L'espressione "ce la giochiamo a birra e salsiccia" evoca immagini di convivialità e competizione amichevole, spesso legate a tradizioni culinarie e festività italiane. Questo modo di dire affonda le sue radici in un contesto culturale ricco di sapori, usanze e momenti di condivisione.
Le origini del Carnevale e l'abbondanza culinaria
Molti pensano che il Carnevale inizi con il Giovedì Grasso, ma in realtà i festeggiamenti cominciano circa 10 giorni prima. Un tempo, durante il Carnevale, il popolo si riuniva per consumare in abbondanza, in particolare la carne di maiale, un alimento prelibato ideale per affrontare il digiuno quaresimale. Già nell'antica Roma, il Carnevale si concludeva con una grande festa in cui si mangiava carne di maiale sotto forma di salumi, salsicce e altri tagli.
Anche se la tradizione dei nove bocconi del Martedì Grasso si è in parte persa, l'abbondanza rimane la parola d'ordine del Carnevale. A Venezia, ad esempio, si gustano le "fritoe venexiane" (frittelle), le chiacchiere, le castagnole e la crema fritta. Le fritole veneziane, sono state proclamate già nel Settecento, dolce nazionale della Serenissima.
Ricetta delle Fritole Veneziane
Ecco un esempio di preparazione delle fritole, dolce tipico del carnevale veneziano:
- Versare la farina in un recipiente.
- Aggiungere il burro fuso raffreddato.
- Sciogliere il lievito di birra in mezzo bicchiere di latte tiepido e versarlo nella farina, unendo uova, latte, grappa, zucchero, semi di vaniglia, sale e burro fuso.
- Aggiungere pinoli e uvetta a piacere.
- Friggere le fritole in olio caldo per 2-3 minuti.
Ferragosto: tra sacro e profano
Ferragosto è una festa italiana con un significato religioso, celebrando l'Ascensione di Maria al cielo. Il mese di agosto è dedicato a Ottaviano Augusto, il primo imperatore di Roma, che istituì un giorno di riposo per tutti, schiavi compresi, nel mese a lui dedicato. Con l'avvento del Cristianesimo, la festa pagana fu associata all'Ascensione della Madonna.
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Durante il Fascismo, il popolo veniva incoraggiato a trascorrere la giornata in famiglia, e vennero introdotti i "treni popolari di Ferragosto" a tariffa ridotta per permettere a tutti una gita fuori porta. Siccome i pacchetti includevano solo il viaggio, nacque la tradizione di portarsi il pranzo da casa.
Grigliate di Ferragosto: un'esplosione di sapori
Molti cibi si possono fare alla griglia, come la bruschetta, gli scampi, le sardine e le bistecche. La Tenuta del Buonamico propone vini rossi adatti ad ogni tipo di grigliata, come il Cercatoja IGT Toscana, un vino sostanzialmente rimasto invariato dal 1975.
Il Sangiovese è un vitigno autoctono delle zone di Firenze e di Siena, mentre il Cabernet Sauvignon proviene dalla zona di Bordeaux, in Francia. Il Syrah, invece, deriva dalla città di Shiraz, in Persia.
La cottura alla griglia, pur non prevedendo l'aggiunta di olio o burro, comporta il fatto che le carni, in particolare la bistecca, non devono essere private del grasso. Il grasso deve essere bianco, mai ingiallito, e quello esterno, più spesso, non va mai tolto. La temperatura di servizio ottimale per il Cercatoja è di 18 gradi.
Il Pastim: un tesoro della cucina bellunese
Il pastim (o pastin) è una mistura di carne finemente tritata e condita con un mix variabile di spezie, la cui preparazione si perde nelle nebbie del tempo. In Agordino, lo stesso identico prodotto viene chiamato Pastim, con la “m” finale. Il pastim può essere consumato crudo, oppure grigliato o cotto, oppure insaccato in salsicce o salami e stagionato a piacere (il consumo avviene comunque entro l’anno).
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Il maiale e la mucca venivano macellati solitamente ad inizio inverno, e la macellazione avveniva o nei macelli comunali, in apposite strutture o in casa propria. Alcune famiglie, dopo aver macellato gli animali, si incontravano in grandi stanze, solitamente sotterrate (sempre per garantire una bassa temperatura e quindi un rischio minore che la carne diventasse rancida) ed iniziavano le operazioni sminuzzando le carni, preparando le misture, speziandole ed insaccando col budello animale.
Se non consumato subito, il pastim veniva insaccato in salsicce e salami e predisposto per la stagionatura. Gli insaccati venivano di solito posti nella cenere per qualche giorni, sì da eliminare in tal modo l’umidità in eccesso, e poi appesi a ganci o traversine al soffitto di un luogo buio ed adeguatamente fresco, fino al consumo. Sebbene si tratti di una pratica tradizionale, culturale e storica, la becaria è stata oggetto di forti restrizioni e normative stringenti, di carattere sanitario, soprattutto dopo l’ingresso dell’Italia nell’Unione Europea. Il pastim è ancora oggi un piatto molto popolare della cucina bellunese.
Cagliari: tra calcio, slang e tradizioni
Per comprendere appieno il significato di "ce la giochiamo a birra e salsiccia" è utile esplorare alcune peculiarità della cultura cagliaritana:
- Il Cagliari è sacro.
- Metti i verbi in fondo alla frase.
- Accetta il superlativo Casteddaio.
- Poetto? No grazie!
- Lascialo andare. Tanto ritornerà.
- Punta alla nonna.
- Impara ad amare Baffo.
- La Costa Smeralda è off limits.
- Non dire mai: «Sono sarda d'adozione».
- Cagliari è la città più bella del mondo.
Un cagliaritano DOC potrebbe proporti un pranzo in qualche paese dell'entroterra a casa dei nonni. Fai colpo sulla nonna e farai colpo anche su di lui! Ma c'è un solo modo per far sì che la nonna ti prenda in simpatia: mangia tutto quello che porterà a tavola.
Baffo è un'istituzione, una sorta di food truck artigianale, conosciuto anche all'estero. La Costa Smeralda è off limits per il vero sardo, mentre Cagliari è considerata la città più bella del mondo.
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