Il mais, o granturco (Zea mais L.), è uno dei cereali più coltivati al mondo, insieme a riso e grano, ed è una delle principali colture italiane, caratteristica della pianura Padana. Si tratta di una coltura che richiede molte risorse in termini di concimazione, acqua di irrigazione, diserbi e difesa fitosanitaria, ma possiamo comunque impostare una coltivazione a basso impatto ambientale.
Caratteristiche Botaniche del Mais
Il mais ha un unico stelo verde brillante, robusto e carnoso, chiamato anche stocco, che al contrario dei cereali autunno-vernini come il grano, accestisce molto raramente. L’infiorescenza maschile del mais è quella che si forma in cima alla pianta e che assomiglia ad un pennacchio, ma botanicamente è la vera pannocchia. Il mais è quindi una pianta monoica, poiché organi femminili e maschili si trovano sulla stessa pianta ma separati, non nello stesso fiore come nel caso dell’ermafroditismo che caratterizza tantissime altre specie vegetali. La pannocchia è fatta di singole spighe che le danno la tipica forma a pennacchio e ciascuna spiga contiene i fiori che producono polline. La spiga ha un grosso asse centrale, chiamato tutolo, su cui si inseriscono le spighette con due fiori ciascuna, ma solo uno di questi due è fertile.
Fattori Ambientali per la Coltivazione del Mais
Clima Adatto
La pianta del granoturco è di origine tropicale: è stata scoperta dai navigatori europei sull’isola di Cuba, facile intuire quindi che il mais teme le gelate e l’eccessivo freddo. Idealmente vorrebbe una temperatura tra i 24 e i 30°C, per cui ha un ciclo primaverile-estivo e non tollera le gelate. Il seme necessita di almeno 12 gradi per germinare e ci vogliono 18 gradi per permettere la fioritura. Da noi la stagione del mais va dalla semina, tra aprile e maggio, alla raccolta che di norma avviene a settembre, spesso sul finire del mese.
Esposizione a Sole e Vento
Per coltivare il mais serve una buona esposizione al sole, si tratta di una specie ad alte esigenze di luce.
Terreno
Il mais è una pianta che si adatta piuttosto bene ad ogni tipo di terra. Tuttavia richiede un suolo molto fertile, è noto infatti quanto sia importante la concimazione per una buona resa in granella, e questo vale anche in una coltivazione ecosostenibile ispirata al metodo biologico. In particolare, il mais richiede molto azoto, e a seguire fosforo e potassio. Le esigenze del granoturco riguardano anche una terra drenante, possibilmente sciolta. Il terreno per la semina del mais deve essere ben affinato.
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Tecniche di Coltivazione
Consociazioni
Il mais è una pianta che sta bene vicino a tutte le cucurbitacee (ovvero zucche, zucchine, cetrioli, meloni e angurie) e le solanacee (melanzana, peperone, patata, pomodoro). Una consociazione storica è quella “delle tre sorelle“, in cui si associano il mais, il fagiolo rampicante e la zucchina: al mais il compito di crescere in verticale facendo da sostegno al fagiolo, che arricchisce il terreno di azoto.
Rotazione Colturale
Il mais è una graminacea tecnicamente da rinnovo, che apre una rotazione, anche perché richiede una lavorazione del terreno importante. Si tratta di una coltura depauperante, e quindi l’ideale è metterla in rotazione con delle leguminose e con altre piante che vale la pena coltivare su estensioni maggiori rispetto a quelle degli ortaggi comuni. Per esempio, potremmo alternare questa specie con fagioli, fagiolini, piselli, con le zucche, con le patate, ovvero tutte specie che non sono della famiglia delle graminacee.
Semina
Il mais viene seminato tra aprile e maggio, direttamente in pieno campo. Non è molto conveniente praticare la semina in semenzaio, sia perché servirebbe un grande numero di piantine, sia perché per avere radici più robuste, anche per resistere meglio al vento, la semina diretta è migliore.
Semina in Pieno Campo
Per mettere i chicchi di mais direttamente nell’orto bisogna aspettare che le temperature salgano, quindi si semina in primavera inoltrata. Il mais è una coltura che si tiene abbastanza fitta, pur senza esagerare. Di solito tra le singole piante si mantengono 15-18 cm, mentre tra le file a file anche 70 cm. Questa distanza tra le file consente, almeno finché le piante sono ancora basse, di passare in mezzo alle file con sarchiatoio o tridente per controllare l’erba infestante appena nata. Si tracciano i solchi con una zappa e per la semina ci si può aiutare con una seminatrice che distribuisca il seme alle distanze giuste. In piccola scala si può seminare più fitto e diradare in seguito, scegliendo quali piantine mantenere.
Cura della Coltura
Per evitare di dover zappare, è importante non lasciare che l’erba si sviluppi oltre un certo stadio per cui con il tridente o sarchiatoio non si riesce più a togliere. Bisogna tener pulito con sarchiature periodiche, ma attenzione alle radici che crescono anche appena sotto al livello del terreno: è importante non lesionarle zappettando. La pianta del granoturco ben nutrita e in salute deve apparire di un bel colore verde intenso. Se fosse verde sbiadito o addirittura si notassero ingiallimenti, bisogna somministrare altro concime al mais.
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Irrigazione
Il mais, considerata la sua stagione di crescita e la sua consistenza erbacea così carnosa e ricca di acqua, è una specie dalle esigenze idriche molto elevate. In particolare, l’acqua non deve mancare nella fase della fioritura, quando la pianta è più sensibile alla siccità. La pacciamatura con paglia ai piedi della pianta può essere utile a diminuire il bisogno di acqua della coltura.
Rincalzo
Una buona pratica nella coltivazione del mais è il rincalzo, che aiuta il fusto della pianta a stabilizzarsi e stimola lo sviluppo radicale.
Malattie e Parassiti del Mais
Il mais può andare soggetto a svariate problematiche, da prevenire innanzitutto mediante le rotazioni colturali ed evitando gli eccessi di concimazione azotata. Alcune malattie fungine possono colpire la pianta, in particolare se c’è umidità accompagnata da un clima temperato.
- Carbone: Il carbone è una malattia causata dal fungo Ustilago maydised è molto facilmente riconoscibile per le grandi escrescenze che si formano sugli organi colpiti, che inizialmente hanno colore grigiastro e poi assumono il tipico colore e consistenza, appunto, del carbone.
- Elmintosporiosi: Si tratta di una malattia che si manifesta soprattutto in condizioni di elevata umidità accompagnata da calore, ed è causata da un fungo che attacca soprattutto le foglie.
- Aflatossine: Le aflatossine sono un noto rischio in alcune produzioni cerealicole come appunto il mais. Sono tossine dagli effetti cancerogeni, prodotte dal fungo Aspergillus, che colonizza le piante in campo e continua a fare danni sulle spighe anche dopo la raccolta, portando marciumi e le tipiche emanazioni muffose tra le cariossidi.
- Diabrotica: La diabrotica è un insetto dell’ordine dei coleotteri, originario degli Stati Uniti e arrivato in Italia sul finire degli anni ‘90. Gli adulti hanno una colorazione gialla di fondo con tre strisce scure. Le larve attaccano le radici, nutrendosi di quelle sottili e scavando gallerie in quelle più grandi, portando a volte all’allettamento della pianta. Gli adulti mangiano le “sete”, ovvero quei filamenti rosati che escono dalla spiga e che sono gli organi che devono essere fecondati dal polline. Se le sete vengono mangiate, non si ha fecondazione e quindi non si sviluppano le cariossidi.
- Piralide del mais: La piralide è un lepidottero che depone le uova sulle foglie e sui culmi della pianta, e quando la larva nasce inizia a scavare gallerie e ad erodere i tessuti vegetali, provocando, in casi gravi, anche la caduta dello stocco del mais che si svuota internamente.
- Popilia japonica: Purtroppo questo insetto molto polifago, arrivato in Italia nel 2014, attacca anche il mais, compiendo un danno duplice come la diabrotica. Anche in questo caso infatti la larva, simile a quella del maggiolino, attacca le radici, mentre l’adulto attacca la parte aerea divorandola.
Raccolta
Il mais da granella deve essere raccolto quando i chicchi hanno raggiunto una piena maturità. Tra la semina e la raccolta del mais passano circa sei mesi, anche se esistono varietà più precoci. Anche la “barba” della pannocchia che imbrunisce è un indicatore utile a capire la sua maturazione. Lasciando troppo la pannocchia sulla pianta il chicco si secca ed è pronto da macinare per fare la caratteristica farina gialla con cui cucinare la polenta.
Varietà di Mais
Il mais ha diverse varietà, quella più diffusa in Italia è il mais dolce, dal chicco piccolo e giallo. Se si desidera il mais da pop corn bisogna scegliere la semente della varietà giusta. In America Latina si predilige la coltivazione di altri tipi di mais, come il mais choclo, dai chicchi più grandi e bianchi.
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Per l’alimentazione umana sono maggiormente utilizzati il mais vitreo (Zeamaysindurata) e il mais da pop corn (Zeamayseverta), ma anche il mais dolce (Zeamayssaccharata). Nei diversi luoghi di Italia si trovano delle varietà di mais tipiche e tradizionali, da colori diversi rispetto al classico giallo o bianco.
Mais Ornamentali e Multicolore
Molto belli, usati per decorare, ma comunque edibili (sebbene processi più lunghi o rese basse):
- Glass Gem: Conosciuto per le sue pannocchie dai colori vivaci e iridescenti, il mais arcobaleno presenta una gamma sorprendente di colori che spaziano dal blu al verde, dal viola al rosso e oltre.
- Calico: I suoi chicchi possono includere tonalità di rosso, arancione, giallo, bianco e persino blu. Spesso utilizzato come ornamentale per decorazioni autunnali e festose, è ovviamente commestibile. I suoi chicchi gelatinosi sono davvero dolci.
- Painted Mountain: Una varietà di mais adatta a climi freddi, caratterizzata da pannocchie dai colori brillanti che variano dal viola al rosso, passando per l’arancione. È resistente e colorato, perfetto per chi cerca varietà resistenti e belle da coltivare.
- Japonica Striped: Questa varietà di mais è unica per le sue foglie variegate, con strisce di colore verde, bianco e rosa. Spesso è coltivato come pianta ornamentale grazie alla bellezza delle sue foglie e delle sue pannocchie dai chicchi colorati.
- Hickory King: Mais dalla varietà bianca, è noto per essere particolarmente resistente e adattabile, rendendolo una scelta popolare nelle regioni con climi variabili. I chicchi grandi e bianchi sono perfetti per fare tortillas e pane.
Varietà da Popcorn
Queste varietà hanno chicchi piccoli e con una buccia dura che trattiene il vapore e scoppiano alla grande! Da evitare di mangiare crudi o bolliti: sono duri come sassolini.
- Strawberry Popcorn: Nonostante il suo nome e l’aspetto, il mais Strawberry Popcorn non ha il sapore delle fragole. Il nome deriva semplicemente dalla forma e dal colore dei chicchi, che ricordano piccoli frutti di bosco.
- Dakota Black: Questa varietà di mais nero ha origine nelle popolazioni native americane delle Grandi Pianure. I suoi popcorn hanno un sapore ricco e una consistenza molto croccante.
Varietà Ricche di Antociani (blu, nere, viola)
- Blue Jade: Questa varietà presenta pannocchie di un blu intenso, con chicchi che mantengono il loro colore anche dopo la cottura. È apprezzato non solo per l’aspetto ma anche per il gusto dolce e la consistenza croccante dei chicchi. Il colore è dovuto alla presenza di antociani, potenti antiossidanti.
- Oaxacan Green: Originario dell’omonimo stato messicano, questo mais presenta chicchi di un verde intenso e brillante. Ciò è dovuto all’alta concentrazione di antociani. Simile al Blue Jade, è popolarissimo tra le tortillas!
- Hopi Blue: Coltivato dalle popolazioni Hopi, questo mais ha chicchi di un blu intenso e profondo.
Mais Dolce e da Consumo Fresco
- Bloody Butcher: I suoi chicchi rosso scuro, sembrano quasi ricchi di sangue! Usato prevalentemente per farine e polente, è noto per produrre whisky rosso dal sapore davvero unico.
- Country Gentleman: Ha chicchi bianchi disposti in modo irregolare sulla pannocchia. Dolce e tenero, è perfetto per creme di mais e insalate fresche.
- Golden Bantam: Una delle varietà di mais dolce più antiche, dai chicchi gialli e dolci.
Varietà Italiane Tradizionali
- Ottofile: Questa varietà prende il nome dalle sue otto file di chicchi per spiga. I chicchi sono di colore giallo-arancio e sono utilizzati principalmente per la farina per polenta poiché la rende dal sapore ricco e dalla texture vellutata.
- Biancoperla: Tipico del Veneto e, in particolare, delle province di Treviso, Padova e Venezia. È riconoscibile per i suoi chicchi di colore bianco perlato ed è particolarmente apprezzato per la produzione di polenta bianca.
- Quarantino: Ha un ciclo di maturazione relativamente breve di circa 40 giorni ed è particolarmente adatta per le coltivazioni in montagna e in aree con stagioni di crescita più brevi.
Il Mais nella Storia e nella Cultura
Il mais affonda le sue radici nella storia antica delle Americhe. Quello che potremmo definire moderno, ossia la pianta così come la conosciamo, è stato coltivato per la prima volta circa 10.000 anni fa. Il teosinte, o Zea, è l’antenato del mais moderno. Originario delle regioni tropicali e subtropicali dell’America, ove cresce ancora oggi, questa erba dal fogliame sottile, non gli assomigliava per niente. Gli Aztechi credevano che il dio del mais, Chicomecóatl, si sacrificasse ogni anno per nutrire l’umanità.
Consigli Utili per la Coltivazione
- Terreno: Il mais ama terre drenanti, possibilmente sciolte e ricche di nutrimento.
- Annaffiatura: Annaffia spesso le piantine fino a che non giungono a maturazione.
- Isolamento: Non coltivare il mais da pop corn troppo vicino ad altre tipologie dello stesso cereale.
Le pannocchie sono un ottimo contorno e si possono cucinare al forno, in padella, o al cartoccio. Chiamatelo mais, oppure granoturco, sorgo turco, meliga, furmintaun, malghett... I nomi dialettali sono davvero tanti e diversi fra loro, fin da quando le prime pannocchie giunsero in Europa dalle Americhe.
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