I gamberi fritti sono un piatto a base di pesce che vi sorprenderà sia per il gusto irresistibile che per la semplicità della ricetta. Pochi ingredienti e una preparazione facile e veloce vi consentiranno di realizzare in poco tempo una delizia da leccarsi i baffi.
In questa semplice ricetta, vi guideremo attraverso i passaggi per creare dei gamberi fritti irresistibilmente croccanti all’esterno e succulenti all’interno. I gamberi fritti sono un ottimo secondo piatto in un menu in cui il pesce la fa da padrone. Sono anche ideali per un antipasto da servire in modo originale per stupire i commensali con la vista oltre che con il sapore.
La frittura, se ben eseguita, esalta il sapore del pesce e gratifica il palato con la tipica croccantezza della crosticina che avvolge l’interno morbido e succoso. La qualità della materia prima è fondamentale: quando si parla di pesce vale la pena spendere un po’ di più per assicurarsi un prodotto fresco e genuino.
Scelta dei Gamberi
Esistono diverse varietà di gamberi, ciascuna caratterizzata da specifiche dimensioni, colorazioni e habitat marini. La selezione di queste varietà offre una gamma di opzioni culinarie in grado di soddisfare tutte le esigenze.
- Gambero rosa: Specie ampiamente diffusa, si trova sia nel canale di Sicilia che nel basso Tirreno. Vive in habitat fangosi che contribuiscono a conferirgli un sapore marino gradevole e intenso.
- Gambero viola: Diffuso nella Zona Fao 37 nel Mediterraneo, è noto per il suo comportamento dinamico e atletico. Il suo continuo spostarsi tra le profondità del mare contribuisce a sviluppare una carne caratterizzata da una consistenza soda e “croccante”, con note leggermente dolci e raffinate.
- Mazzancolla: Nota anche come “gamberone imperiale”, la sua dimensione è notevolmente maggiore rispetto ai gamberi mediterranei. A causa di una dieta meno selettiva rispetto ad altri gamberi, la mazzancolla consumata cruda offre carni robuste ma meno aromatiche. Di conseguenza, si rivela in tutta la sua eccellenza quando cucinata.
- Gambero rosso: Senza ombra di dubbio è la specie più pregiata tra tutte, facilmente riconoscibile dalla sua colorazione rosso vivo. Il più famoso è quello di Mazara del Vallo. È agevole trovarlo in fondali fangosi, dove forma estesi raggruppamenti e si alimenta di microrganismi marini, piccoli invertebrati e krill.
Ingredienti
- 500 g di gamberi
- Farina 00 q.b.
- Mezzo cucchiaino di sale
- Pepe nero q.b.
- Olio di semi di arachide q.b.
Preparazione
- Prendete i gamberi, passateli sotto acqua corrente ed eliminate le teste ed il guscio, lasciando però le code.
- Mettete 3 cucchiai di farina dentro un sacchetto del congelatore, aggiungeteci il sale ed il pepe.
- Lavate ed asciugate, tamponandoli con un tovagliolo, i gamberi sgusciati.
- Tuffate i gamberi dentro il sacco con la farina, chiudete ed agitate per bene così da ricoprirli totalmente di farina.
- Togliete i gamberi dal sacco, sbatteteli leggermente per togliere la farina in eccesso.
- Scaldate abbondante olio di semi di arachide in una padella, quando sarà caldo tuffateci pochi gamberi alla volta.
- Lasciate friggere finché non sono dorati da tutti i lati.
- Scolate i gamberi fritti sulla carta assorbente.
Consigli per una Frittura Perfetta
Per infarinare i gamberi potete usare sia la Farina 00 che la Semola; nel secondo caso la frittura risulterà più Croccante. Per quanto riguarda l’olio per friggere, l’ideale è l’olio d’oliva che, oltre ad avere un punto di fumo alto, arricchisce gli alimenti di Vitamina E e Polifenoli antiossidanti che migrano dall’olio all’alimento. In alternativa potete scegliere un buon olio di semi di arachidi.
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In una padella dal fondo largo versate un dito di olio d’oliva (i gamberi devono poter galleggiare) e scaldate a 170°-180°. e friggeteli in padella. Dopo 30 secondi circa, girate i gamberi dall’altro lato e friggete per altri 30 secondi.
Alternativa: Gamberi Fritti Extra Croccanti
Per una croccantezza extra, potete preparare una pastella e usare il pangrattato:
- Preparare la pastella: In un recipiente mettiamo la farina, un po’di sale, aggiungiamo la farina poco alla volta e mescolando per evitare la formazione dei grumi.
- Prendiamo un gambero alla volta e lo passiamo prima nel pangrattato poi nella pastella e poi di nuovo nel pangrattato, in questo modo avremmo un extra croccantezza.
- Procediamo con tutti poi li facciamo cuocere per qualche minuto nell’ olio bollente e li mettiamo sulla carta per i fritti.
Questa impanatura utilizza come aggregante l'umidità dell'ingrediente principale; nel caso in cui questo fosse troppo secco può essere inumidito con poco latte. La stessa tecnica può essere utilizzata anche per le verdure (ad esempio le zucchine tagliate in fette larghe e sottili) o per la carne di pollo.
Il Segreto del Panko
Per ottenere una frittura particolarmente croccante, si può utilizzare il panko, un tipo di pangrattato giapponese con una texture particolarmente croccante e leggera. A differenza del pangrattato tradizionale, il panko è fatto utilizzando pane bianco senza crosta, che viene cotto al vapore e quindi essiccato.
Successivamente, il pane viene sbriciolato in scaglie più grandi anziché ridotto in briciole fini. Grazie a questa sua struttura, il panko non frigge ma ingloba aria. Di conseguenza, quindi, tende a far scivolare via l’olio in eccesso sugli alimenti fritti rispetto al pangrattato tradizionale.
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Salsa Rosa: l'Accompagnamento Perfetto
La salsa rosa o salsa cocktail è l’accompagnamento ideale per i gamberi. Secondo la ricetta originale si prepara mescolando maionese, ketchup, senape, Brandy e panna; poi la si lascia riposare in frigorifero almeno un’ora prima dell’utilizzo.
Noi utilizzeremo una salsa rosa di gamberi che ricorda l’originale giusto per il colore e per l’aggiunta di Brandy.
Temperatura di Cottura
In realtà non esiste una temperatura perfetta, o meglio non ne esiste una sola di servizio, perché può variare in base al vostro gusto. Abbiamo però delle certezze: a 45°C sono ancora crudi, a 50°C sono crudini ma compatti, con una consistenza soda anche se ancora molto umida, a 60°C sono cotti ma molto molto teneri, a 70°C ben cotti e con una succosità accettabile. Oltre questa temperatura, buttateli via.
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