutto non in aggiunta ad altri alimenti (meglio dunque a merenda che a fine pasto). I biscotti farciti, invece, non vanno dati prima dei tre anni e comunque solo in occasioni particolari, perché molto calorici e di difficile digestione.
- Oltre l’anno di età: Dopo l’anno di età e dopo che il piccolo ha completato lo svezzamento, gli si può proporre i biscotti fatti in casa, coinvolgendolo nella preparazione.
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Biscottini e latte: sembra l'accoppiata ideale, ma non sempre è così. Oggi però la situazione è un po' diversa: almeno fino ad un anno, quando non c'è il latte materno, si beve un latte “formulato”, cioè un prodotto speciale che contiene tutti gli elementi nutritivi indispensabili, dosati si può dire al grammo. E così, se noi sciogliamo in questo latte che è già “perfetto” (anche per questo costa un po' caro) i biscotti per bambini, ne alteriamo la composizione e lo trasformiamo in un “superlatte”, cioè in un cibo eccessivamente nutriente. E questo non fa bene, perché per difendere la salute dei nostri bambini noi non combattiamo più (almeno dalle nostre parti) contro la denutrizione, ma contro la “supernutrizione” che potrebbe farli diventare oggi “ciccioni”, e domani adulti obesi. Ecco perché i pediatri dicono no ai biscotti nel latte “di proseguimento” (la formula n. 2 che si usa a questa età).
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