Colori per Ceramica: Composizione e Utilizzo

La lavorazione della ceramica è una delle attività artistiche più amate e diffuse, una pratica che richiede attenzione, cura, passione e tanta creatività. Esistono diversi modi per colorare la ceramica, e per ciascuno ci sono dettagli e tecniche da conoscere per scegliere la strada più adatta da seguire. Questa scelta dipenderà da fattori unici e personali, come il tuo gusto e l'effetto estetico desiderato, ma anche dall'utilizzo finale del prodotto.

In questo articolo, esploreremo le diverse opzioni per la colorazione della ceramica, analizzandone le caratteristiche e le modalità di utilizzo.

Engobbi

Cominciamo con l'engobbio (o ingobbio), che è un tipo di colorazione che si applica sulla ceramica cruda. È composto da argilla colorata in massa ed acqua miscelati insieme. L'engobbio si applica sulla ceramica ancora non del tutto asciutta, per la precisione a durezza cuoio, e ha un finish opaco. Gli engobbi sono versatili, disponibili praticamente in ogni colore, e aderiscono bene all'argilla, rimanendo stabili in fase di cottura.

Smalti

La smaltatura è uno dei metodi più conosciuti e comuni per la colorazione della ceramica. Lo smalto può avere un finish brillante e lucido, oppure opaco e satinato, e dal punto di vista dei colori e degli effetti decorativi offre una varietà pressoché infinita di possibilità. Dato che gli smalti sono fatti di composti chimici, che reagiscono in modo diverso all'argilla, di fatto potrai ottenere risultati sempre diversi e soprattutto unici! Proprio per questo può essere utile prevedere alcuni test di smaltatura, applicando diversi smalti sulle argille con cui stai lavorando e procedendo alla cottura per verificare gli effetti.

Una cosa importante da tener presente quando si parla di smalti, anche e soprattutto per l'effetto estetico finale del tuo lavoro, è che esiste la possibilità di creare un rivestimento coprente oppure trasparente.

Leggi anche: Pannelli sandwich: scelta dei colori RAL

Gli smalti, infatti, hanno la caratteristica di essere coprenti: il rivestimento vetroso che si ottiene dalla smaltatura copre la terracotta sottostante, creando uno strato uniforme di un altro colore.

Cristalline e Sottocristalline

La cristallina, al contrario, permette di creare un rivestimento vetroso al pari dello smalto, ma con un effetto di trasparenza: il che vuol dire che al di sotto della smaltatura si potrà vedere la terracotta originale, così come eventuali decorazioni che avrai preventivamente creato su di essa, e che vengono chiamate appunto sottocristalline. Le cristalline possono essere neutre o colorate, e avere una finitura lucida o satinata.

Con il termine sottocristalline, dunque, si indica qualsiasi colorazione applicata sulla superficie della ceramica prima dell'applicazione di uno smalto trasparente. Le sottocristallline, quindi, sono decorazioni che vengono utilizzate per creare design e pattern che emergeranno sotto e attraverso lo strato di smalto trasparente, creando effetti di maggiore profondità e ricchezza.

Tecniche di Smaltatura

Esistono diverse tecniche di smaltatura, tra cui:

  • Immersione: Prevede di immergere l'oggetto in un contenitore pieno di smalto per circa tre secondi. È il metodo più facile e veloce, adatto anche ai principianti, e permette di ottenere uno strato di copertura uniforme. È importante dare allo smalto la giusta consistenza, in modo che aderisca bene alla ceramica.
  • Aspersione: Viene spesso utilizzata contestualmente all'immersione, ad esempio nel caso di oggetti cavi in cui vada smaltato l'interno. Anche in questo caso si verserà lo smalto, si lascerà agire per circa tre secondi per poi riversare l'eccesso di liquido nel contenitore.
  • Pennello: Particolarmente indicato per oggetti più piccoli e per lavorazioni di precisione. Gli smalti per pennello hanno una consistenza molto più spessa, ed è importante leggere le indicazioni per sapere quanti strati vanno applicati per ottenere il colore desiderato. Uno dei “rischi” con questo tipo di tecnica è quello di lasciare i segni delle pennellate.

Cottura

Come abbiamo già anticipato, mentre l'engobbio si può applicare sulla ceramica fresca, lo smalto deve invece essere applicato sulla ceramica biscottata, per poi effettuare una seconda cottura. Il forno viene portato lentamente alla temperatura necessaria per la fusione della silice nello smalto, e poi viene lentamente raffreddato. Questo rende la ceramica forte, solida, impermeabile e resistente agli elementi.

Leggi anche: Scopri i Segreti del Vino

Tutti gli smalti sono classificati per livelli di cottura, che vanno da temperature medio basse a temperature estremamente alte: è importante quindi rispettare i range indicati, per scongiurare difetti e rotture.

La fase della cottura è anche quella in cui possono verificarsi alcuni dei problemi più comuni legati ad errori di applicazione dello smalto o, appunto, di cottura.

  • Sotto o sovracottura: Nel caso di una cottura incompleta, il risultato sarà uno smalto ruvido e poco brillante. La bella notizia è che questo problema si può risolvere sottoponendo l'argilla a una nuova cottura a più alte temperature. Diverso è il caso della cottura eccessiva, da cui purtroppo non c'è ritorno.
  • Mancanza di aderenza tra ceramica e smalto: Durante la cottura, per via delle alte temperature, sia l'argilla che lo smalto avranno una maggiore fluidità e aderiranno perfettamente. Essendo materiali con comportamenti fisici diversi, però, possono perdere questa aderenza quando comincia il raffreddamento. Se lo strato di smalto si contrarrà troppo non riuscirà a coprire l'intera superficie dell'argilla, creando delle crepe.
  • Mancanza di adesione: Abbiamo già sottolineato l'importanza di una superficie il più possibile pulita e asciutta prima di applicare lo smalto, perché impurità, polvere e umidità possono influenzare l'aderenza dello smalto all'argilla.
  • Creazione di bolle: Questo è un difetto che riguarda l'argilla, più che lo smalto, ma che può influenzare negativamente anche lo smalto, creando bolle o buchi.

Range di Temperature di Cottura

Per concludere questa guida alla colorazione della ceramica, presentiamo uno specchietto che mostra i range di temperature più comunemente utilizzati per la cottura dello smalto. La temperatura sbagliata può creare molti problemi.

Tipo di range Temperatura approssimativa Dettagli
Very low fire range 600/850° C Gli smalti a bassissima temperatura vengono applicati su ceramiche che hanno già passato almeno la biscottatura, se non già una seconda cottura. Il vaso viene riportato nel forno per la cottura a bassissima temperatura per fissare lo strato ulteriore.
Low fire range 822/1120° C È il più comune tra i livelli di cottura (soprattutto in passato, a causa della limitata disponibilità di forni ad alte temperature). Permette ai ceramisti di utilizzare coloranti che perderebbero di stabilità e qualità a temperature più alte. Per contro, c'è il rischio che l'argilla rimanga troppo porosa e che la smaltatura, per via dell'alta percentuale di flussante, sia morbida e poco duratura.
Lower mid fire range 1110/1145° C Molto poco utilizzato, ma con risultati interessanti soprattutto per la stabilità dell'argilla. La maggior parte dei colori che si usano per i range più bassi possono essere usati anche in questo.
Mid fire range 1165/1210° C I vantaggi di questa cottura comprendono la stabilità dell'argilla, la lunga durata dello smalto e la grande disponibilità di colori
High fire range 1260/1390° C A questo livello di cottura si ottengono maioliche e porcellane.

Pigmenti Ceramici

I pigmenti ceramici sono particolari solidi, ridotti in particelle che possono essere colorate, nere o bianche. Questi elementi sono largamente usati per colorare piastrelle, stoviglierie, sanitari, smalti e vetri e sono impiegati soprattutto dai colorifici ceramici. Il pigmento ceramico, sostanzialmente, impartisce il colore e lo fa attraverso la semplice dispersione fisica nel mezzo da colorare, senza essere dissolto nella fase liquida che si forma ad alta temperatura durante la cottura della ceramica.

Tra i più importanti pigmenti si ricordano: il giallo praseodimio, il blu cobalto, i rosa al ferro, al selenio e al calcio-stagno-cromo, i bruni al ferro e al manganese, il nero cromo-ferro-cobalto.

Leggi anche: Tendenze capelli cioccolato chiaro

Caratteristiche Tecnico-Fisiche dei Pigmenti Ceramici

I pigmenti sono utilizzati in molteplici applicazioni industriali, nel settore ceramico e nei coloranti per piastrelle, ma per essere veramente efficaci e di qualità questi elementi devono presentare determinate caratteristiche.

  • Elevato potere colorante: il colore deve essere intenso e avere un alto indice di rifrazione per assicurare “brillantezza”
  • Stabilità chimica: deve mantenere le sue caratteristiche durante la cottura del corpo ceramico, cioè non deve reagire con gli altri componenti fondendo e/o formando una nuova fase;
  • Stabilità termica o refrattarietà: le proprietà ottiche devono rimanere immutate anche a temperature di cottura molto elevate. Spesso la stabilità termica è nettamente inferiore rispetto a quella teorica, pertanto il punto di fusione dei pigmenti deve essere considerevolmente più alto della temperatura di cottura ceramica. I pigmenti dovrebbero avere una temperature di fusione tra i 1600-2000°C.
  • Bassa tossicità: devono rispettare i limiti consentiti dalle norme internazionali riguardanti gli elementi tossici, soddisfacendo determinati requisiti sanitari. In questo modo si garantisce la tutela sia degli operatori che dell’ambiente.
  • Costo delle materie prime compatibile con il mercato: le materie prime, dalla cui reazione si genererà la struttura finale, non devono essere difficilmente reperibili o esageratamente costose.

Classificazione dei Pigmenti Ceramici

La classificazione dei pigmenti ceramici può avvenire seguendo diversi criteri. Possono essere suddivisi per l'origine, il colore impartito, la struttura cristallina del pigmento e il suo utilizzo finale.

  • Classificazione per origine: Un pigmento ceramico può essere naturale o sintetico. I pigmenti sintetici, a differenza di quelli naturali, sono preparati industrialmente tramite opportuni procedimenti chimici e rappresentano la stragrande maggioranza dei pigmenti.
  • Classificazione per colore: Tramite la miscelazione o grazie all'utilizzo di singoli pigmenti, si possono ottenere i principali colori.
  • Classificazione per utilizzo finale: Sulla base del loro utilizzo finale i pigmenti ceramici possono essere divisi in tre principali gruppi : pigmenti per impasti (body stain) , pigmenti per smalti (ceramic pigments for glazes) e pigmenti per INKS.

Inchiostri Pigmentati

Gli inchiostri pigmentati per decorazione digitale rappresentano una delle innovazioni più importanti del settore ceramico. Tali inchiostri nascono dal principio della quadricromia: ciano, magenta, giallo e nero che sono i colori primari, ovvero le quattro tinte fondamentali con le quali ottenere la più vasta varietà cromatica possibile. Nel tempo la gamma degli inchiostri è aumentata in base alle esigenze dei produttori ceramici con blu, marrone, vari toni di giallo, rosa e bianco, in funzione anche dell’evoluzione dei sistemi di stampa.

Preparati di Metalli Preziosi e Lustri

I lustri sono preparati simili a lacche fatte di composti organometallici a base di metalli preziosi, combinati con resine che servono a formare una pellicola. Cotti su vetro, maiolica o porcellana, essi producono strati molto sottili e intensamente colorati con spessore dello stesso ordine di grandezza della lunghezza d'onda della luce visibile. Interferenza e riflettenza luminosa producono effetti di luccichio e iridescenze di colore.

tags: #colori #per #ceramica #composizione #e #utilizzo

Post popolari: