Cialde Illy A Modo Mio: Recensioni e Confronti

Quando si parla di Illy e Lavazza, ci si riferisce a due eccellenze italiane nel mondo del caffè, apprezzate in Italia e all’estero. Le sue capsule e cialde contengono un blend unico, composto da nove varietà di pura Arabica, selezionate accuratamente per un gusto bilanciato, morbido e aromatico. Scegli Illy se ami un gusto raffinato, elegante e una qualità costante.

Le capsule, realizzate solitamente in plastica o alluminio, preservano freschezza e aroma più a lungo. Illy ha progettato un suo sistema di capsule chiamate IperEspresso che sono secondo loro il miglior modo per replicare un espresso eccezionale in casa! Sono capsule pensate appunto solo per le macchine Illy ma fate attenzione, il sistema IperEspresso di Illy cambia leggermente tra le macchine Home, per casa, e le macchine per Azienda spesso date in comodato d’uso per ufficio.

Coffee Family ti offre entrambe le soluzioni con la possibilità di acquistare cialde e capsule originali a condizioni vantaggiose, oltre a macchine da caffè selezionate e accessori.

Illy Y-3.2 e Y-3.3: La Macchina da Caffè Entry-Level

Oggi andremo a parlare della Y-3.2 o Y-3.3 di Illy, la macchina del caffè più economica per entrare nel mondo del caffè Illy! Sicuramente se comprerete questa Illy Y-3 siete dei fan di queste seconde miscele e Illy è il vostro marchio preferito, anche perchè l’unico altro produttore che produce il formato IperEspresso è Barbaro.

La macchina è dotata di un cassetto per le capsule esauste che ne può contenere fino a 7 e un sistema automatico di espulsione che le fa appunto cadere nel cassettino. La vera chicca che pochi sanno è che addirittura la Y-3 ha addirittura la temperatura programmabile!

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Funzionalità e Manutenzione

A leva aperta va accesa la macchina. Entro i primi 15 secondi va premuto il tasto del caffè corto per 5 volte e entrambi i tasti inizieranno a lampeggiare. A questo punto premendo il tasto caffè corto si aumenterà la temperatura mentre premendo il tasto caffè lungo si abbasserà. Quando il tasto erogazione caffè lungo e corto lampeggiano alternati dobbiamo eseguire la decalcificazione.

Per farlo riempiamo il serbatoio di soluzione decalcificante, accendiamo la macchina premendo tasto caffè corto per 5 secondi e a questo punto il tasto caffè lungo inizierà a lampeggiare e potremo rilasciare il tasto caffè corto. A questo punto premeremo il tasto caffè lungo per avviare il ciclo di decalcificazione. A questo punto la macchina erogherà tutto il serbatoio con il decalcificante, inseriremo un paio di serbatoi di risciacquo con acqua pulita e premendo il tasto caffè lungo la macchina erogherà tutto il serbatoio di acqua pulita.

Il funzionamento è molto semplice come dicevamo, a parte queste regolazioni di temperatura, lunghezza e decalcificazione che sono un pò macchinose e spesso si fa fatica a memorizzarle. Apriamo la leva, inseriamo la capsula ed eroghiamo.

Il Caffè Illy: Un Profilo Aromatico Unico

La vera differenza della Y-3 di Illy rispetto alle altre macchine non è tanto la componentistica della macchina del caffè in se, ma quanto il risultato in tazza. Illy per natura fa solo 100% arabica; come dicevo sono caffè meno intensi, meno cremosi, distanti dall’espresso napoletano, ma più leggeri e aromatici. Se acquistate una macchinetta Illy dovete già essere sicuri che Illy è il caffè che amate! Dovete amare la sua dolcezza anche senza zucchero, il retrogusto morbido che lascia al palato, ed essere disposi a pagare una tazza più di 40 cent.

Considerazioni Finali sulla Illy Y-3

Quindi il mio parere sulla macchina è che è una macchina base, non facilmente pulibile come le equivalenti di prezzo Nespresso o a Modo mio (la Y-3 normalmente viene tra i 59 e i 99 euro) ma che fa bene il suo dovere. Non amo il sistema espelli capsula, non amo le combinazioni di tasti per attivare le funzioni evolute, ma è una macchina del caffè che funziona, anche bene ma il punto qui è un altro nel caso stiate valutando l’acquisto della Illy Y-3: siete amanti di Illy? non cambiereste Illy con nessun altro caffè al mondo? allora la Y-3 è la risposta migliore ad un costo anche accessibile, spesso in offerta con un bundle di capsule!

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Le Inchieste di Report sul Caffè: Un Approfondimento

Ho rimandato questo tipo di articolo da troppo, troppo tempo. Ho sempre desiderato fare un approfondimento sulle inchieste di Report riguardanti il caffè, ma causa impegni di lavoro e scarso tempo a disposizione, ci sono riuscito solo ora. Le inchieste di Report (personalmente) le trovo interessanti. Sia per le informazioni al loro interno, sia per il modo in cui vengono divulgate. Sempre sul filo del rasoio delle informazioni scomode e troppo scomode ai più. Usando un aggettivo, le definirei “piccanti”.

Così vedo le inchieste di Report. Quindi per aiutarti a gestire questa piccantezza data delle informazioni acquisite in questa puntata, ed evitarti “bruciori indesiderati”, sono qui a commentare la puntata del 21 ottobre 2019 e fare chiarezza su diversi punti corretti, ed alcuni presentati o comunicati ai telespettatori in malo modo. Cosa intendo di preciso? Troppo spazio alla libertà di opinione di una persona! Questo non è un bene. Troppa libertà di opinione o di pensiero su una cosa oggettiva, indica una mancanza di comunicazione chiara e indiscutibile.

Attenzione! Non sto assaltando la libertà di pensiero eh! Solo sottolineando come tante parti dell’inchiesta, abbiano lasciato diversi buchi da riempire con la libera interpretazione di fatti concreti, e soprattutto non è stato piazzato un paletto ben chiaro nelle informazioni di base del telespettatore.

Ora però mi sono dilungato anche troppo sull’introduzione. Andiamo al punto! Questo articolo avrà uno spezzone video dell’inchiesta (6 in totale) e subito dopo commento e spiegazione.

Più avanti vorrei anche trattare la seconda parte sui metalli pesanti nel caffè che, per quanto io già sappia cosa scrivere, si tratta di un argomento tagliente a doppia lama perché riguarda la salute della persona.

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Su questo blog faccio approfondimenti, non notizie da 300 parole per piazzare pubblicità ogni 5 righe. Preferisco spendere più tempo per fare un’analisi dei dati precisa e tirare fuori un articolo chiaro, completo e facilmente digeribile a te lettore dei miei articoli (ti ringrazio tanto per questo).

Aromi e Profili Aromatici del Caffè

Si parla di aromi ben specifici come arancia, bergamotto, lime…tutti frutti tropicali aciduli e succosi. Sigfrido (ormai siamo amici dopo quattro righe di testo) non sta sparando una supercazzola, ma descrive una parte dei vari profili aromatici realmente esistenti del caffè. Una parte di tantissimi profili aromatici di questo fantastico seme (tostato, perché da chicco verde non è un granchè).

Non parliamo solo di Arabica con tutti i sui toni aciduli, floreali e freschi, ma anche di robusta con il suo profilo aromatico, seppur ristretto. Toni più decisi di spezie, cacao e cereali. Se e solo se parliamo di Robusta di qualità.

Infatti, il buon risultato (indifferentemente se il chicco e arabica o robusta) lo fa il numero di difetti del chicco stesso. Meno difetti vuol dire più qualità, quindi costoso.

È responsabilità della torrefazione far in modo di cuocere il chicco ad arte in base alle sue caratteristiche chimico-fisiche, senza esagerare con la tostatura se si vogliono mantenere i sentori più floreali, freschi e intensi del seme. Ho usato il verbo “volere” non a caso. È la torrefazione a scegliere. Su una cosa però non si discute, la Robusta è più povera di sentori per natura stesso del chicco. Infatti, produce pochi oli essenziali a favore di una composizione maggiore di tannini e caffeina.

Invece, sui termini di straccio bagnato, cartone, empireumatico (fumo/bruciato) stendiamo un velo pietoso. Sono difetti molto gravi dovuti a due motivi principali e non per caso:

  • Presenza di Robusta a basso costo con un alto numero di difetti (costa poco)
  • Tostature scure ed extra scure al limite dell’autocombustione del chicco (oltre i 240°C)

Il primo motivo è del tutto economico, senza girarci attorno, i torrefattori vogliono fare cassa. Pagano il kg di caffè verde una miseria e ci lucrano sopra. È business fine. Di qualcosa si deve pur campare.

Il problema della tostatura scura viene usato come trucchetto per nascondere il più possibile i difetti del caffè a basso costo. Praticando una tostatura media quindi colore del chicco sul nocciola/nocciola scura, rispetto al nero lucido di una tostatura extra-scura, rimarrebbero inalterati gran parte dei sentori del caffè derivati dalla condizione del chicco.

Capsule Compostabili e Inquinamento

Sul discorso cialde di carta e capsule compostabili non mi dilungo molto, ho già il mio articolo sull’inquinamento delle capsule e dei vari formati. Te lo lascio lanciano qui se vuoi approfondire in un secondo momento: inquinamento capsule caffè.

Mi limito ad un appunto sul compostabile Lavazza da 42 centesimi. Il prezzo è dovuto più al tipo di caffè contenuto nelle capsule che per la storia del compostabile. Hanno unito nuova tecnologia ad un caffè superiore rispetto alla loro media, ecco il risultato del prezzo.

Ad esempio in negozio ho un compatibile Covim compostabile per sistemi A Modo Mio/Nespresso e si vendono bene a 26 centesimi. Il compostabile ha inciso sull’aumento del prezzo rispetto alla Covim standard, ma non in modo eccessivo almeno per questi prodotti.

Degustazione e Valutazione del Caffè: L'Analisi di Report

Sulla parte dell’assaggio, trovo azzeccata la scelta della capsula Passionale (Lavazza rossa per la maggior parte dei consumatori) in quanto è un prodotto standard che rispecchia l’Italianità dell’espresso (o almeno la sua idea). Infatti, un 5 o 5,5 come voto ci sta tutto visti i pregi e i difetti. Caffè in parte robusta e in parte arabica come espresso italiano tramanda da sempre anche nei primi bar. Occhio, tradizione non vuol dire eccellenza o qualità.

Poi è il turno di Borbone blu e rosso che con i loro difetti, dimostrano l’utilizzo di materie prime pessime. Chicchi rotti, tarlati e ammuffiti tostati alla temperatura “del sole”. Una tostatura eccessiva atta ad “asfaltare” gli aromi originali del caffè, spostando tutto sul retrogusto molto forte di tostato per coprire i difetti.

Lo dice chiaramente l’esperto: sentori di terra, muschio, gomma bruciata, forte amarezza, fumo e cicoria sono la somma di materia prima scarsa e lavorazione pessima. L’errore qui, è che nell’assaggio di questi caffè viene solo detto “c’è Robusta”, senza spiegare il perché di questi sentori così negativi come ho appena fatto io. Questa non è informazione! Cosa gli costava a Report aggiungere due parole in più sul perché?

Chiariamo una cosa e poi riprendiamo il discosto, se prendi caffè sempre e solo con lo zucchero puoi affermare: ma a me piace, è buono! Lo zucchero (2-4 grammi) altera tutto il gusto trasformando il caffè in altro. Se NON riesci a bere un caffè amaro anche dopo averci provato con 5-6 tazzine, non lo berrai mai senza zucchero. Bisogna cambiare caffè.

Chiusa parentesi, tutto questo è voluto dalla torrefazione. Non parlo solo di Borbone, possiamo metterci in mezzo Kimbo, Lollo, Barbaro ed altre torrefazioni anche del Nord. Fanno tutti così chi lavora Robusta difettosa.

Confronto diretto con Borbone ovviamente non accettato dall’azienda per tutti i motivi elencati prima nell’articolo. L’unica risposta per difendersi è: “il nostro caffè risponde ai gusti dei clienti” cosa che hanno fatto poi nel loro comunicato stampa di risposta a Report (te lo lascio a fine articolo).

Stessa storia per Kimbo e altre torrefazioni Napoletane nella puntata precedente di Report sul caffè in chicchi. Nessuno ha voluto partecipare al confronto.

Bellissima l’inquadratura sul tablet a 0.44 secondi con le diciture muffa e “diesel” (ironico).

All’analisi del passionale Lavazza il giudizio è standard, ma se hai visto lo sviluppo del radar e dei commenti dell’esperto, si capisce abbastanza bene il perché. L’acidità bassa ma presente, dovuta alla presenza di arabica nel caffè. Nonostante tutto c’è più sentore di tostato che di frutta fresca ad indicare una tostatura media scura o scura. Come detto prima, rispecchia la sfiorata sufficienza dell’espresso Italiano.

“È un modo di comunicare” Azzeccatissima la risposta dell’esperto in quanto i voti di giudizio non sono numerici e di base, sconsiglierebbe tutti e 3 i caffè commentati poco prima. Non rispecchiano le caratteristiche tipiche e reali del chicco di caffè e della bevanda. Report fa una scala da 1 a 10 per dare un metro di misurazione comprensibile al telespettatore e fa bene. Ma così si rischia anche di semplificare un po’ il tutto se non argomentato. Lo vediamo tra poco con un Nespresso originale.

Qui sul Colombia c’è un enorme problema di comunicazione. Non viene specificato che si tratta di un prodotto di altissima qualità (anche se lo si percepisce), non si dice che probabilmente è monogine ovvero un prodotto esclusivo di una determinata zona con determinate caratteristiche e che costa 43 centesimi. Il confronto ci sta per fare differenza tra prodotti di bassa lega e prodotti di qualità.

Al confronto illy classico (rosso) ne esce fuori con lo stesso voto, ma parliamo di un prodotto standardizzato seppur di alta qualità. Nonostante la sua natura di “standard” per illy, il caffè prende lo stesso voto di un Nespresso Colombia super ricercato “ottenuto dal lavoro di un ristretto e scelto gruppo di coraggiosi coltivatori, che lasciano maturare le ciliegie di caffè sugli alberi più a lungo del solito” citando testualmente la pagina web Nespresso. Il marketing è fantastico :D.

Tutti i difetti di Borbone, Kimbo e simili non sono da vedere solo dal punto di vista del gusto, ma anche salutistico. Bere caffè del genere non è possibile a lungo termine. Il corpo umano rigetta tutti questi difetti. Parliamo di muffa, umido e bruciato. Di conseguenza micotossine, acrilamide residui carboniosi da combustione. Tutte sostanze che il fegato smaltisce quotidianamente, ma sul lungo periodo al momento dell’ingerimento di questi tipi di caffè il corpo inizia a reagire in contrasto a queste sostanze.

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