Coltivare Pomodori da Salsa: Consigli Utili per un Raccolto Abbondante

Le piante di pomodori sono sicuramente le più diffuse nei nostri orti e si caratterizzano per l’elevata quantità di pomodori che producono annualmente. Partire da un seme o da una piantina alta pochi centimetri per arrivare a raccogliere i rossi frutti della pianta di pomodoro è molto gratificante. Il sapore dei pomodori coltivati in casa è spesso incomparabilmente più buono dei pomodori acquistati in negozio o al supermercato.

Quando e Come Piantare i Pomodori

La pianta di pomodoro non è amante delle temperature rigide, pertanto il periodo migliore di semina è maggio-giugno, se decidiamo di seminarli direttamente nel terreno. Maggio è il mese chiave per i trapianti dei pomodori. In Italia mediamente i pomodori si possono trapiantare all’esterno nel mese di maggio, con alcune eccezioni dovute alla variabilità climatica del nostro territorio. Anche il mese di aprile può essere favorevole, con qualche rischio in più che i pomodori blocchino la crescita per qualche nottata fredda. Chi possiede una serra può trapiantare prima e anticipare il periodo di disponibilità di questi frutti, in base alle temperature che può mantenere la serra. Si possono prevedere più trapianti successivi per allungare il periodo di raccolta soprattutto se l’autunno è mite. Quindi si possono mettere a terra pomodori fino a giugno.

La prima operazione da fare al momento del trapianto è accertarsi che il pane di terra dove è cresciuto il pomodoro sia ben bagnato, in caso contrario lo innaffiamo. Il trapianto può avvenire anche a radice nuda, se avete seminato i pomodori in una cassetta, avranno le radici intrecciate, potete delicatamente districarle e piantarli a radice nuda. Il terreno, precedentemente preparato, dovrebbe essere stato arricchito con l’utilizzo di piante da sovescio, compost o letame maturo. Possiamo accompagnare le operazioni di interramento con l’aggiunta di un altro po’ di compost. Il pomodoro va interrato parecchio, andando ben oltre il colletto. Possiamo coprire il fusto fino all’innesto delle prime foglie. Per evitare di fare buche molto profonde si può piegare lo stelo per lasciarlo sotto terra e far emergere solo la parte provvista di foglie. Tutto questo lo si fa perché il pomodoro ha la capacità di emettere radici dal fusto e interrandolo aumentiamo il suo apparato radicale. Questa caratteristica permette al pomodoro di “camminare”. Se non impalchiamo i pomodori i fusti si piegano fino a toccare terra. Nel punto di contatto verranno emesse radici che rafforzano la pianta. Attenzione e non fare questa operazione se le piante sono innestate. Se possibile supporti e piantine dovrebbero essere messi a terra insieme per evitare di disturbare le radici del pomodoro già attecchito successivamente.

Preparazione del Terreno

È importante vangare il terreno in cui andremo a coltivare i pomodori, specie se troppo compatto e poco utilizzato, ripetendo l’operazione per due o tre volte nelle settimane precedenti alla semina. In base alle dimensioni dell’orto, possiamo procedere alla vangatura con zappa oppure con l’ausilio di una motozappa. È necessario seminare i pomodori in un terreno che sia ben esposto al sole perché le piante richiedono i raggi diretti. IL TERRENO: il pomodoro può essere coltivato in ogni tipo di suolo preferendo quelli ricchi di sostanza organica, irrigui, neutri, drenanti e a medio impasto nei quali si avranno i risultati migliori. Nella preparazione del suolo è consigliata una lavorazione profonda (30-40 cm).

Sesto di Impianto e Distanze

Il sesto di impianto farà crescere in maniera corretta e sana la pianta. Si configura come un vero e proprio supporto di crescita, da posizionare a circa 50 centimetri di distanza l’uno dall’altro. Scaviamo delle buche piccole nel terreno, generalmente il doppio del pane di terra della piantina, ad una distanza di 40 o 50 centimetri l’uno dall’altro e almeno 80 centimetri per il passaggio tra le file di pomodori. Sulla fila, ossia tra una pianta e l’altra, lasciare 60-80 cm; tra le file lasciare 100 cm per il transito. Distanze: il sesto consigliato è di 40-50 cm sulle file e 100 cm tra le file.

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Concimazione

Nella buca mettiamo un po’ di concime organico e poi adagiamo la piantina di pomodoro. LA CONCIMAZIONE DI BASE: apportare almeno 20 giorni prima del trapianto e incorporare nel terreno del concime organico (letame fermentato maturo, compost) e/o concimi minerali a lenta cessione con azoto, fosforo e potassio in rapporto equilibrato. Una nutrizione equilibrata e distribuita nel tempo, permette di ottenere la massima produzione dalla coltivazione del pomodoro. la concimazione di fondo: 2-3 settimane prima del trapianto, apportare un’abbondante quantità di sostanza organica (se non la si è distribuita in autunno): letame maturo (o stallatico) e un fertilizzante NPK (es. la concimazione di copertura: dopo la concimazione iniziale, si potrà intervenire ogni 3 settimane con fertilizzante minerale NPK (N:P:K 1:3:1 fino alla fioritura, N:P:K 1:1:3 da ingrossamento a maturazione), oppure alternando pollina, borlanda e agrogel. la concimazione di soccorso: è fondamentale qualora la crescita delle piante si arrestasse nelle prime fasi, a causa di stress ambientali o carenze.

Irrigazione

Possiamo procedere a stendere una piccola pacciamatura organica per mantenere umido il terreno ed evitare la crescita di erbacce infestanti. Bisogna irrigare ogni giorno stando attenti a non creare ristagni nel terreno e a diminuire l’apporto di acqua nei momenti critici della pianta. Un modo molto efficace per un migliore gestione e risparmio idrico è utilizzare l‘irrigatore a goccia che consente di innaffiare a interventi regolari, non bagna la pianta ed evita gli squilibri idrici. Si consiglia, per una migliore gestione e un risparmio idrico, l’impianto a goccia con manichetta forata magari gestito da un elettrovalvola temporizzata da collegare al rubinetto. Questo sistema consente di annaffiare a intervalli regolari e non bagna la vegetazione riducendo le problematiche fitosanitarie. Evitare squilibri idrici. Innaffiare nelle ore più fresche preferibilmente al mattino.

Il pomodoro è in grado di sopravvivere con apporti idrici limitati, ma la carenza di acqua cronica dà luogo a piante stentate, con produzione molto inferiore rispetto al reale potenziale delle varietà. Di norma il pomodoro in primavera si irriga 2-3 volte a settimana: frequenza e quantità variano in base alle caratteristiche del suolo, alla fase di sviluppo delle piante e all’andamento climatico. Tra un intervento e il successivo si lasci asciugare lo strato superficiale di terreno intorno alle piante, per evitare i ristagni. Nelle prime fasi dopo l’attecchimento, se il clima è fresco, ma non piove, saranno sufficienti 1-2 interventi settimanali. I quantitativi devono permettere all’acqua di penetrare in profondità, per garantire un’autonomia di alcuni giorni. Si bagnerà nuovamente quando il terreno sarà asciutto in superficie e le piante manifesteranno un leggero stress, assumendo una colorazione opaca. Dall’inizio della fioritura, le quantità aumenteranno e la massima necessità si raggiungerà quando più palchi saranno in fase di ingrossamento e le temperature elevate. In estate, è richiesta molta più acqua e interventi più frequenti, fino a 2-4 per settimana (fino a 4-6 litri al giorno con piante cariche di frutti, nei periodi più caldi e asciutti). In questa fase le piante non dovranno andare in carenza idrica, per produrre al meglio e ridurre i rischi di marciume apicale. Quando più le bacche sono nelle fasi finali di maturazione, si ridurranno un po’ i volumi di annaffiatura, ma senza stressare le piante. Le varietà allungate e quelle più sensibili a marciume apicale, richiedono irrigazioni più frequenti rispetto alle altre, in prossimità della maturazione, quando sono presenti anche bacche in fase di ingrossamento. Apporti idrici troppo scarsi, possono determinare produzione di bacche di calibro modesto, caduta dei fiori e marciume apicale dei frutti. Irrigando pomodori in fase di maturazione con quantitativi eccessivi di acqua, dopo periodi di siccità, provoca facilmente spaccature dei frutti. Anche gli eccessi idrici possono creare problemi, come marciumi radicali, crescita eccessiva della vegetazione a discapito della produzione e maggiore sensibilità ai patogeni.

Cure Colturali

Eliminare costantemente le erbe spontanee in prossimità delle piante coltivate in quanto fonti di inoculo di numerose malattie. Per evitare la comparsa delle infestanti risulta efficace l’utilizzo della pacciamatura con film plastico bianco sopra e nero sotto o strati di paglia. Pacciamatura: la pacciamatura del terreno con nylon “fumè” o verdi, è utile soprattutto nei trapianti precoci e nelle zone collinari, mentre in quelli estivi è meglio il nylon bianco, oppure la paglia. La pacciamatura permette di prevenire le infestazioni delle malerbe e di mantenere più a lungo l’umidità del suolo (attenzione: con la pacciamatura, ridurre gli apporti idrici nei periodi freschi!). Indispensabile associarvi la baulatura, nei terreni argillosi. Utilizzando la pacciamatura con nylon, diventa più pratica l’irrigazione a goccia.

Sostegni per le Piante

Le varietà a crescita determinata formano cespugli alti 35-40 cm, ramificati con portamento eretto o a volte strisciante; per questo motivo non occorrono tutori di alcun tipo a sostegno della vegetazione ne operazioni di scacchiatura o sfemminellatura che, in questo caso, vanno a scapito della produzione. Sostegni nei pomodori 'da palo' (indeterminati): esistono diversi metodi per sostenere i pomodori a sviluppo indeterminato, capaci di crescere anche ben oltre 2 metri: dai sistemi tradizionali, con le classiche canne (o paletti, tondini di metallo, ecc), a quelli più moderni, con corde di nylon. Quando la pianta supera i 30 cm di altezza, il fusto va fissato a un tutore (canna, paletto ecc.) di 180-220 cm, tramite un legaccio. Le canne vanno piantate nel terreno per almeno 20-30 cm e fissate tra loro in alto con fil di ferro o spago, per rendere più stabile la struttura. La struttura a 'piramide': costituita da 4 canne incrociate ed unite in alto, è semplice e stabile ed è perfetta se non ci si attende una produzione prolungata (ad esempio se concimazione è povera). Il limite maggiore di questo metodo è la difficoltà di arieggiamento della vegetazione che può favorire attacchi fungini.

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Consociazioni e Avvicendamenti

I pomodori possono essere coltivati insieme ad altri ortaggi o piante aromatiche, per un reciproco vantaggio. Una intesa celebre, anche lontano dal campo, è quella tra pomodori e basilico, che aiuta a tenere lontane le cimici. Favorevole è la coltivazione mista con sedano, prezzemolo, spinaci, cavoli, lattughe, cicorie, rape, porri, aglio e fagiolini. Non consociare i pomodori con cavolo-rapa, finocchi, patate e altre solanacee.

È bene che il pomodoro non ritorni sullo stesso terreno per almeno 3-4 anni per evitare la proliferazione dei parassiti. Da evitare la sua coltivazione dopo melanzana, peperone, patata.

Potatura e Cimatura

Mentre i pomodori nani non richiedono potature, in quelli “da palo”, bisogna togliere continuamente i germogli ascellari o “femminelle”, iniziando 2.-3 settimane dopo il trapianto. Si tratta dei germogli che crescono nel punto di inserzione delle foglie sul fusto della pianta. Nelle varietà da impalare (indeterminate), vanno asportarti settimanalmente, lasciando sviluppare solo l'apice della pianta, che così prenderà più forza. Questa operazione favorisce una produzione più equilibrata ed una migliore sanità di piante e bacche.

Nelle varietà da palo, quando la cima della pianta supera l’altezza dei tutori (170-200 cm), si può tagliare, se non si desidera proseguire con la raccolta (o se la pianta è visibilmente indebolita e “a fine corsa”). Ciò favorirà un maggior ingrossamento delle bacche presenti.

Raccolta

In base alla varietà e al tipo di utilizzo che ne andremo a fare, scegliamo se raccoglierli a maturazione completa oppure un po’ in anticipo. Per i pomodori da insalata è preferibile raccoglierli quando si trovano nella fase verde matura e continueranno a maturare da soli nel tempo anche dopo la raccolta, fino a diventare rossi. Per i pomodori da conserva coincide con la completa maturazione rossa della bacca; per quelli da insalata con la colorazione verde rosata. Dal trapianto occorrono circa 60-80 giorni per iniziare la raccolta. Ogni pianta produce in un ciclo colturale da 2 a 5 kg di frutti.

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Varietà di Pomodori da Salsa

Nel mondo dei pomodori ci sono delle varietà particolarmente adatte in cucina per le conserve, i cosiddetti pomodori da salsa. Eccezionale varietà di San Marzano che abbina la resistenza al marciume apicale ad una grandissima qualità del frutto. I frutti sono lunghi e pieni, di un bellissimo color rosso brillante e di un ottimo sapore.

Ecco un elenco di varietà tradizionali, tra cui scegliere quelli più adatti al clima e al metodo di coltivazione che si vuole utilizzare:

  • Pomodorino del piennolo del Vesuvio
  • Ciliegino di Pachino
  • Cuore di bue
  • Pomodorino di Corbara o Corbarino
  • Pomodoro San Marzano
  • Fiaschetto di Torre Guaceto
  • Regina di Torre Canne
  • Pomodoro siccagno della Valle del Bilici
  • Pomodoro di Camona o Camone
  • Pomodoro Costoluto di Rotonda
  • Pomodoro Belmonte Calabro
  • Pomodoro canestrino di Lucca
  • Scatolone di Bolsena
  • Spagnoletta del Golfo di Gaeta e di Formia
  • Pomodoro Tondino Maremmano
  • Pomodoro Datterino

Tabella comparativa delle varietà di pomodoro più amate

Varietà Caratteristiche
San Marzano Resistente al marciume apicale, frutti lunghi e pieni, rosso brillante, ottimo sapore.
Ciliegino di Pachino Piccoli e dolci, ideali per insalate e snack.
Cuore di Bue Grandi e carnosi, perfetti per insalate e ripieni.
Datterino Allungati e dolci, ottimi per salse e conserve.

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